La via per Itky

Serie: Eva e i segreti di Itky


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Stefano ha offerto il suo aiuto alle ragazze ed è stato accettato come nuovo alleato. Eva ha raccontato al ragazzo tutto quello che è successo con lei nei ultimi mesi.

Nella stanza calò il silenzio. Ognuno ripensava alla storia di Eva, cercando di comprendere cosa stesse realmente accadendo. Era difficile credere che qualcuno di così potente potesse entrare nei loro sogni e lasciarli lì, inermi nei loro letti. Forse si stavano preoccupando inutilmente? Ma se il male esisteva davvero, come potevano tre normali adolescenti affrontarlo?

Il primo a rompere il silenzio fu Stefano, che si rivolse a Eva: «Puoi mostrarmi noikì?»

«No, non si è più fatto vedere. Forse pensa che io sia arrabbiata con lui… Mi manca, ma non ho idea di come trovarlo. Chi lo sa, forse è qui, proprio adesso, ma come verificarlo? Noiki è invisibile.»

«Ti interessa solo noikì?» chiese Liza al ragazzo, scuotendo la testa con disapprovazione.

«Non hai ragione» rispose lui. «Noikì è l’unica prova della vostra storia. Non sto dicendo che non vi credo. È solo che lui è collegato a tutti gli eventi ed è l’unico filo conduttore verso la verità.»

«Stefano ha ragione!» disse Eva. «Se noikì esiste, allora esistono anche gli altri eroi delle antiche leggende. Dubito che esista un libro intitolato «Come sconfiggere un antico mostro che appare nei sogni» che ci sta aspettando da qualche parte.»

«Penso che la prima e più importante cosa da fare sia mettere al sicuro i nostri sogni. I professori dicevano che nella Scuola non può succedere niente di brutto, ma o si sbagliavano, oppure qualcuno di loro è coinvolto in tutto questo» disse Liza. «Non riesco nemmeno io a crederci, ma non trovo altre spiegazioni.»

I ragazzi si guardarono in silenzio, scambiandosi uno sguardo carico di preoccupazione. Nessuno dubitava delle parole di Liza, e questo li faceva sentire ancora più impotenti. Se nemmeno i professori erano affidabili, cosa li attendeva? 

«Liza, ricordi quando dicevi di aver letto molto sul mondo dei sogni? Dimmi, esiste un modo per tre persone di condividere intenzionalmente lo stesso sogno? Voglio dire, possono incontrarsi lì, come nella vita reale, essendo consapevoli e controllando quello che accade?»chiese Eva.

«Non lo so davvero.» rispose la ragazza e iniziò a tirare fuori dalla parete la mensola magica con i libri.

Stefano osservava affascinato i movimenti di Liza. Chi avrebbe mai pensato che quella ragazza rispettosa delle regole potesse fare qualcosa del genere? 

Dopo aver frugato un po’ tra i libri, Liza tirò fuori un piccolo volume piuttosto logoro. Sfogliando le pagine alla ricerca del capitolo giusto, spiegò agli amici: «Quello di cui parli, Eva, si chiama sogno lucido. È un termine piuttosto recente. Con abbastanza pratica, alcuni riescono a mantenere la capacità di controllare se stessi nei sogni. Per esempio, una persona può ricordare il sogno, può leggere libri in esso, può scegliere dove andare e cosa fare. In altre parole, controlla se stessa. Tutto questo dura da pochi secondi a pochi minuti. A mio parere, è un’attività inutile. Non capisco a cosa ti serva.»

«E cosa si dice su questo nelle fonti più antiche?» insistette Eva.

«Ho trovato un termine: Itku. Scrivono che non si trattava semplicemente di un sogno, ma di una vera e propria seconda vita, mentre nella prima riposavi nel tuo letto a casa. Le persone creavano intere città simili alle loro, perché gestire Itku è molto più facile se l’ambiente ti è familiare. Ma è classificato come leggenda, quindi non posso esserne certa.»

«È già meglio di niente!» si animò Eva. «Ho un’idea, non so se vi piacerà. Sappiamo con certezza che la creatura che ha attaccato me e Davide arriva solo nei sogni, quando sei completamente indifeso e non c’è nessuno accanto per aiutarti. Dato che, in qualche modo, sono riuscita a entrare nell’incubo di Davide, ho capito come possiamo provare a proteggerci.»

«Cosa intendi?» la interruppe Stefano.

«Abbiamo bisogno di un sogno condiviso!» esclamò Liza. «Come ho fatto a non pensarci?»

«Sì, è esattamente quello che volevo dire. Non so se funzionerà, ma vale la pena provare. Hai trovato altro su Itku?» chiese Eva all’amica.

«C’è scritto poco. Il luogo deve essere ben noto a tutti i partecipanti del sogno, fino ai minimi dettagli. Se qualcuno sbaglia, anche solo il colore delle tende, ad esempio, non funzionerà. Deve essere un luogo sicuro, perché in Itku tutto mantiene le sue caratteristiche. Come nella vita reale, puoi sentire freddo, soffrire la sete, ferirti o persino morire!»

Fece una breve pausa e poi proseguì: «E, infine, è necessario un dettaglio conosciuto solo da coloro che si trovano in Itku. Sapendolo, chiunque abbia questa informazione potrà seguirvi. Ecco tutto. Non c’è altro scritto».

«Penso che sia abbastanza per provare.»

«Senti, Eva, hai salvato Davide solo perché ti sei svegliata e sei corsa nella sua stanza. Se saremo in Itku e la creatura verrà da noi, chi ci aiuterà?» osservò Stefano.

«Hai ragione!» concordò Eva. «Ma credo di conoscere un posto dove niente e nessuno può farti del male. Vero, Liza?»

«Non credo alle mie orecchie! Vuoi dire il mondo di Ami e Tioa?»

Eva sorrise: «Sì, perché no? È il luogo più sicuro che conosciamo. Non è così?».

«Non ci sarei mai arrivato!» disse Stefano. «E ora cosa facciamo?»

«Studiamo il mondo di Ami e Tioa, creiamo un’immagine comune e la memorizziamo, così che ciascuno di noi arrivi proprio lì.»

«È difficile» osservò Liza. «E il tempo stringe…»

«Ce la faremo… Dobbiamo farcela!» disse con convinzione Eva. «Bene, ora pensiamo al dettaglio più importante, quello che conosciamo solo noi. Idee?»

Strizzando l’occhio alle ragazze, Stefano portò un dito alle labbra e fece cenno di avvicinarsi. Quando i tre formarono un piccolo cerchio, il ragazzo iniziò a sussurrare animatamente, guardandosi attorno di tanto in tanto: non si sa mai chi potesse origliare. Quando si parla di vita o di morte, una precauzione in più non guasta mai.

«E dicevi di non riuscire a inventarti nulla!» disse Liza, e per la prima volta dopo tanto tempo sorrise a Stefano. Euforico per il successo, il ragazzo le mandò un bacio volante, ma rendendosi subito conto dello scivolone, uscì di corsa dalla stanza senza nemmeno salutare. Per il corridoio si udì un frastuono assordante: a quanto pare, anche stavolta aveva sbagliato la formula del suo dispositivo magico antiorriglia.

Liza rimase immobile al centro della stanza, con un’espressione di stupore stampata sul volto.

Serie: Eva e i segreti di Itky


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