
II. La Grande Città
Serie: La Morte di Furio
- Episodio 1: I. Fuga
- Episodio 2: II. La Grande Città
- Episodio 3: Segreto
- Episodio 4: La storia di Furio
STAGIONE 1
Balenò all’improvviso tutta la Città negli occhi suoi, sfolgorante di fuochi e lumi – come quando era bambino, e l’aveva vista per la prima volta.
Nelle sue vie strette, dove si parlava la lingua del mercato e degli affari, al lume di fuochi intrappolati in gabbie d’oro, tra le piazze dai nomi metallici e sonanti, dove il tempo era finito al tramonto, e scendeva una sera perenne per quelli che si avventuravano alla ricerca del segreto nascosto nelle edicole dei Santi, fra i dipinti e le sculture nelle Chiese, e di quant’incroci esistono per le vie della Grande Città.
Il suo palazzo gli avev’aperto la porta ai bassifondi – dove lui era certo che sarebbe finito: fra quelli che si azzuffano fuori dai locali intorno al fuoco, che vanno cercando la stessa cosa e non la trovano mai; tra gl’impetuosi, gli impavidi, i cuori infranti.
Allora per un certo tempo andò vagando, come stordito dal profumo di carne cucinata a fuoco vivo e birra, mentre leggeva negli occhi della folla stracciona e spaccona un dolore anonimo -malinconico- che gli strizzava il cuore fino all’agonia.
Un rintocco di campana gli chiese di seguirlo.
<<Ti sei perso?>> gli chiese una voce.
Vibrava in maniera soprannaturale da quel che un tempo era certo stato un uomo, ora ridotto in scheletro, avvolto in stracci eccentrici fra mantelli ed armatura.
<<Oh, non fare caso a questo>> disse, alludendo alle ossa.
<<Sono maledetto. È una lunga storia.
Sto cercando il mio cuore: qualcuno me lo ha sottratto tanto tempo fa…>> gli disse, stringendo fra i denti una sigaretta accesa.
<<Chi? E perché l’ha fatto?>> domandò lui.
<<Non lo so. Non riesco a ricordarmelo. Penso faccia parte della maledizione>> disse lo scheletro battendo i denti.
<<Chi sei?>>
<<Il nome è Rotthardt. Vengo dalle Terre Desolate, da un reame che ora non esiste più e del quale fui monarca>> spiegò. La sigaretta stava finendo.
<<E tu? -gli chiese- Qual è la tua maledizione?>>.
<<Non sono maledetto>> gli disse, tradito dalla voce tremula.
L’altro rise battendo a ritmo la dentiera, digrignando le zanne, di qual cosa poi tornò a dire:<<No? E per quale altro motivo pensi di essere qui, allora?>>
Una campana aveva ripreso a suonare da qualche parte, in lontananza.
<<Vedi quello?>> indicava con le falangi un edificio; lui lo vide, ma non gli riusciva d’indovinare se fosse vero o inganno di sensi e rifrazioni di distanze: sovrastava i tetti di ogni casa, svettando fra un mare di antenne, su architetture gotiche di un gusto anacronistico, che illuminava con il grande Fuoco acceso proprio sotto la campana.
Era bellissimo.
<<Quello è il Campanile>> gli disse ancora il teschio. <<È al centro della Grande Città. È lì che ti conviene andare>> aveva spento la sigaretta, e stava andando via.
<<Ci rivedremo ancora, forse. Addio>>.
Ma se il Campanile era al centro per davvero, aveva ben capito che non v’era modo di arrivarci, perché la geografia impossibile di quel posto ne attorcigliava le strade oltre la logica.
E quando gli sembrava d’aver imboccato quella giusta, si svegliò di soprassalto davanti un’altra candela, in un’altra stanza.
Il numero sulla sua spada era cresciuto di uno.
Serie: La Morte di Furio
- Episodio 1: I. Fuga
- Episodio 2: II. La Grande Città
- Episodio 3: Segreto
- Episodio 4: La storia di Furio
Una città, un campanile, un teschio e, forse un tempo, un mercato.Con questi tocchi scarni, ce la fai sentire come se fosse dietro l’angolo dei nostri sogni.
“la geografia impossibile di quel posto ne attorcigliava le strade oltre la logica.”
Qui risuona Calvino.❤️
“anonimo”
Bellissima immagine di folla spaccona con dolore anonimo.
“e di quant’incroci esistono per le vie della Grande Città”
❤️
“Balenò all’improvviso tutta la Città negli occhi suoi”
❤️ Rifaccio, non ho capito se il primo era partito
“Balenò all’improvviso tutta la Città negli occhi suoi”
❤️