Quando tutto sembra andare per il meglio
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
A notte fonda Aoi si svegliò di soprassalto. Aveva sentito un rumore, nella foresta era facile che ce ne fossero anche a quell’ora. Aveva perso il conto delle volte in cui aveva dormito sul terreno duro. Sentiva dolore dappertutto, le mancava il suo letto morbido su cui riposare e su cui poggiare la testa. Non era mai stata tanto sporca, i capelli erano pieni di terriccio e la pelle non era protetta da nessuna lozione o trucco. Era uno stile di vita disagevole.
Si sollevò e si guardò attorno. Il fuoco era ancora acceso donando luce e calore oltre alla sua protezione. Si avvicinò un po’ per scaldarsi, le mani appoggiate sul collo dolorante e sulla testa che di rimando le pulsava. Si chiese se la sua vita sarebbe stata così nella terra natale di Kyoudai. Quanto avrebbe resistito?
Il ragazzo stava dormendo lì vicino, il suo viso pacifico era totalmente diverso da quello a cui era abituata. Il riflesso rosso del fuoco era incantevole sulla sua pelle. Si stese al suo fianco per poterlo osservare meglio, un’opportunità del genere era rara. Il viso maschile era ben fatto nonostante gli sfregi delle battaglie. Allungò la mano per toccare una delle cicatrici, ma la paura di svegliarlo la bloccò. Si avvicinò con le labbra alle ferite, chiudendo gli occhi prima di dare un bacio restando a poca distanza dalla pelle.
“Buonanotte Kyou.” Sussurrò quasi senza voce.
Si appoggiò a lui con delicatezza, accovacciandosi accanto al suo corpo. Ora le orecchie percepivano solo il respiro regolare e il battito del cuore. Si sentiva al sicuro e poteva riprendere sonno.
~・~
Kiyo era felice come non avrebbe mai creduto possibile, anche se cercava di contenersi. Stava passeggiando quando vide la nobile Matsumoto, madre del daimyo. Si fermò e si inchinò.
“Cosa ci fate qui?” Le chiese la donna, guardandola con aria sprezzante.
“Stavo andando alle cucine.”
“Perché?”
“Io… non le ho mai viste e il signor daimyo mi ha detto che posso visitare il castello…”
La madre di Nagatsuna fece un cenno per zittirla. “Che fossi una donnetta di poco valore mi è stato chiaro fin da subito, ma forse sei anche peggio di quello che tutti pensano. Visita pure il castello se questo compiace mio figlio, ma stai molto attenta.”
Kiyo rimase in silenzio senza capire bene il perché delle sue parole. Si prese una seconda occhiataccia e la guardò andare via. Sapeva da sé di essere una brutta persona e sperava che gli dèi non la punissero.
~・~
Dopo cena Nagatsuna aveva invitato il cugino a fare una partita a carte da soli. Era passata un’ora da quando avevano smistato le carte.
“E con questa mossa direi di aver vinto!” Esultò Yuri. “Che ti succede? Hai perso il tuo smalto stasera.”
“Non deve essere la mia serata.” Ridacchiò il daimyo prendendo il bicchierino di sake per fare un sorso. “Le nottate si stanno facendo sempre più calde, tra poco ci avviciniamo all’estate. Il momento ideale per sposarsi.”
“Stai pensando anche tu di prendere moglie?”
“Pensavo al tuo matrimonio. Come ti trovi con la tua promessa sposa?”
“È una bella ragazza, l’hanno educata bene. Penso che andremo d’accordo e anche con suo padre i rapporti non sono male. Mi sistemerò bene.”
“Ne sono felice.” Sorrise di cuore. “Avrete molto di cui parlare, molto da organizzare…”
“Conosco quel tono, Tsuna. Che mi devi chiedere?”
Si mise a ridere. “Hai ragione, è proprio così. Pensavo che con una nuova donna al tuo fianco, una moglie… forse avresti avuto meno tempo da dedicare alle tue concubine e io stavo giusto pensando di prenderne una terza.”
Yuri lo guardò sospettoso. “Vuoi una delle mie donne? Quale?”
“Kiyo.”
“Ah, quindi ti piace quel genere?” Era sorpreso. “L’ho pagata molto, sai? Non mi va di andare in perdita con lei.”
“Il denaro è l’ultimo dei problemi.”
“Certo, forse uno come te potrebbe permettersela, ma… sei sicuro? Non mi sembri il tipo d’uomo che sta con una donna di seconda mano e onestamente non credo che ne valga la pena. Non è un granché, quando mi è stata proposta mi aspettavo di meglio dai discorsi che avevo sentito fare. Se tu fossi stato un altro non te l’avrei detto, ma siamo cugini e ci tengo a te.”
“Cos’ha che non va?”
“È molto carina, non lo metto in dubbio. E anche dolce, ma è fredda. Le sono affezionato, Tsuna, non mi fraintendere. Dico solo che bisogna sapere come trattarla e io l’ho imparato con il tempo.”
Non doveva aver imparato molto bene, Nagatsuna ci aveva messo poco a scaldarla. “Penso di potermela cavare. Come mai l’hai scelta?”
“Sua madre era una prostituta.” Ridacchiò. “Quelle ci sanno davvero fare e ho pensato che anche sua figlia avesse imparato qualcosa. Bella e brava, sembrava un’ottima combinazione.”
“Ecco cosa si ottiene a scegliere le donne di getto, basandosi sulla prima occhiata.” Lo prese in giro. “Io invece ci ho parlato in questi giorni e le do un valore diverso. Non credo che mi pentirò della scelta.”
“Ci tieni così tanto?” Yuri lo guardò serio. “Penso di potermi privare di lei se recupero i soldi che ho speso e qualcosa per il periodo in cui l’ho mantenuta. Che ne pensi?”
“Mi sta bene.”
“Allora, caro cugino… abbiamo appena concluso un affare!”
~・~
L’atmosfera era tesa. Aoi era nascosta dietro un cespuglio e Kyoudai stava poco lontano. Si guardava attorno con un arco in mano mezzo teso. La ragazza non riusciva a togliergli gli occhi di dosso e non lo fece finché non si sentì un rumore. Un daino. Una preda troppo grande per mangiarla in due, questo era certo. La punta della freccia si spostò su qualcosa di più piccolo. Il cucciolo. La ragazza non vide quel proiettile essere scoccato, distolse lo sguardo appena si rese conto di cosa stava per succedere. Seppe che aveva fatto centro sentendo il verso che fece l’animale prima di morire.
“Ecco la nostra cena.” Il guerriero aveva il cadavere sulle spalle.
“Fa impressione.”
“E non hai visto nulla.” Rise lui. “Sai preparare il fuoco?”
“Certo che no, per chi mi hai presa? Non è pericoloso?”
“Sai tagliare in due un cerbiatto?”
Lo guardò sconvolta. “Mai! Il cibo mi è sempre arrivato con l’aspetto di cibo. Perché mi fai tutte queste domande? Fino ad ora hai fatto tutto tu!”
“Ok, allora vai a raccogliere la legna mentre io apro questo.”
Senza aspettare, passò il coltello sul ventre dell’animale aprendogli lo stomaco.
“Sei un bruto!” Sbottò lei, girandosi troppo tardi. “Potresti almeno aspettare che io mi sia allontanata. Villano e maleducato!”
Si allontanò da lì in fretta. Ricordava di aver chiesto a suo fratello di accompagnarlo a caccia una volta, quando erano più piccoli, ma le era stato vietato e adesso ringraziava di non aver dovuto assistere a quelle scene prima. Quando ritornó alla realtà e si guardò attorno, si rese conto di non sapere cosa fare. Dove prendere la legna? Doveva fare cadere un albero? Provò anche a spingere un tronco, ma era saldamente bloccato al terreno. Sarebbe stato meglio chiedere delle informazioni prima di andarsene.
Mentre vagava, sentì un rumore sotto i piedi: aveva calpestato e spezzato un ramo. Era sottile e non pesava per niente, quindi lo prese. Le sembrava che quelli che usava Kyoudai fossero più grandi, ma quando ne provò a sollevare uno per poco non cadde a terra. L’aveva puntato troppo grande, tuttavia si era intestardita e lo prese a calci. Si fermò solo quando sentì la voce del guerriero.
“Che stai facendo?” Era spiazzato.
“Ho trovato la legna che volevi!” Sbottò lei. “Ma pesa troppo! Come pensi che possa portarla da qualche parte? Tra l’altro non si riesce a dividere in quei pezzettini che usi tu, deve avere qualcosa che non va.”
Lui si abbassò a prendere un legnetto della misura giusta. “Stai parlando di questi? Pensavi di trasformare quel tronco in legnetti a furia di calci?”
Aveva sbagliato, era chiaro, ma non l’avrebbe ammesso. “Se è per questo, una cosa del genere l’ho trovata.”
“Peccato che una non basti. Lascia stare, faccio io.”
Aoi si sentì inutile e per la prima volta le fece male. Si stava impegnando a modo suo.
“Non serve! Lo sto già facendo io.” Urlò mettendogli le mani sulle spalle per spingerlo via. “Vuoi quei cosi, no? Te ne porterò tantissimi, quindi puoi andartene.”
“Sicura che non vuoi essere aiutata?”
“Tu non mi vuoi aiutare. L’hai detto prima.”
“Davvero? Scusa, ma ho scarsa memoria.”
“E non è la sola cosa scarsa che…” Mentre parlava si fermò, mordendosi la lingua. Non voleva litigare.
“Il cervo è pronto, ammesso che qualche animale non ce l’abbia rubato, visto quanto tempo stiamo perdendo. Io vorrei mangiare.” Sorrise lui.
“Va bene, hai il permesso di aiutarmi.” Era il suo modo di abbozzare. “Quel tronco lo lasceremo lì. Era… un’idea stupida… forse…”
Ricominciò a guardarsi in giro, raccogliendo della legna non troppo pesante, mentre Kyoudai prendeva dei pezzi più grossi. Quando ne ebbero abbastanza, tornarono insieme all’accampamento.
“Adesso insegnami ad accendere il fuoco.” Chiese Aoi.
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- Episodio 10: Ritrovarsi
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