La vecchia maga

Serie: Narzole Untold


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Kire incontra la Maga.

Il mattino successivo Kire giunse davanti ad una piccola porta di legno malconcio, dai residui scrostati di vernice si direbbe che anni addietro fosse stata verde bottiglia. “Dovrebbe essere questa” pensò guardandosi intorno cercando di capire se fosse la porta giusta. Poi si voltò verso l’edificio per controllare se ci fossero indicazioni o insegne, ma nulla. “Beh, se fosse la casa di qualcuno mi aspetterei che sia chiusa, se invece fosse un esercizio commerciale mi aspetterei che sia aperta. C’è solo un modo per saperlo” poi mise una mano sulla maniglia storta e tentò di ruotarla.

Con qualche scricchiolio vecchio ed un clangore cigolante la porta si aprì non troppo fluidamente. Prima di entrare Kire sbirciò guardingo all’interno del negozio. L’ambiente era molto buio e la fascia di luce che proveniva dall’uscio semi aperto illuminava centinaia di globi di polvere in sospensione nell’aria. Si sentiva fuoriuscire dalla porta un lieve e costante odore di stantio e polvere. “Non so cosa sia ma di sicuro non è un Apple store” pensò leggermente schifato Kire. Mosse un passo all’interno poi si richiuse la porta alle spalle. Gli occhi ci misero qualche secondo ad abituarsi al buio, dopodichè iniziarono a percepire macchie scure ovunque. Il negozio era stretto e lungo, si estendeva fino all’altro capo dell’edificio in un unico ambiente; non era più largo di dieci metri. Nel mezzo era disposta una lunga fila di tavoli contigui sui quali erano impilate migliaia di oggetti di qualsiasi foggia e colore, tutti rigorosamente vecchi ed impolverati. I muri della stanza erano completamente eclissati da scaffali e mobili antichi ench’essi ricolmi e trabordanti di oggetti, molti dei quali Kire non aveva la minima idea di cosa fossero. Camminò lento verso il centro dell’ambiente, continuando a guardarsi intorno. ≪C’è nessuno?≫ chiese senza alzare troppo la voce, quel posto gli faceva lo stesso effetto di stare in chiesa. Effettivamente si sentiva strano, il negozio sembrava emanare energia negativa, infondendo costantemente un senso di terrore, ansia ed angoscia. L’oscurità sembrava densa ed avvolgente, quasi come catrame impalpabile. Nel petto di Kire nacque un forte istinto di correre fuori, percepiva un miscuglio di sensazioni negative che lo stava portando alla follia. Poi prese il sopravvento la sua allergia per la polvere e starnutì forte. Dal contraccolpo si dovette appoggiare allo scaffale davanti a lui. Fece muovere una grossa teca in vetro, che iniziò a tintinnare pericolosamente. All’improvviso e velocemente una mano vecchia e grinzosa si posò sul bordo del contenitore tremolante, fermandolo. Kire sgranò gli occhi vedendo la mano, poi seguì con lo sguardo il braccio fino a vedere l’intera figura. Una donna anziana e bassa lo stava guardando con espressione severa e accigliata. Era vestita con abiti logori e cenci strappati, un grosso scialle struso le copriva le spalle come se fosse una mantella od un poncho. I capelli grigi erano raccolti in una matassa sopra la nuca.

≪Salve…≫ salutò quasi sottovoce Kire. La vecchia ritrasse la mano, facendola scomparire sotto un pezzo di stoffa. ≪Gradirei non dover raccogliere i cocci di nulla, se non le dispiace≫ disse severa ed austera la vecchia.

≪Certamente…≫ rispose Kire timidamente deglutendo.

≪A cosa devo l’onore della sua visita, signor…?≫ chiese la vecchia con un tono che faceva intendere che stesse chiedendo il nome di Kire.

≪Io sono Kire, signora≫ rispose il ragazzo, sentendosi fortemente in soggezione.

≪Immaginavo, Exilium mi ha avvertito del tuo arrivo≫ disse Sigismonda avviandosi verso il bancone al fondo del negozio.

≪Sei riuscita ad infilarti la sotto?≫ chiese Kire con stupore seguendola.

≪Ma per favore, non dire sciocchezze! Ci sono modi più comodi per comunicare, ti pare?≫ disse severa la vecchia.

≪Immagino, è solo che non riesco ad immaginarmi Exilium che scrive su Wathsapp≫ Kire provò con l’ironia e mal gliene incolse.

≪Non facciamo dello spirito, ragazzo, peraltro pure di infimo livello. Piuttosto, non sciupare il mio tempo e chiedimi ciò che vuoi sapere≫ tagliò corto Sigismonda che, sicuramente, non aveva apprezzato il tono scherzoso di Kire.

≪Exilium mi ha detto che devo parlare con le fate e mi ha detto che tu puoi dirmi come fare e darmi il materiale di cui ho bisogno≫ tornò serio il ragazzo.

≪Le fate dunque… per chiamarle dovrai fare un rituale ben specifico e offrire dei materiali in dono. Dovrai essere molto scrupoloso con questa procedura o rischierai di farle arrabbiare≫ spiegò Sigismonda.

≪E cosa succederebbe se le fate dovessero arrabbiarsi?≫ chiese un po’ preoccupato Kire.

≪Niente di che, ma l’ultimo lo hanno trovato senza occhi e senza ugola≫ spiegò la vecchia andando verso la porta del retrobottega.

≪Veramente dei tesorini…≫ commentò Kire mentre Sigismonda varcava la soglia della porta. Seguirono minuti di attesa prima che la vecchia riemerse dalle tende per le mosche del retrobottega.

≪Sarebbe opportuno che tu non sia così spiritoso con le fate, potrebbero non apprezzare≫ lo rimproverò immediatamente Sigismonda con sguardo severo, posando alcuni oggetti sul bancone.

≪Avrei scommesso che non siano esattamente delle mattacchione…≫ così Kire si guadagnò un’altra occhiataccia.

≪Ora ascoltami molto attentamente, è chiaro?≫ poi slegò il laccio che teneva chiuso un piccolo sacchetto grigio, dal quale fece uscire una piccola balla di foglie mediamente secche legate assieme con uno spago. Avevano un buon odore aromatico.

≪Questa…≫ disse Sigismonda alzando le foglie all’altezza degli occhi di Kire ≪…è salvia bianca. Dovrai metterla dentro a questa…≫ spinse in avanti una piccola ciotola metallica e lucida, sorretta da cinque piedini, in avanti ≪…ciotola d’argento. Vicino ad essa dovrai, inoltre, posizionare questa≫ poi iniziò a cercare con la mano qualcosa dentro ad un altro sacchetto di stoffa, dal quale provenivano rumori di oggetti molto duri che cozzavano fra loro. Quando riestrasse la mano essa stringeva una piccola piramide di pietra biancastra.

≪Questa è una piramide di pietra di luna ed è fondamentale che sia posta a fianco della ciotola, nella quale hai messo le foglie, prima di procedere al prossimo passo≫ continuò a spiegare la vecchia.

≪Poi devi accendere le foglie, come se fosse dell’incenso. Se è stata accesa correttamente vedrai un filo opaco di fumo uscire costantemente dalla salvia. Le fate detestano essere viste direttamente così come odiano avere rapporti diretti con figure non folkloristiche, pertanto, una volta finita questa procedura, dovrai “nasconderti” in un posto dal quale non le puoi vedere ma puoi sentirle; fai in modo che ci sia qualcosa di fisico a dividerti da loro. Puoi intravederle, come attraverso delle grate molto fini o vetri oscurati, insomma puoi scorgerne la sagoma senza coglierne i dettagli≫ finì di spiegare la maga.

≪E’ tutto chiaro oppure eri troppo impegnato ad armeggiare con il cellulare?≫ disse la vecchia riferendosi al fatto che, all’inizio della spiegazione, Kire avesse guardato per pochi secondi il telefono.

≪Ho registrato tutto≫ si giustificò Kire alzando il cellulare e facendo vedere alla vecchia la schermata dell’app del registratore.

≪Bene, hai domande?≫ chiese Sigismonda.

≪Si, cosa devo fare una volta che le fate se ne saranno andate?≫ chiese il ragazzo.

≪Solo ritirare tutto, le foglie verranno spente dalle fate e si porteranno via la piramide. La salvia non sarà più utilizzabile, quindi potrai buttarla via. La ciotola, invece, la rivoglio indietro≫ disse la maga ponendo particolare enfasi sul fatto che Kire avrebbe dovuto riportarle indietro la ciotola.

≪E’ tutto chiaro, quanto ti devo?≫ chiese il ragazzo raccogliendo tutti gli oggetti dal bancone.

≪Solo il successo della tua missione, non possiamo permetterci che vincano loro. Non è per i soldi che ti sto dando queste cose. E poi, tutta l’umanità dovrebbe doverti qualcosa≫ disse Sigismonda, per la prima volta con un tono caldo e sentito.

≪Farò del mio meglio≫ poi Kire si portò due dita alla tempia in segno di saluto, gesto ricambiato da Sigismonda con un lieve cenno verso il basso del capo.

Serie: Narzole Untold


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Discussioni

    1. Buonasera Giancarlo, grazie di cuore per il supporto. Ho già letto i consigli che mi hai inviato e ti ringrazio per le segnalazioni. Non mi ricordo se modificare il testo dopo la pubblicazione comporta l’eliminazione di visualizzazione e commenti oppure se posso farlo senza conseguenze. Sai dirmi, se ti ricordi, quale dei due scenari è quello vero?