Una stanza per due. Parte 2

Serie: Eva e i segreti di Itky


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Colazione

Anetti salutò e uscì dalla sala. Eva si sedette su una sedia vicina, finalmente libera di osservare meglio l’ambiente. Lungo una parete c’era un grande tavolo pieno di frutta fresca, verdure, piatti pronti e bevande, con stoviglie ordinate accanto. Davanti, quattro tavoli rotondi e, al centro, un tavolo quadrato. Eva si chiese come potessero sedersi lì cento studenti, dato che ogni tavolo sembrava poter ospitare al massimo dieci persone. Decise di chiedere più tardi spiegazioni. Attraverso tre grandi finestre, che occupavano quasi tutta una parete, si vedeva il cortile coperto di neve e alcuni vialetti sgomberati. Le tende di velluto pesante aggiungevano calore all’ambiente, e i lampadari sospesi al soffitto alto sembravano perfetti per l’arredamento antico. «Sarebbero meglio le candele delle lampadine» pensò.

«Andiamo, ti mostro la nostra stanza e ti aiuto a sistemare le cose» disse Lisa, interrompendo i suoi pensieri.

«E per quanto riguarda…» Eva voleva chiedere chi avrebbe sparecchiato, ma i tavoli erano già vuoti. «I tavoli?»

«Fanno tutto da soli. Vieni!»

«Capisco» disse la ragazza, anche se in realtà non capiva affatto.

Nel corridoio non c’era nessuno. Dal lato opposto, dove si trovavano le aule, si sentivano voci e risate. Eva non era più sorpresa dalle stranezze della scuola: ormai le considerava parte della quotidianità.

«A sinistra ci sono le stanze dei ragazzi, a destra le nostre» spiegava Lisa mentre salivano al secondo piano. «Ci sono venti camere in totale, alcune condivise da tre ragazze. Noi saremo solo in due. Ogni stanza ha il bagno, i letti e tutto il necessario. Non avevo una compagna di stanza da tanto tempo, quindi ho occupato un po’ più di spazio del dovuto, ma ora sistemiamo tutto!»

«Bene» disse Eva. «Ma non correre, andiamo con calma. Puoi raccontarmi la storia della scuola? Signora Giorgia non ne ha parlato molto davanti a mia madre.»

«Certo, te la racconto! Intanto entra: benvenuta nella mia… cioè, nella nostra stanza!»

La stanza era accogliente, anche se non troppo grande. Libri sparsi ovunque e letti disfatti aggiungevano un tocco di disordine.

«Scusa, ora sistemo tutto. Mi piaceva dormire ogni tanto sull’altro letto – ma non significa che sono strana!» si giustificò la bambina, imbarazzata.

Eva rise, facendole un cenno complice. Le sue cose erano già state portate lì e sistemate accanto a un grande armadio.

«Ah, sì, l’armadio è per due, ma le ante sono separate» spiegò Lisa abbassando la voce. «E il noykì?»

«Non lo so. Stamattina non c’era. Tornerà?»

«Penso di sì. Almeno, così dice il libro. Aspetta, te lo faccio vedere!»

La ragazza si avvicinò al suo letto, fece un gesto con le mani e, davanti agli occhi increduli di Eva, il muro iniziò a cambiare colore, rivelando delle mensole con libri polverosi. Lisa si voltò, sorridendo: «Ora ti racconto tutto. Sei fortunata: amo le storie.»

E, comodamente sedute sui letti, la bionda iniziò il suo racconto.

Serie: Eva e i segreti di Itky


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. La magia è sempre più presente, sta entrando un passo alla volta e diventa normale, quasi non desta meraviglia. Sembra già di viverci da un po’, in questa scuola. Ma è tutto troppo tranquillo, e quando tutto è troppo tranquillo, la tempesta sta arrivando. Ma non in questa stagione.

    1. Ora parlo coma una lettrice appassionata – a me non piacciono i libri in cui la tempesta inizia dalla prima pagina e non ti lascia andare fino all’ultima. A me piace conoscere i personaggi, mi piace crescere insieme a loro. secondo me, quando la magia entra pian piano nella storia, senza essere troppo evidente o diventare la linea portante di tutto il racconto, il lettore può avvicinarsi, comprendere meglio il libro e adattarlo a se stesso. Non so se sono riuscita a spiegarmi.

        1. Sì, sì, ho capito che il tuo commento era positivo, volevo solo spiegare un attimo perché ho fatto questa scelta in questo libro. Grazie mille!