VII – Il Buoro

Serie: La Triste Storia di Uccello Mendace - La Bella e la Bestia


I compagni di avventura scesero di sella non appena giunti in prossimità del Buoro; lasciarono i cavalli liberi, certi che al ritorno sarebbero accorsi al loro richiamo. Il bosco era troppo fitto per attraversarlo in groppa ai destrieri, da quel punto potevano contare solo sulle loro gambe e sui sensi fini di Alo.

«Dunque… » il Lord fissò pensieroso la boscaglia. «Se non ho compreso male, l’Unicorno vive nel folto della foresta assieme agli “gnam gnam”.»

Patra aprì le labbra ed articolò un paio di schiocchi salivosi, simili ad accenni di masticazione a bocca aperta. I due assassini gli rivolsero uno sguardo sconcertato e il Mago sospirò.

«Sì, “gnam gnam” può andare bene. L’Unicorno si chiama Mephisto.»

«Principessa» l’assassino umano spostò lo sguardo sulla gatta «non ha avuto notizie di Scarlet Vader. Da quanto le è stato “riferito” Mephisto è carnivoro, tutti lo temono e si tengono lontani da questo luogo.»

Il mago annuì e la gatta miagolò

«Gli “gnam gnam” somigliano a piccoli gnomi barbuti che indossano delle casacche verdi e un cappello a punta.» Il Lord si aggrappò al bastone, scuotendo leggermente la testa.

L’elfo sogghignò. «Benvenuto nel mondo di Gatto Mannaro.»

L’uomo prese un bel respiro, rivolgendo l’attenzione sul discepolo. «Sei certo di questa follia?»

«Assolutamente.» Alo estrasse gli stiletti dalle guaine, soppesandoli.

«Che gli Déi ci proteggano…»

Dopo aver constatato che le lame fossero affilate a dovere, l’elfo ripose le armi.

«Perché non attendi alla locanda, Rudolph? Tilda sarà lieta di prendersi cura di te. Questa non è la tua guerra, Lui non è qui.»

Il Lord gli rivolse un’occhiata feroce. «L’Unicorno è anche la Mia guerra. Non sono mai arrivato tanto vicino a Scarlet Vader, non riuscirai a mettermi da parte come una vecchia ciabatta.»

Patra sbuffò seccato, indicando Principessa: la gatta si era già avviata in direzione della boscaglia e il mago la raggiunse non appena certo che gli assassini avessero smesso di bisticciare come bambini.

Alo e il Lord si accodarono per poi formare una fila ordinata; la guida fu lasciata all’elfo. I suoi occhi attenti riuscirono ad individuare una sorta di sentiero naturale che permetteva a malapena il passaggio di una persona adulta. Non appena immersi nella vegetazione iniziarono a udire degli strani versi gutturali; una cacofonia senza apparente logica.

L’elfo estrasse nuovamente gli stiletti e il Lord premette un pulsante ben mimetizzato nelle venature del bastone: una molla fece scattare un meccanismo all’estremità superiore della verga, liberando una lama appuntita. Patra e la gatta procedettero nel mezzo, cercando di cogliere ogni possibile movimento o suono.

«Patra?»

Il mago colse al volo la muta domanda del padrino. «Non li comprendo, non sono animali.»

Il Lord strinse saldamente il bastone, pronto a difendersi da un eventuale imboscata.

Camminarono per un tempo che parve infinito: gli alberi erano fitti al punto da formare una cupola scura che ammantava il Buoro d’ombre. Il passaggio si fece più chiaro e, pollice dopo pollice, prese vera forma consentendo di passare più agevolmente. I versi scemarono, lasciando un silenzio pensante.

Svoltarono, seguendo il corso naturale per sentiero, ed iniziarono a muoversi più rapidamente. Alo fu il primo a vedere i totem, indicandoli agli altri: composti da ossa disarticolate, pendevano dai rami in assurde composizioni legate da corde sottili. Erano centinaia e creavano un insieme assurdamente armonico. Nel mezzo facevano bella mostra di sé tibie e femori umani. Patra quasi batté il naso contro una campanella a vento composta da mandibole di varie dimensioni.

«Offerte votive? Simulacri?» Il Mago volle dar voce a quella speranza.

«Giovane amico, la parola “gnam gnam” non ti suggerisce nulla?»

Patra corrugò le sopracciglia, caparbio. «In realtà sono gli…» tentò di replicare il suono che Principessa aveva associato loro, ma non ne ebbe il tempo. Giunti in una radura più ampia i versi si levarono nuovamente. Alo alzò gli stiletti incrociandoli al petto e il Lord sollevò il bastone da terra premendo un altro pulsante. Dall’estremità che poggiava a terra, uscì una nuova lama.

«Arrivano, sono da tutte le parti.»

I due assassini si diedero le spalle, lasciando Patra e la gatta nel mezzo.

Non ebbero tempo per studiare le strane creature che li sommersero come un fiume in piena, occupati a scalciarle e menare colpi taglienti. Erano piccoli, misuravano non più di dieci pollici, ed agivano in gruppo allo stesso modo di un nugolo d’insetti: appena abbattuto uno, ne arrivavano altri dieci. Principessa ne agguantò parecchi, strappando loro il capello per mordere la pelata. Non fu la sola a mordere, gli gnam gnam non portavano armi, ma i loro denti erano aguzzi quanto quelli di una sega. Si attaccavano a braccia e polpacci, staccando lembi di tessuto e carne.

Patra se li scrollò di dosso quanto bastava per afferrare la fiaschetta che aveva legato alla cintura: prima di bere di un fiato il contenuto, urlò.

«Fate largo!»

L’elfo fu lesto ad afferrare il Lord e spingerlo lontano. Gli fu subito accanto, difendendolo dagli attacchi degli gnam gnam decisi ad approfittare di quel momento di debolezza.

Patra cadde a terra, apparentemente svenuto. Gli gnam gnam gli si avvicinarono convinti di avere la vittoria in pugno, ma d’improvviso la forma del ragazzo iniziò a lievitare. Alo non avrebbe saputo come altro descrivere il processo a cui stava assistendo. Grosse bolle di carne presero a formarsi per poi ingrandirsi: stracciarono le vesti del mago, aumentando le loro dimensioni per ricomporsi in una nuova forma.

«Non posso crederci…» Il Lord era riuscito ad alzarsi ed ora fissava il mago con incredulità.

Un potente miagolio si levò spegnendo ogni altro suono.

«È… un gatto?» Con gli occhi ancora spalancati, il Lord cercò conferma in quelli di Alo. «Un… enorme gatto obeso?»

L’elfo scoppiò a ridere. «Temo non sia propriamente il risultato che voleva ottenere, ma sì. È un enorme gatto obeso.»

Il felino pezzato, della stazza di un grizzly, iniziò a soffiare e a mostrare le zanne sfidando gli gnam gnam a farsi sotto. Dopo i primi istanti di smarrimento le creature tornarono all’attacco, ma a quel punto la situazione si era ribaltata. Alo e il Lord diedero il meglio di sé, supportati dal micio. Pur mancando di agilità, il gattone affinò in fretta un approccio vincente: attendeva che un buon numero di gnam gnam gli andasse contro per buttarsi su di loro pancia a terra e schiacciarli.

Ora che la sorte era dalla loro, anche il Lord si concesse una risata. «Damerino, dovessi morire ora lo farei con il sorriso in bocca.»

«Non morirai vecchia ciabatta. Non qui e non ora.» Le lame dell’elfo saettarono con rapidità, fendendo diverse delle creature che li circondavano.

Gli assassini riacquistarono sicurezza, riprendendo la formazione spalla a spalla per darsi supporto a vicenda. Il gattone si muoveva ballonzolante e attaccava le formazioni più numerose a tessa bassa, con la stessa perseveranza di un toro. Il suo miagolio/ruggito risuonava impavido, il suo passo faceva tremare il suolo.

«Che diamine sta accadendo? Cos’è tutta questa confusione?»

Il mondo parve fermarsi in un istante eterno. Nessuno, compresi gli gnam gnam, mosse un muscolo. Scarlet Vader li osservava in sella a Mephisto; nel suo volto severo non c’era traccia di emozione, ma gli occhi chiari tradivano un certo divertimento. Alzò la mano destra schioccando le dita e gli gnam gram scomparvero nel nulla. Alzò la sinistra e con un nuovo schiocco il micione fu avvolto da una coltre fumosa: quando la cortina si dissolse, Patra emerse dai vapori nudo come quand’era nato. 

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Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Umoristico / Grottesco

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Discussioni

  1. Bellissimo episodio, finalmente abbiamo scoperto come Patra intendeva rendersi utile, un gatto gigante , fantastico.
    Episodio in bilico tra comicità e epicità, EPICOMICO!!!!!
    Ci vediamo per il finale :-*

    1. Ciao Alessandro, Epicomico mi piace tantissimo!!! Trattandosi di Patra, non poteva combinare che qualche pasticcio ;D

  2. L’ingresso nel Buoro, più descrittivo, mi ha riportato alle giocate di D&D ❤️. Il combattimento davvero atipico quanto avvincente. E la conclusione in bellezza che prepare il terreno ad un prossimo episodio di fuoco!

    1. Ciao Sergio, finalmente conosceremo Scarlet Vader? Resta lo stesso interrogativo. Sarà “buono” o “cattivo”?

    1. Ti confesso un segreto… Patra voleva trasformarsi in un Gatto Mannaro, ma come al solito qualcosa non ha funzionato ;D

    1. In dialetto da noi esiste una parola “paciare” che non sono riuscita a rendere in Italiano 😀

    2. rende l’idea, è piuttosto onomatopeica..
      E poi in lombardo è identica (anche se è piuttosto desueta, ormai): nelle nostre zone i milanesi che venivano in villeggiatura erano detti “pacia aria”, nel senso che venivano a “paciare” la nostra aria buona! 🙂