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SERIE e LibriCK Scelti per Voi

SERIE e LibriCK Edizioni Open Come Funziona




  • I giorni successivi alla scoperta della misteriosa chiavetta trascorsero nella monotonia. La mattina Cecilia aiutava il dottor Reilly coi suoi pazienti animali, ma soprattutto coi proprietari irrispettosi. Nel […]

  • Settembre 2016
    Lucca
    Beatrice appoggia leggermente il ricevitore del citofono, si guarda intorno spaesata, come se adesso non si trovasse a casa ma in un punto qualsiasi di mondo deserto e indefinibile.
    Giacomo […]

    • Bello, coinvolgente e poi questi rimpalli tra passato e presente restituiscono un’atmosfera quasi cinematografica. Mi piace la prospettiva della protagonista, il modo in cui descrive quello che vede e che prova, riesco a percepirne le inquietudini e (come evocato dal titolo della serie) le paure. E adesso aspettiamo il terzo episodio. Sempre senza farci aspettare troppo 🙂

      • Chiedi e ti sarà dato, nuovo episodio già pronto e inviato 😀
        Sì, l’idea di saltare da un tempo all’altro è per dare più visioni differenti, un prima e un dopo in cui, nonostante gli anni e i cambiamenti, paure e inquietudini restano aperti… ci sono ancora tanti sviluppi che aspettano questa storia, un grazie enorme per aspettarmi e leggermi fedelmente!

    • Ok come promesso ho iniziato la serie 🙂
      Il primo episodio mi aveva un pò disorientato nel senso che non avevo capito bene “come prenderlo”. Il secondo mi ha rimesso sui binari e me lo sono goduto. L’aspetto positivo di iniziare dopo è che non bisogna aspettare per i nuovi episodi 😄

      • @davide_d grazie per aver iniziato la serie, mi fa felice questa cosa 😀
        Aspetta, l’ho iniziata circa 4 mesi fa e non mi ricordo più… no ok scherzo, l’inizio è volutamente “strambo” perchè volevo che ci fosse il lato acerbo di lei (Beatrice) per trovare le sfaccettature adulte dopo, la storia si snoda con un sacco di salti temporali, quindi non è facile assemblare i pezzi, proprio come un’indagine che spesso va presa da più punti per essere risolta, sono contenta che con l’episodio 2 si è fatta più chiarezza.
        Non me lo dire, quando sono disponili subito tutti gli episodi, so già che non smetto fin che non arrivo alla fine 😀

    • Degno seguito del primo episodio e credo che stasera mi leggerò il terzo 😉

    • Ciao Marta, in questo episodio la vicenda inizia a prendere un cammino preciso. Sono tante le curiosità su Beatrice, aver iniziato a leggerti in questo momento e avere a disposizione anche la seconda serie è un grande vantaggio 🙂 Non sarei riuscita a gestire un’attesa di mesi

      • @micol_fusca è davvero piacevole avere una lettrice fedele come te, grazie mille!
        Sì, c’è molta carne al fuoco e Beatrice è un perno su cui gira praticamente tutto… nel week end la seconda stagione l’ho finalmente finita, purtroppo ho avuto una lunga pausa e imprevista, e come ti dicevo, visto che ormai questa seria mi ha preso molto nello scriverla, questa settimana comincio la #3stagione, che sarà la conclusiva, e allora tutto avrà una sua conclusione precisa.
        Ti aspetto 😀

    • Ciao Marta, questa frase, “Ordinai un cornetto dolce e una spremuta amara” credo riassuma perfettamente il passato amaro di Beatrice e un futuro dolce da lei desiderato, ma anche il continuo e sottile contrasto che attanaglia le nostre di esistenza… ho apprezzato lo stacco narrativo, il cambio dalla terza alla prima persona per dar voce alla tua protagonista, senza mai abbandonare le tue precise e realistiche descrizioni che rendono tridimensionali persino i sentimenti provati… e del resto questa serie parla di sentimenti… trama sempre più affascinante, non mi resta altro che proseguire! Alla prossima!

  • Nella piazza principale il mercato è luogo di allegria, di grida e di profumi; è l’unico svago per gli abitanti di Mezzoborgo. Case che si assomigliano troppo, persone che si assomigliano troppo. La vita è grig […]

    • La curiositá riguardo la vera identità di Carolina cresce. Nonostante la storia sia ancora in una fase introduttiva cominciano a delinearsi alcuni contorni chiari che mi hanno catturato. A quando il terzo episodio? 🙂

    • Molto interessante. Non mi dilungo, devo assolutamente leggere il terzo! 😉

    • Meglio del primo e la figura delle bambina mi incuriosisce. Passo agli altri 🔝🔝

    • Lode anche a questa seconda puntata. 🙂

    • Forse, più che un dono di Dio, Carolina è un dono del demonio? Elisabetta pare essere una figura molto inquietante!

    • Oh mamma… intrigante!

    • Premesso che una bambina di quattro anni solitamente parla perfetta ne se frequenta asilo, ecc, a parte questa parte che consiglierei di rivedere, il racconto come il precedente arriva come un dardo dritto al lettore. Bravo. Anche se credo che insinuare dubbi su angeli o demoni, è uno schema che và giocato con attenzione e conoscenza. Un demone nella credenza comune non può accedere ad un luogo sacro se consacrato, come altri essere malefici(vampiri e co), sia secondo religione cristiana che credenze popolari e fantasy. Un dono dal diavolo quindi non potrebbe accedere in teoria alla messa domenicale, se non mezzo sangue. Cmq entriamo troppo nello specifico. Cmq il testo mi è piaciuto, proseguo la lettura.

    • Dario, sei davvero diabolico!!! La vera natura di questa bambina rimane un’affascinante mistero, non so cosa pensare, sulle prime il lettore potrebbe subito pensare a una figura demoniaca, ma… c’è qualcosa che non mi quadra… questo episodio mette veramente la voglia di continuare, e il terzo episodio mi aspetta…

    • Ohh, che finale! Sei sempre il solito, pronto a destare curiosità a mille. 🙂 Che sono “carini, simpatici e coccolosi” i due con la bambini. Quanto li sto amando, guarda! Ahahahah. Vediamo cosa mi riserva il prossimo episodio.

  • Alberto Fallotti si sentiva il cuore battere in gola. Le sue gambe si facevano sempre più pesanti, e il sole gli rendeva faticoso tenere gli occhi aperti. Eppure continuava a correre.

    «Siamo giunti al q […]

  • Chevalier Cliquot è stato un mangiatore di spade di inizio Novecento che si esibiva nei circhi in quelli che venivano definiti sideshow, gli spettacoli marginali. Ma con la casa editrice Cliquot, ciò che finora è […]

    • Le vostre interviste sono ormai un appuntamento fisso da non perdere 😀
      Trovo molto interessante l’idea di scovare e valutare nuovamente un’opera che non sempre trova la sua giusta dimensione nel tempo in cui esce, penso che sia un valore davvero alto permettere all’arte di essere rivista e riletta, anche con occhi più nuovi e moderni.
      Condivido molto l’abbasso ai cliché facili, che oggi vengono spacciati come innovazione e avviliscono la forma letteraria che deve prima di tutto essere rappresentativa per chi la scrive, come scrittrice non so se riesco a vincere questa sfida, ma cerco di esigerla, anche da lettrice.
      Come sempre complimenti per queste belle finestre sull’editoria di oggi!

      • Grazie Marta, sono felice che tu abbia trovato interessante l’intervista e l’attività di Federico e condivido il tuo entusiamo. È stato veramente bello scoprire qualcosa di più sull’attività di “recupero opere” della Cliquot. Ti auguro buona giornata, noi continuiamo a seguire la tua attività di scrittrice e le tue esplorazioni letterarie nei mondo che crei con la tua fantasia e la tua passione.

  • Oggi sorseggiavo un caffè con Clara, mitigando le intemperie dell’inverno, in questa gelida prospettiva di stagione, quando all’improvviso mi getta nello sconforto: – Cos’è il bello? –
    Squallidamente attonita, m […]

    • Qualche anno fa ad un primo appuntamento galante mi fu posta una domanda simile al tuo inizio, chiedendomi cosa fosse per me la bellezza, lo so sono domande banali, ma per me e per chi mi rivolse la questione, era già il moto di un’inizio di stuzzicante seduzione, tutto questo per dirti che è molto interessante lo snodo riflessivo che fai su quale sia il fine di chiedere.
      Sul filo di queste domande, ampissime, trovo molto stimolante la tua serie.
      Ai prossimi episodi!

      • Mi aggrego alle considerazioni di Marta e trovo davvero originale questa serie dai toni filosofici (di una filosofia classica) mescolati a modernità.

  • Il terribile momento stava arrivando, inesorabile.

    Non c’era nulla che lui avrebbe potuto fare per evitarlo, se non un gesto estremo che non avrebbe mai trovato il coraggio, o l’incoscienza, di com […]

    • Molto interessante l’idea di attesa vista dalla parte del dottore e non del paziente!

      • Grazie mille per aver letto il mio raccontino e per aver lasciato un commento! Sono contenta che l’idea ti sia piaciuta. 😊

    • Che quella del medico fosse una vocazione più che una professione lo si sapeva già, ed è confermato una volta di più da questa storia, carica di ansia e responsabilità, in cui non sembra esserci spazio per il sollievo nè per l’evasione; in cui i pazienti, a dispetto della loro età, sono appollaiati come dei cuccioli in un nido, totalmente dipendenti e supplicanti. Nel finale però intravedo (ma forse è solo il frutto della mia immaginazione) una vena comica e liberatrice: l’esagerazione, forse l’ipocondria di un anziano che trova nella (presunta) malattia l’unica leva per attirare su di sè un po’ di attenzioni. Brava Lucia, questo LibriCK mi è piaciuto.

      • Ti ringrazio, mi ha fatto davvero piacere leggere il tuo commento! L’intento era quello e sono contenta che sia trapelato.

    • Ciao Lucia, il tuo racconto non mi ha per niente annoiata, anzi, leggevo alla svelta per capire dove volevi arrivare. Mi è piaciuto!

    • Spesso mi dico che non sarei mai riuscita a intraprendere la carriera di medico o infermiera. Penso sia una vocazione, più di quella del sacerdote. Hai saputo esprimere quella malinconia, peso, alla perfezione.

    • Tra le righe del racconto si respira, in modo quasi tangibile, il senso di attesa
      e si è stimolati ad accelerare la lettura per la curiosità di vedere come fa a finire.
      Carino.

    • Bella storia! Originale!
      Se un medico svolge il suo lavoro con passione, credo ahimè che ogni giorno sia esattamente come l’hai descritto tu.
      Brava!

    • Idea originalissima… Hai fatto centro in poche righe, molto molto brava!

    • Buonasera Lucia, concordo con Marta Borroni: l’idea dell’attesa vista dalla parte di chi “fa attendere” è molto originale

  • Nella vita, alle volte, ci ritroviamo a prendere delle decisioni tempestive sulla base della frenesia del momento, dell’ebrezza di trasgredire le regole, della necessità di ritrovare noi stessi o di perderci de […]

  • L’amore che non consideriamo ci sfugge di mano, proprio non lo scorgiamo tra le cose della vita. La sua presenza è si vana e in altro modo incentrata sull’avversione che abbiamo verso questo sentimento così t […]

    • Belle e tragiche considerazioni, che rilancio invitando a riflettere anche sull’amore verso noi stessi, verso le nostre passioni, i nostri sogni, i nostri talenti. Se non ci occupiamo noi di questo, chi lo farà? Forse qualcun altro e probabilmente a nostre spese.

    • Una brevità colma di riferimenti e raffronti, a volte anche cruda e diretta, che diventa un perchè unico sull’amore.
      Un testo davvero molto particolare.
      Per esperienza potrei anche azzardare a dire che forse persino l’amore si dimentica, a volte, mentre sono le persone, spesso, la vera equazione irrisolta.
      Quanto a “Romeo e Giulietta” capolavoro indiscusso del buon vecchio William, ma sull’epilogo ci sarebbe da considerare un cardine più ampio da amore, ovvero vivere anche senza l’altro, credo che l’amore vero, nonostante tutto, possa farlo.

  • “Ho ucciso un uomo.”

    Mentre pronuncia queste parole è fermo, quasi una statua di pietra, immobilizzato nell’atto di accendere una sigaretta. Lo guardo restare così per almeno una ventina di secondi, che a me ap […]

    • Idea interessantissima e ben scritta. Spaventosa questa dittatura in cui “il silenzio non è imposto, ma è una conseguenza”. Amara, e vincente, ironia finale. Bravo!