Nero assoluto.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
- Episodio 1: Ombre.
- Episodio 2: Spettro cremisi.
- Episodio 3: Teschio piumato.
- Episodio 4: Rimembranze.
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Neeve si guardò attorno con un sorriso compiaciuto, teneva la parte del braccio amputata leggermente sollevata. Non sanguinava, ma il moncherino sembrava muoversi e pulsare.
– Mi sto divertendo! Era da parecchio che qualcuno non mi impegnava in un combattimento serio! Proprio da moltissimo tempo…
Sembrava parlare a se stessa, gesticolando e non aspettandosi una risposta.
Phyto osservava attentamente il taglio dove prima vi era attaccato il braccio, il movimento sembrava accentuarsi a tratti, pareva che un’anguilla si muovesse al suo interno… Una strana forma di rigenerazione? L’oracolo non riusciva a capire.
– Neeve! Neeve, calmiamoci un attimo! Non serve per forza arrivare a tanto, possiamo trova… – Phyto fu interrotto nella sua contrattazione poco convincente e decisamente balbettante, da una strana forma nera che fece capolino dalla ferita.
Inizialmente pensò ad un grosso ragno, scambiando quelle protuberanze particolari, di un nero assoluto, per zampe. Ne contò dieci. Si posarono delicatamente sui bordi del moncone, allargando il passaggio spingendo verso l’esterno carne e muscolo. La faccia dell’oracolo aveva assunto dei connotati di ribrezzo e orrore. Stessa identica espressione era scolpita sulla faccia di Sarija. Dalhia invece aveva le mani sulle orecchie e gli occhi chiusi, continuava a chiedere, sussurrando, il perché di tutto questo. Kinu aveva uno sguardo di incredulità inequivocabile mista alla sensazione di inettitudine.
Era una testa quella che spuntava fuori dalla ferita, si muoveva spingendo e ruotando. Quel nero privo di riflessi, assorbiva tutta la luce e non dava riferimenti.

– Cosa diavolo sto guardando? – Phyto cadde a terra seduto con le gambe private di volontà e forza.
Dalhia urlò terrificata dalla visione, gelando il sangue degli astanti, aveva appena trovato il coraggio di guardarsi intorno, ma ritornò nuovamente a tenersi la testa tra le mani tentando di cancellare il mondo esterno.
Intanto delle braccia sottili e dinoccolate si agitavano, insieme a quella testa nera. Si avvertiva come il suono di un lungo e raccapricciante sospiro, era come quando il vento ululava cupamente passando tra le fessure del legno marcio di un’antica magione diroccata.
– Non fateci caso. Vuole sempre mettersi in mostra! Voi fate finta di niente, non dategli corda. – Neeve teneva lo sguardo basso, come se quella presenza fosse quasi d’intralcio, imbarazzante forse. Quel corpo piccolo e minuto cadde finalmente sul terreno, con un suono sordo e liquido.

L’oscurità era abbagliante rispetto a quella creatura, niente e nessuno aveva mai osservato un tale nero, così vero e solido, capace di assorbire ogni particella di luce: era pura assenza, semplice e incontaminata, come se la realtà fosse stata strappata e lo strappo avesse assunto la forma di un omuncolo sproporzionato. I fuochi che bruciavano gli alberi della foresta circostante davano una luce calda e tremolante, con ombre vive e che si agitavano terrificate da quell’essere.
– Non badate a me! – Disse quel distillato di tenebra, quella creatura irrealmente vuota. Si alzò tremante su quelle gambe sottili e affusolate. Non vi era distinzione di lineamenti, una parvenza di volto, nulla…
– Devo recuperare solo il braccio e poi vado via, tranquilli. – Fece quattro passi insicuri verso l’arto della qizil staccato e lo raccolse delicatamente con entrambe le mani. Fece per tornare indietro, ma si bloccò girando la testa verso il terion e la ragazzina terrorizzata.
– Tu devi essere la nipotina di Poisy! – La figura si piegò contorcendosi in un modo innaturale, poi il busto scattò in avanti allungandosi verso la ragazzina che iniziò ad urlare in preda ad una paura densa e incontenibile. Erano urli brevi acutissimi simili al fischio per richiamare la propria cavalcatura e grosse lacrime scendevano copiose cadendo sul terreno mentre cercava di allontanarsi scalciando: era l’esatta definizione di panico.
– Sai? Io e la tua nonna eravamo amici! Ehy! Stai attenta alla fuochista! Non lasciare che prenda il controllo e ti sfrutti. È rischioso con la rossa in giro! AH! – Lo sussurrò come fosse un segreto tra due vecchi amici poi la figura nera rise di cuore, ma era un suono strano che si avvertiva più alla bocca dello stomaco che nelle orecchie.
Il busto fece un paio di giri su se stesso e si ritrasse come un impasto di riso colloso ed elastico. Sarija e l’oracolo erano ipnotizzati da quella creatura da incubo. Hizen aveva la bocca aperta in una specie di urlo silenzioso e angosciante.
– Torna dentro. Non tutti riescono a reggere un’oscurità tanto profonda. – Neeve protese il moncherino verso la creatura che si defornò nuovamente partendo questa volta dalle ginocchia, che si allungarono in strani filamenti gommosi afferrando il bicipite e omero dall’interno e tirandosi su come se venisse risucchiato dalla carne della qizil. Il braccio troncato non appena entrò in contatto con il resto del corpo, prese nuovamente vita, i lembi di pelle, muscoli e ossa si saldarono istantaneamente. Una voce ovattata venne fuori da un piccolo taglio che ancora stava chiudendosi: – Vuoi una cicatrice come ricordo per questa ferita? –
– No, non occorre, le cicatrici servono per ricordare e di conseguenza alimentare l’odio. Questa mi ha fatto piacere! –
La ferita sparì senza lasciare traccia. Neeve guardò Hizen indicandolo con la mano che poco prima giaceva a terra in mezzo alla polvere e alle foglie secche, priva di vita.
– Cacciatore! Tocca a te! Volevi avvelenarmi? Avvelenami! –
Hizen si sollevò in piedi, estrasse i due pugnali simili a falcetti e fece un cenno di assenso a quel demone di ragazza.
– Sconfiggerti o, semplicemente, lottare contro di te sarebbe il massimo dell’onore e del prestigio. Peccato che nessuno del mio popolo possa ammirare la lotta. – Hizen fremeva per l’adrenalina di quel nobile duello contro la creatura più letale che avesse mai affrontato.
– Mostrerò io al tuo popolo con quale coraggio hai affrontato la Principessa Perduta. – A quelle parole Hizen lasciò trapelare una reazione di sorpresa e di un ricordo di una fiaba antica.
Phyto aprì la bocca come per obiettare a quella affermazione assurda, ma alcuni frammenti di ricordi disordinati sembrarono combaciare perfettamente.
– Riprendiamo da dove avevamo lasciato? – Neeve chiuse gli occhi e allargò leggermente le braccia.
Hizen notò che il terreno due passi avanti a lui si stava gonfiando: una protuberanza dotata di occhi gialli accesi irradiavano una agghiacciante luce mentre si sollevava dal suolo. Era come se una grossa bestia giacesse da tempo, dormiente, sotto i suoi piedi e adesso destata dal frastuono del combattimento si fosse animata per reclamare il suo tributo per il disturbo.
Sarija aveva nuovamente aumentato la temperatura della sua anima elementale, afferrando un grosso ramo e incendiandolo in un lampo, lo scagliò con tutta la sua forza come un enorme giavellotto. Uno degli occhi di Neeve emise uno scintillio rosso, rapido e intermittente, come se dietro vi fosse qualcuno armato di pietra focaia intento ad accendere un fuoco: Le fiamme del dardo appena scagliato divennero bianche, un lampo accecante illuminò un area enorme di foresta, trasformando per un istante, la notte in giorno.
Del giavellotto rimase solo una traccia violacea sulle retine di chi lo stava osservando.
– NON INTROMETTETEVI! – Urlò perentoreamente Il segugio del sangue.
La regina delle fiamme ebbe un moto di stizza, ma abbassò nuovamente la temperatura interna.
Hizen si era convinto che la lama buia, una strana imitazione di scimitarra che stava sorgendo dal terreno fosse l’ennesimo innocuo miraggio magico, ma non pareva avesse lo scopo di ingannare il bersaglio. Quella creatura fatta di terra e pietre si liberò le zampe e dimenò il dorso come per scrollarsi di dosso le foglie morte rimaste attaccate.
Quei due occhi gialli videro finalmente il cacciatore e l’atteggiamento, la postura e il portamento del finto animale, cambiarono istantaneamente: un ringhio cavernoso più simile a rocce che sfregavano tra loro, riempì l’aria e le orecchie del cacciatore. La creatura balzò in avanti con le movenze tipiche di quei grossi felini, Hizen scartò i due attacchi sferrati con quegli artigli di ossidiana affilati come rasoi e colpì il torace con una delle sue lame curve che affondò senza trovare quasi alcuna resistenza. il dorso della mano e l’avambraccio erano semplicemente impolverati. Le fauci di quella scultura viva si chiusero sulla spalla sinistra del segugio che avvertì chiaramente quelle schegge di vetro nero penetrare e spezzare di netto la clavicola. Con uno scatto rabbioso, Hizen, fece roteare il pugnale della mano libera, colpendo la bestia sotto la mandibola. Avvertì di aver urtato qualcosa di duro. La finta scimitarra fece un balzo all’indietro, desistendo dal continuare a mordere.
Neeve sorrise impercettibilmente. Il cacciatore capì a cosa doveva puntare per sconfiggere quella scultura di sabbia. Avanzò correndo come per saltare al collo dell’animale, che si sollevò sulle zampe posteriori per intercettarlo e affettarlo con un paio di fendenti. Le intenzioni del segugio però erano differenti, all’ultimo si lasciò andare scivolando sulla schiena e attraversando quel piccolo passaggio creatosi tra le zampe della scimitarra. Scivolò agilmente sotto e roteò il busto in modo da potersi prontamente sollevare ed attaccare alle spalle l’avversario: si aiutò poggiando il piede sinistro sul dorso, vicino all’attaccatura della coda e spiccò un balzo mirando alla testa.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
La tua scelta di rappresentare fisicamente l’oscurità interiore, mi ha molto colpita. Questa serie mi sta regalando una lettura straordinaria.
Ma, ma… Oh, io mi arrendo! Mi sento più che onorato. Mi metti… Anzi, mi mettete in una condizione di gioia così piacevole, che io non so come rispondere… Non so mai come rispondere, in realtà. Da quando, a fine del 2023, ho cercato un posto dove capire se ero in grado di scrivere, aspettandomi più che altro critiche e consigli e invece mi sono ritrovato in mezzo a delle amiche e degli amici così splendenti, mi sono dovuto riabituare a dare il mio numero di telefono e a leggere i messaggi! Cioè, non so se mi spiego! L’eremita che vestito di stracci entra in un centro commerciale affollato nell’ora di punta! ♥ Magia!
Quanti personaggi, sempre molto particolari. Mi domando se la strana figura, piu` nera dell’ oscurita` intorno, nel fitto della foresta, abbia un significato simbolico preciso. Intanto cresce la curiosita` di sapere cosa succedera` nei prossimi episodi, oltre i combattimenti.
La forza della tua fantasia e` come un potente monsone.
Lo confermo anche a te! Non credevo, non ci speravo neanche, di sentirmi coinvolto e attorniato, per così dire, da persone tanto preziose e rinvigorenti! Tu poi, sei la Emme che trovo sempre quando più mi occorre.!
L’oscurità è comunque un aspetto con cui ognuno di noi ha avuto modo di confrontarsi… Non ricordo se il mio ha mai esordito con un: – Non fate caso a me. –
Grazie mille Emme! Lascia che ti scompigli i capelli soffiando un po’.
Posso affermare, in tutta sincerità, che la mia reazione alla lettura di quanto stava avvenendo al braccio di Neeve è stata quanto di più simile a quella di Phyto. 😄
Questa serie coinvolge sempre e invoglia a saperne di più.
Comunque, tablet o taccuino del benzinaio, continuo a sostenere che i tuoi disegni sono sempre dannatamente incredibili! 😮
Però, semmai dovessi imbatterti in quel ladruncolo, dagli un bel gancio anche da parte mia! 😁
Ehy Giuseppe! Lo sai che mi fa davvero un sacco di piacere leggere che i miei personaggi e il mio racconto catturino il tuo interesse. Mi sento onorato! E ti ringrazio infinitamente per il tuo apprezzavento nei riguardi dei miei scarabocchi! Guarda, non vedo l’ora di mettere da parte i soldi e tornare a disegnare con una pulizia e con la possibilità di rinnovare le copertina a colori… In questo episodio doveva esserci l’Oracolo in copertina. I tizi che hanno rotto il finestrino, erano in due su uno scooter, a quanto ho capito… Si saranno sbarazzati già di tutto rivendendoli, magari su eBay o su qualunque altra piattaforma dell’usato… Altro che ganci, servirebbero dei ramponi…😁😁😁
Eeehi caspita qui altro che combattimento MMA! Siamo in pieno John Wick! Complimenti, prende forte.
Ma grazie Giancarlo! Dovrebbe essere una specie di sera del 3, sai quando sparano i fuochi d’artificio alla Santa? Ecco una cosa del genere… In pratica mi serve per invogliare i lettori a leggere l’origine di Neeve.
Quasi dimenticavo di farti i complimenti per il simbionte demoniaco! Un personaggio interessantissimo, che promette rivelazioni in futuro.
AH! Ci pensavo ieri! Effettivamente somiglia molto a una forma simpatica di Venom! Anche se effettivamente lavora in modo differente e soprattutto “internamente” 😁