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  • C’era una volta…
    No. C’è. C’è adesso. C’è un piccolo bosco ai margini della periferia, in un piccolo appezzamento di terra rimasto invenduto fra due lotti su cui erano stati costruiti i soliti capannoni in […]

  • “Non mi chiami mai!” veramente neanche tu non mi chiami mai nonna, è la cosa che vorrei sempre dirle quando mi sgrida, faccio girare e rigirare nella mano una penna luccicante, tra poco arriverà la signora Agass […]

    • Non vedo l’ora di leggere il continuo sono molto curiosa di sapere se fa davvero bene vedere i propri punti di vista appuntati con colori diversi, mi piace il modo in cui hai scritto il loro dialogo è riuscito a farmi vivere la loro conversazione.

  • Joy era un compagno di viaggio silenzioso.
    Patrick non riusciva a dargli un’età precisa, il ragazzo si ostinava a portare il cappuccio della felpa calato sugli occhi. Imparò a rispettare le sue idiosincrasie e la […]

  • Simone era un ragazzo tranquillo e modesto, uno studente universitario che, tra un libro e l’altro, amava bere qualche birra con gli amici. Una vita tranquilla, come tante altre. Qualcosa però lo turbava ormai da […]

    • Che bella storia, ottimo racconto! Mi è piaciuto molto il finale, piuttosto significativo… un concentrato di emozioni. La frase “Simone sorrise, ormai liberato da mille catene” è bellissima! Complimenti. 🙂

    • Ti ringrazio, detto da te, che ti stimo una cifra, è molto importante. Forse il mio esordio è un po’ cruento e diretto, ma ho preso l’ispirazione dalla dicotomia amore—odio che caratterizza il nostro inconscio, un conflitto che può assumere anche contorni “horror” , perché, che ci piaccia o meno, dentro di noi cova un grande senso di distruzione, pronto però a rivoltarsi contro noi stessi, almeno finché non piangiamo lacrime piene di colpa…

    • angosciante… complimenti

    • La trama è molto attraente e lo stile che rende ancor di più. Sai trascinare il lettore nella storia con dialoghi che sanno ben caratterizzare. Complimenti davvero per il racconto, attendo altre tue storie 😉

  • Io sono la tua dea, la tua regina, signora e padrona.
    Mi bastava ribadirlo per avere tutti i mortali ai miei piedi. Senza alcuno sforzo potevo costringerli a fare qualsiasi cosa, per quanto umiliante o dolorosa; […]

    • Un dark fantasy con riferimenti splatter intenso e a risvolti psicologici.L’ istinto come arma di sopravvivenza o di distruzione?Un eterno dilemma che incarna la protagonista del tuo racconto.Ai lettori la riflessione.Complimenti

    • Grazie di cuore, sono contento che il racconto sia arrivato.

    • All’idea interessante su cui si basa questa storia si aggiunge il fascino seducente della distruzione che non risparmia (per coerenza) l’autodistruzione. Chissà cosa farebbe questa dea se facesse parte di un racconto più ampio. Cioè, l’epilogo è noto, ma qualche dettaglio truculento in più appagherebbe la sete di sangue di alcuni lettori curiosi.

  • Quando finalmente trovò il coraggio di guardarsi allo specchio non si riconobbe. Stentò anche a credere di aver trovato finalmente il coraggio per fare ciò che aveva appena fatto. E così si guardò: era irri […]

    • Ciao, grazie mille per i complimenti!☺️

    • Mi piace perché molto diretto ed attuale, ed inoltre, è pure sincero. Chiunque, in quella circostanza, farebbe la stessa cosa, o almeno, vorrebbe tanto dar sfogo a quella pulsione di distruzione su un essere simile…

      • Sono contenta che ti piaccia. Purtroppo viviamo in un periodo nel quale il tema delicatissimo della violenza sulle donne è molto discusso e le donne stesse sono poco tutelate dalla legge e quindi inevitabilmente portate, loro e i famigliari delle vittime, a perdere fiducia e credibilità nella giustizia. Volevo far evincere anche questo particolare ma forse non sono riuscita molto bene nell’intento 😅

    • Invece l’aspetto della giustizia si nota, sei stata brava anche in questo, ma quel desiderio di trovare da soli la giustizia ove si è costretti è molto più forte, perché noi siamo anche istinto…

  • Una piccola colonna di fumo si innalza dal monte innevato; dal paese è quasi invisibile, tanto è fitta la boscaglia. Ma ciò non ferma la fervida immaginazione di un ragazzino pieno di sogni, che pian piano in […]

  • Ciao,
    lascia che mi presenti anche se a te poco interesserà. Non perderò tempo a dirti come mi chiamo perché tra qualche attimo te ne sarai già dimenticato o dimenticata. Tranquillo, scusa il maschile ma la gra […]

  • August Bell, infilò le mani nelle ampie tasche laterali del giubbotto blu, in tinta con i pantaloni cargo, che completavano la divisa di servizio. Uscì con aria mesta dalla caffetteria, inseguito da un forte o […]

    • Ciao Daniele, sono contento che la Serie prosegua con un ritmo cosí serrato e un buon colpo di scena nel finale. Aspetto il seguito, a presto!

  • TI accorgesti in fretta quella mattina che lui in realtà non era mai stato davvero lì. Tutte le frasi del passato altro non era che frutto della tua sconfinata fantasia. Ma fai un passo indietro. Eri tornata a c […]

    • wow

    • Non so che scrivere… c’è qualcosa che mi stona ma non so cosa. Comunque, complimenti per il coraggio nell’affrontare il tema, non è facile per niente.

      • non so che rispondere.. 😀 😀 pensa a cosa ti stona magari mi aiuta nel migliorarlo, non ero molto convinto nemmeno io, ma l’idea era un po’ che ce l’avevo in mente, ma non so come si evolverà è tutto in divenire.

      • Forse, e dico forse, e premetto che io sono molto pignola davvvero, ci sono dei “salti di tono” che si avvertono un po’ come dissonanze. Per dire, in un inizio che si annuncia già abbastanza drammatico, la frase “ti ci aveva fatto ricadere dentro con tutte le scarpe” a mio parere stona. E ci sono altre cose di questo tipo, per esempio io non chiamerei l’analista col nome proprio, a meno che tu non voglia fare intendere che la relazione della protagonista con lui non era solo terapeutica ma qualcosa di diverso… a me per esempio il dubbio era venuto, però il fatto che questo rimanga in sospeso magari era voluto, ma questo lo sai solo tu… in ogni caso è un bel tentativo.

      • Volevo sdrammatizzare un po’ non mi piace troppo il drammatico, forse sono andato oltre! 😅
        Per il resto non so se Laura ha una relazione con l’analista, forse nei prossimi Lab lo scoprirò.

      • Però grazie per avermi fatto riflettere.