Il Libro Maledetto

Era un Osservatore scappato dal vecchio nord. Superstite della Grande Caccia, era riuscito a fuggire dalle prigioni prima che venisse giustiziato assieme ai suoi: notte e giorno viaggiò, perché la paura gli aveva fatto nido nelcuore, e gl’incubi scesi dal Pianeta di Ferro lo condussero lontano verso la conoscenza proibita che aveva scatenato il terrore negli uomini.


Fu a causa dei suoi deliri che nacque la persecuzione: un guerriero errante, un giorno, gli aveva portato in dono un libro straordinario e maledetto che egli prese ad analizzare con zelo. Venne così a conoscenza delle Terre Estranee, il leggendario reame al di là del mare tempestoso, la cui traversata era proibita all’uomo a causa degli dèi che abitavano dall’altra parte.


Trovò riparo nelle viscere della terra, errando sempre verso est spinto dalle letture del tomo, e i suoi pensieri si fecero tenebrosi. Accolse la conoscenza arcana dei caratteri indecifrabili, la stessa che aveva appestato i sogni della gente del nord con incubi e tormenti senza fine: iniziarono a scorgere mostri e fantasmi repellenti nei vicoli scuri delle loro città di pietra, e nessuno vagava più nei boschi per paura delle visioni; lentamente il commercio morì e alla povertà si aggiunse la fame.


Piombò su di essi una grave maledizione che li trascinò nella follia, e i fantasmi presero a possedere corpi vivi e morti.

Leggeva il libro dannato quando calava il sole, poiché i grafemi erano stati incisi sulla carta con inchiostri maledetti e apparivano solo durante le notti più scure.


Tacque fin dall’inizio sui sussurri che lo angosciavano con sempre maggior frequenza, perché si figurava l’esito di tale svelamento; quando vennero a cercarlo prese rifugio in essi, li prese per buoni come fossero figli dei suoi ragionamenti, e divenne un tutt’uno con essi: gli rivelarono che un discepolo dei suoi l’aveva tradito, che l’aveva visto in atteggiamenti di negligenza nei confronti del Silenzio Perduto al quale aveva prestato giuramento, e che quind era corso dal Re per segnalarne la disgrazia. Le conseguenze furono mostruose, e il nord intero soccombette alle creature della notte, trasformandosi in un inferno di ghiaccio.


Questo accadde dopo la sua fuga.

Velo dopo velo, l’Osservatore fu coinvolto nei paradossi del tomo profano. Ormai succube del suo fascino, non osò interromperne la lettura, ed apprese quanto c’era scritto

su di esso.

L’avevano chiamato Karnam Yt Lheraion, ed era maledetto. Era stato scritto dall’Apostolo di Hurmathar il Crudele, -l’Assoluto dell’Abisso primordiale- costruttore di Tharod e Signore delle Terre Infrante, poiché custodiva la sua dottrina ed era venerato dalle mostruose creature dell’agonia. Divenne oggetto di culto tra gli Infranti, che lo portarono da Tharod a Numior, la Terra di Mezzo, pe rconquistare il cuore dell’uomo riempiendolo di desideri oscuri e conoscenze proibite.


Indicava la Via Segreta per giungere alle Terre Estranee al di là del Mare, la splendente dimora di Ahurazad il Re del Mondo, dove vivono in eterno gli dèi Assoluti e i loro emissari semidivini, che presero il nome di Vegliardi tra le razze supreme che orbitano al di fuori dei limiti ristretti della vita terrena.


Assalito dal desiderio della vita eterna e della conoscenza suprema, l’Osservatore sognò con ossessione le Terre Estranee dei Vegliardi: giunto lì, pensava, avrebbe potuto disfarsi del libro maledetto per impedirne la lettura ad alcun altro, e liberarsi finalmente dei demonii che lotormentavano con visioni d’orrore.

Ma in quelle terre fantastiche, il libro non ce portò mai.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Racconto molto evocativo e di stampo lovecraftiano. Mi ha ricordato “La terra dell’eterna notte” di William Hope Hodgson, per via delle terre lontane che il protagonista cita, delle creature mostruose e, ovviamente, per via della notte, unico momento in cui si può leggere il libro.
    Mi piace, bravo!