
Una donna e una madre
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Kiyo era in giardino quando arrivò Nagatsuna.
“Perché non me l’hai detto?” Le chiese lui con un’espressione triste e delusa.
“Che succede?” Non capiva di cosa parlasse, ma se arrivava senza salutare doveva essere grave.
“Yuri mi ha detto che sei incinta.” Rispose lui. “Perché non me l’hai detto, Kiyo?”
“Cosa? È una bugia!” Lo spinse. “Vuoi liberarti di me!” Era talmente agitata che per la prima volta gli diede del tu.
“Come potrei farlo senza una ragione?”
“Mia madre me l’ha raccontato come si fanno i figli, i suoi uomini glielo dicevano che lo volevano. Lo decidevano. Yuri non ha mai deciso!”
“Ha sbagliato, succede e basta. Yuri è stato da me poco fa per annullare l’accordo. Non lascia suo figlio a me.” Decisione comprensibile da qualsiasi punto la si volesse guardare.
“Mente! Io non sono incinta! Non avrò un figlio da Yuri! Non voglio tornare da lui! Non voglio! Non voglio!”
Le urla, i singhiozzi, i pugni stretti. Kiyo stava vivendo una crisi dettata dalla disperazione. Nagatsuna la prese per le spalle e la strinse a sé, accompagnandola a sedersi. A chi doveva credere?
“Dice che ti è saltato il ciclo.” Provò a indagare in modo più conciliante.
“Sì è un po’ in ritardo, l’ho detto ad Azumi.”
“È così che funziona. È così che si scopre di aspettare un bambino.”
“Gli dèi mi puniscono.” La ragazza gli credeva. Non poté trattenere le lacrime per la sua sventura. “Sono stata egoista, ho pregato per me, ho tradito Yuri. Sono una donnaccia, come potevo pensare di essere felice?!”
“Non hai fatto niente di male Kiyo.” Cercò di consolarla lui, carezzandole la testa.
“Non può essere vero. Come faccio ora? Come faccio ad amare questo bambino che mi allontana da voi?” Lo guardò con il viso rigato di lacrime. “Vedete? Sono orribile. Che razza di donna parla così? Che razza di madre ha questi pensieri? Il mio sangue è malato, sono come mia madre.”
“Hai bisogno di tempo e… un bambino non c’entra nulla. Lo sai anche tu, no?”
“Io lo odio! E odio Yuri! E odio te! E me… mi odio così tanto!! Perché mi ha fatto questo? Perché ha scelto me?” Mentre continuava a sfogarsi, la mano sfiorò la pancia. Fu come riacquistare lucidità. “Non avrà la mia vita, lui non sarà infelice. Non glielo permetterò.”
“Avrà una madre gentile e meravigliosa.”
“Perché è successo…?”
“Sono cose che possono succedere quando due persone stanno insieme, ma non è una colpa né una punizione. Con il tempo starai meglio.”
“Ma senza di voi…”
Tirò su con il naso. Come le aveva promesso quando glielo aveva regalato, Nagatsuna le aveva ridato il nastro di seta. Lo tirò nuovamente fuori dall’acconciatura. “Adesso questo dovete tenerlo voi. Magari qualche volta, se ne avrete piacere, vi ricorderete di questa stupida sventurata che tanto vi ha amato e che continuerà ad amarvi. Io non vi dimenticherò mai.” Continuava a piangere ma più per rassegnazione ormai.
Il daimyo strinse il dono. “Nemmeno io ti dimenticherò mai, Kiyo. Non riuscirò a prendere nessuna altra donna dopo di te. Nessuna avrà il tuo posto nel mio cuore.”
“Non merito tanto, mio caro Nagatsuna. Perdonatemi se vi chiamo con il vostro nome, ma non potrò mai più pronunciarlo a voce alta.”
“Mi piace come la vostra voce dà musica al mio nome, mia signora.” Disse con una punta di tristezza nella voce. Era stata la sua donna e l’aveva subito persa.
“Siate felice. Sapere che lo sarete mi alleggerirà il cuore. Sarà per me unica fonte di gioia.”
“Vorrei davvero che anche tu fossi felice. Puoi chiedermi qualsiasi cosa prima di andare via. Tutto quello che vuoi.”
“Potreste passare con me i giorni che ci separano alla mia partenza? Vorrei finire il ritratto, anche se non credo che Yuri mi permetterà di portarlo via. Vorrei dormire con voi ancora una volta, solo dormire… solo per vedere il vostro sguardo luminoso appena sveglio e il vostro bel viso riposare. Vorrei stare ancora un po’ con voi, passeggiare e parlare. Niente di più.” “Si può e se non si potesse noi lo faremmo lo stesso. Faremo tutte queste cose insieme. La mia camera sarà sempre aperta per te e il mio castello a tua completa disposizione.”
“C’è un’altra cosa, se posso osare.”
“Ti ho già detto che puoi chiedermi tutto quello che vuoi.”
“Tadashiko ha detto che avete una bella voce, dice che una volta vi ha sentito cantare. Lo fareste per me?”
Le sorrise. “Hai una canzone che ti piace in particolare?”
“Non conosco molto la musica, andrà bene quello che deciderete.”
Kiyo si appoggiò con la testa al suo petto e il daimyo la tenne stretta a sé mentre cantava una canzone d’amore. Non aveva scelto una storia struggente, almeno nella fantasia la loro storia poteva avere un lieto fine.
“È una bella storia e voi siete un ottimo cantore, Matsumoto-sama. Posso stare ancora un altro po’ così?”
Stretta a lui a piangere. Non voleva far altro e non poteva fare altro. Sfiorando il ventre si rese conto che avrebbe avuto un figlio e lo aveva scoperto nel modo peggiore.
~•~
Le giornate per Kiyo erano lunghe e tristi. Azumi non era stata felice del suo ritorno come madre del primogenito di Yuri. Momoe e Tadashiko invece le dicevano di essere allegra e le avevano anche spiegato come si restava incinta. Quella scoperta l’aveva particolarmente angosciata.
Passava la maggior parte del suo tempo a dipingere da sola in giardino, voleva finire il ritratto del daimyo. L’unica persona che vedeva volentieri era rimasto il daimyo, l’unico la cui voce la faceva sussultare. Presto non avrebbe più avuto il piacere di sentirsi chiamare da lui.
Nagatsuna da parte sua la raggiungeva ogni volta che poteva, ritagliandosi durante la giornata delle ore solo per lei.
“Cosa stai facendo?” Le chiese sedendosi al suo fianco.
“La lezione che ho fatto è andata bene. Guardi.”
Gli mostrò il disegno.
“Stai migliorando, sono felice che ti piaccia studiare.”
“Molto.” Anche se non avrebbe potuto proseguire. “Sono felice che mi abbiate dato questa opportunità. Spero di finire in tempo il mio lavoro.”
“Lo custodirò come il mio tesoro più prezioso, puoi starne certa.”
“Matsumoto-sama… c’è un pensiero che mi tormenta.” Trovò infine il coraggio di introdurre l’argomento in un attimo di silenzio.
“Dimmi tutto.”
“Momoe mi ha spiegato… Lei mi ha detto come accade la faccenda dei figli. Io credevo che quando un uomo non sporca il letto lo fa perché non gli è piaciuto abbastanza e questo mi ha ricordato che… anche con voi è successo. Ditemi che è stato perché non vi sono piaciuta.” “Sai, ci ho pensato anche io…” Ammise il ragazzo. “Ma non basta una volta. È più probabile che sia di Yuri.”
‘Più probabile’ non era il ‘certo’ che lei cercava.
“Momoe non ha detto che servono più volte. Dovreste avvisarla, non è bello essere convinta di cose irreali.”
“Dovrebbe saperlo. Noi abbiamo già fatto queste cose.”
“Volevate un figlio da Momoe? Ve l’avevo detto che era la vostra preferita.” Disse con una certa invidia.
“Anche con Tadashiko è successo.”
“Volete un figlio anche con lei?!”
“Sto cercando di dirti che è del tutto naturale avere dei figli con la propria donna. Non c’è bisogno di stare attenti.”
“Io non lo sapevo! Avrei detto di no, anche se mi avesse picchiato, mi sarei opposta.” Disse d’impeto, seppure era cosciente che non poteva davvero opporsi al suo destino. “Mia madre riteneva giusto avere tanti figli, ma ha costretto i miei fratelli a lavorare. Koiji è diventato apprendista a 6 anni. Forse il figlio di un nobile e una concubina sarà più fortunato, ma… signore, un figlio è una cosa seria e tante donne muoiono per la febbre durante il parto. I miei fianchi non sono tanto larghi.”
“Certo che è una cosa seria, ecco perché ho dovuto lasciarti andare. Gli uomini come me e come Yuri non abbandonano i figli. Lui lo manterrà nel modo migliore, stanne certa.”
“Questo lo capisco.” Si guardò il ventre. “So che il mio signore non lascerà che viva negli stenti della povertà, ma spero anche che lo amerà. Vorrei che mio figlio non sia solo al mondo.” Perchè in quel momento si sentiva già mamma.
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- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
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