Una serata fortunata 

Serie: Hanetsuki


Alla corte di Nagatsuna era stato organizzato un banchetto sfarzoso. Cibo e sake in abbondanza, i migliori musicanti e artisti a intrattenere i nobili ospiti che erano accorsi a festeggiare l’arrivo della futura sposa di Yuri. Questa almeno la scusa ufficiale. Il daimyo in cuor suo sapeva bene a cosa si doveva l’evento e la causa la stava guardando proprio in quel momento. Kiyo, vestita con un verginale abito bianco e con dei deliziosi fermagli a fermarle i capelli, stava ballando con Momoa. Sembravano delle bambine mentre giravano tenendosi per mano.

Nagatsuna era rimasto a fissarle finché le due, stanche, non si avvicinarono al tavolo per bere. La concubina si sedette in braccio al suo signore, Kiyo più composta al loro fianco.

“Sembrava divertente…” Commentò l’uomo sorridendo.

“Lo è, ma adesso mi gira la testa!” Rise Momoa.

Al loro tavolo si avvicinò anche Yuri, che fece una carezza a Kiyo prima di rivolgersi al cugino. “La tua festa è un sogno.”

“Lieto che tu ti stia divertendo.”

“Porto la signorina Ishihara a fare un giro del castello.”

“Capisco, vuoi sfruttare la mia casa per fare colpo sulla tua nuova donna?”

“Non mi servono questi mezzucci.” Yuri era chiaramente interessato alla ragazza. In fin dei conti era stato fortunato. Non era bellissima, ma piacevole e dall’aspetto mite. “Tu continua pure a ballare se vuoi, Kiyo. Ci vediamo domani mattina. Ho promesso ad Azumi che sarei stato con lei stanotte, non si sente molto bene.”

“Vi aspetterò domani mattina, signore. Divertitevi.”

“Anche tu, dolce Kiyo. La affido a te cugino, mi raccomando.”

“Conta pure su di me.” Nagatsuna ebbe il coraggio di dirlo con il sorriso sulle labbra.

Il ragazzo in realtà stava pensando a quanto fosse fortunato nell’apprendere che Kiyo sarebbe rimasta incustodita. Era la notizia migliore della serata. Non appena Yuri se ne fu andato, ne approfittò:

“Ora che ho la responsabilità di tenerti d’occhio, sarei più tranquillo se tu stessi sempre dove posso vederti. Quando avete finito di divertirvi, perché non mi raggiungete al tavolo? Potremmo bere insieme.”

“C’è del succo d’uva?” Chiese interessata Kiyo, scatenando le risa di Momoe. “Non ho mai bevuto il sake.” Ammise allora la giovane con un certo imbarazzo.

“C’è sempre tempo per provare.” Si andò a sedere con l’animo sereno. Sapeva che Momoe avrebbe ballato tutta la sera, finché ci sarebbe stata la musica. Questo voleva dire che a breve avrebbe trascorso del tempo in privato con l’altra ragazza.

Ancora una volta, il signore del regno restò a guardare le due fanciulle che ballavano, finché non ottenne ciò che voleva.

“Mi piace ballare, ma sono stanca.” Fece presente Kiyo sedendosi di nuovo accanto a lui. “È molto bella questa serata, lo sa?”

“Se ho dei meriti, sono quelli di aver scelto bene la servitù. Ho solo deciso di tenere una festa e la cucina ha fatto la maggior parte del lavoro. Alcuni dettagli sono decisi da mia madre, avere qualcosa a cui dedicarsi la aiuta a passare il tempo.”

“Immagino che essere una signora richieda molte responsabilità.”

“Non ho esperienza in merito. A me piace guardare gli ospiti che si divertono, tuttavia stasera la mia attenzione è tutta su di te, Kiyo.” La guardò intensamente abbassando la voce. “Stanotte in camera sarò da solo. La mia camera la conosci, vero? Se tu volessi raggiungermi, saresti la benvenuta.” Non poteva fare un invito più chiaro di così.

“Porterete del sake?”

“Tutto quello che vorrai.”

~•~

Nagatsuna era stato il primo a lasciare la festa, ma la gente continuava a banchettare. Kiyo aveva provato a godersi il cibo e la musica, nonostante non riuscisse più a pensare ad altro che a quello che le aveva detto. Corse da lui e bussò alla porta trafelata. Quello che stava per fare era proibito, ma niente la rendeva più viva di quel desiderio.

“Ho fatto portare del sake. Ne vuoi un po, Kiyo?” Le chiese Nagatsuna una volta che la ragazza era dentro.

“Mi piacerebbe provare… forse. Tutte le altre lo fanno, anche Momoe!” E a lui Momoe piaceva.

“Vieni con me.” Il ragazzo la accompagnò sul letto e lì la fece accomodare. Versò da bere per entrambi, ma solo a lei allungò il bicchiere. Le chiese di fargli sapere cosa ne pensasse mentre si avvicinava a baciarle il viso.

Kiyo non riusciva a essere del tutto lucida se sentiva le sue labbra addosso, ma bevve il liquore. Istintivamente fece una smorfia. “È disgustoso!!” Restituì la tazzina. che venne appoggiata su un mobile vicino. “Perdonatemi.”

“Dovrei perdonarti?”

“Per non essere come le altre.”

“Chissà, forse potrei farlo, ma… dipende dal modo in cui chiederai scusa.”

Per tutta risposta, la ragazza lo baciò e iniziò a spogliarlo. Nagatsuna la lasciò fare, ritrovandosi sotto di lei, ma non restò con le mani in mano. Le sfilò il kimono e si dedicò fin da subito al piacere femminile.

Kiyo non riusciva a comprendere la sensazione che le ovattava la testa quando era vicino a lui. Il corpo non le rispondeva più, si muoveva da solo in modi a lei fino ad allora sconosciuti.

Gli occhi del daimyo erano fissi su di lei, la trovava una visione incantevole, e anche le mani le percorrevano la pelle piene di desiderio.

In quanto concubina, la ragazza aveva imparato molto condividendo il letto con Yuri, ma quella sera non aspettò alcuna richiesta. I suoi pensieri e i suoi gesti non erano affatto puri.

“Lasciate che mi prenda cura di voi, mio signore.” Kiyo sentiva che tra lei e Nagatsuna c’era un legame speciale. O forse si illudeva.

Fu diverso dalla prima volta, stavolta erano entrambi più sicuri e lei era meno spaventata. Cercava in ogni modo di compiacerlo con devozione e amore. Se Azumi non fosse stata malata, quella sera sarebbe stata molto diversa. Invece era lì con l’uomo che più di tutti le dava piacere. Strinse le coperte tra le mani. Nella stanza c’era silenzio, in sottofondo un lieve e sottile mugolio.

Gli occhi lucidi e le labbra schiuse erano un’attrazione troppo forte per Nagatsuna. Non poteva fare a meno di pensare a quanto fosse fortunato il cugino a possederla, non sapendo che era diversa con lui. Ogni suo movimento era pieno di passione, mostrando quanto fosse intenso il desiderio dell’uomo.

Come se il tempo fosse fermo per loro in quella stanza, si sentivano l’una dell’altro. Quell’appartenenza che sentivano, esaltata dal piacere travolgente che stavano provando, portò Nagatsuna a un gesto di imprudenza. Come se la ragazza fosse davvero sua, non si premurò di spostarsi dal suo corpo prima di raggiungere il suo piacere. Kiyo non disse nulla in proposito e per lui voleva dire che alla ragazza non dava fastidio. Infatti l’unico pensiero di lei fu un altro:

“Matsumoto-sama, possiamo fare un’ultima cosa insieme?”

Kiyo sapeva di non poter restare nella sua camera, ma aveva un forte desiderio di stare ancora con lui. Dopo essersi rivestita e aver aiutato Nagatsuna a indossare il kimono, gli aveva preso le mani per farlo alzare.

“Cosa vorresti fare?”

“Balliamo insieme? Facciamo finta che siamo ancora alla festa.”

“Eri incantevole stasera, Kiyo. Era impossibile toglierti gli occhi di dosso.”

“Davvero lo pensate? Sono lieta di esservi piaciuta.”

Rimasero molti minuti a volteggiare, stringersi, avvicinare i corpi e le labbra, al suono di una musica inesistente.

“Posso dirvi che questa è la serata più bella della mia vita?!”

La domanda fece ridere il daimyo. “Se tu non potessi, lo avresti fatto in ogni caso. Ne sono felice, ma al contempo è triste che lo pensi di una serata come questa. È una festa come tante, possono essercene di migliori.”

“Non mi riferisco solo alla festa, ma al dopo. A ora. Mi piace quando siamo soli. Le sembra triste?”

“Farò in modo da avere altre occasioni per stare soli io e te, Kiyo. Te lo prometto.”

“Questo mi rende ancora più felice.” Era consapevole di essere una persona orribile. Se Yuri l’avesse scoperta, l’avrebbe uccisa. Si chiese se Nagatsuna avrebbe fatto qualcosa per difenderla.

Serie: Hanetsuki


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Erotico

Discussioni

  1. Amo avere la possibilità di leggere più episodi in successione, questa mattina sono riuscita a recuperare quelli della tua serie e ne sono davvero felice. Nonostante il retaggio culturale, hai dato voce a due protagoniste che conoscono bene i propri desideri: spero di cuore che riescano ad ottenere l’amore che desiderano