RUSTICO BIFAMILIARE (NELLA RIDENTE BASSA PARMENSE)
Ho sempre vissuto in questa casa. Sempre. Senza alcuna interruzione. Come se le pareti fossero state costruite attorno a me, e ogni volta che ho…
Ho sempre vissuto in questa casa. Sempre. Senza alcuna interruzione. Come se le pareti fossero state costruite attorno a me, e ogni volta che ho…
Un vento ostile montò dal mare di Okhotsk, graffiando la terra come un artiglio di ghiaccio. Il professor Kranz fissava la distesa rosso cupo ai suoi piedi. La laguna, sgombrata delle ultime nevi di fine maggio, non brillava, non rifletteva: sembrava una grande pozza di metallo fuso, sanguigno, inintaccabile. Dietro l’uomo, il giovane Brenner prendeva appunti su di un taccuino. Ogni tanto s’interrompeva per scrutare la conca, come se temesse che una minaccia ne potesse scaturire. «È vero quel che dicono, professore?» chiese infine. «Che questo luogo è unico al mondo?» Kranz si volse con un sorriso abbozzato. «Sì. Tre isole e tre laghi, disposti l’uno nell’altra, come matrioske. Le chiamano isole ricorsive». Accennò un passo verso la riva, poi si chinò e indicò un punto sulla mappa spiegazzata. «Qui, a sud-est della Kamčatka: quest’isoletta a oriente della fossa delle Curili. Al centro ospita un lago, nel quale si erge un piccolo vulcano. Al suo interno, nella depressione allagata del cratere, sorge un ultimo lembo di terra da cui sgorga un modesto specchio d’acqua termale. Questo è il livello finale. Il sesto». Brenner fissò ancora la pozza oscura davanti a sé. «A volte la Natura è psicotica», Kranz alzò un dito, picchiettandoselo sulla tempia. «Alcuni di questi sistemi esistono anche in Canada e nelle Filippine. Ma nessuno con sei livelli. È un’anomalia topografica unica. Come se la Terra stesse cercando una propria essenzialità». Brenner guardò la superficie del lago. Era un tappeto denso e oleoso, che il vento non muoveva. «E questo? Come lo spiega?» Kranz s’inginocchiò, sfiorando il liquido con la punta del guanto. …
2 novembre 1954. Sul margine fangoso di un affluente del Gregório, là dove la vegetazione stramazzava nel fiume in una sorta di tragica resa, lo…
Si svegliò in fiamme. Eppure non urlò. Le lingue aranciate danzavano in vortici attorno a braccia e gambe, persino tra le dita dei piedi, ma senza dolore. Un rogo assoluto. Silenzioso, però. E inoffensivo. Restò immobile, gli occhi inchiodati al soffitto. Il lenzuolo intatto. Sapeva ancora di bucato. La sveglia sul comodino esibiva le sue cifre elettroniche con la solita, snervante precisione. S’alzò e stirò le spalle. Notò una certa rigidità – l’età, pensò. Poi si diresse in bagno. La doccia fu la prima vera prova. Si spogliò meticolosamente, come tutte le mattine. Posò gli abiti sulla sedia, piegandoli uno a uno.…
Acquistò un campo vasto e piatto, esposto al sole da ogni lato. Non per sfruttarlo, ma per contenerlo. La proprietà, in sé, non lo interessava…
Tre ponti avea il Mar Abisso, e diciotto bocche da foco montava d’ogni lato; le vele cupree, nerissime, come notte senz’aurora. Fu scorto a largo…
a cura di Giorgio Traüber “La memoria non è un deposito: è una nebbia che ci illumina.” Eliseo Murel, Archivio delle cose mai accadute (2024)…
a cura di Giorgio Traüber Premessa Durante alcune ricerche sui linguaggi narrativi del web, incappai, anni addietro, in una scoperta alquanto intrigante. In quei giorni…
Miccia apre la colonna. Lo chiamano così, ma nessuno conosce il suo vero nome. Regge lo spettroscanner come se fosse una parte ferita del proprio…
*I verbi difettivi sono quei verbi che non si lasciano dire del tutto. Ci inciampi parlando, ti tradiscono nel momento in cui cerchi di coniugarli…
Entro così nell’illogico, come si entra nella morte: rivedendomi. Il cappotto sulle gambe, le braccia strette al petto, come se il sonno fosse un luogo…
Solo qualche decennio prima sarebbe stato impensabile poter cogliere dal vivo i prodromi di quell’evento epocale. Nonostante ciò, il signor Coleman, un placido turista inglese,…
Lungo il tragitto, Vera prende a sfogliare il taccuino della madre. Rilegge le idee abbozzate da Roberta per il racconto sul pittore e pensa che…
Titolo provvisorio: “IL PITTORE” (scontatello) Genere: fantasia, dramma, avventura. Tema: la scoperta di un potere, il desiderio di controllo, l’effetto delle piccole cose sulla società.…
Bauer era un uomo senza aspirazioni. Talmente vuoto da risultare spesso invisibile, disse Reinhold, la sua apparente discrezione era dettata più dalla vacuità che dal…
Nei giorni che seguirono il suicidio, si fece un gran parlare della figura enigmatica e respingente del professor Bauer; soprattutto dei suoi studi, si parlò,…
L’uomo scoperchiò il quadro degli interruttori generali: tutte le leve erano alzate. Doveva aver scordato di abbassarle la volta prima. Rimase comunque in penombra, incerto…
Ho un segreto. Ecco come iniziava il privatissimo diario del ragionier Ceranesi. E chissà come sarebbe proseguito, se solo l’uomo non si fosse arreso subito…
Protese il braccio oltre il parapetto di roccia, come a tagliare in due il paesaggio fumoso profilatosi al di sotto del poggio. «Una volta qui…
C’era una volta una donna molto malata: nostra madre. La malattia si era impossessata di lei poco alla volta, precipitandola lentamente nella più agghiacciante delle…
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