Ombre.

Serie: La leggenda del Demone Rosso.


Il Regno delle Ombre non appartiene a questa realtà. Ha elementi che vibrano in modo completamente diverso e quindi, dopo poco, perdono di consistenza tramutandosi in una sorta di nulla oscuro.

Sarija saltò per colpire quella testa scarlatta e metterla fuori combattimento definitivamente e per sicurezza evocò anche una bella fiammata esplosiva stordente.
Si sentì afferrare per la gola ancor prima che finisse la sua invocazione elementale. Non riusciva a capire quando la qizil si fosse spostata.
– Lenta, lenta, troppo lenta. – Sussurrava la ragazza rossa.
Gli occhi arancioni di Neeve giudicarono severamente la inettitudine del mastro fiammeggiante. La mano strinse la gola di Sarija in una morsa mortale. La combattente delle fiamme impiegò qualche istante per richiamare alla memoria il lampo rosso respingente. Neeve lanciò l’avversaria contro uno degli alberi vicini, abbattendolo. Una nuvola di polvere e un’esplosione di foglie coprirono la visuale. Il lampo rosso la prese in pieno con un fragore di tuono e uno spostamento d’aria che fece cadere più di un albero nelle vicinanze. Kinu si era appiattito a terra ancorando sotto di se la piccola Dalhia, i corpi dei due soldati decapitati strisciarono, sospinti dallo spostamento d’aria, fino a bloccarsi su un paio di tronchi poco distanti.

L’albero abbattuto dalla schiena dolorante del mastro del fuoco si accese in tutta la sua lunghezza illuminando un’ampia zona di foresta, proiettando delle ombre ballerine tutt’intorno. Altri due tronchi di notevoli dimensioni, vicini alla figura della regina delle fiamme, iniziarono a bruciare ferocemente travolti da un’onda di calore che aveva come epicentro la ragazza vestita di nero con le effigi del fuoco. Sarija aveva una mano poggiata sul fianco sinistro che emanava un violento bagliore arancione intermittente, si stava curando le ferite col suo stesso calore, l’elegante casacca nera aveva un foro grande quanto il palmo della mano e del fumo grigio s’alzava seguendo la ragazza con un leggero ritardo.

Phyto si stava sollevando dalla caduta causata dal lampo respingente dell’amica d’avventure e cominciava a rendersi conto di quanto il piano di imprigionare una tale forza inaspettata, fosse alquanto stupido. Nella sua testa decise che ne aveva abbastanza! Prese dal braccio destro un braccialetto d’oro fatto ad anello aperto, lo tenne sollevato in aria per qualche secondo cantilenando qualcosa a bassa voce.

Nel giro di pochi istanti le stelle e persino la splendente Sin vennero oscurate da nuvole in movimento rapido, sembrava stessero dirigendosi in un punto specifico proprio sopra l’oracolo, un vento di burrasca si sollevò, soffiando disordinatamente e muovendo le fronde dell’intera foresta. Un’aria cupa di tempesta si stava diffondendo a partire da quell’uomo riccioluto e apparentemente pacifico.

Sarija avanzò in direzione del suo amico oracolo, ad ogni passo ciò che le stava vicino iniziava a emettere fumo per poi incendiarsi e bruciare rabbiosamente. Il vento alimentava e diffondeva quelle fiamme: dal buio di quando il fuoco venne congelato si era passati ad un bagliore arancione abbacinante e diffuso, le numerose scintille e le faville stavano conquistando velocemente l’intera area.

Kinu prese in braccio la piccola Dalhia e si mosse rapidamente per spostarsi dal raggio d’azione di quel calore cocente sprigionato dalla regina delle fiamme, posando la ragazzina dietro un grosso tronco abbattuto.

Fuuto e Hizen erano spariti, si erano allontanati descrivendo dei semicerchi sempre più ampi, spostandosi avanti e indietro in una specie di danza coreografata con sincronicità, poi gli alberi li inghiottirono facendone perdere la traccia visiva.

Neeve sorrise in mezzo a quel caotico flusso di potere e fuoco, aveva gli occhi chiusi e assaporava l’odore delle fiamme e della magia che si mescolavano, inspirando regolarmente e profondamente.
Quando riaprì gli occhi l’iride mandò un bagliore blu zaffiro; intenso e freddo, profondo e libero.

– Giochiamo. – La qizil sembrò sussurrarlo a se stessa, dalla bocca e dal naso nuvole di condensa venivano spazzate via dal vento impetuoso e quando si mosse, vortici di foglie e terra cominciarono a formarsi casualmente intorno ai tre stregoni che si stavano fronteggiando.
Phyto mosse due dita guardando la qizil che sembrava non avvertire alcuna tensione. Una folgore s’accese sopra  e sotto Neeve, che semplicemente si spostò di lato un istante prima che i due lampi si unissero esplodendo con un rumore simile allo schianto di un enorme albero. L’oracolo ripetè il gesto con le dita, una luce violetta sovrastò l’arancione delle fiamme che ardevano scosse da quel vento di tempesta. Neeve deviò la saetta con il metallo iridescente che ricopriva L’avambraccio destro.

Sarija si era avvicinata all’oracolo, una sfera di calore pareva far vibrare l’aria che la circondava e tutto prendeva fuoco: foglie, rami, persino il terriccio si accendeva come luminose goccioline incandescenti.

– Ehy, ho la protezione contro il fuoco, ma protegge fino ad un certo punto! Se inizi a fondere anche il terreno e le rocce, tanto vale che mi metta nudo! Senti una cosa… Non ho visto lame! Con cosa ha tagliato le teste dei tuoi soldati? – Urlò Phyto che fissava con attenzione la qizil cercando di prevederne le mosse.

– Forse con l’acqua. Acqua ad alta pressione. – Lo scambio di opinioni con Phyto aveva abbassato la temperatura interna della monaca combattente.

– Nessun colore elementale. Non ha usato né acqua, né ghiaccio, niente… Non credo sia stata una buona idea quella di cercare di immobilizzare questo mostro. –

Due frecce partirono da un punto indefinito della foresta dirette alla testa ed al corpo della ragazza. Lei sposto lateralmente la testa piegando leggermente il collo, la freccia la oltrepassò conficcandosi nel terreno poco più avanti, poi girò il busto giusto il necessario per far passare l’altra freccia che proseguì piantandosi su un tronco di castagno. Neeve prese due sassi da terra, mettendosi in una posa da lancio in direzione dell’origine dell’attacco. La prima pietra venne scagliata con una tale forza che si udì un suono simile ad un tuono, istantaneamente l’albero da dove era stata lanciata la freccia esplose scagliando schegge ovunque, il tronco cedette e la pianta cadde lateralmente. Fuuto si ritrovò a terra in ginocchio, completamente allo scoperto; sollevò la testa per calcolare la sua prossima mossa quando un secondo tuono, appena meno intenso del primo, sembrò investirlo insieme ad una raffica di vento. Udì che anche l’abero dietro di lui scricchiolava, finissime schegge di legno scendevano come fiocchi di neve, il frastuono delle foglie delle fronde che s’inclinavano mentre l’albero s’abbatteva su quel campo di battaglia  ormai in rovina, coprì il croscio del suo sangue che colava copioso ai suoi piedi. Riuscì a notare l’assenza di una consistente porzione di torace e del braccio sinistro che giaceva a terra poco distante, poi tutto si spense senza il minimo segno di dolore, questa cosa lo rincuorò: una morte gentile, fu il suo ultimo pensiero sorridente.

Hizen decise di uscire allo scoperto, lanciò due frecce, una dietro l’altra dopo che vide il suo apprendista morire. La prima freccia avrebbe dovuto costringere quel mostro di ragazza a schivare spostando il corpo in una direzioni prevedibile, la seconda sarebbe andata sicuramente a segno uccidendola sul colpo grazie al veleno. Bastava anche una semplice ferita di striscio, pensò Hizen soddisfatto del proprio piano.

La quizil non si mosse, non cercò neanche di spostarsi per evitare la prima freccia, semplicemente la afferrò al volo, come fosse la cosa più naturale del pianeta. La seconda freccia non colpì nulla, si perse nella foresta alle spalle di Neeve. Hizen sgranò gli occhi per la sorpresa, ma incoccò un’altra freccia, non dandosi per vinto. Sollevò nuovamente lo sguardo cercando la rossa per un altro tiro mirato al punto ipotetico dove avrebbe potuto trovarsi, una sorta di preveggenza nel movimento del nemico. Non vide più nessuno. Confuso si guardò intorno cercando quella donna terribile. Un sensazione di freddo lo fece guardare in alto: sopra di lui, Neeve stava calando impugnando la freccia afferrata come un pugnale. Hizen vide in un lampo la sua morte, chiuse gli occhi e accettò il proprio destino. Non vide però un piccolo gioiello a forma di goccia brillare in aria, riflettendo le fiamme che danzavano ovunque e cadere proprio ai suoi piedi:

Una selva di rovi esplose ai piedi del cacciatore che ebbe la prontezza di riflessi si saltare indietro. Spine affilate e spirali di rami arcuati e vivi, ferirono le gambe e le braccia del segugio, che continuò a schivare e ad allontanarsi dall’epicentro di quella trappola spinosa. Guardò il punto dove prima c’era la qizil: era una sfera di spine lunghe, intrecciate e letali. Poi notò il braccio di Neeve che impugnava ancora la sua freccia: pendeva da un lembo di muscolo e tendine, ormai reciso da quella massa indistricabile di rovi selvatici. Hizen si girò verso l’oracolo con un sorriso di gratitudine…

– Non abbassate la guardia! – Sarija guardava la palla di spine, aveva diminuito ulteriormente la sua temperatura incendiaria, adesso le cose non prendevano fuoco automaticamente. Il braccio si staccò e cadde con un rumore sordo a terra. Sarija notò che l’arto non sanguinava, guardò in direzione del groviglio che conteneva la qizil e mentre stava decidendo mentalmente come ridurla in cenere definitivamente, i rovi vennero tagliati dall’interno in un unico possente fendente circolare. Le due metà della sfera di spine, caddero rumorosamente ai lati del punto d’origine della trappola di Phyto. Neeve scese dolcemente, saltellando da un groviglio all’altro.

Serie: La leggenda del Demone Rosso.


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Concordo con Giancarlo Iannizzotto, oramai le tue serie sono una “dipendenza buona”. Sono sinceramente ammirata per come hai gestito questo episodio, personalmente sono una frana nel descrivere delle scene d’azione/combattimento (ti sarai accorto che nei miei racconti mancano). Mi sa che ti chiamerò come ghostwriter quando dovrò necessità di inserire parti come questa nei miei scritti

    1. Aw! Ma scherzi vero? Mi stai prendendo per il “giro”! Tu hai un modo di raccontare le cose che mi fa vedere (stessa cosa Giancarlo!) e se io vedo, sento e riesco a muovermi in una mondo descritto da qualcono beh, io mi emoziono e di conseguenza mi innamoro, nel senso di stima adorante e candele accese nelle notti di luna piena, di chi ha questa capacità.
      Devo ancora prendere confidenza sull’utilizzo della “telecamera” nelle scene frenetiche, quindi chiedo perdono se qualche inquadratura appare confusa o mossa.
      In più le tue parole Micol, sono una specie di pacca fortissima di incoraggiamento sulla schiena (alla Cannavacciuolo)! Non ho modo di ringraziarti come si deve a parole, ma sappi che potrai sfruttarmi come meglio credi! ♥

  2. Non so se definirmi una fan, piuttosto magari un lettore seriale e compulsivo dei tuoi racconti. Danno assuefazione e dipendenza.
    Molto ben costruita ed articolata la scena, con diversi combattenti tutti in movimento. Il tuo sforzo ha sortito ottimi effetti, la cinematica è veramente notevole. Si vede la tua esperienza con i videogame, metteresti in crisi anche una GeForce RTX 5090.

    1. Aha! Oramai ho perso di vista a che serie la Nvidia sia arrivata! Ero rimasto alla 4000 e coccia! 😁 In ogni caso io mi trovo bene con la mia fedelissima 2070… Poi quando diventerò ricco, a furia di spacciare disegni e storielle nei vicoli bui del mio quartiere, mi comprerò una villa con le statue di marmo di ghepardi, tigri e leoni in posture aggressive e ovviamente anche un computer in ogni stanza, compreso il bagno, con l’abbonamento annuale alle schede video che oramai escono mensilmente.
      Adesso alla storia mancano solo i fuochi d’artificio finali con la conclusione della intro. Grazie mille Gianca è un vero conforto leggere i tuoi commenti! Ancora non sono soddisfatto della mia descrizione dinamica degli eventi, ma sbattendoci la testa insistentemente, cominciano a penetrare i meccanismi che regolano le scene d’azione concitate. In ogni caso è una figata portare su carta quello che gironzola nella testa!

  3. Una battaglia intricata, non c’è che dire.
    Una di quelle cose che è più facile mostrare che descrivere. Ed è anche per questo che il coefficiente di difficoltà di questa narrazione è piuttosto elevato.
    E, ora, cosa ci riserverà la seconda stagione? 😁

    1. Ciao Giuseppe! Porca miseria se è complicato cercare di descrivere tutto mantenendo in movimento i personaggi! È la primissima volta che descrivo un combattimento con più personaggi. Sono sicuro che man mano che mi capiterà di rileggerlo apporterò sempre una qualche modifica! Oggi finirò il prossimo episodio che è praticamente la reale conclusione della stagione e poi partirò con il VERO inizio della storia. Ma ci ragionerò su per renderla davvero interessante. Grazie mille Giuseppe per la lettura!

  4. Sono sbalordita, come ho gia` scritto in Emme di maggio, sei piu` attivo dell’Etna. Un vulcano di idee sempre nuove, con lapilli creativi (anche nel senso arcaico di pietre preziose),di tutti i colori. Tre serie di librik di diverso genere, illustrati da far invidia a chi come me, non sa disegnare neanche un uovo. Tutt’ al piu` cucinarlo in cento e piu`modi diversi.
    Per giunta fatichi pure tutto il giorno e questo ti fa onore. Tienilo stretto questo posto di lavoro, perche` non sempre talento coincide con sostentamento. Anche “Il gattopardo” opera postuma di GiuseppeTomasi di Lampedusa – lo sai – non ebbe fortuna, finche` lui rimase in vita. Nel tuo caso, pero`, le probabilita` sono maggiori: tu riesci a creare generi diversi per gusti e fasce di eta` differenti.
    Un abbraccio, con affetto e ammirazione, dalla tua fan Emme.

    1. Quanti cuori può sopportare un commento? Lo devo scoprire! Devo andare sul tuo profilo e tempestarti di cuoricini di tutte le formie e di tutti i colori. Ho una fan! Io! Che neanche i miei gatti mi ca… degnano della minima attenzione! Non ho idea se le mie storielle illustrate potranno mai avere una sorta di futuro remunerativo, ma sapere che qualcuno aspetta proprio me per leggere come va avanti il racconto, mi mette una gioia che vale tutte le ore di sonno che un giorno spero di recuperare! Grazie Emme! Sinceramente e affettuosamente. E adesso immagina che dall’alto del tuo schermo comincino a scendere dolcemente dei cuori morbidosi che riempiono ogni cosa!