Un finale sdolcinato

Serie: La fiaba del ghiaccio e della lava


1.

Riguardo le due nazioni di Nokal vi è una storia non narrata, perduta nei secoli. Vi è un segreto nascosto dai pochi anziani ancora in vita. Il fatto che inizialmente vi fosse un unica razza. Non vi erano né gelidi né infuocati, un unico popolo. All’alba un re promise ad una principessa di prenderla in moglie ma tradì il giuramento. Fu questo a scatenare il tutto. Ella adirata maledisse il popolo. I discendenti del re sarebbero divenuti infuocati mentre dell’amante gelidi senza emozioni. Due popoli separati. Una maledizione eterna. La principessa svanì in quei giorni, si narra che divenne una strega e si nasconde tra antiche rovine.

2.

Si sentì abbracciare dal ragazzo.

Trevor: Tranquilla Dlelia, ti proteggerò io.

I due erano in fuga, nascosti in una foresta tra i due regni. Gerem continuava a studiare i libri cercando la soluzione alla maledizione.

Trevor: Sei strana…

Gerem: In che senso?

Trevor: Sembri provare più emozioni degli altri Gelidi.

Qualcosa sembrò chiamarli, una lugubre melodia.

Vagarono per giorni nella foresta alla ricerca della fonte del suono finché non giunsero ad una casetta distrutta. Vi entrarono.

Un anziana signora li osservava.

Gerem: Sei tu!

Riconobbe la strega.

Trevor: Credo stia perendo.

La signora raccontò ai due di come lanciò la maledizione all’alba dei tempi e poi esalò l’ultimo respiro.

Gerem si sentì demoralizzato.

Trevor: Sembrare rattristata.

Si sentì abbracciare, fu confortante. Il battito del ragazzo lo fece sorridere.

“Cosa sto facendo? Non posso provare questo piacere, non tra le sue braccia!”

Si scostò da lui. Il terreno tremò ed i soldati irruppero nell’edificio.

3.

Il viaggio durò più del previsto. Re Fereton la fissava.

Gerem: Che ne è stato di Trevor?

Non giunse risposta.

Capitale degli infuocati.

Le lacrime gli rigavano il viso. Stringeva i libri di Dlelia.

“Padre…”

Era tornato di corsa una volta liberato. Un morbo aveva colpito il padre. Sbatté i libri sul pavimento osservando il re morente.

Capitale dei Gelidi.

Fu segregata nelle stanze reali. Dlelia osservava le colline bianche attorno il palazzo.

“Trevor…” sospirò “Maledizione, ero partito con l’intento di tornare me stesso ma non posso fare a meno di sperare che venga a liberarmi…”

Le porte si aprirono.

Fereton: Il tuo amato non si è fatto attendere! Gli eserciti degli infuocati sono stati mobilitati!

Dlelia sorrise involontariamente, il cuore batteva colmo di emozioni.

Fereton: Preparati! La strega mi ha rivelato cosa occorre per prendere il potere dalla più bella tra le principesse! Occorre celebrare il matrimonio sul confine!

4.

La guerra imperversò fra le due nazioni. I giorni passarono e Fereton riuscì a raggiungere il luogo designato.

La carrozza bianca traballava. Il luogo delle nozze era poco distante. Dalla carrozza scorgeva i soldati respingere i nemici. Sperò d’intravedere Trevor ma senza risultato. Deglutì agitata.

Fereton: Rinuncia.

Pochi minuti dopo la carrozza si fermò. Le guardie la trascinarono sull’altare. Era in trappola. Fereton avanzava sorridente.

Dlelia: Vostra maestà.

S’inchinò sfiorando i propri tacchi. Fu veloce. Sollevò il piede e ne sfilò uno mentre il re era distratto. Gli conficcò il tacco nel collo sbilanciandosi. I soldati sbalorditi vennero sopraffatti dagli infuocati. Dlelia era a terra con un crampo alla gamba. Fereton si sollevò sanguinante.

5.

Una freccia uccise il re dei Gelidi. Vide Trevor scendere da cavallo e sorrise tendendogli la mano.

Dlelia: Andiamo…

Trevor: No. Si può rimediare, ho tradotto i testi che leggevo.

Dlelia: Rimediare a cosa?

Trevor: Un vero bacio in questo luogo tra una Gelida ed un Infuocato spezzerà ogni incantesimo! Smetteremo di essere due popoli differenti…

“Ed io tornerò me stesso…”

Indietreggiò.

“Cosa sto facendo? Non voglio tornare me stesso?”

Trevor: Basta un bacio per terminare secoli di guerre…

Il ragazzo le era vicinissimo, poteva sentire il suo respiro.

Dlelia: Mi mancherai…

Una lacrima le rigò il viso.

“Non mi amerà più…”

Il bacio giunse.

Giorni dopo.

I confini erano stati abbattuti, le distinzioni svanite. Sollevò le palpebre, era svenuta durante il bacio. Si alzò in piedi e vide lo specchio. Aveva colori più accesi.

“Sono ancora Dlelia…”

Sorrise. Vide Trevor entrare nella stanza. Le maledizioni della strega erano state spezzate con il bacio. Dlelia abbracciò il ragazzo, non c’era più niente da cambiare.

Fine.

Serie: La fiaba del ghiaccio e della lava


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. É la fiaba più bella che mi è capitato di leggere negli ultimi tempi, la conserverò e rileggerò ancora e ancora. Ben attuale, parla di esseri umani che si amano e di confini che non dovrebbero esistere. Grazie per averla condivisa.