L’amuleto mediatore
Serie: Narzole Untold
- Episodio 1: Lezione di volo
- Episodio 2: Maledetta pala
- Episodio 3: Una radice particolare
- Episodio 4: La nuova verità
- Episodio 5: La vecchia maga
- Episodio 6: Le fate
- Episodio 7: Allora esistono
- Episodio 8: L’amuleto mediatore
- Episodio 9: La storia degli spiriti
- Episodio 10: Non sono un eroe
STAGIONE 1
«Come funziona?» chiese Kire a Sigismonda, la quale, pazientemente, iniziò la spiegazione.
«Esiste una forma d’onda ancora sconosciuta alla scienza, chiamata vibrazione. I più forti emanatori di questa onda sono gli esseri viventi, ma non se ne conosce il motivo. Non tutti nella stessa maniera, gli esseri umani sono quelli più capaci. Il corpo umano, per esempio, ha questa spiccata abilità perché possiede due “antenne” per le vibrazioni; una che trasmette ed una che riceve. Il cuore, grazie ai suoi impulsi elettrici regolari, emette nell’etere la vibrazione. Il cervello, invece, grazie alla sua rete neurale, capta le vibrazioni nell’etere e le trasforma in impulsi elettrici.»
«Se queste cose le fanno già…» la interruppe Kire «…allora a cosa serve l’amuleto?»
«Per aumentare la “potenza” delle vibrazioni. Maggiore è la potenza della vibrazione maggiore sarà la portata, motivo per il quale gli amuleti si portano sul cuore. Grazie al materiale, la pietra ed il labirinto riescono a convogliare nella maniera più efficace la vibrazione verso l’etere esterno.»
«Perché dovrei sparare vibrazioni verso l’esterno anche se devo percepire?»
«Perché ci sono due modi di “captare” l’etere esterno. Il primo, quello più intuitivo, è raccogliere le vibrazioni che sono state emesse; come l’antenna di una radio. Il secondo prevede di emettere vibrazioni, farle rimbalzare sugli elementi circostanti e captare come ritornano indietro. Come se fosse un segnale radar di ritorno dopo aver rimbalzato sul bersaglio. In questo caso il cuore emette la vibrazione, amplificata dal medaglione, la quale colpisce un’entità, rimbalza e torna indietro. A questo punto il cervello la riceve e può trarne le conclusioni» poi Sigismonda si mutò.
«Ok, penso di aver capito. E’ molto strano, ma penso che man mano capirò sempre di più.»
«Esatto, una cosa alla volta. Se noti, la catenella ha due gancetti. Servono per posizionare l’amuleto esattamente sul cuore oppure più in basso. Nella prima posizione esso farà effetto, potenziando colui che lo indossa; nella seconda non apporterà alcun beneficio.»
«Da questo deduco che non sia un bene tenerlo in funzione tutto il giorno.»
«Esatto, vedere per troppo tempo alcune cose potrebbe indurti alla follia o alla depressione.»
«Oh, beh… tutto meraviglioso come sempre» commentò ironicamente Kire.
«Avanti, provalo. Aggiusta bene il gancetto in modo che l’amuleto rimanga esattamente sul cuore.»
Kire prese l’amuleto e lo portò al collo, agganciò il secondo gancio in modo che il gioiello fosse allineato al cuore. Non percepì alcuna sensazione.
«Mmmm…» disse Kire a labbra chiuse «Non è cambiato nulla.»
«Sei sicuro?» incalzò Sigismonda.
Kire iniziò a guardarsi intorno, cercando di scorgere delle differenze.
«Beh, alcuni oggetti qua dentro sembrano avere un specie di leggero fumo circondarli e salire lento verso l’alto, svanendo» osservò Kire.
«Poi?» lo esortò Sigismonda «Non noti null’altro?»
Kire si ricordò della strana sensazione che quel posto gli suscitava, la stessa di cui si accorse la prima volta che entrò nella bottega; quindi guardò subito verso l’alto. Terrorizzato sobbalzò. Vide delle figure umanoidi putrefatte uscire dal soffitto in legno. La pelle era lucida, forse viscida, ed estremamente nera. Le orbite vuote erano piene di luce bianchissima e lo fissavano. Tutte le sei creature lo fissavano, allungandosi il più possibile dal soffitto, dimenandosi, sbracciandosi, assetate di lui. Sputanvano da una macchia altrettanto nera di melma, che gorgogliava e ogni tanto creava bolle, che, scoppiando, rilasciavano timidi sbuffi di fumo. Da essa le creature spuntavano circa dalla zona dell’ombelico, a volte da più in basso, altre da più in alto; tuttavia sembravano incastrate, per quanto si strattonassero non riuscivano a fuoriuscire di un millimetro in più. Le braccia erano lunghe ed affusolate, così anche le dita. Le bocche senza labbra vibravano e battevano i denti con ritmi diversi tra loro, in un sorriso macabro e contrito.
Una di loro fece arrivare le sue dita a circa dieci centimetri dal viso di Kire fendendo l’aria con il braccio. Il ragazzo, spaventato ed inorridito, fece un passo indietro. La creatura, quindi, portò entrambe le mani sulla superficie del soffitto e cercò disperatamente di “issarsi” dalla pozza di melma, invano. Preso atto dell’inutilità del gesto ricominciò a menar fendenti nell’aria.
Kire fece un altro passo indietro, ma urtò un piccolo mobile. Dalla cima del mucchio di oggetti appoggiati su di esso cadde un contenitore di vetro, che fragorosamente si infranse per terra. Kire si spaventò del rumore e si girò di scatto verso i cocci per terra.
«E’ abbastanza, ora puoi fare una pausa» annunciò Sigismonda.
Kire sganciò il gancetto del medaglione che subito cadde in basso, fermandosi con uno strattone della catenella poco sopra l’ombelico. Si appoggiò un attimo con le mani al bancone, aveva il fiatone. Girò la testa per sbirciare il soffito, ma ora, ovviamente, non c’era nulla fuorché quella strana sensazione di oppressione.
«Cosa cazzo sono quei cosi?» chiese con lo sguardo fisso sul legno del banco.
«Spettri. Si distinguono dai fantasmi in quanto non sono proprio le anime delle persone. O, più precisamente, la loro versione corrotta» spiegò Sigismonda.
«Corrotta da cosa?» chiese Kire, ricomponendosi.
«Questa è una risposta che ancora non si conosce bene, si sa solo che è molto probabilmente che accada dopo una morte particolarmente violenta o traumatica.»
«E in questo caso quale sarebbe stato l’evento traumatico?» chiese il ragazzo.
«Scoprilo come l’ho scoperto io: toccali e loro proietteranno nella tua mente tutto quello che vorranno raccontarti» disse la maga.
«Ma sei pazza?! Non tocco quegli affari! Non vedi che vogliono farmi a pezzi?» sbottò Kire allargando le braccia.
«Sono impalpabili Kire, come tutto quello che riesci a vedere con il medaglione. Ricordati: il medaglione ti fa solo vedere quello che c’è già, semplicemente prima era invisibile.»
«Quindi se li tocco non succede nulla, vero?»
«Assolutamente.»
«Allora perché si sforzano così tanto di avvicinarsi con le loro braccia?»
«Perché questo particolare tipo di spettro trova sollievo dalle sue pene raccontando la sua storia. Esattamente come i vivi, anche le anime dei morti provano un certo bisogno di condividere la loro esperienza.»
Quindi Kire prese coraggio e tese la sua mano sinistra verso gli spettri, ma ebbe un momento di esitazione quindi si fermò. Ma non fece in tempo a ritrarla che lo spettro più vicino a lui si allungò all’improvviso e raggiunse la sua mano. Subito Kire ebbe un’allucinazione totale, come se avesse indossato un visore per la realtà aumentata corredato di cuffie. Non riuscì, tuttavia, a capirci molto; era come vedere un video con la velocità aumentata di duecento volte. Poi tutto terminò come ebbe iniziò, improvvisamente. Kire prese una grossa boccata d’aria e si allontanò in preda al fiatone. Sigismonda si lasciò scappare una risatina di pacato divertimento. Il ragazzo, intanto, non aveva ancora distolto lo sguardo dagli spettri. Ora erano calmi, quasi immobili, sembravano provare sollievo; i loro occhi, se prima erano forsennati ed iracondi, ora lo guardavano come se provassero gratitudine verso il ragazzo.
«Si sono acquietati…» poi guardò Sigismonda «…non sono cattivi allora.»
«No, loro no, come ti dissi. Ma non tutti gli spettri lo sono, presta sempre molta attenzione.»
«Perché hai degli spettri nella tua bottega?»
«Ogni spettro ha un vincolo, ovvero qualcosa che impedisce all’anima di lasciare il mondo materiale e la costringe a stare legata qua. Nel loro caso sono proprio le assi del soffitto, sono il loro vincolo.»
«E cosa succede se qualcuno rompe il vincolo? Tipo, se demolissero questo edificio il loro vincolo verrebbe distrutto con esso. Ecco, in questo caso cosa succederebbe a loro?»
«Questo segue delle leggi non ancora pienamente comprese. Si sa, però, che potrebbero seguire le macerie delle assi oppure diventare spiriti liberi e vagare in eterno. I vincoli sono molto complessi, questo rende quasi impossibile capire come si comporti uno spirito quando gli viene modificato il vincolo.»
«Quindi potrei incontrare spiriti che girano liberamente per le strade?»
«Esatto, ma sono pochi. Ora non ci dilunghiamo troppo su questa questione, il nostro obbiettivo è parlare con il fantasma.»
«Giusto, certo, ma prima, toglimi una curiosità. Qual è la storia di questi spettri?»
«Sono felice che tu me l’abbia chiesta. Dunque, la loro storia inizia circa ottanta anni fa, durante la seconda guerra mondiale…»
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- Episodio 4: La nuova verità
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- Episodio 6: Le fate
- Episodio 7: Allora esistono
- Episodio 8: L’amuleto mediatore
- Episodio 9: La storia degli spiriti
- Episodio 10: Non sono un eroe
Le descrizioni sono sempre molto originali e coinvolgenti.
Bella l’idea degli spettri e di dare una connotazione scientifica al sovrannaturale.
Ciao Giuseppe, grazie ancora per i generosi commenti. In questa serie tutto ha una connotazione scientifica, ispirata un po’ dall’universo di Lovecraft ed un po’ dal tentativo di spiegare tramite fenomeni fisici a noi ancora sconosciuti, come quelli della fisica quantistica, quelli che oggi etichettiamo come “soprannaturali”.