COSIMO E LA LUNA
Era l’ora in cui il sole non sa più se restare o scappare dietro i palazzi. La luce colava lenta lungo le crepe dell’intonaco, un…
Era l’ora in cui il sole non sa più se restare o scappare dietro i palazzi. La luce colava lenta lungo le crepe dell’intonaco, un…
Di giorno timbro. Timbro e guardo la gente che chiede certificati come pezzi di sé persi per strada. Stato civile, residenza, certificati cumulativi. Ognuno viene…
Stamattina il banco è vuoto. La sedia spostata di due dita, come un ginocchio che si scansa. «Pa—», dice la prof. Si ferma. La penna…
A casa nostra tutto era composto. Anzi: perfetto. Troppo perfetto. Piatti bianchi senza macchie, cucchiai allineati come soldati, silenzi che non si potevano rompere. Tutto…
La città stanotte sembra spenta da una mano invisibile. Le finestre sono bocche cucite, l’asfalto restituisce un caldo vecchio, un soffio leggero muove appena le…
Inverno 1967 La chiesa odora di muffa rancida, di cera spenta, di legno marcio gonfio d’acqua. I muri sono umidi, screpolati, chiazzati di macchie nere,…
Elia aveva troppi anni. Viveva in un bilocale al quinto piano, in un quartiere che non compariva più nemmeno sulle mappe. Palazzi grigi, ringhiere arrugginite,…
Ci sono viaggi che non si dimenticano. Non perché siano stati belli o importanti. Ma perché ti si conficcano nelle ossa. Un freddo che non…
«Hai fatto tardi. Ti sei visto con gli amici?» La sua voce mi raggiunge appena entro in cucina. Gentile, garbata. Una gentilezza curata, come certi…
A volte dimentico. Succede così, per sbaglio. Tipo quando c’è il sole, o quando la prof saluta prima di suonare l’ultima campanella. Un istante solo,…
Napoli, dicembre 1852 Nunziatina chiuse forte la porta della cucina. Troppo forte. Ridevano di nuovo, come sempre. La portinaia e donna Placida, appoggiate all’uscio, si…
Alle otto in punto scatta il primo ticchettio. Non so se sia il cuore, il cronometro, o la condanna. Tanto uno batte, l’altro conta, e…
Khaled è ancora sotto la casa. Ma la casa non c’è più. C’è solo un buco. E ci sanguina dentro. Io non dormo più. Da…
Scelse la tenerezza nella forma più assurda: una bustina trasparente, con la zip rossa e un’etichetta strappata da un vecchio quaderno. Dentro, un solo pelo.…
Sono seduto su una cassetta della frutta vuota, le gambe larghe e le mani sulle ginocchia. Attorno, sacchetti di spazzatura come pali di porta. Chi…
Mia madre si chiamava Irina. A volte veniva da Varna. A volte da Constanța. Dipendeva dalla faccia dell’uomo, o da quanto pagava per farsi raccontare…
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