24 marzo 26 – parte 2

Serie: Il martedì mi lagno


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Già sapete...

A volte mi chiedo se le cose sarebbero potute andare diversamente. In generale, nella vita dico. Penso che ce lo chiediamo tutti. Alla base di questa ipotesi ci sono i drammi dei migliori film e libri e storie. Come il finale della prima stagione di Arcane o tutto Past lives. E come la mia storia. Ma la mia non è la storia di un film o di un romanzo. È la mia vita. E me lo chiedo costantemente. Se fossi stato più accorto, se invece di quella persona ce ne fosse stata un’altra. La mia vita poteva essere una linea dritta prima che un taglio improvviso la scombinasse? O forse non esiste nulla del genere, nulla di lineare, ma è solo un’illusione finché crediamo che le cose vadano bene? Accettare l’imprevisto, accettare ciò che accade senza motivo. La gente arriva a venerare divinità per questo. Per l’illusione del controllo, per la speranza di un aiuto. Forse anche questo deriva dalla mania del controllo di mia madre. Purtroppo è come dice Gino: la porto sempre con me.

Mo’ sembra strano ritirare fuori l’argomento, però qualche settimana fa parlavo di Eros e Thanatos. E per dire quanto io non viva mai nell’eros, nel senso di vita, non mi sono mai ubriacato (ero molto molto brillo domenica notte, ma non ubriaco fino a vomitare e perdere la memoria; e comunque non sono mai arrivato a tanto). In generale non mi piace bere. Non mi piace ballare. Non sono mai andato in discoteca. E quando è successo qualcosa di simile di certo non sono stato di compagnia. Anzi, sarò pure risultato noioso. Insomma, non ho mai fatto “vita loca”. Non ho mai fatto il “giovane”, e mo’ è tardi.

Che poi fare queste cose vuol dire essere giovani? Mah, forse sì. E per forza mi sarebbero dovute piacere? Mh. Sono confuso. Cosa mi sta tirando verso questi pensieri? Il mondo esterno? Mi influenzano le storie degli altri quando io non c’ero? Quel che vedo in quelli più piccoli di me? Non ne ho comunque più l’età. O per lo meno mi sento io “vecchio”. O forse non ho voglia di mettermi in discussione, di provare. Come se perso quel treno non ha più senso rincorrerlo. Forse meglio così. Guardate appunto quei poveracci che stavano festeggiando capodanno. Spesso mi tornano in mente.

Magari mi sarei potuto ubriacare male. Sarei potuto finire in un incendio. Avrei potuto fare un incidente, andare in coma etilico, finire in una rissa o cose così. Sul lungo periodo posso dire di non star rischiando certe malattie (anche se oramai mi sono abituato – e poi purtroppo non si sa mai). Magari ho un fegato incredibilmente nuovo, anche alla mia età. Quasi mai usato. Così anche i polmoni, perché non fumo. Non mi drogo. La mia mente è lucida, perché effettivamente ho dormito anche troppo! (Un lusso solo del passato.)

Ma il punto è un altro. Mi chiedo, e non voglio inneggiare a comportamenti irresponsabili, ma dopotutto ci sono le vie di mezzo, e mi chiedo: cos’è effettivamente “vivere”? Stare al sicuro e guardare; invecchiare come nuovi? O consumarsi un po’ per essersi usati?

Certo, farsi queste domande è un po’ come sognare: si tratta comunque di lussi. Certa gente viene consumata ancor prima di poter pensare di sognare, e non può farci niente. Lo stesso stare fin troppo al sicuro e guardare è un lusso dannosamente diffuso. Ma tralasciamo questo, e certo, stiamo parlando per estremi, però per dire: magari con un’ubriacata mi sarei potuto fare una bella scopata. Magari mi sarei potuto pure innamorare. Certo, una storia sana non credo possa nascere da un’ubriacata. Ma avrei potuto avere il coraggio di sciogliere un po’ questa matassa emotiva che ho nelle viscere e che mi blocca il vivere. Come ho quasi fatto domenica. E stranamente lo dico con le lacrime agli occhi. Scrivere mi sta sbloccando? Forse è come ubriacarsi.

Comunque forse questo è stato il pensiero più vivo mentre mi girava il mondo, e mi abbandonavo ad un sonno fin troppo simile a un coma… Lì si fondeva tutto: Lei, i sogni, le pizze, i miei genitori, i rimpianti. Mi sento strano. Il mio mondo interiore mi fa paura. 

Continua...

Serie: Il martedì mi lagno


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

Discussioni

  1. “Mi sento strano. Il mio mondo interiore mi fa paura. “
    Sembra che tu stia scoprendo aspetti di te stesso che non conoscevi, e questo ti spaventa.
    Un consiglio non richiesto: cavalca le tue paure, che alla fine potresti uscirne vittorioso.

  2. Sì lo so, pubblicare la seconda parte del 24 marzo il 29 marzo forse non ha senso, ma sono stato male negli ultimi giorni, a partire da mercoledì (quando avrei voluto pubblicarlo), e quindi ne approfitto ora che sto un po’ meglio. Non so manco esattamente cosa scrissi, sono confuso…