“Tutto”

Serie: Nel Buio della Notte Seconda Stagione

Marianne osservò di sottecchi Denise, felice di trovarla serena. La gemella stava sistemando dei fiori freschi in un vaso recuperato chissà dove: Marianne non apprezzava quelli recisi e non ne possedeva. Probabilmente era stata Luise a prestarglielo. Le due donne si erano scoperte spiriti affini fin dai primi giorni, tanto che la mamma di Ron le aveva offerto ospitalità per permettere ai genitori di John maggior sollievo.

Quando Marianne si era svegliata dopo l’operazione, intontita dagli antidolorifici, aveva voluto sapere cos’era accaduto a Nicolas e a Johnny. Saperli vivi, le era bastato. Non aveva avuto la forza di piangere, ma aveva stretto la mano di John con la sua, quella sana, fino a fargli male.

Le condizioni di Nicolas erano stabili: le terapie in atto avevano permesso al bambino di uscire dalla situazione critica dopo un paio di giorni. Avevano già superato quella montagna: conoscevano il nemico da combattere.

La sua angoscia per Johnny, al contrario, era alimentata da mille mute domande. Perché non si erano accorti del suo disagio? Innocentemente, avevano attribuito il comportamento di Johnny alla gelosia verso Nicolas.

Il Dottor Kijra aveva comunicato loro che erano necessari almeno sei mesi di analisi completa: il comportamento di Johnny, le sue percezioni e i suoi schemi di pensiero dovevano essere monitorati con attenzione. Il medico era riuscito a instaurare un buon rapporto con lui, ottenendone la fiducia. Il ragazzo si era confidato raccontandogli delle “voci” che lo avevano tormentato negli ultimi due anni. Secondo quanto gli aveva detto erano state “loro” a spingerlo a fare del male a Marianne: ora sapeva che gli avevano mentito, che le voci erano “cattive”. Era spaventato e aveva voluto che il Dottor Kijra lo rassicurasse sulla sorte della madre.

Quando gli era stato detto che Marianne gli era vicina con il cuore, era scoppiato a piangere. Dopo lo sfogo era subentrato il rimorso e Johnny si era chiuso in sé stesso. Aveva chiesto anche di John, ma non di Nicolas.

Kijra aveva avvertito i genitori che il percorso che li attendeva era lungo e insidioso. Al momento l’unica soluzione era quella di somministrare al paziente dei farmaci antipsicotici, per evitare squilibri violenti o atti di autolesionismo. Johnny era consapevole di aver ferito la madre, anche se attribuiva ad altri tutta la colpa.

Marianne distolse la mente da quei pensieri e tornò ad osservare Denise: canticchiava. Il suo umore era cambiato nel corso dell’ultima settimana e Marianne pensava di conoscerne la ragione. Il chirurgo aveva comunicato loro una buona notizia: entro qualche giorno le avrebbero permesso di fare ritorno a casa.

Denise intercettò il suo sguardo, piegando le labbra in un sorrise enorme. «Ti piacciono? Erano le preferite di mamma.»

Marianne non riuscì a trattenere una risata: odiava le margherite, la facevano starnutire. Una volta ritrovata la compostezza la guardò con tenerezza. Delle due era quella più svagata, con la testa sempre per aria. Ancora non si capacitava di come fosse riuscita ad ottenere un impiego, in una delle più accreditate agenzie di brokeraggio di Miami.

«È bello vederti felice.»

Denise annuì, decisa. «Il lupo mannaro non si vede da una settimana. Sono più tranquilla.»

Il sospiro rassegnato di John raggiunse entrambe: era rientrato dalla razzia ai distributori automatici in tempo da cogliere le ultime parole della cognata. Rivolse lo sguardo a Marianne e, con simulata indifferenza, portò le dita alle labbra mimando l’atto di fumare una sigaretta.

«Le ho spiegato più volte che a Glenrock non c’è nessun licantropo. Sono mesi che setacciamo la zona e non abbiamo trovato nulla: se c’è una bestia, nei boschi, di giorno se ne sta ben lontana. Non ha mai causato problemi alla comunità. Chi ha animali domestici oramai è allertato, li accoglie in casa prima del calare della notte. Siamo riusciti a contenere a fatica le chiacchiere sul “lupo mannaro”, fino a quando Denise ha raccontato ai commessi del minimarket di averlo visto: ha terrorizzato un paio di bambini che lo hanno detto ad altri.»

Denise si rivolse verso di lui, facendo spallucce. «So, quello che ho visto.»

«Oh, sì. Ricordo. Vive nel nostro capanno degli attrezzi: ieri ho controllato ogni anfratto, tolto tutto quello che c’era all’interno per poi buttarlo dentro alla rinfusa. Quello che mi chiedo è “cosa” ti sei fumata prima di vederlo.»

«Mi aiuta a sbloccare la mente, non hai idea di come numeri e grafici inizino a “parlarmi”.»

«Ti invito a non dare questa informazione ai nostri figli, potrebbero utilizzare il tuo metodo per risolvere un’equazione algebrica.» Quella semplice freddura riuscì a far seccare la gola di John. Né John né Nicolas, in quel momento, correvano quel pericolo.

La cognata lo raggiunse, posandogli una mano sulla spalla. «Ho promesso ai miei nipotini di portarli all’acquario di Miami: se non faccio la brava, rischio di non vederli fino alla laurea.»

John la ringraziò con lo sguardo. Aveva bisogno di fissare un piccolo traguardo, come aveva fatto quando aveva promesso a Nicolas di portarlo a visitare l’osservatorio astronomico sul Monte Graham. L’amore per i viaggi univa tutta la famiglia ed erano soliti programmare le vacanze con largo anticipo.

Un lieve bussare alla porta riportò tutti alla realtà. Il Dottor Stephen entrò esibendo un sorriso e comunicò loro che non recava cattive notizie. Decise di essere diretto: avevano accantonato i formalismi da parecchi mesi.

«Il cuore per Nicolas è appena stato caricato in elicottero, l’equipe incaricata del trapianto sta ultimando i preparativi in sala operatoria. È già stato portato lì per la preparazione all’intervento.»

Resse lo sguardo sgomento dei genitori, deciso ad anticipare i loro timori.

«Nicolas è stabile da una decina di giorni, le condizioni permettono di intervenire e questa è un’occasione che non possiamo perdere. I genitori della donatrice hanno autorizzato l’espianto un’ora fa: i due organi sono compatibili, perfetti.

Manca solo vostra firma per procedere.»

Marianne e John non riuscirono ad articolare un suono.

«Patterson e Manetti sono chirurghi di tutto rispetto, non poteva capitare in mani migliori. Manetti seguirà tutto il postoperatorio, conosce il caso di Nicolas fin dal primo ricovero in ospedale: gli è affezionato, ha programmato la sua agenda spostando ogni altro impegno. Vuole vederlo correre, ha un figlio di quell’età e immagina quale sia il peso che vi comprime il petto.»

Il Dottor Stephen si avvicinò loro, posando una mano su quelle unite dei due coniugi: Marianne e John se l’erano stretta non appena era entrato, un gesto a cui ricorrevano spesso da quando erano in ospedale.

«Abbiate fiducia. Nicolas è un fuoriclasse, sarà seguito giorno e notte da personale esperto. La Signora Sung ricopre il ruolo di capoinfermiera da vent’anni, sarà lei a dare il cambio a Manetti davanti ai monitor di controllo.»

Marianne e John si guardarono negli occhi, stanchi. A quanto pareva il destino stava giocando duramente con loro. Una roulette russa: o tutto, o niente. Ancora muti, non avevano pronunciato parola se non con lo sguardo, decisero che al destino non si poteva fuggire.

Puntarono sul “Tutto”.

***

Nicolas si svegliò intontito: emerse dalla nebbia, densa di suoni ovattati.

Gli parve di riconoscere, in lontananza, la voce della madre.

Aprì le labbra secche per chiamarla attirando l’attenzione di un’infermiera. La donna lo raggiunse in fretta portando un bicchiere d’acqua. Gli bagnò le labbra con poche gocce alla volta per donargli un po’ di sollievo.

«Non devi fare sforzi, principino.»

A Nicolas il nomignolo sembrò strano, ma non ebbe la forza per rispondere. L’infermiera indossava un’uniforme sterile, completa di cappello e mascherina: l’unico particolare che riuscì a cogliere furono gli occhi a mandorla. Che lui ricordasse, nessuna delle infermiere che lo avevano assistito era di origine asiatica.

Quando lo sguardo gli si fece più chiaro, vide John e Marianne che lo osservavano dietro ad una vetrata. Stavano piangendo, ma il bambino comprese ugualmente la loro felicità.

L’infermiera fece posto al Professor Manetti che si chinò su di lui per controllare le prime reazioni delle pupille.

«Bentornato fra noi, Nicolas. È tutto a posto, l’operazione ha avuto buon esito.»

Il bambino intuì un sorriso dietro la maschera verde che celava la bocca del medico e cercò di ricambiare come poteva. Manetti gli accarezzò i capelli in un gesto affettuoso, tornando a portare la sua attenzione ai monitor che lo circondavano.

Annuì deciso, sollevando il pollice in direzione della vetrata. Il pianto divenne una risata, un suono sempre più lontano che si spense a poco a poco.

Prima di riaddormentarsi Nicolas vide il professore indicare il comodino con un moto d’allarme. Con rapidità ed efficienza l’infermiera prelevò l’oggetto che aveva provocato tanto scompiglio, facendolo sparire in una delle grandi tasche del camice.

Serie: Nel Buio della Notte Seconda Stagione
  • Episodio 1: Rotto
  • Episodio 2: In fuga
  • Episodio 3: Stelle
  • Episodio 4: Charlie
  • Episodio 5: Premonizioni
  • Episodio 6: Sangue
  • Episodio 7: Coltello
  • Episodio 8: Attesa
  • Episodio 9: Una nuova tana
  • Episodio 10: “Tutto”
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    Discussioni

    1. Bentornato tra noi, Nicolas. Meno male! Davvero un bel finale, che lascia presupporre – ovviamente – una terza stagione: sono diversi gli interrogativi e gli spunti su cui riflettere. Brava Micol, come sempre! Alla prossima lettura. 🙂

      1. Ciao Giuseppe, ormai abbiamo superato il giro di boa 😀
        La prossima serie avrà un’impronta decisamente più dark, spero ti piaccia come questa.

      1. Ciao Alessandro, come dicevo Moo e Nicolas vanno in vacanza per un paio di mesi 😀
        Le domande aperte sono molte, una fra tutte che forse ad alcuni è passata inosservata: qual è l’oggetto misterioso che l’infermiera Sung si è affrettata a mettere in tasca? Mah…

      1. Ciao Ivan, Moo e Nicolas vanno in vacanza per un paio di mesi 😀
        La Terza Stagione farà ritorno più dark che mai!

    2. Ciao Tonino, ebbene sì 😀
      Come accennavo nel post, Moo farà ritorno più “mostro” che mai. Una veste che fino a questo momento è stata trascurata ed è giusto prenda vita anche su carta. La prossima serie sarà leggermente più corta delle precedenti, da quanto ho stimato ci saranno 8 episodi.
      Per ora lasciamo Moo a girovagare nelle fognature e Nicolas a sognare la vita che il nuovo cuore gli consentirà di fare 🙂

    3. Ciao Micol, e così, siamo giunti al finale della seconda stagione! Un bel viaggio lungo questa amicizia un po’ strana, ma empatica, nata tra Moo e Nicolas. Episodio che ricalca le preoccupazioni del precedente episodio, laddove ora la scelta appariva comunque inevitabile per i genitori di Nicolas… In quei casi, bisogna rischiare, perché altrimenti non si vive abbastanza a lungo. Johnny mi preoccupa: la sua instabilità è duvuta a qualcosa che scopriremo certamente nella terza stagione, è senz’altro una vittima… Ma mi fermo qui, è giusto che Nicolas riposi, la terza stagione può attendere per un po’. Per ora posso dire, per chi non l’avesse ancora fatto, di leggere questa tua serie, un po’ favola, un po’ dark, tinte horror, avventura, tenerezza, aggressività, istinto e sopravvivenza: insomma, attenderò con pazienza il ritorno di Moo! Un caro saluto?!

      1. Ciao Tonino, ebbene sì
        Come accennavo nel post, Moo farà ritorno più “mostro” che mai. Una veste che fino a questo momento è stata trascurata ed è giusto prenda vita anche su carta. La prossima serie sarà leggermente più corta delle precedenti, da quanto ho stimato ci saranno 8 episodi.
        Per ora lasciamo Moo a girovagare nelle fognature e Nicolas a sognare la vita che il nuovo cuore gli consentirà di fare
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