
Incontro al fiume
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Aoi si era svegliata con la testa pesante, la sensazione tipica di chi dorme troppo. Non aveva la sua ancella a tenerla informata del trascorrere del tempo e il suo unico punto di riferimento rimaneva la posizione del sole.
Per sentirsi meglio aveva deciso di fare un bagno nel fiume vicino al monastero. Colse l’occasione per un rito di purificazione, iniziando così il suo percorso con l’elemento che più di tutti poteva aiutarla. Le dispiaceva aver mostrato il suo corpo a un servo e in quello sentiva di dover rimediare. Dopo una lunga nuotata stava per riemergere quando sentì una voce maschile apostrofarla in tono agguerrito.
“Chi sei?”
Guardò verso la riva e da sotto il pelo dell’acqua vide l’uomo più strano su cui avesse mai poggiato gli occhi. Non aveva niente in comune con i nobili sottili, tanto meno con i servi rinsecchiti. Persino l’esercito non vantava spalle tanto larghe. Non era molto alto, ma se ne percepiva la possenza, nonostante al momento avesse un aspetto stanco e trasandato. Sul petto nudo erano visibili più cicatrici di dimensione e forme diverse. I capelli erano corti e bagnati, ma tutto il resto del corpo era asciutto.
“Chi sei tu?” Chiese di rimando la ragazza, con un velo di arroganza.
Lui rimase impassibile, per nulla intimidito dall’esile figura femminile. “Esci dall’acqua.” Le ordinò, come se fosse possibile nelle sue condizioni.
“Non ci penso nemmeno, razza di villano! Non mi puoi parlare così!” Nessuno si era mai permesso.
“Dici che non posso?” La guardò beffardo, entrando lui stesso nel fiume con passo lento, ma deciso.
“Che fai?” Chiese allora Aoi con tono sostenuto, cercando di dissimulare la paura che provava.
Se avesse urlato, nessuno l’avrebbe sentita. Senza scorta, lontana dal palazzo e dalla protezione del suo rango, abbandonata a se stessa, era una donna comune e come tale si sentiva in pericolo. Poteva solo allontanarsi il più possibile da quel luogo, ma non fu abbastanza veloce nel cercare una via di fuga. Lo sconosciuto le saltò alle spalle e la afferrò da dietro.
“Dove scappi? Non voglio farti del male.” Le sussurrò vicino all’orecchio.
“Allora cosa vuoi da me?”
“Solo sapere chi sei e che ci fai qui.”
“Non sono affari che ti riguardano.” Trovò la forza di ribattere prima di girarsi a guardarlo. Era talmente vicino che poté notare una scintilla barbara nei suoi occhi e altre cicatrici sottili sul viso, una sul sopracciglio e l’altra sul labbro.
“Parli troppo.” Fece allora presente il guerriero prima di baciarla con prepotenza.
Poteva permetterselo, era più forte di una donna, sicuramente ancor di più di Aoi, che si presentava minuta e con lo sguardo indifeso, a discapito del suo carattere che non si poteva vedere con gli occhi. La nobile lo sapeva bene che un uomo da lei si sarebbe aspettato solo condiscendenza. Eppure non ci poteva stare. Lo allontanò con tutte le sue forze.
“Cosa stai facendo? Lasciami subito!”
“Ti lascio se mi dici chi sei.”
“Dovresti lasciarmi andare senza condizioni.” Sapeva di non poter svelare la sua identità, si sarebbe esposta di più al pericolo.
La girò per fissarla negli occhi. Non aveva mai desiderato nessuna donna come desiderava lei in quel momento. Il corpo sottile, ma formoso, la pelle delicata e chiara come la luna, capelli setosi, lisci, neri. Non c’era imperfezione nel suo aspetto, se si prendeva in considerazione solo quello. Il carattere era sfacciato, aveva sconfinato nel suo territorio eppure si dava delle arie. Non che lui vivesse lì, ma ci aveva passato due notti e tanto bastava.
Aoi ricambiò lo sguardo e si perse in ciò che vedeva, gli occhi maschili erano profondi e fieri. A quella distanza sentiva anche il suo intenso odore pungente. Nessuna fragranza floreale a camuffarne la natura.
“Puzzi.”
Il suo insulto venne ignorato. L’uomo la prese in braccio come se fosse un fuscello e la portò sulla riva. Avrebbe potuto farle ciò che più voleva senza essere mal giudicato da nessuno, ma non era quella la sua intenzione.
“Sai, Kawa, ho deciso che ti porterò con me. E ho deciso che ti chiamerò Kawa.” Il suo vero nome non gli interessava.
Lei lo guardò con un misto di stupore e orrore mentre cercava di coprire il corpo nudo come meglio riusciva con le braccia.
“Cosa ti fa credere che verrò con te?”
“Cosa ti fa credere che te lo stia chiedendo?” Sorrise lui andando verso l’albero sotto cui si era accampato. La poggiò a terra e le allungò una delle sue casacche. “Metti questa.”
L’indumento gli venne rispedito indietro con sdegno. “Non indosso stracci che puzzano. Tu non sai chi sono io!”
“E chi se ne frega?!” Ridacchiò lui fecendosi nuovamente vicino. “Ho qualcosa da fare a ovest. Mi accompagnerai. Quando saremo arrivati potrai fare ciò che vuoi, ma il viaggio è lungo. Mi serve compagnia, ecco tutto.”
“Non intendo fare niente di quello che dici, buzzurro e prepotente! Maleducato!”
“Mi costringi a usare le maniere forti, Kawa.”
L’uomo raccolse i vestiti e la sacca, fischiando per chiamare il cavallo, poi la sollevò di peso poggiandola con la pancia sulla spalla.
“Mettimi giù!”
Aoi sapeva da sé che non sarebbe stata ascoltata. Dimenò le gambe e lo colpì sulla schiena, ma non ottenne altro che una pacca sul sedere.
“Me la pagherai cara.” Continuò la ragazza, conscia che il suo destino era appena cambiato in peggio.
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
Una svolta inattesa, Aoi/Kawa sembra essere caduta dalla padella nella brace. Di che natura sarà questa brace, lo scoprirò solo leggendo i prossimi episodi.
Ma guarda te! Una ragazza non può fare una abluzione in santa pace che subito arrivano uomini pieni di cicatrici ad elargire pacche sul sedere!
Solo che adesso io non vedo l’ora di sapere cos’altro capiterà alla povera Aoi!
Affascinante questa serie! Te lo avevo già detto?
Grazie mille!!
La strada per Aoi è ancora lunga e tortuosa, ma oggettivamente se fosse dritta e in discesa non avremmo poi molto di cui parlare…