
Occhi che svelano misteri. Parte 2
Serie: Eva e i segreti di Itky
- Episodio 1: Un risveglio nella nebbia
- Episodio 2: Era solo un sogno brutto
- Episodio 3: La bambina dagli occhi straordinari
- Episodio 4: Il richiamo della scuola
- Episodio 5: Non è un sogno
- Episodio 6: Lʼamico immaginario
- Episodio 7: Benvenuta nella scuola dei sogni
- Episodio 8: Il piccolo guardiano dei sogni
- Episodio 9: Una stanza per due. Parte 1
- Episodio 10: Una stanza per due. Parte 2
- Episodio 1: Le radici dell’oscurità. Parte 1
- Episodio 2: Le radici dell’oscurità. Parte 2
- Episodio 3: I fili del passato
- Episodio 4: La forma dei pensieri
- Episodio 5: Occhi che svelano misteri. Parte 1
- Episodio 6: Occhi che svelano misteri. Parte 2
- Episodio 7: Il giardino segreto. Parte 1
- Episodio 8: Il giardino segreto. Parte 2
- Episodio 9: I primi dubbi
- Episodio 10: Tam-Pik
- Episodio 1: Lʼultimo grido
- Episodio 2: La battaglia invisibile
- Episodio 3: La verità nascosta
- Episodio 4: Uno studente curioso
- Episodio 5: Nuovo alleato
- Episodio 6: La via per Itky
- Episodio 7: Cento domande senza risposte
- Episodio 8: Il ritorno di Ef
- Episodio 9: Sarò sempre con te
- Episodio 10: Prima della guerra
- Episodio 1: Le pagine nascoste
- Episodio 2: Non guardarti mai allo specchio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Mr. Zaccaria, il professore di matematica, era un giovane alto con occhi azzurro intenso. Le sue sopracciglia arcuate accentuavano l’espressività dello sguardo. Quando leggeva, le aggrottava leggermente, facendo comparire una piccola ruga verticale tra le sopracciglia. Il naso diritto, le labbra ben definite e sensuali, il mento deciso con una leggera fossetta completavano il suo aspetto. I capelli castano scuro, leggermente mossi erano sempre in un disordine creativo. Mr. Zaccaria non badava troppo ai vestiti: sembrava indossare semplicemente ciò che trovava a portata di mano. Spiegando nuovi concetti, si sedeva accanto agli studenti e, con movimenti quasi impercettibili delle mani, faceva muovere un pezzo di gesso che scriveva da solo le formule sulla lavagna. Ogni volta che qualcuno non capiva qualcosa, inventava grafici e disegni affascinanti che la lavagna nera mostrava con solerzia. Mr. Zaccaria era molto legato ai suoi piccoli «amici» e loro lo ricambiavano: le sue lezioni diventavano così un viaggio affascinante nel mondo delle cifre e delle equazioni, severe ma amichevoli.
La geografia era insegnata da Arcadio Armelli o Mister A, come lo chiamavano i ragazzi. A cinquantacinque anni, sembrava più un modello da copertina di una rivista patinata che un normale insegnante. Aveva lunghi capelli folti di un grigio cenere, pettinati all’indietro, una barba curata e baffi degni di un moderno Babbo Natale. Le sopracciglia scure e gli occhi profondi catturavano l’attenzione e incutevano un po’ di timore a chi lo conosceva poco. Mister A curava molto il suo aspetto: camicia, gilet e pantaloni classici ma aderenti, abbinati a morbidi mocassini, erano la sua divisa quotidiana. Ripeteva sempre che il rapporto con la materia iniziava dal rapporto con l’insegnante, e chiedeva invariabilmente a Mr. Zaccaria di curare di più il suo abbigliamento. Alcuni lo trovavano un po’ vanitoso e strano, ma bastava che iniziasse a parlare di un nuovo continente o isola perché i ragazzi, trattenendo il respiro, si immergessero nella magia dei suoi racconti. Descriveva il mondo che ci circonda con tale vividezza che dimenticare ciò che si ascoltava era impossibile! Ogni luogo della Terra era legato a una sua esperienza personale, e si diceva che in gioventù avesse girato l’intero pianeta. Quando la lezione finiva, i ragazzi lasciavano a malincuore il mondo di sogni e avventure, sperando un giorno di visitare anche loro quei luoghi lontani.
Infine, c’era la lezione di biologia, dove Eva incontrò miss Angelica. I suoi capelli, sopracciglia e ciglia erano completamente bianchi, come neve appena caduta. Sembrava avere circa venticinque anni, non di più. Insegnava nella scuola da poco e si sentiva ancora un po’ a disagio con gli studenti, i quali per questo la chiamavano affettuosamente Luna. I suoi occhi grigio chiaro scintillavano di calore e gioia; sorrideva timidamente e ringraziava sempre per qualcosa. Miss Angelica amava indossare abiti lunghi dai toni pastello e, nei giorni freddi, un cardigan di lana. Aveva una voce calma e pacata, ma diventava magica quando prendeva in mano una pianta. Luna parlava della flora con una passione infinita, posava un seme sul palmo e lo mostrava agli studenti. Al ritmo delle sue parole e della sua voce cristallina, il seme germogliava, cresceva e si trasformava in un fiore completo, che orientava i suoi petali verso il viso di Luna come fosse il sole. Alla fine di ogni lezione, la giovane trapiantava il fiore in un vaso e lo portava nella serra del parco dietro il castello. Spiegava che non si può privare della vita un dono, anche se si tratta di un semplice bucaneve. Bisogna amare e proteggere la natura, poiché è la base dell’esistenza umana…
Quando finì l’ultima lezione, Eva rimase a lungo seduta al banco, incredula. Le materie scolastiche, monotone e noiose, si erano trasformate in qualcosa di magico e affascinante! Guardò il mondo con occhi diversi, sentì il suo respiro e toccò uno dei suoi infiniti misteri. Tutto ciò che serviva erano pochi insegnanti straordinari, amanti del proprio lavoro e dei bambini. Ogni studente della classe, venticinque in tutto, si sentì ispirato e pieno di voglia di scoprire l’Universo, diventandone una degna continuazione. Una scuola incredibile! Persone incredibili! E una minuscola scintilla di magia…
«Amica mia, ci sei?» la voce di Lisa interruppe i pensieri di Eva. «La classe è ormai vuota, è ora di andare. Capisco che tu sia sorpresa, ma non fino a questo punto!»
«E questa tu la chiami normale programma scolastico?»
«Certo! Che c’è di strano?»
«Non oso immaginare cosa possa stupirti allora!»
«Lo scopriremo!» sorrise Lisa, trascinando la sua amica per mano. «Andiamo! Dobbiamo cambiarci prima di pranzo.»
Condividendo le loro impressioni, le due ragazze salirono nella loro stanza. Pochi minuti dopo, nella classe ormai vuota entrarono signora Giorgia e Mister A.
«L’ha vista?» chiese la donna all’uomo.
«Sì. È una ragazza straordinaria!»
«Cosa intende dire?»
«Per un istante, mi è sembrato di attingere forza e conoscenza dalla profondità dei suoi occhi incredibili, come se stesse rivelando a me i segreti del mondo… eppure non ha detto una parola per tutta la lezione.»
«Davvero interessante. Ma per ora non parliamone con i nostri colleghi – voglio prima sentire il loro parere indipendente. Potrebbe darsi che lei si sia lasciato semplicemente trascinare dal suo stesso racconto.»
«Signora Giorgia, le assicuro che era qualcosa di diverso!» obiettò Mister A.
«Spero che riusciremo a trovare una risposta o una spiegazione!» disse la donna e, salutandolo, uscì dall’aula.
Mister A rimase pensieroso tra i banchi.
«Incredibile!» esclamò dopo un attimo, accarezzandosi la barba. «No, non può essere!» ripeté questa volta a bassa voce, e uscì di corsa dalla classe.
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