Che sia maledetto Morfeo
Serie: la congiura
- Episodio 1: prologo
- Episodio 2: quando Cesare uccise un elefante
- Episodio 3: Acesso consentito
- Episodio 4: Che sia maledetto Morfeo
STAGIONE 1
L’uomo era preda del vento, solo, in una valle desolata. Si incamminò a fatica verso il pozzo al centro della valle: ogni due passi in avanti ne compiva uno e mezzo all’indietro, sotto il sole cocente le sue ombre si allungavano, capì che doveva essere pomeriggio tardo, non lontano dal tramonto.
Guardò all’interno dell’unica struttura costruita in quel deserto, e vide una biblioteca sul fondo delle acque scure. Sullo sfondo un uomo, tra i trenta e quarant’anni molto probabilmente. Non sembrava un uomo del suo tempo, lo dedusse mentre egli dormiva. Aveva degli strani accessori al polso, e quella casa era piena di marchingegni malefici. L’uomo slanciato diresse la direzione dei suoi occhi neri e vispi sul fondo del pozzo, per cercare di scovare i segreti di quel luogo tanto misterioso, ma non ebbe l’ombra di un’intuizione. voleva uscire da quel limbo infernale fatto di vento e sabbia, doveva far qualcosa al più presto. Così scelse di afferrare l’unico oggetto che aveva con sé, e che lo avrebbe gettato nel pozzo, per tentare disperatamente un contatto con quell’uomo strambo: afferrò un libro dalla borsa in pelle, costruita su misura dai suoi artigiani. Il libro portava solo un titolo grande “i dodici Cesari” Ed era firmato in basso, con calligrafia elegante, da Plutarco. L’uomo lanciò il libro nel pozzo, le acque di smossero. In un primo momento nessuna reazione, l’uomo continuava a dormire sui suoi tomi. Poi il miracolo: il libro colpì con un tonfo sordo la scrivania del dormiente, il quale sobbalzò
“Chi va là?” urlò, allora alzò lo sguardo e sembrò quasi vedere l’uomo in cima al pozzo. L’uomo dall’alto, si affacciò nello specchio d’acqua finché non cadde giù, e nel momento in cui toccò le acque si mise retto sul suo letto.
“Che sia maledetto Morfeo, un altro incubo”, esclamò Giulio Cesare.
Serie: la congiura
- Episodio 1: prologo
- Episodio 2: quando Cesare uccise un elefante
- Episodio 3: Acesso consentito
- Episodio 4: Che sia maledetto Morfeo
Sono molto curiosa di scoprire se, in qualche modo, Tommaso incontrerà Giulio Cesare.
Un brano interessante, la tua serie continua a spiazzare a ogni brano. Al prossimo episodio !
Ci sono aspetti della nostra vita che meritano un’attenzione tutta particolare. Uno tra questi, per me il più vitale, è rappresentato dal mondo onirico.
Se guardiamo indietro nel nostro passato, di colpo ci rendiamo conto di come siano state poche le persone che ci hanno raccontato un sogno. E’ un gesto profondamente intimo e va oltre il raccontare, assurgendo al rango di pura condivisione di sentimenti, emozioni. È un sintomo d’amore.
Ascoltare un sogno non è come andare al cinema o al teatro, che pur restano esperienze bellissime (io personalmente sono un appassionatissimo di cinema). Volendo cercare un’immagine efficace, ecco è come quando, bambini, ci hanno fatto accarezzare per la prima volta, o perfino tenere sul palmo della mano, un cucciolo di animale: ciò che ci resta dentro, a distanza di anni, è il calore vitale.
Chiara ci ha raccontato un sogno e noi ci siamo seduti, increduli di questa generosità, restando incantati nell’ascoltarlo. Quello stesso vento ci ha poi avvolti tutti. E abbiamo visto il pozzo, e le acque scure. Le parole, come sempre accade in questo mistico mondo, facevano eco una all’altra. Limbo infernale, occhi neri. Segreto, profondo. E infine eccola apparire, la vera protagonista di questo incanto scenografico: è l’Ombra, uno degli archetipi Jungiani per eccellenza, meravigliosa e inquietante parte vitale della nostra anima.
Siamo scesi giù negli abissi, dove ci ha portato Chiara, seguendo il suo coraggioso slancio. La ricerca nelle tenebre è la strada della risalita e in questo abbiamo bisogno di uno spirito guida: ecco comparire Plutarco, che, azzardo, rappresenta l’amore sconfinato per la storia.
Grazie Chiara, un sogno meraviglioso da scrivere su un diario e analizzarlo a fondo, poiché è pieno, ricco, bellissimo. Su diversi punti ho preferito glissare, prima perché sono solo un principiante appassionato del mondo onirico, poi perché dovrei rubare troppo spazio e tempo.
Per me il sogno, parafrasando un celebre successo di musica italiana, è “luce e tramonti”.
Che sia benedetto Morfeo.
Che belle parole! Ti ringrazio tanto ❤
Mmh, molto intrigante, c’è un qualche collegamento tra passato e futuro, tra Cesare e Tommaso. Ho recuperato gli episodi passati e questa serie mi ha appassionato! Mi ricorda un po’ “Il faraone delle sabbie” di Valerio Massimo Manfredi con questi continui parallelismi tra passato e presente narrativo. Sono davvero curioso di vedere come tutto si incastra
Grazie! Avevo lasciato un po’ in sospeso la storia. Ma la riprenderò!