
Dove si trova la felicità
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Stavano avanzando nel fitto della foresta. Lo sconosciuto le aveva fatto indossare un abito, le aveva legato i polsi e l’aveva piazzata sul cavallo. Anche lui aveva coperto il corpo con qualcosa che lo rendeva più cupo e minaccioso, eppure gli occhi di Aoi vedevano una sensualità mai incontrata prima. Ad amplificare quelle strane emozioni, la posizione in cui avanzavano: l’uomo le stava dietro cingendole i fianchi.
“Non dovresti essere tanto scontrosa, Kawa.”
“Perché non dovrei?”
“Perché insieme ci divertiamo. lo sai.”
“Io non mi diverto!” Si spinse per colpirlo al petto con la spalla. “E tu sei odioso. Sono stata rapita da un essere spregevole e peggio ancora sono sporca di terra.”
“Verrà la pioggia e ci laverà.” Rise lui.
Il viso di Aoi era sempre più imbronciato, non veniva presa sul serio. Rimasero in silenzio finché all’uomo non venne sete. Scese da cavallo tirando le briglie e si avvicinò al fiume che stavano costeggiando. Aoi lo guardò, poi guardò la strada. Poteva buttarsi giù da cavallo e correre, ma l’avrebbe raggiunta. Con lui presente non poteva fare molto. L’unica speranza era andare via con il cavallo, così le mani si portarono sulle briglie.
“Bevi.”
La voce maschile interruppe i suoi pensieri e solo quando si girò a guardarlo notò che si era di nuovo avvicinato. Le mani a conca contenevano acqua. Aveva sete, per questo non fece troppe storie e si abbassò per bere.
“Ne vuoi altra? Dopo cerco qualcosa da mangiare.”
In effetti Aoi aveva fame. “Vorrei anche lavare la faccia. Fammi scendere.” Le sue richieste avevano sempre il tono di un ordine.
“Che ne dici di riprovare con più gentilezza?”
“Perché mai dovrei essere gentile con uno come te?!” Sbottò.
Eppure la risposta non era difficile, perché altrimenti rischiava di restare a digiuno.
“Hai detto tu di volerti lavare la faccia.”
“Non mi serve il tuo aiuto!”
Non si sarebbe mai abbassata a chiedere per favore. Portò entrambe le gambe su un lato del cavallo e scivolò giù. Sarebbe caduta se lui non l’avesse prontamente sorretta.
“Attenta! Rischi di farti male, Kawa.”
“Se tu mi avessi aiutata subito invece di fare tutte quelle storie…!” Iniziò mentre si girava a guardarlo, ma subito si bloccò. Gli occhi di lui le mettevano sempre soggezione. Ci vedeva qualcosa che non riusciva a spiegarsi. “Grazie…” Concluse più docile.
“Se tu fossi stata più gentile…” Le sorrise.
Il guerriero strinse la mano attorno alla corda che le legava i polsi e la portò in riva al fiume, dove la fece sedere. Fu lui stesso a lavarle delicatamente il viso.
Aoi non gli aveva chiesto come si chiamava, non lo sapeva. Fino a quel momento per rivolgersi a lui aveva usato appellativi vari, primo su tutti buzzurro. Eppure in quel momento non le sembrava. Il cuore le stava tirando un brutto scherzo, battendo nel petto con più ardore di quanto avrebbe dovuto.
“Sono pazza…” Sospirò rendendosi conto dei suoi desideri.
“Al mio paese c’era una vecchia pazza, parlava con gli alberi. Anche tu lo fai?”
“Parlo con i buzzurri, fa lo stesso?”
“Allora non sei pazza, lo escludo.”
“Ne hai conosciuto solo uno, come fai a dirlo? Forse sei tu a essere pazzo.”
“Io non parlo con gli alberi.” Insistette. “Sei scortese, lo sai? E offensiva!”
“Ti ricordo che sono qui contro la mia volontà. Sei stato tu a volermi portare con te, pagane le conseguenze.”
“Suvvia, eri in un posto noioso… ed eri sola, era pericoloso. Una volta al villaggio sarai al sicuro.”
“L’unico pericolo sei stato tu.”
“Che ci facevi in quel posto?”
“Ero lì per espiare un peccato.”
“La pazzia?”
“Sono stata con un uomo. Mia madre mi ha mandata qui per purificarmi, ma… tu hai mandato tutto all’aria!” Perché da quando lo aveva incontrato lei si sentiva sempre meno pura.
“Che aveva di impuro quell’uomo?”
“Mi stai prendendo in giro? È il mio animo a essere… sporco.” Lo guardò. “Sei uno che chiacchiera fin troppo, mi stai riempiendo di domande.”
“Se vuoi che smetta di parlare ti basta dirlo.” Le prese la testa per avvicinarla al proprio viso. “Vuoi fare altro?” Sorrise allusivo.
“Screanzato, ora ti insegno un po’ di buone maniere!”
Gli diede un morso sulle labbra, ma non riuscì a imprimere nemmeno un po’ di forza.
Tuttavia lui si lamentò. “Io cerco di essere carino con te e guarda come mi ripaghi!”
“Nessuno a guardarti penserebbe che tu sia carino con me.” Gli mostrò i polsi legati. “Dovresti lasciarmi andare!”
“Saresti in grado di tornare indietro da sola?”
A questo Aoi non ci aveva pensato. Guardò la strada da cui erano arrivati, poi scosse la testa. Non sapeva dove si trovava.
“Allora vedi che non c’è soluzione, Kawa?”
Se fosse vero, non lo sapeva. Faticava a pensare se gli stava vicino. Appoggiò la testa alla sua spalla cercando di non pensare al futuro. Il naso vicino al collo taurino ancora una volta inspirava il forte profumo. Sentì le mani stringerle il corpo e le labbra di lui avvicinarsi al suo viso. Le sfiorò lo zigomo. Allora Aoi chiuse gli occhi. Avrebbe accettato tutto di lui in quel momento se un brusio non l’avesse distratta.
Uno sciame di moscerini ronzava in riva al fiume. Urlò e fece per arretrare, ma perse l’equilibrio e si ritrovò a terra.
Il giovane rise. Stavolta non era stato abbastanza svelto per sorreggerla, ma le si avvicinò per aiutarla ad alzarsi.
“Toglimi quei mostri da vicino!”
“Sono solo dei moscerini.”
“Ti ho detto di toglierli!” La nobile era disgustata e terrorizzata.
Lui alzò il sopracciglio. “Mi sembra una reazione decisamente spropositata.” Senza contare che lei continuava a non chiedere le cose nel modo giusto. Scosse la testa con disappunto prima di prenderla in braccio per riportarla sul cavallo. “Ah, Kawa… poi non dire che non ti ho salvata.”
~•~
Kiyo continuava a pensare al daimyo e al tempo trascorso con lui. Anche se aveva il quaderno per disegnare tra le mani, fissava il bianco senza imprimere alcun tratto.
“Sei più distratta del solito, lo sai?” Le disse Azumi.
“Dici?”
“Decisamente. Sempre con la testa tra le nuvole e con quell’espressione da scema sul viso.”
“Non ho un’espressione da scema.” Le venne un broncio che fece ridere l’amica.
“A che pensi?”
“Al fatto che sarebbe bello vivere qui.” Rispose sinceramente.
“Parli dei giardini o della compagnia?”
Kiyo si morse il labbro e abbassò lo sguardo, colpevole.
“Le sue donne non sono più felici di noi,” continuò Azumi “e non sono diverse. Ti può sembrare così, ma solo perché il daimyo non ha fissato alcun prezzo per te. Se lo avesse fatto ti saresti ribellata anche a lui e saresti stata ugualmente infelice. Devi solo accettare la tua condizione. Sei una concubina. La concubina di Yuri. E così resterà per sempre. Nessuno vuole una concubina appartenuta a un altro.” Le sorrise come avrebbe fatto una sorella. “Kiyo, tu puoi essere felice anche con Yuri. Quanto prima lo impari, meglio è.”
“Io l’ho imparato!” Si affrettò a rispondere. Lo aveva imparato nel modo peggiore che potesse esistere, ma non lo aggiunse.
“Hai imparato a compiacerlo, a evitare che si arrabbi con te. Però la felicità, piccola Kiyo, è un’altra cosa.”
La giovane ci pensò. Probabilmente era vero, ma lei la felicità con Yuri non l’avrebbe mai potuta trovare, ne era certa.
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- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
Mi ha attirato la copertina con il bellissimo Nijo Castle, a soli 20 minuti di cammino da dove abito attualmente. Leggerò questa storia dall’inizio, mi ha intrigato