Tre mesi prima…

Serie: Quelli dall'anima trasparente


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Torniamo indietro di tre mesi, alle origini del nuovo cuore pulsante della società dei morti, il Consiglio

Lorenzo si diresse svogliato alla cassetta della posta, certo che tanto non ci fosse dentro nulla. Per questo, si stupì enormemente quando vide una piccola busta ingiallita con il suo nome scritto a lettere cubitali. La prese lentamente, quasi non ci credeva.

“Lori, mi è arrivata una strana lettera!”

Era Greta che urlava dal salotto.

Lorenzo rientrò in casa agitato.

“Dice che sono invitata a prendere parte a un’associazione di fantasmi, un… Consiglio!” esclamò Greta fuori di sé dalla gioia, mentre teneva tra le mani tremanti un foglio di un rosa sbiadito.

“Sì, anche la mia. Senti, io dico che è una cazzata: ci stanno prendendo in giro. Se fino ad ora non è mai stata fondata nessuna associazione, un motivo ci sarà, no?”

Greta lo guardò storto.

“Tu fai pure come ti pare, io ci vado. Qui dice che la prima riunione è il 17 giugno, a Dueville; non ho idea di dove sia questo posto, ma hanno inventato Google Maps per un motivo, no? Io dico che vale la pena tentare: ti lamenti sempre che da quando sei morto non hai più niente da fare; questa è un’ottima occasione!”

“Sai, sei quasi convincente. Ma mi resta un dubbio: perché proprio noi? Il mondo è pieno di fantasmi, perché proprio due sfigati come noi?”

Greta sorrise debolmente.

“Lori, siamo stati entrambi capi di diverse associazioni quando eravamo in vita, ti ricordi? Probabilmente serve solo un po’ di organizzazione, e noi siamo i candidati perfetti…”

Lorenzo si fermò a riflettere, con una mano tra i capelli dorati.

“Va bene. Va bene, vengo. Una sola volta. Vedo com’è e se mi fa schifo me ne vado.”

“Allora, iniziamo con le norme da seguire” annunciò Verde. Si era presentato così, con il nome di un colore, lasciando perplessa gran parte dei partecipanti. A quanto pareva, era lui il capo e fondatore del Consiglio, forse insieme al ragazzo che se ne stava appoggiato al muro e osservava con attenzione gli altri fantasmi.

Guardava i volti confusi davanti a sé, raccattati da ogni parte del mondo.

Nessuno stava davvero prestando attenzione.

“Prima regola: si parla in italiano. Non me ne frega niente se siete inglesi, russi o cinesi. Qui si parla italiano, punto” esordì Verde.

“Bullshit!” urlò Astrid alzandosi in piedi.

“Puoi protestare quanto vuoi, le regole sono queste” rispose calmo Verde.

“Fucking idiot! Jeg taler hvad fanden jeg vil!” protestò Oliver, avvicinandosi ad Astrid.

“Ho detto che si parla italiano. Se la cosa non vi sta bene, la porta è quella. Cristo, avete la capacità di imparare qualsiasi lingua all’istante, e la sprecate così? Vedrete, utilizzando l’italiano sarà tutto più semplice.”

I due danesi si calmarono, tornando ai propri posti.

“Ora che ho chiarito l’unica regola, veniamo ai nomi: non posso permettere che uno si chiami Ming, un altro Matias e un altro ancora Krish. Qui tutti devono essere sullo stesso piano, come un’unica famiglia, senza diversità. Pertanto, avrete nomi italiani. Di colori. Perché colori? Perché in questo modo sarà più semplice riconoscervi: Blu indosserà solo vestiti di quel colore, così come Rosso e Bianco. Ecco tutto. Sul retro della lettera che vi ho spedito c’è scritto il vostro nuovo nome. Spero sia tutto chiaro. Ora vi lascio del tempo per abituarvi alle novità, la prossima riunione sarà il 17 luglio, spero di rivedervi tutti!”

“E così questo sarebbe il grande Consiglio? Chi è che ha inventato ‘sta cazzata?” chiese irritato Arancione mentre usciva dall’enorme edificio in stile gotico in cui si era tenuta la prima riunione.

“Ma poi cos’è questa storia che dobbiamo parlare in italiano!? Io sono danese e parlo in danese!” commentò Indaco.

“Io dico che il Consiglio dovrebbe essere sciolto prima che questo Verde si inventi altre cagate” continuò Malva.

“Giusto!” esclamò di nuovo Indaco.

“La smettiamo di dire stronzate!? Il Consiglio è l’unica cosa bella che sia capitata a noi fantasmi da sempre!” intervenne Grigio.

Gli altri lo guardarono perplessi.

“Aspetta, sei serio?” chiese Malva, scioccato.

“Sì. Sono serio. Gente, io sono in giro dal 1532, so come ci si sente a passare anni senza fare nulla, a guardare il mondo andare avanti, ad adeguarsi ai tempi che passano, alle nuove mode che vanno e vengono… Conosco Verde da diversi secoli, e vi posso assicurare che sa quello che sta facendo. Avrete notato anche il giovincello che gli stava accanto… Lui è Marrone, e pensate che è morto nel 447 a. C. Non avete idea di quanto tempo abbia impiegato a selezionare i fantasmi migliori. Decine, decine, decine di anni solo per trovare voi. Fidatevi di me, date loro ascolto. Ne varrà la pena.”

Lorenzo si era incantato a fissare una falena che svolazzava intono al lampadario; di tanto in tanto sbatteva contro la lampadina.

Continuavano a ronzargli in testa le parole di Grigio: decine di anni solo per trovare lui; lui e Greta. C’era qualcosa che non funzionava, qualcosa fuori posto e che lo faceva sospettare di quel Verde e di tutto il Consiglio. Ci doveva essere per forza qualcosa sotto: tra tutti i fantasmi intraprendenti e svegli, proprio lui erano andati a cercare!? Quello morto cadendo da un tetto? Quello che per sopravvivere aveva bisogno della propria dose giornaliera di antidepressivi? No, no, il ragionamento non funzionava. Conosceva qualcuno degli altri “prescelti”, e i loro profili erano preoccupanti.

Tornò alla realtà solo quando Greta gli si sedette accanto, facendolo sussultare.

“Dai, non te la devi prendere: Ocra è un bel nome!”

“Greta, piantala. Che razza di gioco è!? Io non accetterò mai di prendere il nome di un colore, mai! Quel Verde è un pazzo, è fuori di testa. Lo sai chi è Malva, uno dei grandi prescelti? Un assassino, Greta, un assassino! Ne hanno parlato tutti i giornali per mesi. E ora noi dovremmo lavorare con gente così!?”

Greta gli mise una mano sulla spalla.

“Lo so, lo so. Ma prova a dare a Verde una possibilità. E poi a me piace il nome Ocra. Penso che ti stia bene” tentò di rassicurarlo.

“Greta, non hai capito il punto. Questo fantomatico Consiglio ha assunto un assassino, e chissà quanti altri criminali. Non voglio farne parte.”

“Va bene, Ocra, va bene. Continua a rifiutare qualsiasi occasione ti si presenti. Io so che alla prossima riunione ci vado. Verde è un personaggio interessante, e tutta questa storia del Consiglio mi eccita molto. Buonanotte.”

Serie: Quelli dall'anima trasparente


Avete messo Mi Piace7 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Mi piace come hai gestito l’intreccio fra questo episodio e il precedente: presentare prima i due personaggi con i nomi dei colori, per poi tornare indietro e spiegare da dove vengono fuori questi nomi. Fra l’altro, considerato il tuo nome, non è anche tu fai segretamente parte di questo consiglio?

  2. “Io dico che vale la pena tentare: ti lamenti sempre che da quando sei morto non hai più niente da fare; questa è un’ottima occasione!””
    Una versione alternativa di “ti lamenti sempre che da quando sei in pensione non hai più niente da fare”

    1. Ormai ho sentito quella frase tante volte (purtroppo non riferita a me, mi sa che io la pensione non la vedrò proprio) che mi si è incastrata in testa e, a quel punto, come la togli? :))