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  • E adesso? Ti lanceranno dalla scogliera. Fai qualcosa, almeno tu. Quindi è questa la fine di chi moriva nello château. Neanche la sepoltura. Reagisci. Sei fuori dal d’If ma annegherai. Come farai da dentro il sac […]

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    • Terza volta del Tivoli al concorso e vuoi che non ti legga subitissimo, o quasi? 😉
      Ogni commento mi sembra quasi banale da dedicare alla tua bravura perchè racconto dopo racconto- una morsa stretta che genera fan incallite come me- tu riesci a farci dono del tuo talento, anche e soprattutto in un contesto violento come questo, sai rappresentare benissimo il dramma e lo struggimento del tormento interno e poi fisico delle vicende umane più complicate e al confine netto tra affetto e violenza.
      Chapeau!!!

    • Grazie Marta. Sono contento che il racconto ti sia piaciuto. Oltretutto ne cogli sempre il senso alla base 👍

    • Questo racconto mi ha fatto riflettere: quanto può essere labile il confine tra il bene e il male? Fratelli coltelli (passami il termine).
      ” Mi scruta fino a entrarmi dentro. Lo sento. Un serpente che penetrando nell’orecchio si insinua nel cervello avvelenando i pensieri, e i sogni.” Questo avrei voluto scriverlo io! È un po’ nel mio stile. Ahahah.

    • Grazie Debora. Sono contento che tu abbia gradito il racconto. Sì, questa volta ho puntato soprattutto sullo showing della scena. Non avendo ancora una scrittura stabile e avendo ancora molto da imparare, ogni volta, mi piace puntare su aspetti narrativi differenti, nel tentativo di scrivere e interpretare sempre in funzione della storia che si racconta 🤗

    • Complimenti Massimo. Questo racconto, così intenso, truce e vendicativo mi ha colpito nel profondo. Le descrizioni, molto accurate, rendono la scena vivida. Ancora complimenti 😘

  • Sinisa in quei freddi giorni autunnali, era solito recarsi nei pressi di quella fitta sterpaglia che fiancheggiava i resti del mattatoio almeno una volta a settimana per raccattare fascine da ardere e nel favore […]

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    • Salvatore mi complimento per le tue doti da narratore, hai uno stile notevole, in certi passaggi in cui l’azione si fonde con riflessioni piú profonde mi ricordi Sven Hassel (il celebre romanziere della seconda guerra mondiale). Bravo!

    • solo perché sei amico mio lo dici….thanks cmq

  • Falena è una grande e grossa balena grigia che nuota per i mari e per gli oceani. Negli ultimi giorni è in visita nel Mar Mediterraneo, è la prima volta che ci viene ed è molto curiosa. Tira fuori la schiena dal […]

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    • Con le fiabe e con il loro linguaggio rivolto ai più piccoli, argomenti complicati diventano comprensibili e il gioco del cambio di prospettive apre la mente a nuove riflessioni. Grazie Erika per aver condiviso questo LibriCK, complimenti inoltre per il tuo stile impeccabile e chirurgico.

    • brava

    • La favola si propone come metafora sulla vita, una narrazione per le giovani menti che devono rappresentare però i problemi dei cosiddetti grandi, mi sembra che tu riesca bene in questo altalenare, carina poi l’idea di questo genere qui, un guizzo di novità per questa piattaforma, già il titolo riesce a invogliare e rappresentare la storia e ammetto che apprezzo molto lo stile asciutto e semplice che usi per raccontare, in modo che la storia arrivi lineare e diretta. Brava!

    • Grazie a voi per averlo accolto

  • Affonda i denti nella tenera carne. Accogli il nettare purpureo. I globuli rossi fremono. Vita e morte condividono un istante: un bagliore d’eternità.L’uomo giace nella neve: candida e gelida coperta.Il vamp […]

  • Fuori dal finestrino la città scorreva immobile, con i suoi semafori lampeggianti, le sirene ed i palazzi che torreggiavano presuntuosi su bassi edifici storici. Eugen, la guancia schiacciata contro il vetro, t […]

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    • Ok, caspiterina (altrimenti servirebbe la censura) che bomba di racconto che è questo! Una straziante strage descritta non bene, di più! L’inizio è veramente molto bello, quasi da romanzo e oltretutto spiazza il fatto di come, improvvisamente, ad Eugene capiti quello che descrivi (non facciamo troppi spoiler) in maniera così diretta ed efficace, visivamente parlando.
      I miei più sinceri complimenti, sei davvero bravo!!!

      • Grazie infinite Marta, ogni volta che pubblico spero sempre che tu riesca a trovare il tempo di leggermi. Mi hai sempre dato dei feedback interessanti su cui riflettere per migliorare fin da “la candela”, ormai dell’anno scorso.

    • Il tempo passa veloce su Edizioni Open, già un anno! Sì, è bello trovare negli altri il tempo di essere letti, con te poi è un tempo piacevolmente speso e mi lusinga il fatto di poter avere questo appuntamento, continua così, spero di leggerti ancora molto 😀

    • Bravo Davide hai descritto ed espresso molto bene l’atmosfera distratta e noncurante che circonda le persone nella società moderna, l’effetto devastante che può avere su una psiche malata e ferita dalla vita. “. Non vi ricordate neanche come mi chiamo…” un delirio di dolore davanti all’indifferenza di chi è ritenuto colpevole solo per il fatto di essere ancora a galla. Ma il dolore , si sa, “è come un vulcano” e, una volta che inizia a reclamare il suo spazio, è inarrestabile.

      • Ti ringrazio per il commento Isabella. Ho tentato di creare qualcosa che potesse offrire diverse chiavi di lettura con la speranza di lasciare qualcosa al lettore su cui riflettere a fine lettura.

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