Victor Frankenstein almeno era originale

Serie: Niente di anomalo


Sonia era già a scuola, ed era suonata la campanella della fine dell’intervallo.

“Sonia, potresti portare questi fogli in segreteria per me?”

“Ok prof. Vado”

Sonia uscì e s’incamminò in segreteria.

-L’idiota ovviamente è uscito prima di me dicendo di andare in bagno, ma in realtà mi sta aspettando da qualche parte. Che vuole fare? Oh no. Mi sta aspettando alla fine di questo corridoio e appena sentirà i miei passi svolterà l’angolo per scontrarsi con me, farmi cadere i fogli e aiutarmi a raccoglierli. Davvero un cliché così ovvio e ridicolo? Chiunque abbia inventato questo cliché merita di essere menato. Comunque so che fare-

Sonia, arrivata all’angolo, eseguì la curva quasi strisciando al muro, evitando completamente Antonio.

-Se non fosse un cretino del genere mi farebbe pena. Ci è rimasto male poverino-

Sonia continuò a camminare, ma al ritorno, appena uscita dalla segreteria, si fermò.

-L’idiota non vuole arrendersi. “Adesso la aspetto al ritorno! Non esiste che io non riesca a conquistare una brutta del genere!”. Allora. Perché tutti i personaggi secondari inutili mi insultano? Due: questo è proprio insistente, non capisce che deve starmi lontano? Non importa comunque, adesso lo sistemo io-

Poco dopo Antonio sentì dei passi nel corridoi.

“Eccola!-però non trovò nessuno nel corridoio-Cosa? Di chi erano quei passi? Era un fantasma!? E poi Sonia per tornare in classe deve per forza passare di qui. Quindi prima o poi passerà di qui!”

“Antonio-era Giulia-Torna subito in classe o la prof ti mette una nota. L’intervallo è finito da dieci minuti!”

“Ah. Arrivo, allora”

Tornarono in classe.

“Sonia?! Che ci fai qui?!”

“Dove dovrei essere se non qui Antonio?”

“Basta! Fate silenzio! Adesso ricomincia la lezione!”

“No! Un attimo. Ho visto Sonia andare in segreteria ma non tornare! Da dove sei passata?”

-Adesso riuscirò a vendicarmi di tutto il fastidio che mi ha dato lo stupido- “Da dove dovrei essere passata se non per il corridoio? Pensi mi sia teletrasportata?”

“Ma non ti ho vista passare al ritorno. Non puoi essere passata, ti avrei vista!”

“Che stai dicendo? E poi. Vuol dire che mi stavi tenendo d’occhio di nascosto?!”

“Cosa?! No! Certo che no!”

“Allora perché ti sei attardato fuori?- la professoressa era stranita- Non inseguire le tue compagne di classe. Quello è un reato, e sei anche inquietante”

Antonio non rispose.

-Fatto! Completamente zittito! E per inciso, appena fuori la segreteria mi sono teletrasportata in bagno, e i passi che ha sentito erano solo delle illusioni-

Il pomeriggio, dopo aver finito i compiti, cominciò a scrivere sul suo quaderno ad anelli.

-Vuoi sapere cosa è questo quaderno? Lo uso per scrivere sia storie inventate sia come mio quaderno, tanto ciò che scrivo si confonde e sembra una delle tante storie. Quando ero piccola ci scrivevo sopra le regole per usare i miei poteri, e ogni volta che dovevo usarli prima pensavo se avrei rispetto tutte le regole. Che carina che ero. E ovviamente erano regole del tipo “non fare del male agli altri con i poteri”. Ero davvero fissata con quelle regole-

Mentre Sonia pensava entrò in camera sua suo padre.

“Lo sai cosa voglio, vero?”

“Ovviamente, vuoi che ripari un televisore che ti si è rotto al negozio”

“Mi aiuterai vero?”

“No”

“Dai! Va bene, in cambio ti compro dei pasticcini freschi”

“Se pensi che mi venda per i dolci… Sì hai ragione, ne vale la pena”

Sonia teletrasportò sé e suo padre al negozio, toccò il televisore rotto e lo riparò subito; quindi tornò a casa.

-Già. Posso riparare gli oggetti soltanto toccandoli; ma solo se il danno è stato inferto dall’esterno. Per esempio, se in un computer la batteria si brucia perché è sempre sotto carica io non posso fare niente, visto che il danno è interno-

“Giulia!”

“Cosa?! Mamma?! Perché non ti ho sentito arrivare?”

“Scusa, volevo vedere se l’anello che ho costruito riusciva ad impedirti di leggermi la mente”

“Ah. Perché hai costruito una cosa del genere? E quale scusa hai usato? Cioè, nel laboratorio in cui lavori hai chiesto ‘Scusate gente, posso costruire un anello per non farmi leggere la mente da mia figlia?’ o una cosa del genere?”

“Certo che no. Diciamo che mi sono messa in proprio. Guarda questa cartina, teletrasportaci nel sotterraneo di questo edificio”

“Se lo dici tu”

Si trovarono in una specie di laboratorio segreto.

“Quando hai costruito questo posto?”

“Lascia stare, guarda”

-Cosa sto vedendo? Non saprei manco come descrivere una cosa del genere! Cioè, c’è un cilindro di quelli verdi da laboratorio segreto in cui all’interno è piazzato… Un ragazzo della mia età con la pelle grigia? Davvero? Io pensavo sempre che prima o poi uno scienziato pazzo avrebbe cercato di rapirmi e sfruttare i miei poteri. Ecco perché non è mai successo, lo scienziato pazzo ce l’ho in casa-

“So che cosa stai pensando, e lui è un robot che ho costruito, non è un essere umano”

“Ah ok. Stavo già facendo le valigie per scappare dallo scienziato pazzo. Comunque sei piuttosto banale, potevi costruire qualcosa di più originale”

“Che cattiva. Comunque sto per metterlo in funzione”

“Davvero?! Ferma subito!”

“Perché?”

“Allora. Ti dico come sarà la scena. Tu lo fai prendere vita, io provoco il rumore di un tuono, tu urli ‘Si può fare!’ oppure ‘it’s alive!’, come preferisci, e inizi a ridere. Vai facciamo così!”

“Sonia. No”

“Come no?”

“Tu sei qui solo per scegliere il suo nome”

“Ah”

“E mi raccomando, un nome plausibile. Lui verrà a scuola con te”

“Cosa?! Questo non mi piace”

“Scegli un nome”

“Antoncesco Sghirobolli”

“Plausibile”

“Francesco Bolli”

“Plausibile!”

“Guarda che Francesco Bolli è plausibile”

“Non credo esista il cognome Bolli”

“Sì che esiste, tu che stai leggendo con il cognome Bolli, dimostra che esisti!”

“Va bene, va bene”

Serie: Niente di anomalo


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