Riflessioni

Serie: Amore o Sesso


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Capire il rapporto con Robi non era facile, realizzare il piacere della condivisione sessuale nemmeno, figuriamoci i sentimenti. Lasciamo andare e vediamo che succede...

Arrivata a lavoro mi sentivo disorientata, era tutto come prima, ma niente in realtà lo era. Avevo realizzato tante cose e nel mentre ne erano successe altre, avevo bisogno di metabolizzare allontanandomi da quella realtà.

“Marta, che ne dici se venerdì andiamo a farci una serata noi due?” chiesi alla mia collega con fare quasi bisognoso.

“Va bene, Ami. Non avevo ancora nulla in programma, si può fare!”

“Mi stai salvando la vita!”

“Ma davvero dici? Che sarà mai successo?”

“Tutto e niente, solo che ho molto bisogno di svagarmi.”

“Va bene, non farò domande.”

“Grazie!” risposi sorridendo.

Marta sembrava comprendermi da lontano, non faceva mai domande inopportune o troppo private, mi chiedeva di più solo se lo permettevo io andando più a fondo nel discorso.

Verso le 13:30 arrivò Robi in palestra, io ero da sola al banco, si fermò e mi chiese come stavo.

“Tutto bene, mi sono svegliata presto e sono andata a fare colazione.”

“Hai fatto bene. Più tardi vado a fare la spesa, vorresti qualcosa?”

“Del cibo normale intendi? Magari sì, del latte sarebbe fantastico, con dei biscotti o cereali magari.”

“Va bene ci penso io tranquilla, cercherò di viziarti.”

“Non esagerare!” ridemmo.

Nel mentre arrivò il mio collega e Robi con un paio di battute distolse l’attenzione da noi e andò verso lo spogliatoio. Lo seguii con lo sguardo fino a vederlo sparire dietro la porta a vetri.

Mi piaceva osservare Robi, mentre si allenava, mentre cucinava, mentre scriveva e anche mentre ci provava con le altre ragazze. Era strano quello che sentivo nei suoi confronti, pensavo che tutto fosse plausibile e accettabile, non mi sentivo gelosa di lui, ma sentivo che volevo stare con lui, anche con altre persone in mezzo.

Più ci riflettevo più mi sentivo diversa, più mi sentivo diversa e più la cosa mi eccitava.

Non avevo mai provato certe sensazioni, contrastavano con quella che era la mia idea di relazione e ciò mi portava a riflettere e ad andare più a fondo. A chiedermi veramente chi fossi e cosa volessi nella mia vita.

La cosa mi scombussolava e a tratti mi mandava in crisi, come a farmi sentire sbagliata. Inadatta a un mondo nel quale la normalità è la monogamia eterosessuale, che di fatto per me è paradossale.

Restare vincolati fisicamente, mentalmente e sentimentalmente a un’unica persona per tutta la vita, non dico sia impossibile ma forse improbabile. Non mi sentirei a mio agio a dire, per tutta la vita, nei confronti di una sola persona. Magari nella mia vita ci sarà per sempre Robi, ma magari ci sarà anche qualcun altro. Non mi voglio vincolare a vivere con il preconcetto che così deve essere, quindi preferisco vivere e vedere cosa succede.

Quando Robi uscì, finì il mio turno, gli chiesi di aspettarmi fuori e così lui fece.

Quando arrivai da lui mi strinse in un abbraccio e ci incamminammo verso la mia macchina.

“Sai Robi, prima riflettevo e mi sono resa conto che vederti parlare con le altre ragazze un po’ mi eccita.” lui fece un sorriso ammiccante.

“Mi fa piacere tesoro, d’altronde come ti ho detto la monogamia non è nella mia natura. Quindi non posso dirti che ti rimarrò fedele sessualmente.”

“Non ti chiedo questo, anzi ad oggi non mi interessano nemmeno i sentimenti, sapere che mi vuoi bene è quel che mi basta. Sapere che posso stare da te quando voglio anche.”

“Assolutamente, vieni quando vuoi, le chiavi tienile non ti far problemi a usarle.”

“Questo è molto importante, grazie!” gli diedi un bacio che da labbra su labbra, si aprì ad accogliere lingue intrecciate.

“Mi avviserai quando sarai con qualcuna? Non vorrei disturbarti.”

“Posso svelarti un segreto?”

“Dimmi.”

“Mi ecciterebbe se arrivassi nel mezzo di una scopata e ti unissi anche tu.”

“Allora avvisami quando ti vedi con qualcuna.” Scoppiammo a ridere, mentre la ragazza con cui si era fermato a parlare poco prima ci passò davanti, salutando con sguardo curioso e penetrante. Mi sentii toccare e Robi lo percepì.

“Carina vero?”

“Carina è poco, ha un gran fisico e un viso così dolce.”

“Magari te la farò conoscere meglio tra qualche giorno. Fammici lavorare su un po’.”

“A te la palla, io proprio non so giocare a questo gioco.”

“Imparerai, impareremo.”

Ci salutammo con la promessa di sentirci in serata.

Salii in macchina e mi avviai verso casa.

Entrai in doccia, con la speranza di farmi scivolare di dosso tutti quei pensieri contrastanti.

Mi tornò in mente la ragazza della palestra, si chiamava Clara, sapevo il nome perché l’avevo iscritta io, dopo una bella chiacchierata su come le donne si sottovalutano e dovrebbero valorizzarsi di più. Non fu una consulenza complicata, tutt’altro. Si iscrisse direttamente per due anni, con la tariffa agevolata, faceva solo sala pesi e mai i corsi, la doccia la faceva a casa. Lo notai perché ogni volta che usciva era ancora con i vestiti con cui era entrata e si era allenata.

La immaginai a casa, nella stessa situazione in cui ero io in quel momento. Viso dolce, capello riccio castano, seno tondo, addome snello e glutei e gambe definiti. Aveva un fisico perfetto, insieme a Robi sarebbero stati bellissimi da vedere.

La immaginai tra le sue braccia, mentre lui la baciava appassionatamente, le sue mani sarebbero scese sui glutei stringendo forte, lei si sarebbe eccitata lasciando andare un piccolo gemito. Poi si sarebbero spogliati velocemente e sarebbe iniziato l’amplesso.

Lei in ginocchio con il suo membro tra le labbra, lui con le mani a guidare il movimento, respiri intensi e ansimanti.

Lei a carponi sul letto, lui dietro di lei che la afferrava dai glutei, movimenti forti e decisi, gemiti intensi e respiri profondi.

La mia mano pervase la mia vulva, l’acqua scorreva veloce e l’immagine era sempre più nitida nella mia mente.

Venni con l’immagine di lei ansimante, con il seno che si muoveva rimbalzando sopra gli occhi di lui. Lui con le mani sui suoi glutei che lo cavalcavano intensamente.

Gemetti, respirai e uscii. Tornai alla realtà a fatica, scivolai sul piano della doccia, seduta, accovacciata, stringendo le gambe al petto e respirando profondamente.

Quella sera scrissi a Robi.

– Non verrò stasera, ma tu fai in modo di conquistare il suo sesso. Il mio desiderio è vivo e voglio provare questa sensazione. –

– Va bene, ti tengo aggiornata. Immagino ti sia data piacere, spero ti abbia soddisfatta. Se vuoi sono qui, pronto a dartene ancora. –

– Vado a dormire, ho bisogno di rilassarmi. Ci vediamo domani. –

– Va bene, Buonanotte tesoro. –

– Buonanotte a te. –

Mi addormentai con quel pensiero, inutile dire che continuai a pensarci e venni ancora, ma lì crollai addormentandomi serenamente sul cuscino…

Serie: Amore o Sesso


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Erotico

Discussioni

  1. Ci sono riflessioni in questo episodio che ho apprezzato perché mi piace molto quando un autore si sente così libero sia di scrivere che di esprimersi. I preconcetti sono una brutta bestia e sono da combattere, tutti e da qualsiasi parte. A prescindere ☺️