
Poisy.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
- Episodio 1: Ombre.
- Episodio 2: Spettro cremisi.
- Episodio 3: Teschio piumato.
- Episodio 4: Rimembranze.
STAGIONE 1
STAGIONE 2
NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Una maledizione non è altro che un incanto sospeso. Di solito è contenuta in un oggetto comune e agisce solo se attivata da una precisa parola. Le maledizioni oscure sono attivate anch'esse da comandi prestabiliti, ma non hanno alcuna interazione con gli altri tipi di magia.
Il cipiglio della qizil era preoccupante e le pieghe della pelle formate dalle sopracciglia corrugate, interruppero la cena di quasi tutti i commensali. Phyto infilò la mano ancora unta nella tasca dove aveva messo i pendagli incantati. Sarija si era alzata facendo cadere il suo piatto poggiato sulle ginocchia, fortunatamente vuoto.
Neeve avanzò decisa verso la piccola Dalhia. Kinu si rese conto del pericolo leggermente in ritardo, ma riuscì a rimettersi in piedi sbilanciato dalla roccia sulla quale era seduto. Il suo sguardo, che di temerario aveva ben poco, si spostava velocemente cercando di valutare la cosa migliore da fare per proteggere la piccola.
La ragazza dalla singolare capigliatura rosso fuoco, tagliata malamente: quasi rasati lateralmente e con ciocche disordinate e di lunghezza variabile sopra, guardò la sacerdotessa della terra con una faccia indecifrabile. Dalhia si sentì il cuore lanciato al galoppo e la mente annebbiata. Con il sovracoscia quasi spolpato, sfiorò il bracciale sinistro pronta a lanciare un non ben precisato incanto untuoso: i suoi pensieri avevano lo stesso suono di una cascata impetuosa.
Neeve si inginocchiò davanti alla ragazzina dai gioielli di metallo divino e la strinse in un abbraccio colmo di nostalgico affetto. Non si udì nulla, ma ognuno parve sospirare nello stesso identico istante.

– Come sta la piccola Poisy? – Chiese tenendo ancora stretta a se la ragazzina.
– Poisy? Intendi la nonnina? La venerabile Poinsettia? – Dalhia spinse con le mani Neeve in modo da poterla guardare in volto. Le sue dita toccarono alcune delle cicatrici sulle spalle: talune erano in rilievo, altre erano dei veri e propri canion scavati nella carne. Quanto dolore doveva aver patito?
– Ah! Venerabile?! La “incontrollabile” piuttosto! Certo, adesso sarà cresciuta… Quanti anni ha? – Stava ridendo di gusto al pensiero di quella piccola peste venerata.
– La nonnina è morta. Sono morti tutti al villaggio! Una malattia senza cura. Nel giro di pochi giorni non è rimasto più nessun adulto. – La sacerdotessa stava guardando un punto indefinito alle spalle della qizil.
– Oh Poisy! – Si leggeva un’enorme tristezza negli occhi di Neeve.
– Non ti ho più portato le foglie di alloro che mi avevi chiesto… Mi dispiace tanto. – Si sollevò in piedi e con serietà si rivolse a Kinu e a Dalhia.
– Il villaggio aveva ricevuto visite dalla capitale? Qualcuno d’importante? – Kinu stava ripensando ai giorni prima che le persone iniziassero a cadere per strada. Ricordava le mani e i piedi che diventavano neri e il forte dolore che le vittime accusavano al petto, ma non ricord…
– Il paladino d’argento Ishkur! Si era fermato nella casa dei ricevimenti! Ricordo che era gigantesco, indossava un’armatura tutta lucida e luccicante. Ma la nonnina lo cacciò via, urlandogli che non voleva far parte di non so quale progetto. Il paladino risalì sul cavallo, ringraziando, salutando tutti e andò via. Ma venne diversi giorni prima che le persone si ammalassero. – Dalhia ricordava bene anche la voce di quel gigante che sembrava provenire da un pozzo profondo e metallico.

– Usano anche le maledizioni. Così non puoi dar loro la colpa! – L’espressione di Neeve metteva il gelo nell’animo di Dalhia.
– Piano con le parole! Stai parlando del grande Ishkur! L’eroe che ha salvato migliaia di soldati nella battaglia di Nippur! – Grijo pareva offeso dalle parole della rossa, apparteneva pur sempre all’esercito ed era cresciuto con l’idea della sacralità del grande monarca e imperatore reggente di Hulug.
– Sei uno sciocco a pensare che i ministri, i luridi sette, siano i protettori di questo paese. Lo stanno corrodendo, creando lotte e rivolte solo per il loro piacere e per aumentare la soglia di potere in grado di aprire la porta che consenta loro l’accesso. – Neeve guardava Grijo con disgusto e compassione uniti dalla malta dell’odio accumulato.
Phyto ascoltando quelle parole ebbe un rigurgito di un lontano testo letto quando era ancora un apprendista.
– La via Oscura. Il regno dell’ombra eterna… – Neeve guardò seria l’oracolo, annuì e sorrise amaramente.
– Quante stragi sono state cantate come grandi conquiste e quanti popoli, marchiati come osceni o immondi da purificare col fuoco… – Puntò lo sguardo su Sarija con disprezzo.
– …O da far morire di fame e di sete, grazie al potere della dea creatrice? Un’ottima soluzione, un po’ vigliacca forse… – Phyto abbassò lo sguardo.
– …Siete tutti complici di quell’essere putrido e non meritate la vostra fama. Le motivazioni non hanno valore e il vostro cieco obbedire vi rende, ai miei occhi, colpevoli quanto quel mostro sanguinario. – La qizil si sedette accanto al fuoco prendendo in mano la sua ciotola ormai quasi vuota.
– Alla piccola Poisy! – Disse forte, sollevò la scodella di pietra rivolgendo il brindisi al fuoco, che rispose scoppiettando una rossa salva di scintille verso il cielo carico di stelle.
– Sei ingiusta qizil! E il tuo vilipendere il nostro sacro reggente non può essere tollerato! – Grijo si era alzato in piedi e stava lottando contro la sua stessa rabbia.
– Rimangiati quello che hai detto e farò finta di non aver sentito.
Lo disse con un tono quasi conciliante, ma tremendamente serio.
Kinu nel frattenpo era rimasto ammirato da quelle parole tanto vere quanto proibite. Credeva di essere il solo ad odiare l’orribile presenza di un governatore che non rappresentava assolutamente né lui, né il suo popolo o meglio, ciò che ne era rimasto dopo il massacro e la caccia da lui ordinati.
– Ormai sono sazia! Non riuscirei a rimangiarmi più niente. Al massimo tappati le orecchie o canta una canzone a squarciagola. Non m’importa! – Neeve bevve l’ultima goccia rimasta nella scodella e si alzò per prenderne dell’altra, fronteggiando il soldato di scorta alla sacerdotessa del fuoco.
La tensione si fece palpabile, quasi solida. Sarija diede di gomito all’oracolo che sospirò ed infilò la mano afferrando i quattro pendenti preparati prima di cena. Ravi si era posizionato accanto al suo amico e commilitone, pronto a dargli manforte in caso di necessità.
– Ragazzi, siamo tutti un po’ brilli. Qualche parola di troppo può scappare. Basta scusarsi per poi continuare a godere della bella serata! – Ravi non aveva molta voglia di affrontare una discssione e una possibile minaccia sconosciuta dopo una cena tanto soddisfacente.
– Rimangiati tutto quello che hai detto del nostro salvatore! Scusati anche per il divino Ishkur! – Grijo questa volta lo disse quasi ringhiando.
I segugi del sangue si erano allontanati in direzione opposta seguendo una specie di semicerchio con movimenti quasi specchiati. Dalhia venne presa per mano da Kinu invitandola ad allontanarsi dal centro di quel nuovo falò fatto di cocciutaggine ed alimentato da un finissimo alone rosso fuoco: si avvolgeva silenziosamente lungo la gamba di Grijio e saliva carezzandogli il collo.
– Ma che stanno facendo? Perché questa discussione senza motivo? Stavamo facendo amicizia! A me piace Neeve! – Dalhia non riusciva a capire cosa spingesse gli adulti a quell’inutile sfoggio di orgoglio e di boria.
– Vedete, il nome demone rosso è nato solo da pochi anni, non più di cento: ha origine dal colore dei miei capelli. Sono nata così e sono anche morta così, sono morta talmente tante volte che credo di non esistere più realmente, che tutto questo sia una specie di strano sogno o meglio, un orribile incubo… e, davvero, per un meraviglioso momento mi sono sentita di nuovo in buona compagnia. Un brevissimo istante di gioiosa serenità che, grazie al filo d’odio orchestrato dalla regina degli acciarini, ora diventerà nuovamnte un incubo. Mi piaceva di più quando mi chiamavano la principessa oscura. – La qizil guardò con rassegnazione e delusione il mastro del fuoco.
– Chiedi scusa al tuo re! – Urlò Grijo fremente di rabbia. Ravi non riusciva a capire come mai questo scatto d’ira da parte del suo superiore, ma anche lui si preparò a fronteggiare la ragazza con quel colore bizzarro sulla testa.
– Anche se urlo di perdonare la mia oltraggiosa irriverenza, non mi sentirà da questa distanza, come non credo abbia sentito le mie parole offensive di poco fa. – La mano di Grijo scattò verso l’elsa della daga.
– Ora Phyto! – Sarija si mosse velocemente aggirando il falò sulla destra e puntando direttamente la quizil disarmata.
Phyto lanciò in direzione del falò uno dei ciondoli che aveva in mano, la sua famosa liquefazione della terra: il terreno sotto i piedi del bersaglio prendeva la consistenza dell’acqua il tempo necessario a far sprofondare la vittima, ritornando pochi istanti dopo solido. Avrebbero rassicurato le due ignare esche…
Le teste di Grijo e di Ravi vennero tagliate longitudinalmente all’altezza del naso, le due calotte rotearono elegantemente un paio di volte in aria prima di iniziare la loro discesa verso il terreno, senza versare una goccia di sangue. Il pendaglio aveva toccato il suolo nel preciso istante in cui i corpi dei due soldati cominciarono ad afflosciarsi ormai privi di vita.
Neeve battè il piede sinistro a terra nel momento in cui il terreno iniziava a sciogliersi, congelandolo istantaneamente insieme ad un’area circolare di poco più di una pertica di diametro. Il buio calò di colpo non appena il fuoco venne estinto dal ghiaccio.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
Mi sa che il party è andato a farsi benedire ;D Poco male, la storia sta prendendo una piega ancora più interessante. In qualsiasi mondo, compresi quelli fantasy, il sistema spesso utilizza mezzi meschini per liberarsi di chi può rappresentare un ostacolo.
Direi che è un metodo che sfruttano praticamente quasi tutti i potenti… Soprattutto quelli paranoici. Tranquilla che il party verrà fuori! In modo strampalato, come piace a me, ma in una storia simile i personaggi devono per forza intrecciarsi. Poi, essendo solo una presentazione spettacolare, mi serviva far esplodere i fuochi più rumorosi e colorati.
Molto bello. Davvero. In verità non ho mai sentito la mancanza di azione, in questa tua serie. Ma questo scatto è notevole.
Ciao Giancarlo! Ehhh, mi piaceva l’idea di mostrare come un combattimento tra mostri magici poteva sconvolgere un po’ tutto, infatti nel prossimo episodio è un turbinio di scene alla Jackie Chan, con un pizzico di Jason Statham e due gocce di Yanin “Jeeja” Vismistanand… See, come no! Comunque è un casino cercare le “inquadrature” giuste, cercando di non lasciare niente fermo…
Al solito, grazie mille del tuo tempo!
Inizia l’azione!
E inizia col botto, direi: già due teste cadute a terra come se niente fosse! 😨
E ora? 🫣
E niente… Adesso farò atterrare un F-22 Raptor nello spiazzo della foresta!
A parte le minchiate, devo fare un paio di illustrazioni per le scene successive di combattimento e correggere e sistemare la prima stesura per farla entrare in 1500 parole. E dovrò anche decidere se iniziare davvero la storia… Ma a questo punto mi conviene continuare a caricare lavatrici nelle macchine dei clienti e non pensare ad altro. XD
In ogni caso, ti ringrazio infinitamente per il tempo che mi hai dedicato, Giuseppe!