10 marzo 26 – Pippe su anima e fuoco
Una di queste notti, mentre mi giravo e rigiravo nel letto senza riuscire a prendere sonno, ansimando in preda all’ansia (mi prende al fiato, una sensazione bruttissima che non auguro a nessuno), la mia mente mi ha flashato un’immagine davanti agli occhi: stavo insieme a Lei nel letto.
O meglio, poco prima, forse a causa dell’ansia, mi vedevo morto in un letto di ospedale, con lei che veniva al mio capezzale a piangere e a baciarmi malgrado fossi rigido e cadaverico. Quanto mi piace vedermi così, vittima, sentirmi circondato da persone che vengono a piangermi. Essere coccolato tragicamente. Non dai miei genitori però, assolutamente no; solo da mio fratello o da amici o da persone che comunque amo. Sono patetico? Forse.
Però dopo un po’ – sempre nella mia visione – mi risvegliavo, e le sorridevo mentre la guardavo con le lacrime che ancora le cadevano dagli occhi. Poi dopo, ecco l’immagine che dicevo prima, la mia mente mi ha fatto immaginare Lei invece morta, accanto a me nel letto. E io l’abbracciavo, non la lasciavo andare.
Poi era come se passassimo mesi o anni in quella posizione, e ad un certo punto Lei si trasformava in uno scheletro. E io baciavo la fronte di quel teschio, il SUO teschio, e l’accarezzavo con le mie falangi ancora ricoperte di carne e pelle. E realizzavo che quel teschio era stato sempre lì, sotto i meravigliosi lineamenti che mi hanno fatto innamorare. Lì tutto il tempo. E ora lo vedevo chiaramente. Inoltre, ancora più sotto c’era stato il cervello, con tutti i suoi ricordi (e i nostri), e il suo modo di scherzare, la sua personalità, i suoi traumi, ciò che provava per me e ciò che da me l’aveva fatta allontanare. La persona che era stata, con e senza di me. Insomma, la sua anima, forse?
Vedete, io non sono cattolico, e in generale non credo in niente. Credo solo alla carne, alla terra, al sole. E credo che ci facciamo tante fantasie, almeno quanto le mie pippe mentali. Però lo confesso, non voglio fare lo snob: quanto mi piacerebbe credere! Quanta sofferenza mi sarei risparmiato aggrappandomi a qualcosa. Io non vado contro la fede. Non la supporto, non alimento quella che già è presente nel mondo, ma col tempo ho capito da dove viene. Ho capito perché le persone ne hanno bisogno. E lo rispetto, finché non invade il mio spazio, ovviamente.
Comunque, tornando allo scheletro, al teschio, alle costole che supportavano le sue bellissime tette, al bacino nel quale spesso ho navigato, insomma, tornando a Lei, in ogni aspetto possibile. Nel letto mi sono poi destato da questa immagine mettendomi a sedere, perché immaginarla ancora così mi avrebbe veramente fatto piangere. Cosa che non sopporto. Né immaginarla così, né piangere. Però, a partire da quell’immagine, mi sono continuato a chiedere: cos’è la vita? Sono le solite domande esistenziali che mi faccio nel letto quando non riesco a dormire. Pippe che non servono a nulla e a nessuno, se non a farmi sprofondare ancor di più nel mio nichilismo. O a farmi sentire più solo, come tutti. Fatto sta che nel flow iniziai a scrivere questo “martedì”. Comunque continuavo a chiedermi. Più che la vita, che cosa fosse “l’anima”? E mi venne in mente un video scientifico che vidi da qualche parte. O forse era di Adrian Fartade? Quel divulgatore su Youtube. Vabbè comunque spiegavano cosa fosse il fuoco.
Cos’è il fuoco?
In soldoni. Se lo guardiamo ci sembra “qualcosa”. Cioè, sembra di un qualche materiale caldo, molle, incandescente. Un materiale che interagisce con l’ambiente circostante e con noi. Illumina e brucia, scalda e annerisce. Ma in realtà quel “qualcosa” altro non è che un “effetto” dato dal verificarsi simultaneo di tante reazioni chimiche e di tanti fenomeni fisici. Sostanzialmente si manifesta, con luce e calore, la combustione, e ci dà l’idea, l’illusione, l’effetto di “qualcosa”. Poi si muove, consuma e altera la materia, emette fumo: sembra vivo. Quest’energia per noi è altro, quasi fisico, materiale.
Ecco, io da “materialista” e da ateo, e forse anche un po’ da nichilista, e perché no, da disadattato e da strunz (termine tecnico), ecco, in qualità di queste cose ho una teoria. L’anima è come il fuoco: un “effetto”, non un “qualcosa”, dato dall’unione di diverse reazioni chimiche ed elettriche nel cervello e altri fenomeni fisici e biologici, affinati in miliardi di anni di evoluzione, che ci fanno sembrare “vivi”, cioè, con un’anima. Come il fuoco appunto. Ci fanno sembrare con un qualcosa in più. In esseri più semplici di noi quest’effetto è più debole (ecco perché le piante o i funghi non ci sembrano “vivi”). Un’energia “materiale”, ma che in realtà vive solo entro ciò che di veramente materiale c’è in noi e che ci compone. E quando questa macchina materiale si rompe, l’effetto svanisce, e resta il teschio che mi sono immaginato nel letto, che avrei baciato pensando proprio all’illusione che nell’insieme mi dava. Ma comunque solo un teschio, fatto di minerali, resta.
Ciò non cambia il mio forte amore per te. Mi ucciderebbe vederti in quello stato. Ti amo.
Vabbè a parte questo, come concludere? La vita (anima) è come il fuoco. E alla fine resta solo cenere. E con la cenere non ci fai nulla. Anzi ci fai il sapone. Ma sicuro non rifai il fuoco. E io conosco bene questo tema, fidatevi. Vicino alla morte forse si sogna, ma poi c’è il buio. Ecco qua. E mi sa che neanche stanotte si dorme. Domani andrò in farmacia a chiedere qualcosa.
(Poi per carità, non ho la ragione in tasca – proprio io poi! -, quindi sarà vero come sarà falso. Perdonate i verbi che ho usato, non so se li ho ingarrati tutti, ma sono molto stanco).
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Mi ha colpito quando dici che vorresti avere fede, credere, per non soffrire. Mi vien da pensare che il non credere, scegliere di definirsi atei, comporta anche farsi domande che chi crede non si fa. Devi prendere per buone le verita’ impacchettate degli altri, senza dubitare. E poi, niente peccati. Sempre rigare dritto. Insomma, non e tutta rose e fiori nemmeno la vita di chi crede.
(Non so se sei gia passato in farmacia, ma se vuoi un rimedio omeopatico la.tintura madre di valeriana fa ronfare alla grande. Se aggiungi biancospino fa bene anche per l’ansia.)
Me lo segno, grazie! In farmacia mi hanno consigliato cose un po’ pesanti e, siccome sono ipocondriaco, stavo ancora valutando. In generale non mi fido neanche molto dell’omeopatia, però certi rimedi in passato su di me hanno funzionato. Comunque sì, non credo che la vita da credente sia più semplice, però sicuramente, su certe cose almeno, è più agiata. Comunque grazie ancora per il consiglio e il commento! A presto!
Mi piace la tua onestà e la tua vulnerabilità. La tua teoria sull’anima come “effetto” della combinazione di reazioni chimiche e fisiche del cervello è affascinante, anche se perde di romanticismo.
E poi c’è l’amore. È come se lo avessi toccato con mano, il tuo amore.
Non condivido quando dici che la vita è come il fuoco e che alla fine resta solo cenere. Ma ci sta! È il tuo stato d’animo del momento e hai tempo per poter cambiare idea.
In passato, la pensavo come te. Oggi, vedo la vita come acqua: disseta, purifica, rigenera…
Una visione opposta, però è questo il bello! Forse uno degli aspetti inaspettati di questo blog è stato proprio il confronto. Terrò presente la tua visione! Sicuramente la mia è più “secca”, cioè meno poetica, sarà per il mio nichilismo. Ma nichilista non è non romantico. Anzi. Il romanticismo lo trovo proprio in questo. Una visione meno poetica ti mette più spesso davanti al sublime, quello romantico però, quella sensazione di fascino e impotenza. In questo contrasto un nichilista trova romanticismo. O almeno io. Però sicuramente a volte una visione più leggera mi farebbe bene ahahah. A riportarmi su questo pianeta però è sicuramente l’amore. E in Lei era fortissimo. A presto!