
27 dicembre, ore 10:44
Serie: Ne verremo a capo
- Episodio 1: 27 dicembre, ore 10:04
- Episodio 2: 27 dicembre, ore 10:21
- Episodio 3: 27 dicembre, ore 10:44
- Episodio 4: 27 dicembre, ore 11:07
- Episodio 5: 27 dicembre, ore 11:11
- Episodio 6: 27 dicembre, ore 11:32
- Episodio 7: 27 dicembre, ore 18:04
- Episodio 8: 27 dicembre, ore 20:16
- Episodio 9: 28 dicembre, ore 1:23
- Episodio 10: Per i sei Fiori
- Episodio 1: Qualcosa
- Episodio 2: Lo rifaresti?
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Glicine si appoggiò al bancone della reception, tamburellando con le dita sul marmo bianco.
“Teo… Ho bisogno di un favore…”
Il giovane receptionist gli sorrise. Quando Glicine gli chiedeva un favore (cosa che accadeva puntualmente ogni anno, poco prima dell’arrivo degli ospiti) c’era sempre di mezzo qualcosa di illecito.
“Tu hai sempre bisogno di un favore.”
“Ti prego, ti prego, è importante.”
“Dai, sentiamo la stronzata” si arrese Matteo, sistemandosi nervoso gli occhiali a goccia. Alla fine, era sempre lui a doversi prendere la responsabilità delle stupidaggini di Glicine: in fondo era lui a concedergli il favore che nel migliore dei casi portava alla distruzione di mezzo hotel.
“Mi serve che tu metta un bambino nella stanza accanto alla mia…”
Matteo inclinò la testa, perplesso. Tutto qui? Non era da Glicine una richiesta tanto banale e innocua, ci doveva essere altro sotto.
“Scusami, perché un bambino?” chiese curioso.
“Ci vado più d’accordo, con i bambini. Sarà più facile convincerlo ad aiutarmi!”
“Lici, mi dispiace deluderti, ma non ci sono bambini quest’anno.”
Glicine sgranò gli occhi.
“Nessuno!?”
“Nessuno. Se vuoi ti metto accanto a un tuo compaesano, però…”
“C’è un comasco!?”
Teo sorrise.
“Sì. Allora, che ne dici? Lo conoscerai tra meno di venti minuti.”
“Vada per il comasco!”
Il resto del gruppo era riunito in un silenzio quasi sacro nello sgabuzzino.
Stavano attendendo impazienti. Questione di minuti, e i tanto attesi ospiti sarebbero arrivati.
Orchidea non sapeva cosa aspettarsi; era l’incertezza a divorarle l’equilibrio interiore.
Gli ospiti stavano per arrivare, ed erano la loro ultima possibilità.
I loro ultimi giorni.
L’ultima spiaggia, l’ultima speranza.
Sarebbero arrivati presto. Quarantacinque, così aveva detto la guida. Orchidea non voleva rovinare loro la vacanza, ma le circostanze la obbligavano a fare quel gioco che le veniva tanto bene. Era ormai una noiosa routine, un ripetersi sempre uguale di azioni e parole: bugie. L’inganno era la sua specialità, la sua linfa vitale, ciò che le dava ancora la debole ma luccicante speranza di tornare in vita.
Le dispiaceva usarlo, però; vedere la disillusione negli occhi delle persone che truffava, la tristezza negli ospiti che se ne andavano prematuramente.
Dicevano tutti che era crudele. Sadica, anche. Che le sue parole erano in grado di tagliare come lame, di ferire come proiettili. E Orchidea non aveva nemmeno capito bene che cosa volesse dire: questo era ciò che le urlava a volte Giglio, in uno dei suoi consueti scatti d’ira. Ma, alla fine, il suo modo freddo e spietato di comportarsi era solo la sua ennesima maschera.
Giglio, in confronto a lei, era mostro. Non che lui avesse mai fatto nulla di terribile, ma non era esattamente un angelo appena caduto dal cielo.
Il suo grosso problema erano le emozioni.
Il suo grosso problema era che non ne aveva.
Orchidea aveva imparato a conoscerlo abbastanza da essere certa che non provasse niente, eccetto un forte senso del dovere: Giglio non possedeva la gioia di Glicine, né la malinconia di Ciclamino, e nemmeno la rabbia di Tarassaco. Era organizzato, inflessibile, imperturbabile, a tratti spietato e brutale.
In quei tratti provocava un autentico terrore.
Un vociare concitato proveniente dall’esterno la riportò alla realtà.
“Stanno arrivando!” esclamò Orchidea, stringendosi al petto tutti gli appunti su come comportarsi.
“Cazzo, cazzo, cazzo! Aspettatemi!” urlò Glicine, rischiando di ammazzarsi in una precipitosa corsa giù per le scale.
“Alla buonora!” esclamò Tarassaco quando il ragazzo raggiunse finalmente il resto del gruppo.
“Tu non ce la fai proprio a stare zitto, eh?” ribatté irritato Glicine.
“Cristo, ragazzi, Per piacere! Pensavo aveste ancora un bruciolo di dignità!” protestò Primula alzando gli occhi neri al cielo.
Tarassaco scoppiò in una fragorosa risata.
“Proprio tu parli di dignità!” le rispose.
“Signore, ti prego, inceneriscili” sospirò Giglio congiungendo le mani.
Orchidea si alzò in piedi, come se stesse per fare il discorso più importante della propria vita.
“Ok, avete rotto il cazzo. Tutti. Sì, Ciclamino, lo so che tu non stavi facendo niente, ma la sola tua presenza mi dà sui nervi. Ora ci diamo tutti una calmata e facciamo finta di essere persone civili. Tarassaco, vai a berti una camomilla, Glicine comprati un orologio e Primula impara a non intrometterti nelle discussioni altrui. Quanto a te, Giglio, non ho niente da dirti, tanto ormai sei una caso perso. I nostri ospiti stanno arrivando e noi stiamo qui a litigare! Per quanto mi riguarda, potete anche ammazzarvi tra di voi, ma non mentre la nostra ultima possibilità di tornare in vita mette piede nell’hotel. Spero di essere stata abbastanza chiara.”
L’alba incorniciava il vecchio hotel, e la neve immacolata lo faceva splendere come una piccola gemma incastonata tra le Alpi.
“Mamma, aspettami!” gridò dall’esterno la voce di un adolescente annoiato.
Fuori era tutto un vociare crescente e un cadere di valigie e un rumore incessante di passi accompagnato da risate o lamentele o commenti sull’hotel o sul lunghissimo viaggio o su quanto avesse nevicato.
“Sono arrivati” sospirò Orchidea.
Uno per uno, vennero assegnati alle stanze e salirono calmi le scale.
I ragazzi salirono a loro volta, arrivando davanti alla reception.
“Direi che siete stati davvero fortunati. Sembrano piuttosto simpatici” esordì la guida, stretta nel suo tailleur celeste, appena scesa dal pullman a due piani parcheggiato a qualche metro dall’hotel.
“Certo che sei una maga; non so come fai a ingannarli tutte le volte” ridacchiò Matteo.
“Non è tanto difficile, alla fine. Fingi un contrattempo, fermi il pullman per un’oretta, ti inventi una scusa qualsiasi e… che sfiga! L’hotel che hanno prenotato non è più disponibile; fortuna che ce n’è un altro poco lontano! Certo, non è proprio uguale all’altro, le recensioni non sono esattamente a cinque stelle e si trova sperduto nel nulla… Ma è pur sempre un hotel! E, fidatevi, se la bevono sempre, questa storia”.
“Dici che altrimenti non verrebbe nessuno qui?” chiese Matteo.
“Tesoro, certo che no! Questo hotel è un buco, è già tanto che abbia un tetto! Tu non te ne rendi conto perché ormai vivi qui, ma questo posto posto fa schifo: riscaldamento che va un giorno sì e tre no, macchie di muffa ovunque, muri che è un miracolo se stanno ancora su… Nemmeno se mi pagassero prenoterei una vacanza qui.”
“Bene, ragazzi, noi abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere, ora tocca a voi. Sapete che non siamo obbligati ad aiutarvi, ma vi vogliamo bene. Davvero. Sono tre anni che ormai viviamo insieme, io mi sono affezionato a voi. Davvero. Ho fatto tutto ciò che potevo per aiutarvi, ma ora non posso fare più niente, se non pregare per voi. Buona fortuna!” li incoraggiò Matteo con un sorriso.
Orchidea annuì convinta: era il momento di entrare in scena con la sua maschera migliore e di recitare la parte che le veniva meglio: questione di minuti e lo spettacolo sarebbe cominciato.
Serie: Ne verremo a capo
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- Episodio 2: 27 dicembre, ore 10:21
- Episodio 3: 27 dicembre, ore 10:44
- Episodio 4: 27 dicembre, ore 11:07
- Episodio 5: 27 dicembre, ore 11:11
- Episodio 6: 27 dicembre, ore 11:32
- Episodio 7: 27 dicembre, ore 18:04
- Episodio 8: 27 dicembre, ore 20:16
- Episodio 9: 28 dicembre, ore 1:23
- Episodio 10: Per i sei Fiori
La qualità dei dialoghi e della scrittura generale si alza sempre di più. Piano piano si sta entrando nel vivo della vicenda, e sono proprio curioso.
““C’è un comasco!?””
Anch’io sarei felice di avere un comasco nella stanza accanto 😂
I comaschi, gente superiore 😂
“riscaldamento che va un giorno sì e tre no, macchie di muffa ovunque, muri che è un miracolo se stanno ancora su… Nemmeno se mi pagassero prenoterei una vacanza qui.””
Una scuola italiana
Dico solo che ci piove in classe e cadono letteralmente pezzi di soffitto (due miei compagni hanno rischiato di morire quando è caduto all’improvviso un tubo di metallo)
Come sono contento di aver ripreso questo racconto. I personaggi sono caratterizzati in maniera superba ed il modo di centellinare le informazioni con precisione rende il tutto particolarmente intrigante e rivela una capacità narrativa non comune.
Ti ringrazio, davvero! Spero che tu possa apprezzare anche i capitoli successivi 😄
Molto intrigante. Era un po’ che aspettavo il seguito.
Hai ragione, ho impiegato veramente mesi a pubblicare un nuovo episodio, e mi scuso. Ma non preoccuparti, il prossimo è già in fase di revisione e mi sono ripromessa di pubblicare più spesso, quindi il prossimo capitolo uscirà entro metà luglio.
Grazie come sempre di seguire la serie nonostante i tempi lunghissimi
I tempi li dai tu, con i tuoi impegni e la tua ispirazione. Noi possiamo attendere! 🙂
Molto bello, si legge con piacere, perché è una storia davvero molto singolare e ben strutturata.
Davvero brava!
Grazie, davvero!
Prometto che a partire dal prossimo episodio ci sarà più azione, diciamo che questi primi tre capitoli sono stati l’introduzione, dal quarto si entrerà nel vivo della storia