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  • Mary era una ragazza bella e solare. I ragazzi la corteggiavano ed erano sempre pronti a invitarla ad uscire. Le sue amiche la invidiavano segretamente per i suoi lineamenti fini e delicati. Mary sapeva di essere […]

  • Oggi è il mio primo giorno di servizi sociali, questa mattina non mi sveglio alle 06:30 ma alle 7. Non ho più voglia di fare colazione al bar con gli altri, non ho proprio voglia di vedere nessuno.Sono seduto al t […]

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    • Episodio divorato, estremamente scorrevole e avviluppante, in cui si scorgono le vicende tormentate dell’adolescenza e dei suoi turbamenti. Complimenti Sofia, mi piace il tuo stile.

  • Sono Marco, un ragazzo di 17 anni, frequento un istituto professionale e sono uno dei ragazzi più grandi della scuola. Sono all’ultimo anno finalmente, inizialmente avevo intrapreso un corso di studio molto pi […]

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    • Hai uno stile diretto che mi ha strasportato subito nel vivo della storia. Vado subito all’episodio 2 🙂

  • Lucy osservava spaventava la maestra di scuola e la guardava senza distogliere lo sguardo, per interi minuti. Era la ragazza più brava e dolce della classe. I compagni di scuola erano abituati a vederla li’, co […]

  • La donna siede a gambe incrociate sopra il grigio pavimento di una stanza che è un intero mondo. Le pareti sono lucide: una gabbia che è freddo metallo. Sul soffitto, un’infinità di piccole luci. Minuscole st […]

    • Bello e intrigante questo primo episodio. Bella l’idea di un androide come guardiano/tutore di chi si perde nell’iperspazio. Mi piace come hai reso l’atmosfera, la tua capacità di giocare con scenari surreali, tra l’onirico e la realtà. Il finale, in cui s’interrompe il dialogo dell’uomo, ovviamente incuriosisce e lascia il lettore in trepidante attesa del prossimo episodio. Solo un piccolo neo che, per me, è rappresentato dall’ultimo paragrafo che suona un po’ come uno “spiegoncino”. Ed è un peccato perché il modo con cui hai gestito la narrazione per tutto il racconto meritava una conclusione più “show don’t tell”. Io ho avuto l’impressione che il paragrafo finale sia stato buttato un po’ di fretta. Dopotutto basterebbe poco per “mostrare” (senza dirlo) che x 0 x sta perdendo la pazienza (un gesto, un tremito) e che l’uomo percepisca una sensazione di pericolo immanente. Per il resto, tutto ottimo, le atmosfere e i soggetti sono proprio i tuoi 😉

      • Grazie Massimo. Analisi sempre sincera e gradita. Il finale è forse troppo esplicito. Avrei dovuto lasciare spazio al non detto. Il mio scopo era mostrare il pensiero del robot e…Nel prossimo episodio capirai. Ricordati che nulla è come sembra! Ciao.

      • Oltretutto avevo già dei dubbi in riguardo all’ ultimo paragrafo. La rabbia di x 0 x doveva essere il più esplicita possibile, ma l’ultima frase! Mi ricorda l’incredibile Hulk. Ah ah ah. Dovrò modificarla al più presto.

    • Ah ah ah l’accostamento a Hulk è grandioso 😀

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