
Una stanza per due. Parte 1
Serie: Eva e i segreti di Itky
- Episodio 1: Un risveglio nella nebbia
- Episodio 2: Era solo un sogno brutto
- Episodio 3: La bambina dagli occhi straordinari
- Episodio 4: Il richiamo della scuola
- Episodio 5: Non è un sogno
- Episodio 6: Lʼamico immaginario
- Episodio 7: Benvenuta nella scuola dei sogni
- Episodio 8: Il piccolo guardiano dei sogni
- Episodio 9: Una stanza per due. Parte 1
- Episodio 10: Una stanza per due. Parte 2
- Episodio 1: Le radici dell’oscurità. Parte 1
- Episodio 2: Le radici dell’oscurità. Parte 2
- Episodio 3: I fili del passato
- Episodio 4: La forma dei pensieri
- Episodio 5: Occhi che svelano misteri. Parte 1
- Episodio 6: Occhi che svelano misteri. Parte 2
- Episodio 7: Il giardino segreto. Parte 1
- Episodio 8: Il giardino segreto. Parte 2
- Episodio 9: I primi dubbi
- Episodio 10: Tam-Pik
- Episodio 1: Lʼultimo grido
- Episodio 2: La battaglia invisibile
- Episodio 3: La verità nascosta
- Episodio 4: Uno studente curioso
- Episodio 5: Nuovo alleato
- Episodio 6: La via per Itky
- Episodio 7: Cento domande senza risposte
- Episodio 8: Il ritorno di Ef
- Episodio 9: Sarò sempre con te
- Episodio 10: Prima della guerra
- Episodio 1: Le pagine nascoste
- Episodio 2: Non guardarti mai allo specchio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
«Buongiorno!» salutò signora Giorgia i ragazzi seduti nella grande sala da pranzo. «Chiedo un momento di attenzione! Voglio presentarvi una nuova allieva: Eva Bianchi. Si unisce a noi a metà semestre, quindi spero che l’aiutiate ad ambientarsi.»
Leggermente imbarazzata, Eva fece un passo avanti e sorrise, cercando un volto familiare. Da uno dei cinque grandi tavoli si alzò una ragazzina bionda che si rivolse a signora Giorgia: «Possiamo far sedere Eva con noi?».
Eva riconobbe subito Lisa, ma cercò di non far capire che si conoscevano già. Guardando con aria interrogativa l’insegnante e ottenuto un cenno di approvazione, Eva si diresse verso l’amica.
«Lisa, ricordati di presentare lei agli Mentori. Oggi sei esonerata dalle lezioni, così domani potrete iniziare insieme» continuò signora Giorgia. «Non ti dispiace se Eva diventa la tua nuova compagna di stanza?»
«Un solo giorno sarà abbastanza per mostrarle tutto? La scuola è grande.»
«Capisco il tuo desiderio di avere un giorno libero extra, ma sono sicura che il tempo sarà più che sufficiente.»
«Va bene… Dai, vieni qui!» chiamò Lisa.
«Buona colazione a tutti! Ci vediamo a lezione!» disse signora Giorgia salutandoli e uscendo dalla sala. Gli studenti cominciarono a presentarsi a Eva, dimenticandosi completamente della colazione. Le domande arrivavano da tutte le parti, tanto che Eva non sapeva più a chi rispondere; volti e nomi si mescolavano nella sua mente. Lisa, prendendo l’iniziativa, parlava per la nuova amica e pian piano tutti si calmarono. C’era qualcosa di straordinario nell’accoglienza calorosa, nei sorrisi sinceri e nel vivo interesse per la nuova arrivata. Nelle scuole normali, i bambini tendono a mantenere le distanze e a non fare amicizie affrettate. Ma Eva si era già abituata all’idea che nella sua nuova vita tutto fosse diverso da prima. Gustandosi una tazza di tè caldo, ascoltava distrattamente le conversazioni dei compagni ed era grata a Lisa per la sua discrezione: l’amica, sorridendo, faceva colazione in silenzio, concedendole un momento di pausa dalle domande.
Ultimamente Eva si svegliava presto e anche quella mattina non fece eccezione. La prima cosa che fece fu cercare il suo noykì, prima che si svegliasse la mamma. Ma per quanto si sforzasse, del piccolo essere non c’era traccia. La ragazza ne rimase un po’ delusa: in così poco tempo si era già affezionata con tutto il cuore a quella creatura straordinaria. Sperava che il noykì sarebbe davvero tornato la notte successiva, ma non voleva illudersi troppo. Sospirando, Eva svegliò la mamma e trascorse alcune ore con lei. Elena la abbracciava, le accarezzava i capelli e le diceva di non preoccuparsi e di godersi le nuove esperienze.
Rimasta sola, Eva scoppiò a piangere, ma cercò subito di calmarsi: non voleva che la considerassero una ragazza debole. Indossò i suoi jeans, una calda felpa e le sue amate sneakers, raccogliendo i capelli in una coda alta. Quella mattina i suoi occhi sembravano ancora più intensi e profondi. Davanti allo specchio, si coprì metà del viso con una mano, immaginando come sarebbe stata con entrambi gli occhi dello stesso colore. Sembravano due persone diverse: una bambina sognatrice e una ragazza matura, con uno sguardo penetrante. Riusciranno mai a convivere nello stesso corpo, o con il tempo una delle due prevarrà? Scacciando quei pensieri strani, Eva seguì signora Giorgia, che era tornata a scuola. L’ansia per l’incontro con i nuovi compagni spazzò via la tristezza, lasciando solo una leggera trepidazione e un po’ di nervosismo.
«Hai finito?» interruppe all’improvviso i pensieri la voce di Lisa. «Tra poco tutti andranno in classe, dobbiamo ancora incontrare i Mentori.»
«I Mentori?» chiese Eva, sorpresa. «Sì, ho già finito di mangiare. Ma gli insegnanti non fanno colazione con noi?»
«No, e per fortuna! Come si potrebbe rilassarsi con loro in sala? Ci bastano le lezioni per quello!» rispose ridendo ragazza. «A proposito, ecco i Mentori: Anetti e David. Sono come rappresentanti degli studenti, ma non come quelli delle scuole normali che fanno la spia. Loro aiutano, ascoltano e consigliano. Se hai un problema e non vuoi parlarne con un insegnante, puoi sempre contare su di loro. Vieni, vieni – ti piaceranno, soprattutto Anetti!»
Lisa prese Eva per mano e la trascinò verso un tavolo in fondo, dove erano seduti due ragazzi più grandi, probabilmente di 15 o 16 anni. Notando le due ragazze, i Mentori sorrisero e si avvicinarono. Anetti, alta, con la pelle ambrata, i capelli ricci e due grandi occhi verdi, camminava con eleganza tra i tavoli, salutando e scambiando battute con i compagni. Sembrava piacere a tutti. David invece, con i capelli scuri, le lunghe ciglia e un’espressione malinconica, appariva pallido e stanco, come se non dormisse da giorni.
Quando si fermò accanto a Eva, accennò un lieve sorriso e disse con voce un po’ roca: «Ciao, io sono David. Sono il Mentore del dormitorio maschile. Se hai bisogno di qualcosa, chiedi pure. Ora però devo andare».
Si girò rapidamente, tirandosi addosso il cardigan di lana, e lasciò la sala da pranzo in fretta.
«Ciao…» mormorò Eva, confusa, guardando Lisa con aria interrogativa.
«È sempre così ultimamente» spiegò Lisa. «Non parla con nessuno, passa tutto il tempo in biblioteca o nella sua stanza. Forse si sta preparando troppo seriamente agli esami. Ah, ecco Anetti!»
Anetti, dopo essersi fermata a parlare con un altro studente, si avvicinò alle ragazze. In contrasto con il comportamento di David, la sua presenza era come un raggio di sole in una stanza buia.
«Ciao, Eva! Ciao, Lisa! Sono contenta che abbiate già fatto amicizia. Ti piace la scuola? Oggi ho molti impegni, ma stasera possiamo parlare con calma. Non esitare a venire da me. D’accordo?»
«Sì, grazie!» rispose Eva.
«Più tardi ti porterò i libri che ti servono. Condividerete la stanza, giusto?»
«Sì, abbiamo avuto fortuna!» ridacchiò Lisa.
«Bene, ragazze, ora devo andare o farò tardi. Peccato non poter chiacchierare di più!”
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- Episodio 2: Era solo un sogno brutto
- Episodio 3: La bambina dagli occhi straordinari
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- Episodio 9: Una stanza per due. Parte 1
- Episodio 10: Una stanza per due. Parte 2
Un episodio ponte, che contiene una separazione (dalla mamma) e un nuovo legame che inizia, quello con i compagni di questa scuola specialissima. Molto ben scritto.
@ianni67 grazie mille. Credo che fosse importante descrivere bene la separazione (in questo caso), perchè nella vita reale, per una undicenne, sarebbe difficile accettare la nuova realtà. Sono emozioni che rendono il personaggio più comprensibile.