Una radice particolare
Serie: Narzole Untold
- Episodio 1: Lezione di volo
- Episodio 2: Maledetta pala
- Episodio 3: Una radice particolare
- Episodio 4: La nuova verità
- Episodio 5: La vecchia maga
- Episodio 6: Le fate
- Episodio 7: Allora esistono
- Episodio 8: L’amuleto mediatore
- Episodio 9: La storia degli spiriti
- Episodio 10: Non sono un eroe
STAGIONE 1
Kire teneva gli occhi chiusi e rimaneva in apnea, immerso nell’acqua fangosa. Completamente alla cieca tentò di muovere un passo in avanti, ma i piedi scivolavano sul fango come se avesse delle saponette al posto della suola. “Perché mi ostino a resistere? Se non riesco ad avanzare tanto vale respirare una bella boccata di questo schifo e finirla ora” riflettè. Sarebbero bastati ancora pochi secondi per convincersi della bontà di quell’idea, ma venne interrotto. Un rumore ovattato dall’acqua e profondo come un baritono si espanse dalle viscere della terra, improvviso come un boato. Seguì il veloce abbassamento dell’acqua nel tunnel. Appena Kire potè tornare con la bocca all’aria ne prese una grossa boccata. Il tunnel si era quasi completamente prosciugato, salvo per qualche centimetro di acqua che non accennava ad andarsene. Kire giaceva supino sul fango freddo del fondo del tunnel, godendosi l’aria ritrovata. Riprese un pò di forze si mise seduto e guardò verso la bocca dalla quale era entrato. Non entrava più un minimo spiraglio di luce, rami e detriti avevano completamente tappato l’entrata consentendo all’acqua all’interno di drenare; di fatto, salvandogli la vita. ≪Cristo…≫ si lasciò sfuggire. “Una così grande botta di sfiga ed una di culo nello stesso quarto d’ora… incredibile”. Si tastò le tasche dei pantaloni e della giacca per capire se avesse ancora il cellulare, non si ricordava più dove l’avesse messo. “Dov’è finito? Non vedo nulla quaggiù…”. Non trovò nulla nei vestiti, si mise a gattoni e iniziò a tastare anche il suolo fangoso. Finalmente toccò qualcosa di solido, gli strinse le dita attorno e cercò di capirne la natura dalla forma. “Trovato, speriamo funzioni ancora”. Premette il tasto laterale e lo schermo si accese, sporco ma funzionante. “Per fortuna, almeno posso fare luce e ritrovare la pala”. Accese la torcia e iniziò a farsi luce attorno, illuminando le viscide superfici di terra. La sua attenzione cadde su una superficie che sembrava legnosa più che fangosa, ricordava vagamente un volto rugoso e bitorzoluto. Si avvicinò con il viso per osservare più nel dettaglio, presto si accorse che, in realtà, era lui quello osservato. Due convessità, che sembravano occhi, seguivano i suoi movimenti. Quando Kire se ne accorse fece un mezzo balzo indietro, incredulo.
≪Ah, ah, ti aspettavo≫ disse la faccia nel muro. Kire era sbigottito e terrorizzato, la faccia di legno e fango gli aveva veramente parlato. “Devo essere svenuto o quasi annegato, per questo mi sto immaginando cose” pensò Kire, al quale non sfiorò nemmeno l’idea che quello che stava vedendo ed udendo fosse minimamente vero. ≪No… tu sei un’allucinazione≫ rispose Kire al muro, senza nemmeno sapere perché. ≪Quindi in realtà sei annegato e sei gia morto, giusto?≫ disse la faccia. ≪Eh?≫ disse Kire sbalordito. ≪Non so se tu sia riuscito a sentirlo mentre annegavi, ma io ho dato un colpo alla terra per far smuovere l’ingorgo ed abbassare il livello dell’acqua≫ spiegò il viso legnoso. In effetti, ora che glielo aveva detto, Kire ricordava di aver sentito qualcosa di strano mentre aveva la testa sott’acqua. ≪Senti… già mi sento un cretino a star parlando con una faccia di fango, penso che tu non sia reale bensì una mia allucinazione≫ irragionevolmente Kire spiegò tutto il suo pensiero ad un’entità che nemmeno pensava fosse reale. ≪Se non sono reale allora perché mi stai parlando? Perché invece di uscire rimani qui ad ascoltarmi?≫ insinuò il viso. ≪Bella domanda, alla quale non so rispondere. Sai però cosa farò ora? Uscirò da questo posto del cazzo, prima di trovarmi in un’altra situazione di merda≫ disse Kire, poi si avviò verso l’uscita del tunnel. ≪Se sono solo una tua creazione mentale≫ iniziò la faccia, alzando la voce per compensare la distanza che Kire stava prendendo ≪allora cos’è stato a spostare rami e detriti?≫. Kire sentì perfettamente, capì le parole, realizzò che, in effetti, il viso aveva ragione e si fermò; chino sotto la volta fangosa. Rimase un attimo fermo a pensare, effettivamente cosa aveva permesso all’acqua di defluire? Aveva anche provato a spostare i rami a mano ma non era così semplice, serviva una certa forza. “Però non può essere reale quella cosa… voglio dire, non ho sicuramente appena parlato con un’enorme faccia di legno dentro ad un tunnel per l’acqua dei campi” decretò alla fine. Sapeva benissimo che era follia, ma si girò e tornò indietro. ≪Senti, dammi la prova che sei reale. Cosa puoi fare per darmi un segno tangibile che non esisti solo nella mia testa?≫ chiese Kire alla faccia. ≪D’accordo, in uno dei prossimi giorni pianta un seme, uno qualsiasi, a fianco del prefabbricato ed io te lo farò crescere per il giorno seguente. Non è una cosa che può capitare per caso, no?≫ propose la faccia. ≪Cristo, devo essermi completamente rincoglionito… va bene, prima di andare a casa seminerò i semi della mela che ho mangiato a pranzo. Se domani ci troverò un albero di melo allora vuol dire che sei reale e tornerò ad esigere delle spiegazioni. Chiaro?≫ Kire pronunciò il suo ultimatum. ≪Chiarissimo, quindi ci vediamo domani per le spiegazioni≫ poi la faccia legnosa accennò ad un sorriso.
≪Già che siamo qui, esattamente tu cosa saresti?≫ Kire si mise a sedere davanti alla faccia. ≪Io sono Elixium, uno dei saggi della terra≫ si presentò la faccia. ≪Kire, piacere. Quindi una pianta parlante?≫ ≪Tecnicamente sono una radice senziente≫ rispose Elixium. ≪Capisco, beh… allora io vado. Ho come la sensazione che non ci rivedremo mai più, sai?≫ poi ridacchiò, si alzò e tornò a camminare verso l’uscita del tunnel. ≪Sei sempre così scettico?≫ urlò la domanda Exilium, sperando che Kire riuscisse ancora a sentirlo. ≪Solo per le cose che non dovrebbero esistere≫ rispose. “E già mi è sembrato abbastanza aver perso tutto questo tempo quaggiù a parlare ad un muro” completò nella sua mente il discorso.
Kire mise la testa fuori dal tunnel, finalmente di nuovo l’aria fresca e la luce del sole. Tirò qualche bel respiro profondo a pieni polmoni per godersi il ritrovamento di aria salubre. Rivolse il viso verso il sole per assorbirne un pò il tepore, la sotto era molto umido e freddo. Poi girò e vide due tennisti fermi a fissarlo, era sbucato proprio a fianco di una partita fra colleghi. ≪Buongiorno, salve≫ li salutò con un gesto della mano, facendo finta che non fosse successo nulla di straordinario. Poi risalì sulla strada e tornò al prefabbricato, cercando di non pensare troppo alla confusione che aveva in testa.
Kire si affacciò al cestino dell’immondizia, cercando di scorgere il torsolo di mela che aveva buttato a pranzo. Si tolse la giacca e capì perché i tennisti lo stessero fissando con tanta curiosità: era completamente ricomperta di fango, come pure i pantaloni e le scarpe. Era tutto completamente lercio. “Dovrò salire in macchina nudo per non inzozzare anche quella” pensò scocciato. Poi si chinò sul cestino. “Meno male che non l’ho lanciata nel campo come tutte le altre volte”. Affondò una mano nella pattumiera ed estrasse il torsolo, ormai ossidato e marroncino. Prese un cacciavite piatto dal porta utensili appeso al muro e iniziò a scavare via i semi. Quando ne ebbe estratti tre li raccolse nella mano e uscì. Allungò il braccio per lasciarli cadere nel prato ma non li lasciò ancora andare. “Che cavolo sto facendo? Devo essermi rincoglionito completamente…” pensò. Fece ancora qualche altro pensiero poi concesse i semi alla terra. Kire li guardò cadere, poi sospirò. “Se domani ci trovo vermante almeno una pianta giuro che impazzisco” concluse il capitolo con questo pensiero. Tornò al suo lavoro e, per quel giorno, si dimenticò completamente dell’accaduto.
Serie: Narzole Untold
- Episodio 1: Lezione di volo
- Episodio 2: Maledetta pala
- Episodio 3: Una radice particolare
- Episodio 4: La nuova verità
- Episodio 5: La vecchia maga
- Episodio 6: Le fate
- Episodio 7: Allora esistono
- Episodio 8: L’amuleto mediatore
- Episodio 9: La storia degli spiriti
- Episodio 10: Non sono un eroe
L’elemento narrativo rappresentato da Elixium dà un tocco di originalità alla vicenda.
Confesso di aver sorriso quando Kire è sbucato proprio nel bel mezzo di una partita di tennis: hai inserito molto bene questa scena più leggera all’interno della narrazione.
Kire è un personaggio estremamente umano, rompendo l’irreale solennità che solitamente pregna qualsiasi cosa nei racconti fantasy. E’ dissacrante e non si ritiene un eroe, infatti Kire non è veramente un personaggio ma semplicemente la proiezione di come mi aspetterei che reagisse una normale persona di fronte agli eventi raccontati.
La storia mi ha preso, per lo stile narrativo e per il contenuto originale. Sto proprio apprezzando quello che leggo!
Se posso aggiungere un commento (da prendere alla leggera), una formattazione un pelino meno densa aiuterebbe la lettura. Ad esempio, io personalmente amo andare a capo fra una frase e la risposta in un dialogo. Non me ne volere, è solo perché mi piace tanto e vorrei leggerlo con più facilità!
Ciao Giancarlo, un sentito ringraziamento per il commento. Il tuo consiglio sulla formattazione è estremamente prezioso, ci tengo molto che i miei scritti abbiano un’alta fruibilità da parte dei lettori. Purtroppo, facendo lo sviluppatore software, ho una soglia del “difficile da leggere” e non mi accorgo che la formattazione che uso non è molto consona ad un prodotto letterario. Ora che mi hai portato all’attenzione questo particolare farò più attenzione a come strutturo il testo.
Ancora grazie per l’aiuto, spero che la mia storia rimanga interessante ancora a lungo.