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  • «Senti, amico.»John Ellen finse di non udire e continuò a camminare. «Cazzo fai, amico? Voglio solo aiutarti!»«Lasciami in pace.»«Vedi che ho ragione? Tu hai bisogno di una mano.»A quel punto John si vide costrett […]

  • Prevenzione, prevenzione, prevenzione, o meglio, ci tengo molto che non ti faccia male. Si percepisce in molti aspetti , a partire, come già raccontato, dall’indicazione della posizione del defibrillatore nella ca […]

  • Conoscere il vero aspetto di Moo rese Nicolas felice. Quando era all’aperto, ligio nel rispettare le “ore d’aria”, alzava lo sguardo in direzione della finestra della camera: cercava il riflesso di un paio occhi g […]

    • Ciao Micol, è davvero un piacere leggere e vedere l’empatia instaurata tra Nicolas e Mooo, il loro modo di comunicare tramite i segni, il modo più antico di comunicare, il tutto con la tua proverbiale cura e attenzione. Nei tuoi racconti la diversità e sempre presente, come lo è nella realtà del resto, ma tu riesci a porre sempre una comunione, e qui, le sofferenze di Nicolas e di Mooo si fondono nel loro giocoso convivere. Durerà quest’idilio? E Johnny? Ottimo inizio di stagione😁!

      • Ciao Antonino, grazie per “vegliare” sui miei refusi 😉 oramai sei una specie di angelo custode. Sono contenta che questo inizio di stagione ti sia piaciuto, da qui in avanti molte domande cominceranno a trovare risposta. Purtroppo, a volte, drammatica.

    • Ciao Antonino, grazie per “vegliare” sui miei refusi 😉 oramai sei una specie di angelo custode. Sono contenta che questo inizio di stagione ti sia piaciuto, da qui in avanti molte domande cominceranno a trovare risposta. Purtroppo, a volte, drammatica.

    • Questa seconda stagione inizia nel migliore dei modi! Il legame tra Nicolas e Moo è qualcosa di speciale, poetico. In tutta onestà, provo simpatia anche per Johnny; mi auguro che non si riveli un personaggio totalmente negativo.😊

  • L’udito, come sanno tutti, è uno dei cinque sensi ed è forse quello più bistrattato. Sì, perché l’essere umano ha l’abitudine di dare per scontato le piccole cose e, solo quando le perde, si rende conto di quanto […]

    • Ciao Antonio. Hai ragione, spesso e volentieri diamo per scontate delle cose e ci accorgiamo di quanto siano importanti solo quando le perdiamo. Mi è piaciuta anche la tua riflessione sul non saper più “ascoltare”, pensando che a volte accade proprio con chi ci sta accanto.

      • Ciao Micol,
        Mi fa piacere che ti sia piaciuto e che il mio messaggio sia passato forte e chiaro. Spero che questo mio lavoro dia spunti di riflessione.

      • Ciao Micol,
        Mi fa piacere che ti sia piaciuto e che il mio messaggio sia passato forte e chiaro. Spero che questo mio lavoro dia spunti di riflessione.

  • Un misto di gioia, con un potpourri di immagini sognate e precorsi già vissuti nella testa, con il forte desiderio di scoprire nuove realtà, più ansia e tensione adrenalinica condita con un po’ di sana preo […]

    • Ciao Giorgio, confesso di aver letto il tuo racconto perché uno dei miei obbiettivi (incrocio le dita, se ho “culo” l’anno prossimo) è quello di andare in Giappone. Mi è piaciuto il tuo diario di viaggio, affascinato il piccolo affresco dei paesini “quasi di plastica”. Cresce in me il desiderio di raggiungere la meta ambita.

  • Finalmente rivedo la mia amica Kumiko, l’ultimo abbraccio fu di due anni fa a Buenos Aires . Lei è il mio collegamento, la calamita e la mia guida per comprendere meglio questo paese. Ci siamo incontrati in una […]

    • Ciao Giorgio, ancora io 😉 Ho letto entrambi gli episodi di un fiato ed in questo mi riconosco nella curiosità del protagonista e nella completa difficoltà nel ricordare nomi che foneticamente non appartengono alla cultura natia. Il desiderio di prendere la valigia e partire, è sempre più forte. Ho intravisto un altro tuo racconto, se non ho capito male ambientato in India. Lo conservo per questa sera, così, almeno in sogno, prendo l’aereo per lasciare il paesello.

    • Ciao Micol, mi fa molto piacere che hai gradito, ti confesso che questo viaggio in Giappone è stato, fino ad ora, il più affascinante, sotto molti aspetti, della mia vita. Quindi appena puoi, vai e goditelo. Continuerò ad inserire gli episodi del mio diario quotidianamente, ne sono 11.
      l’ultimo racconto non é proprio sull’india, anche se sarà uno dei miei prossimi obbiettivi di viaggio, ma ho preso spinto solo di un detto indiano che poi ha scaturito il tutto. 😉

  • L’altoparlante dell’aeroporto spara un suono acuto, vibrante, e i miei occhi ritornano sulla monetina che ruota sul pavimento lurido di questo aeroporto. È un annuncio di un volo e la hostess al gate 3 chiama un p […]

  • Ricordo ancora il bruciore del ghiaccio sulla faccia e le dita di mani e piedi completamente bloccate. A stento riuscivo a respirare, i muscoli del corpo erano quasi del tutto paralizzati. Ero ad un passo dalla […]

    • Complimenti per l’idea, davvero

    • Ciao Federico, ecco cosa si nasconde dietro Arthur… il mito di Thule! In certi passaggi, la tua storia mi ha ricordato la ricerca della mela di Desmond Miles in Assassin’s Creed, dove la verità sulla nostra realtà è celata dal mito di un’antica civiltà che sovrasta le nostre piccole e insignificanti esistenze… un lab mistico ed evocativo, dove le tinte horror cariche di follia si perdono nello stupore di conoscenze che forse mai riusciremo a comprendere…

      • Ciao Antonino. Sì, ho voluto dare un’origine ad Arthur ma che fosse in linea con il precedente racconto. Chissà, forse con il tempo ne verrà fuori un progetto più lungo…

        Purtroppo non conosco bene Assassin’s Creed…ma mi fido del tuo paragone 😀

    • Ciao Federico, racconti come il tuo mi piacciono perché mi aprono la mente: da brava lettrice ho recuperato informazioni riguardo al mito di Thule ( che non conoscevo). Mi piace l’approccio che utilizzi, partire da un “qualcosa” noto per poi costruire “qualcosa” solo tuo. Per questo lab mi sono spulciata le leggende inuit fino a trovare la “materia” giusta con cui lavorare 😁 Finalmente ho avuto modo di conoscere la verità su Arthur MacKenzie: che dire, geniale.

      • Ciao Micol. La Thule me la portavo dietro da un bel po’ma, tra una cosa e l’altra, non sono mai riuscito a darle uno sfogo di questo tipo. È un approccio che piace molto anche a me 😀 C’è qualcosa del genere anche nella storia a puntate sulla morte di Arthur… 😉

        Corro a leggere il tuo racconto!!

    • Mi associo ai complimenti. Per la fantasia, soprattutto! Un saluto.

    • Ciao Federico,
      ho letto il tuo racconto tutto d’un fiato, veramente ricco di una caledoscopica follia. Bella l’idea di una realtà che muta, dominata da visioni opposte. Non c’è un brutto o un bello, un giusto e uno sbagliato. Veramente originale! 🙂

  • Il caldo afoso appena scesi quei quattro scalini del treno… la puzza del mare in lontananza che non è poetico sentore ma solo un odore acre e umido che assale il mio stomaco. Un lungo abito ancora ad ac […]

    • Ciao Francesca, ho letto molta tristezza nella prima parte di questo episodio. Molta rabbia. Nella seconda parte, però, vi è una sorta di rinascita, la voglia di prendere in mano la propria vita. Il tuo stile ruvido, ma che sa essere anche poetico, non delude.
      😊

    • Ciao Francesca, beh, che dire, ho davvero percepito la tua rabbia, la tua tristezza, rappresentati in un simbolismo incredibile che si fonde e confonde con immagini reali, vere, dove unisci il dolore che arde il fisico e la mente. Nel finale, intravedo la tua dolcezza e la voglia di proseguire, una voglia di gettar via quella camera ardente e tutto quello che ha rappresentato. Ma dimmi, è la fine? Complimenti davvero, episodio stupendo, serie affascinante😁!

      • NO! NON È LA FINE! ahahahaha…
        La camera ardente la riempio e poi appicco il fuoco haahahha. Io sto fuori ovviamente 😉
        Grazie mille caro.

    • Haajajajaj aha occhio che le la Nazione Unita ci guarda.

    • “Attraverso i tempi ho richiamato le mie energie… ecco fate il funerale e piangete, piangete i vostri visi morti che sopra il mio s’interscambiano come maschere funerarie. Si fondono le vostre facce con quella mia, morta. Restate nella camera ardente e bruciate nel ghiaccio che avete eretto. Congelate e bruciate per il freddo cocente.”… e io a questo punto cosa posso aggiungere? Cosa posso dirti dopo aver letto questo passo… quasi capace di stravolgermi l’esistenza! Francesca, sei veramente brava: sai far entrare in lettore in sintonia con la tua scrittura, sai trasmettere, sai emozionare. Sai Esprimere. Complimenti! 🙂

  • Il vento gelido del Nord imperava prepotente tra le alte e bianche vette di solitarie montagne, e abbarbicata ai piedi di una vicina collina stava una baita, da cui fuoriusciva allegro del nero fumo dal suo […]

    • Povera bambina! Bravo Antonino, una bella favola oscura ci voleva proprio. Magari potresti farne una serie in futuro.😉

      • Ciao Dario, io ci provo a scrivere robe allegre, ma proprio non mi vengono😁! Una serie? Chissà, vedremo… Ovviamente grazie😊

    • Bella! Ci voleva proprio una favola a tinte horror. Mi piace questa visione della morte, stile Medusa con i capelli che si trasformano in corvi, bella trovata. Complimenti😀
      Potresti continuare… che mi rimane la curiosità di sapere che fine fa Sophie e la sua famiglia.

      • Grazie Lorenza, non mi piace la versione tradizionale della morte, l’ho voluta rendere affascinante diciamo! Continuare? Vedremo, per ora ho le mani in pasta con Zaira, altra povera figlia…😂😂!

    • Ciao Antonino,
      Come al solito non ti smentisci mai. In questa storia horror si nota il tuo modo anticonformista di descrivere le cose. Ottimo racconto!

      • Ciao Antonio, ti ringrazio come sempre. Diciamo che mi piace colorare un po’ la realtà con quel pizzico di fantasia che possiedo😊!

    • Ciao Antonino, anch’io sarei curiosa di conoscere quale destino attende Sophie. Mi è piaciuto il tuo “mietitore”, ho trovato affascinante l’accostamento con il corvo. In alcune simbologie è ritratto come messaggero di morte. E’ bello vedere in azione la tua fantasia ( oscura mi suona familiare :D), il tuo saper “reinventare” personaggi stravolgendone quasi per completo la natura. Ora, non mi attende che attendere il prossimo episodio delle avventure di Zaira!

      • Ciao Micol, il racconto mi è balenato per caso, senza pensare troppo a una conclusione gravida di spunti ulteriori, vedrò di lavorare ad una piccola serie. Beh si, il corvo è legato alla morte, c’hanno fatto pure un capolavoro di film😁! Anche Lady è nata all’improvviso, non mi piaceva la solita raffigurazione col mantello, falce e braccio scheletrico, troppo banale, meglio una bella fanciulla con un chupa chupa gusto morte😁😁😁!

    • Bello! Mi sono divertita a leggere questo Lab. Sei passato dalla favola, con risvolti poetici, alla tragedia familiare dall’esito horror, per poi terminare nell’onirico, direi, inquietante (mi riferisco alle ultime righe). E il tutto, in poche battute. Mitico!
      Alla prossima 🙂

      • Ciao Cristina, beh, almeno tu ti sei divertita, perché i miei personaggi non si divertono mai😂😂😂! Mi fa piacere che questi rapidi cambiamenti siano stati di tuo gradimento, e adoro il “mitico” che mi dedichi. Un caro saluto, alla prossima😁😁

    • Ciao Antonino,
      ho adorato questa favola dark, e tu sai quanto adoro questo stile. Ombra, tenebre, sospiri e tutto narrato in un modo romantico e con un tocco macabro e delizioso. Bravissimo! 😀

      • Ciao Isabella, in poche istantanee hai ritratto alla grande l’essenza di questo racconto. Ti ringrazio di cuore per i complimenti😊!

    • Ciao Antonino, devo dire che questo librick mi è piaciuto davvero tanto. Bello oscuro, dark come la Lady Death del tuo immaginario, personaggio capace di insinuarsi nella mente del lettore come il suo nefasto sussurro. Qua ci poteva scappare anche una bella serie, sai? Ancora complimenti, sempre in gambissima! 🙂

      • Non so mai come ringraziarti Giuseppe, i miei grazie non bastano, ti invio un abbraccio virtuale, nella speranza di poter nuovamente scambiare quattro chiacchiere con te, ormai sono passate tante lune… Una serie? Io non ci avevo pensato, ma dai commenti che leggo, forse ho creato qualcosa che sta stretto nei confini di un singolo libriCk😁! Sono felice che ti sia piaciuto, e non vedo l’ora di leggere l’ultimo sussurro della tua locanda…

      • Carissimo Antonino, ti ringrazio per la tua profonda stima! Ho concluso un lavoro per una casa editrice e finalmente posso dedicarmi all’ultimo episodio della serie. Purtroppo non riesco a scrivere due cose alla volta. 🙂 A breve avrai notizie di Zorex e Drok, promesso! 🙂

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