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  • Il rumore del treno non da tregua, rimbomba per tutto il vagone. Suoni scostanti che fanno da sottofondo alle conversazioni dei pendolari.
    Le mie gambe ciondolano in un tutt’uno con i movimenti del vagone, t […]

  • Papà stava alla guida, una mano sul volante e l’altra teneva il cellulare all’orecchio. Il furgoncino puzzava talmente di vernice che mi girava la testa. Io ci sedevo a fianco. Le mani di papà erano sporche di ve […]

    • Grazie per questa storia, Massimo! Una prova non facile, un racconto crudo e potente. Devo confessarti che ho preferito questa serie rispetto a “Dall’inferno un fiore” (comunque bellissima); l’ho trovata più coraggiosa, più originale, pur nel suo non essere perfetta. Per concludere devo farti una piccola confessione : quando ho letto Hulk, mi sono messo a ridere.🙂

      • Grazie Dario per la lettura. Sono contento ti sia piaciuta la serie. Sì, sono due serie concepite in modo diverso. Il paragone con Hulk credo sia coerente col PG di Tony che ha una “sensibilità differente” e che di televisione ne vede parecchia, come spero si possa intuire da alcuni suoi pensieri sparsi nel testo 😉 In ogni caso, contento pure che ti abbia strappato una risata 🙂 però non dirlo a Tony, per lui, Hulk, è una cosa seria 😉

      • Onore e rispetto al sommo Hulk, ci mancherebbe! Grande, Massimo.

    • Complimenti Massimo, una storia potente raccontata con un linguaggio che ha il peso del reale. Ho molto apprezzato il filo conduttore del “mi bagno I pantaloni” (o i pantaloni e il sedile e tutte le varianti). È la trasposizione materiale di un sentimento atavico, quello della paura che invade rendendo impotenti, che no abbandona mai il protagonista e anche molti di noi.

      • Grazie Letizia per aver letto e per il bel commento. Contento che tu abbia anche colto la sostanza dell’impulso ostinato di Tony nelle situazioni critiche.

    • Sto scrivendo questo commento dopo aver pianto 15 minuti con un nodo alla gola: in primis anche questa storia finirà sul blog, volevo offrirti un caffè ma non esce dove poterlo fare.
      Questa storia mi ha scosso ed è entrata nel mio corpo ovunque.Nei miei occhi e come un fulmine verso il cervello creando delle lampadine di ricordi a livello umano non molto piacevoli in quanto per il mio problema ho subito atti di bullismo e purtroppo queste cose non cambiamo mai…anche se mi hanno forgiato nel carattere.
      Poi è entrato nel mio cuore, queste storie Devono essere portate alla luce, Devono essere lette per emozionare e far riflettere.
      Chapeau.

      • Ely ti ringrazio molto per aver letto anche questa serie e per farmi l’onore di recensirla. Il tuo commento mi emoziona, è una condivisione che non si può spiegare… Davvero, non so come ringraziarti.

  • Oggi ve ne andate in piazza con quei tanga tra le mani. Urlate, sbandierate quei tanga come se fossero un vessillo di guerra. Alcuni di voi lo fanno perché ci credono, perché vogliono cambiare un sistema che d […]

    • Ciao , ci vuole sensibilità per parlare di questo argomento , con parole semplici arrivi al dunque , ti ho letta piacevolmente , purtroppo l’argomento non è felice. Hai fatto bene a scrivere un librick che ne parli , parlarne è fondamentale , la scrittura può aiutare chi ne è stata vittima a esternare i sentimenti.

    • Scritto in cinque minuti dopo aver guardato il telegiornale. Quando una notizia indigna ci sono tanti modi di reagire, a me è venuto in mente questo. Grazie per il tuo commento. 🙂

    • Scritto in cinque minuti dopo aver guardato il telegiornale. Quando una notizia indigna ci sono tanti modi di reagire, a me è venuto in mente questo. Grazie per il tuo commento. 🙂

    • Dopo averti apprezzato come sapiente traduttrice, mi hai colpito come scrittrice.Arrivi dritta al cuore pronta a sparare un cannone di verità, pregiudizi e sofferenza.Continua a far aprire gli occhi.

    • Un lungo pensiero interiore, una riflessione sulla stupidità umana, su quanto anche la giustizia debba ancora fare enormi passi in avanti.
      Il racconto scorre veloce senza accorgersene.
      Alla prossima lettura

  • È una splendida mattina di metà novembre. I colori caldi dell’autunno sono ormai parte delle giornate di Maya, una giovane donna con un figlio di appena tre anni, un marito amorevole e una mamma presente. Tut […]

    • Ciao , la narrazione è semplice , di facile lettura , al centro c’è la famiglia , i personaggi si muovo entro il paesaggio familiare , la figlia pur avendo trovato l’amore continua a muoversi entro lo sfondo della madre , dinamiche familiari ripetitive , spero che il panorama possa cambiare .

    • Ciao Letizia, si parla proprio di quello perché purtroppo troppe volte i figli si annullano per i genitori, per le loro aspettative o perché semplicemente sono insoddisfatti delle loro vite e cercano il brutto in ogni situazione. Si grazie mille, ho corretto quel pezzo gentilissima 😘

  • Dal mio arrivo in orfanotrofio passarono molte settimane, settimane fredde di solitudine ricolme di pianti. Avevo smesso di contare i giorni che passavano. Mi sentivo sbagliata in quel posto, non riuscivo a […]

    • Sentivo che mi sarebbe piaciuto e infatti questo secondo episodio mi ha fatto percepire in modo palpabile le sensazioni e la pena di Ivanna. Mi ha davvero trasportato il contatto con il giardiniere e il timore di averlo deluso. La narrazione è inoltre arricchita da suggestioni molto toccanti, ne cito una: “Talvolta cadeva qualche foglia e io la guardavo pensando a come dovesse sentirsi sola così ogni giorno la portavo dalle sue compagne anch’esse cadute.” Brava, mi è piaciuto.

  • La luce del Mattino – dove abita la Rugiada –La luce del Mezzogiorno – destinata al Grano– La luce del dopopranzo – ai fiori– E le ciliege selvatiche – la luce del Tramonto!Emily DickinsonDella mia casa ne ricor […]

    • Ciao, ho appena finito di leggere il tuo racconto. E’ molto particolare,l’incipit è interessante, ma per darti un vero e proprio parere dovrei vedere come si sviluppa la storia. Solo un consiglio: cerca di fare più attenzione all’uso dei verbi perché in alcuni punti non sempre la storia scorre fluida, inoltre ho notato alcune sviste, come “testardagine” e “poreggermi”. Per il resto il tema su cui si basa la storia mi piace, non vedo l’ora di scoprire se la protagonista riuscirà, in futuro, a ritrovare suo fratello!
      P.s. Se hai dei dubbi o vuoi semplicemente un parere più approfondito, scrivimi pure in privato, sarò lieta di risponderti!

      • Mi fa piacere che l’incipit ti sia piaciuto, è un racconto che scrissi anni fa e che sto riscrivendo di recente, tratta temi ababstanza pesanti ma lascio a te lo scoprire come si evolverà la storia di Ivanna.
        Ti ringrazio per avermi fatto notare questi piccoli dettagli, ne terrò conto, e per la disponibilità!

    • Ciao, ho letto questo primo episodio con piacere. Ho notato che lo stile non ti manca ed è decisamente personale; ottimo! Dovresti lavorare un po’ sulla forma. Ti consiglio di non allungare troppo le frasi; il punto fermo può essere un valido alleato.

      • Sono felice che tu abbia letto questo primo episodio con piacere e spero continuerai a leggere anche i prossimi. Grazie mille per il consiglio!

    • Ciao , ho letto con molto piacere questo racconto dalle descrizioni accurate , un piccolo mosaico di umanità , ho sentito il calore delle quattro mura , i rami , le foglie come una cornice del cuore di questa giovane protagonista , avvolta nelle sue radici. La tua scrittura è fresca non annoi nelle descrizioni , ti seguiro’ nei prossimi racconti!!!

      • Questo tuo commento mi ha fatto molto piacere, inoltre era ciò che volevo trasmettere questo primo episodio. Calore e sensazioni di quella casa nel verde che accompagneranno cuore di Ivanna da quel momento in avanti.

    • Ciao Africa, l’inizio di questa Serie mi è subito piaciuto, in poche righe sei riuscita a tratteggiare orrende vicissitudini familiari, stati d’animo, propositi e tensione emotiva. Complimenti davvero. Segnalo solo qualche piccola svista di battitura: l’apostrofo su “un’abito stretto” e “un’edificio” e la frase “Se le sue sopracciglia avessero potuto giocare sul mio umore…” sembra non chiudersi. Per il resto l’attenzione focalizzata sulle sopracciglia mi ha fatto sorridere, ha qualcosa di tragicomico. Corro al secondo episodio 🙂

      • Grazie mille!
        Grazie per avermi segnalato questi errori di battitura, spesso me li lascio sfuggire nonostante la rilettura; ho voluto focalizzare l’attenzione sulle sopracciglia della donna per alleggerire un po’ la rottura d’equilibrio nella realtà di Ivanna.

  • L’orologio che sta sopra l’entrata della scuola segna le 8.00. Per fortuna che ci ha i numeri. Sbadiglio e mi tira la faccia, ieri notte non ho dormito. Pensavo al segreto che mi ha detto Mario. Quello sul sas […]

    • Credibile e ben scritto. Sei entrato benissimo nei pensieri del ragazzo, nel suo punto di vista. Ben fatto anche il flashback che risulta naturale nel ritmo e spiega molte cose. Bravo 🙂

    • Grazie Isabella.

    • Una storia coraggiosa, narrata con uno stile non convenzionale. Che sai scrivere bene ormai lo sanno tutti, ma con questa serie hai deciso di metterti alla prova. Chi si ferma è perduto! Ti applaudo virtualmente.

    • Sai che ti seguo e mi piace leggerti perché richiedi più impegno perché il tuo stile non è mai scontato banale anzi , ti destreggi in ogni narrazione. Il tema è fortissimo, delicato , crudele e tu colpisci.

  • Telecamera che inquadra tutta la sala. Carla si avvicina a Floriana, mentre questa si siede sul pavimento con piastrelle fuori moda. Carla si siede vicino a lei mentre la telecamera stringe sulle due donne da una […]

    • Ho letto entrambi gli episodi, e devo dire che la storia mi sta prendendo. Faccio anche una confessione schietta, che probabilmente non applica: spero tanto che al di là delle apparenze non sia stata scritta così perché è una sceneggiatura… insomma mi aspetterei di essere sorpreso su questo… 😉

    • Niente spoiler… Sono contenta di sentire che la. Narrazione riesce a prendere nonostante il ritmo lento. La difficoltà a creare trame avvincenti è uno dei miei punti deboli, quindi creare una serie basata sullo sviluppo di eventi per me è una sfida, spero di riuscire a renderla “avvincente” fino alla fine.

    • Il secondo episodio debilita un pò. Quelle tre persone lasciano un senso di perdizione, di rassegnazione e di solitudine tremendo che il modo di scrivere stile sceneggiatura acuisce.
      Questo stile rende il tutto molto enigmatico ma penso che sia proprio questo il senso.
      Unico appunto dal mio modesto punto di vista, i dialoghi li penserei più corti; a parere mio i dialoghi troppo lunghi appesantiscono la scena e chiedono al lettore di credere un pò troppo. Ma è solo la mia opinione.
      Alla prossima lettura.

    • Ciao Letizia, un’impalcatura narrativa di questo tipo è una novità assoluta su Edizioni Open, e sarà bello sperimentarla con te. Questi primi due episodi offrono una cornice introduttiva convincente, lo scenario è chiaro e da lettore sono curioso di sapere come si svilupperà la trama, collocata com’è in delle stanze di miseria umana, di vite indolenti e vinte. Chissà se sono rassegnate fino in findo, aspetterò i prossimi episodi. Ah, mi è anche piaciuto l’espediente della “conta” fino a ventitrè, è stato impossibile non leggere lentamente tutti i numeri e immergersi ancora di piu nella scena. Segnalo una svista di battitura nel primo episodio, proprio sul finale, sulla parola “intestinale”. A presto! 🙂

      • Grazie mille, per questa faccenda dei refusi dovrei veramente fare qualcosa, dentro e fuori dal edizioniopen. Contenta comunque che sia stato apprezzato il taglio e percepito lo scenario. A presto con prossimi episodi.

  • “Mi chiamo Eva, Eva Ruth. Ho venticinque anni e da diversi mesi vivo segregata in un enorme palazzo di cemento armato. Non so quanto tempo sia passato da quando i miei aguzzini mi hanno prelevato dalla mia […]

    • Stile asciutto e rapido per una storia dal finale inaspettato. La trama ricorda alcune storie cinematografiche e di narrativa ma viene personalizzata e quindi resa unica dalla penna descrittiva e delicata dell autrice che riesce a coinvolgere il lettore ed incuriosirlo fino alla fine.

      • Grazie mille, è la prima volta che mi cimento in questo tipo di narrazione e sono lieta di sapere che è stata apprezzata. Ma più di tutto lo sono se il finale è stato inaspettato.
        Grazie ancora e a presto
        S.

    • È il primo racconto che leggo e devo dire che l’ho apprezzato, sia per la scorrevolezza del testo che per il finale decisamente inaspettato. Brava!

      • Grazie mille,
        Lieta di essere il primo approccio e che il mio lavoro sia stato apprezzato.
        Ancora grazie e a presto,
        S.

    • Mi è piaciuto moltissimo, il cambio repentino nel finale mi ha fatto sobbalzare sulla sedia.Geniale

      • Wow grazie mille, davvero! Non avevo mai scritto qualcosa di simile e sono davvero lieta che abbia avuto l’effetto sperato!
        Davvero Grazie!
        S.

    • Molto apprezzato. Soprattutto il cambio di prospettiva è lo slittamento della narrazione della prima persona alla terza. Avvincente il colpo di scena che rivela un pregresso inaspettato. Unica cosa, che può succedere a chiunque: c’è un po’ si confusione nei tempo verbali nella narrazione fatta da Eva. Si oscilla da un passato prossimo a uno remoto, a volte anche nello stesso periodo. Non è un grosso problema, te lo segnalo giusto per… Alla prossima. 🙂

      • Oh cielo mi dispiace, di solito cerco di essere particolarmente attenta a questo genere di cose! Chiedo scusa.
        Grazie per le belle parole e sono sempre più felice per il riuscito colpo di scena!
        A presto,
        S.

    • Il racconto porta il lettore dentro quel palazzo, dentro quella stanza. Il finale spiazza e improvvisamente fa abbandonare quel senso di vicinanza e protezione che si prova per la protagonista durante tutta la lettura.
      Il cambio di prospettiva è potente.
      Brava, alla prossima lettura.

      • Grazie per le belle parole, mi fanno comprendere che sono riuscita a trasmettere ciò che avevo in mente. Temevo fosse palese alla seconda riga dove volessi arrivare e sono felicissima di vedere che è andata bene.
        Grazie davvero!
        Spero alla prossima,
        S.

  • La guerra non sarebbe stata una festa. I cavalli sarebbero arrivati in un flusso continuo coi militari di una certa prestanza; erano il frutto delle insegne dei loro battaglioni, trasformati con piglio […]

    • Ciao Stefano, ho appena finito di leggere il tuo libriCK. Volevo iniziare questo commento dicendoti che hai una scrittura molto particolare e, sebbene non ami il genere trattato nel tuo racconto, devo dire che la tua capacità di scrittura è riuscita a colpirmi. Sinceramente ho dovuto rileggere il testo alcune volte per carpirne il significato ed il filo che lega le vicende, ma questo non deve scoraggiarti dal continuare a scrivere in questo modo perché ciò è solo una mia opinione personale, legata al fatto che non sono abituata a questa tipologia di racconti. Sicuramente i lettori abituati a leggere questo genere non avrebbero tanto da ridire XD! Dal punto di vista della narrativa, il racconto scorre fluido, e mi ha fatto piacere leggere qualcosa non narrato in prima persona, utilizzando tempi verbali corretti e segni di punteggiatura adeguati. Ho solamente un’osservazione: quando scrivi: “Le donne che spiavano il vento freddo e pungente da dietro le tende variopinte delle finestre sulla piazza . “Dobbiamo far presto!” manca il verbo o sono io che non ho capito nulla? Anche se fosse solo una svista, ti consiglio di continuare a scrivere in questo modo, mi piacerebbe leggere qualcosa di tuo senza riferimenti alla guerra e simili (solo perché è un genere che detesto xD). Come ti ho già scritto prima, apprezzo davvero la tua scrittura, cerca di continuare su questa linea 🙂

      • Ciao Annalisa, grazie per il tuo commento. 😉Questo che hai letto è parola per parola, letteralmente, un sogno. Un sogno che ho scritto restando fedele alle sue sovrapposizioni di immagini, suoni e situazioni che non hanno un filo “apparente” che le lega. Non so se può appartenere a qualche genere, qualche esperto lettore potrà forse individuarlo.
        P.s. Scriverò senz’altro qualcosa che non ha a che fare con la guerra (sperando che finisca) 😁

    • Devo ammettere che come Annalisa, ho dovuto rileggere alcune parti per cercare di capirle meglio.
      Dopo aver letto il tuo commento Stefano, è molto più chiaro perché alcune parti risultano quasi sconnesse ricordando molto da vicino la realtà di un sogno dove spesso la logica e le situazioni vanno a farsi friggere.
      La scrittura è fluida, usi nomi italiani (uno dei pochi visto che sembrano andar cosi di moda qualunque tipo di nome straniero 😉 ) e le situazioni che descrivi sono narrate bene.
      Continua così.
      Alla prossima lettura.