2 Il trastullo
Serie: Gongorzworld l’incubo dei profumiani
- Episodio 1: La confessione
- Episodio 2: 2 Il trastullo
- Episodio 3: La farfalla arancione
STAGIONE 1
Sibi come un cane sciolto si lancia in una corsa scoordinata dirigendosi alla fermata dell’autobus e non appena vi giunge nota qualcosa di strano, ma non capisce la natura della percezione. Di colpo la sensazione svanisce e simultaneamente alle spalle della fanciulla si sofferma un giovane di rara bellezza. Sibi lo scruta senza alcun riguardo; il damerino è abbigliato con capi di pregio, la sua pelle è candida ed eccezionalmente priva di imperfezioni, la capigliatura castana e fluente si adagia sulle sue spalle larghe perfette. Il ragazzo indietreggia di un passo e con tono accusatorio si rivolge a Sibi:
“Ehi ragazzina! Per quale motivo ti arroghi il diritto di guardarmi? Non sai forse che la legge punisce questi atteggiamenti?”
Sibi alza gli occhi al cielo irritata e sussurra:
“Ma cosa vuole questo adesso?”
E lui:
“Ma dico? Ti ho sentita sai! Ti è andato forse di volta il cervello? Sei impazzita? Non puoi fissare individui di sesso opposto, oltretutto ad ogni fermata dell’autobus ci sono cartelli appositi per depositare gli sguardi, vedi? Quello per le femmine è alla tua destra.”
Sibi non ribatte, ma accenna nuovamente un’occhiata al cielo. L’individuo resta interdetto per un istante, ma subito dopo si altera e ammonisce nuovamente la ragazza:
“Ma come osi? Non riconosci forse la divisa che indosso? Ti rendi conto che io sono un trastullo? Un trastullo della regina” e mentre conclude la frase schiude i palmi delle mani e adotta un’altera postura.
Sibi si porta una mano al volto e scuote il capo, poi con un sorrisetto di scherno risponde:
“Un ‘trastullo’ e ti vanti pure? È come dire: un prostituto del diavolo”.
“Cos’hai detto?” grida l’uomo sconvolto “ora ti dovrò denunciare, hai offeso la dignità della regina e per questo sarai lobotomizzata. Ora chiamo le guardie!”
Sibi non esita un istante, si getta ai suoi piedi e lo supplica:
“No, non farmi questo! Ti prego! Mia madre mi ha appena abbandonata, non so cosa mi sia preso. Ti prego risparmia la mia vita, sono solo una bambina. Ho sbagliato, lo so! Non succederà più!”
Il vanesio indietreggia di un altro passo e scorrendo nervosamente due dita sul mento medita sul da farsi, ma improvvisamente l’autobus si arresta alla fermata. Il ‘trastullo’ abbassa lo sguardo e silente si dirige all’entrata a lui riservata, Sibi sorride intimamente per lo scampato pericolo, con un balzello sale sul mezzo e si accomoda su uno dei sedili nella fila numero uno.
Non appena l’autobus riprende l’itinerario Sibi avverte nuovamente quella strana percezione inspiegabile, istintivamente solleva un braccio e prende coscienza della novità: il suo odore. Un effluvio acre proveniente dall’incavo dell’ascella attira la sua attenzione, Sibi controlla gli altri passeggeri temendo che qualcuno se ne possa essere accorto. Per fortuna al momento la sua condizione non ha attirato sguardi indiscreti, ma deve stare in guardia poiché quel che emana è odore di sudore e non è ammesso profondere essenze corporee, di fatto rischia di essere arrestata. Sibi assume una postura forzata mantenendo gli avambracci incollati al tronco, così da circoscrivere al meglio il naturale olezzo, nel contempo infila una mano nello zainetto sperando di rinvenire al suo interno la bomboletta di ‘purificante estremo’, che la madre le aveva procurato appositamente al fine di adottare misure cautelative in caso di emergenza. Quando la mano raggiunge il fondo dello zaino e Sibi realizza di aver rinvenuto la bomboletta, come risvegliatasi da un lungo sonno prende istantaneamente coscienza della gravità della situazione. Sibi si concentra ed esamina gli eventi appena trascorsi, non sta agendo con lucidità, è la rabbia che la trascina ad esporsi con tale azzardo e sa bene che se non si ravvedrà repentinamente, le possibilità di arrivare a gustare un quadretto di gorgonzola si dissolveranno a breve. Sibi osserva la sua città che scorre sul finestrino del bus ed è attraversando la piazza principale che si imbatte nella figura di suo padre, lui non si accorge che la sua bambina lo sta osservando, è troppo indaffarato per rendersene conto; oggi esercita le sue mansioni accanto alla vetrina più esposta, dove tutti possano ammirare il grado di maestria che ha acquisito. Un capannello di gente è intento ad osservarlo, i volti incantati del pubblico lo riempiono di orgoglio, così mentre un genitore tiene la mano del proprio figlio che avrà più o meno tredici anni, il padre di Sibi incide una minuscola porzione del suo cuoio capelluto, poi con un trapano laser attua una perforazione nella teca e con un elettrobisturi asporta un frammento di materia cerebrale, concluso il delicato intervento applica un paio di punti di sutura per far collidere i lembi e fiero del proprio operato stringe calorosamente la mano al genitore, mentre questi lo ringrazia commosso. È questa la professione che suo padre svolge con immensa devozione, Sibi è pienamente cosciente del grado di amore che il suo papà prova per lei, ma sa anche che deve aver sopportato una forte delusione nell’apprendere di aver ingravidato la moglie originando un feto femminile. Chissà quanto sarebbe stato felice nel tramandare il proprio mestiere ad un figlio maschio, ma era rigorosamente vietato filiare una seconda volta e alle femmine era preclusa qualsiasi professione che non rientrasse nella sfera dei lavori domestici. Sibi si volge per controllare se il ‘trastullo’ incontrato alla fermata sia ancora sull’autobus, lo vede; si direbbe a proprio agio se non fosse per quell’impercettibile tic che lo induce ad arricciare l’estremità destra del labbro, la prossima fermata è in corrispondenza del castello della regina dell’universo, di sicuro il ‘trastullo’ scenderà lì.
Serie: Gongorzworld l’incubo dei profumiani
- Episodio 1: La confessione
- Episodio 2: 2 Il trastullo
- Episodio 3: La farfalla arancione
Ti ringrazio di cuore per il tuo commento.
Quando il divertimento si mescola ad un vago senso d’inquietudine è segno che è stato centrato il bersaglio. Ti porgo i miei complimenti, il tuo mondo narrativo mi piace moltissimo.
Senza leggere, non avrei MAI immaginato a cosa si potesse riferire la parola “trastullo”! Poi, quando l’ho scoperto, l’ho trovato veramente geniale! Altro colpo: “oltretutto ad ogni fermata dell’autobus ci sono cartelli appositi per depositare gli sguardi, vedi? Quello per le femmine è alla tua destra”, incredibile, finiremo così? Per fortuna che anche a noi donne le ascelle puzzano, questa si che è vera parità dei sessi. Molto divertente questo secondo capitolo.
Grazie per aver letto e commentato. Mi auguro di poter continuare ad ‘appoggiare’ lo sguardo dove voglio, come è ben noto per molte donne non è affatto scontato.
Grazie!!!!!! Grazie!!!! 😀😃
“Un trastullo della re”
😂 geniale 😂