
La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
La foresta era ancora immersa nel buio. Aoi non aveva più le corde a tenerla bloccata e oltre alla libertà le sembrava di aver ritrovato anche la ragione. Se avevano costeggiato un fiume, bastava seguirlo a ritroso per tornare indietro. Non era molto furba, ma lei aveva bisogno di tornare al monastero. Lì avrebbe avuto i suoi vestiti, un riparo e la sicurezza di un luogo che poteva chiamare casa. Aveva perso il conto dei giorni passati da quando aveva lasciato il castello, ma prima o poi sarebbero tornati a prenderla.
Aveva fatto la brava finché il suo rapitore non era andato a caccia. Quella era l’occasione perfetta. Era sicura che avrebbe avuto un buon vantaggio prima che scoprisse della fuga, quindi cominciò a correre verso il bosco, nella direzione da cui erano arrivati. Era veloce come se avesse avuto il diavolo alle calcagna seppure sapeva che non aveva nessuno dietro. Si fermò solo quando sentì il cuore bruciare e la gola ardere per la sete. Si lasciò andare a terra in cerca di un po’ di riposo.
Il respiro pesante aveva coperto il rumore dei cavalli e senza che se ne accorgesse, si ritrovò circondata. Se ne rese conto quando sentì un uomo parlare:
“Che ci fa una fanciulla qui?”
Aoi li guardò spaventata. Erano sporchi, con più lividi di quanti se ne dovrebbero vedere su una persona normale e qualche dente in meno. Vederne uno avvicinarsi le fece salire dei brividi freddi lungo la spina dorsale. Fu peggio quando le prese il viso per sollevarlo.
“È una bella signorina.”
“Vuole essere scortata a casa?” Rise un altro.
Aoi si riprese dalla paura e scacciò in malo modo la mano che la teneva, ritraendosi.
“Lasciatemi…”
“Non ti stiamo tenendo, signorina.” Un uomo alto e massiccio scese da cavallo.
“Stammi lontano!” Urlò a quel punto la ragazza, sempre più spaventata.
Ancora una volta il gruppo si ritrovò a ridere della sua aggressività.
“Se volessimo davvero farti del male pensi che potresti impedirlo?”
La risposta era chiara a tutti. Per la nobile che loro volessero o no, poco cambiava. Erano spaventosi e aveva paura.
“Lei è con me.” Li interruppe una voce che arrivava da più lontano.
“Atsumori… Sei piuttosto indietro per essere uno che doveva andare in avanscoperta.”
Aoi vide il suo guerriero buzzurro avvicinarsi. Il sole che sorgeva dietro di lui ne faceva risplendere i lineamenti del corpo, esaltando i muscoli. Eppure se per un attimo si era sentita sollevata del suo arrivo, quello successivo si ritrovò a cadere nella disperazione. Conosceva quegli uomini, erano chiaramente in combutta.
“Ho avuto un contrattempo…” Kyoudai rispose all’uomo che era sceso da cavallo per avvicinarsi ad Aoi.
“È scortese definire una donna in questo modo.”
“Lo è di più spaventarla con le vostre brutte facce, Tanuki.”
Il capo dello strano esercito rise mentre risaliva a cavallo. “Lasciamo a te il compito di scortare la signorina, ti aspettiamo a destinazione… sempre se fai in tempo!”
“Non siate sciocchi, ci sarò. Altrimenti senza di me non vincerete.” Il guerriero guardò i compagni allontanarsi, poi una volta rimasti soli si girò verso la ragazza. “Sono tanto deluso da te, Kawa. Io mi fidavo!”
Sentirglielo dire le procurò una fitta nel petto, ma perché le sarebbe dovuto dispiace? Stava solo inseguendo la sua libertà, non aveva fatto niente di sbagliato:
“Dovevi aspettartelo che sarebbe successo. Senza contare che prima o poi sarai tu stesso ad abbandonarmi!”
“Ti lascerò in un posto sicuro.” La prese di peso e la mise in spalla, come la prima volta. “Ora ti riporto indietro.”
“Non puoi fare così, lasciami subito!” Aveva trovato il coraggio di andare via in un momento in cui lui non c’era poiché quando gli stava vicino il desiderio di allontanarsi si affievoliva. “Sei un uomo tremendo!”
Kyoudai si fermò di colpo, rimettendola a terra. “Lo credi davvero?”
Si stavano fissando negli occhi e le era impossibile mentire. “No… scusami… non è quello che penso.”
“Facciamo così: mi accompagni al villaggio, faccio quello che devo e poi ti riporto nel monastero a purificarti.”
“Niente più corde?”
“Scherzi? Quelle sono le prime cose che avrai, non mi posso fidare di te.”
“Mi tratti ancora come una prigioniera? Non sei carino!” Borbottò. “Almeno avrò dei vestiti decenti?”
“Se li desideri ti prenderò dei vestiti, Kawa.”
La fanciulla sorrise. Aveva ottenuto qualcosa e a sentirsi chiamare in quel modo poteva pensare che non era Aoi a essere impura. Gli accarezzò il viso. “Dovremmo sigillare questo accordo?”
Quale modo migliore di farlo se non con un bacio? Una volta separati, non avrebbe più potuto sfiorare le sue labbra e, per quanto poteva sembrare folle visto che aveva appena tentato la fuga, il solo pensiero bastava a renderla triste. Atsumori rispose con dolcezza prima di fissarla nuovamente negli occhi.
“Intanto comincio a punirti, poi vedo come trattarti.”
“Punirmi per cosa?”
Ancora una volta la fanciulla era sulla schiena del guerriero a prenderla inutilmente a pugni. Tornati all’accampamento arrangiato che aveva creato Kyoudai, Aoi venne messa giù e legata con una corda che le bloccava le braccia e il busto insieme. Un’altra venne stretta attorno alle caviglie. Conclusa la sua opera, il ragazzo sorrise.
“Sei molto carina così.”
“Era questo che intendevi come punizione?”
“Hai qualche altra idea?”
“No…”
Ma in realtà Aoi aveva pensato alle labbra del ragazzo addosso e quello aveva cambiato tutto. Il contesto era diverso e se un attimo prima si dimenava per liberarsi, un sussulto caldo le aveva fatto desiderare di restare in quel modo alla sua mercé. Improvvisamente essere costretta era diventata una situazione piacevole.
Kyoudai se ne accorse e si avvicinò a lei assottigliando lo sguardo. “Ti piace?”
“A te piace?” Chiese lei di rimando.
Il ragazzo le accarezzò il viso scendendo con la mano fino al petto. Aprì la veste e le scoprì i seni. L’aveva già vista nuda, ma mai con quel rossore sul viso.
“Mi piace vedere te così. Ma non hai risposto alla mia domanda.”
La sentiva fremere e non riuscì a fermare la lingua, che si avvicinò ad assaporarla. Aprì i lembi del kimono anche sul ventre, facendole chiudere istintivamente le gambe.
“Non farmelo dire… è così imbarazzante…” E quell’imbarazzo era un aggravante per Aoi. Stava provando delle emozioni totalmente nuove e talmente intense da essere irresistibili.
“Dillo.”
Era un ordine sussurrato vicino al suo orecchio, la ragazza fremette perdendo l’ultimo barlume di ragione. Le mani del guerriero, la lingua, la voce, erano un mix afrodisiaco perfetto per lei. Se quello che stava succedendo era possibile, il motivo era lui.
“Kyou… mi piace…”
Fu piacevole per Atsumori sentire il proprio nome uscire dalle labbra della sua Kawa. L’aveva desiderata molto e adesso sentiva che lei era lì, completamente sua. La fece distendere a terra sulla schiena e le sollevò il bacino.
Aoi trovava comodo dire che non poteva fare niente per impedirlo, ma la verità era che lo desiderava con tutta se stessa. Contraccambiava con i baci e i sospiri.
Kyoudai aveva un modo suo di esprimere il piacere, un modo rude, quasi violento. Al ritmo serrato si accompagnavano gesti che al di fuori di quel momento Aoi non avrebbe potuto permettere. Al contrario della normalità, quello che stavano vivendo insieme era eccitante. Ironicamente, la ragazza non si era mai sentita tanto libera. Poteva urlare, poteva baciarlo come più le andava, poteva sentirsi calda e appagata senza alcun imbarazzo. La sua testa era stata completamente svuotata e alla fine si ritrovò con la fronte poggiata a terra e la sensazione di fluttuare.
Le braccia erano indolenzite quando vennero liberate dalle corde. I segni avevano deturpato la pelle chiara, eppure la ragazza ci trovava un certo fascino.
“Ti è piaciuto?” Fu la ragazza a chiederlo.
“Molto. A te?”
“Non ne so niente di queste cose, sei il mio primo uomo.” Si appoggiò docilmente alla sua spalla. “Però una cosa la so bene. Non dovresti punire in questo modo, non è utile. Ora ho solo voglia di fare di nuovo qualcosa di sbagliato.”
“Potrei punirti se ti comporti bene allora.”
“Così si chiamerebbe premio, ti devo dire proprio tutto?”
Kyoudai rise. “Vuoi fare un bagno?”
“Che domande, mi sembra ovvio che non posso continuare in queste condizioni.”
“Allora vai, ti guarderò.”
“Sei l’uomo più sporco che abbia mai conosciuto.”
Aoi era sempre più sconvolta da lui, ma al contempo ne era affascinata. Gli diede un bacio sulle labbra prima di spogliarsi del tutto e andare a immergersi nel fiume. I suoi movimenti mostravano meno pudore, stava scoprendo che era piacevole avere gli occhi dell’uomo puntati addosso.
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