27 dicembre, ore 11:11
Serie: Ne verremo a capo
- Episodio 1: 27 dicembre, ore 10:04
- Episodio 2: 27 dicembre, ore 10:21
- Episodio 3: 27 dicembre, ore 10:44
- Episodio 4: 27 dicembre, ore 11:07
- Episodio 5: 27 dicembre, ore 11:11
- Episodio 6: 27 dicembre, ore 11:32
- Episodio 7: 27 dicembre, ore 18:04
- Episodio 8: 27 dicembre, ore 20:16
- Episodio 9: 28 dicembre, ore 1:23
- Episodio 10: Per i sei Fiori
- Episodio 1: Qualcosa
- Episodio 2: Lo rifaresti?
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Ciclamino salì le scale con calma, tenendo le mani nelle tasche dei jeans e lo sguardo mezzo addormentato.
Incrociò Orchidea, che gli diede un’affettuosa pacca sulla spalla accompagnata da uno sguardo che sembrava di compassione; sapeva di non andarle a genio. Orchidea, una ragazza tanto energica e vitale, non poteva che disprezzare un essere pigro e malinconico come lui.
La superò senza una parola e sentì i suoi passi leggeri allontanarsi in fretta.
Si chiese dove fosse Primula, l’unica che quantomeno sembrava essere in grado di sopportarlo.
Camminò a vuoto per i corridoi del primo piano, passò la mano sui muri scrostati e i piedi su quei tremendi tappeti di un rosso sbiadito.
Vide Glicine aspettare paziente davanti a una porta con un portafoglio nero in mano, lo salutò velocemente e continuò la sua lenta camminata.
Incontrò Giglio, che stava percorrendo il corridoio in senso opposto al suo, ma non si preoccupò di rivolgergli la parola; Giglio non lo guardò neanche, gli passò accanto in silenzio.
Un’altra rampa di scale e si ritrovò al secondo piano.
Sentiva dei passi veloci provenire dalla fine del corridoio. Dei passi indistinti, leggeri, rapidi.
Continuò a camminare, finché non si imbatté in un bambino dalle guance piene e i capelli crespi che correva per i corridoi da solo. Aveva ancora addosso il piumino e la sciarpa.
“Tutto ok?” chiese preoccupato il ragazzo.
Il bambino si fermò un attimo e sorrise.
“I’m playing tag con il mio amico invisibile!” spiegò agitando le braccia.
“La tua mamma lo sa che sei qui?”
“Sì, lei è downstairs. Mi ha detto che posso giocare mentre la aspetto.”
Ciclamino si avvicinò di qualche passo a quella minuscola figura traballante senza gli incisivi inferiori.
“Come ti chiami?”
“Jack! E i miei due fratellini si chiamano Jamie e Marvin e sono downstairs a giocare.”
“Ti va di fare un gioco divertente?” propose Ciclamino.
Il corridoio era vuoto, e il suono della sua voce che rimbombava gli provocò un brivido lungo la schiena.
Jack saltellò sul posto un paio di volte e annuì, in preda alla gioia di aver trovato un nuovo amico.
“Ci sono un po’ di regole, ma vedrai che ti divertirai un sacco: il gioco dura fino a Capodanno, poi finisce . Si tratta di un gioco molto speciale, perché non puoi dire a nessuno che ci stai giocando, altrimenti perdi. Tutto chiaro fin qui?”
“Perché non posso dirlo?” chiese insicuro Jack. Si era appoggiato al muro con fare serio, e guardava Ciclamino con i grandi occhi verdi sgranati.
“Perché è il nostro gioco segreto; così è più divertente!”
Jack saltellò di nuovo, agitando freneticamente le mani.
“Bello, bello! E che cosa devo fare per vincere?”
Ciclamino gli sorrise, prendendogli la mano paffuta. Al contatto con quella creatura tanto piccola si sentì in colpa. Lo stava mettendo in pericolo e lo sapeva.
Lo guidò nella sua stanza al terzo piano, lo fece silenziosamente entrare e gli indicò il letto.
“Vieni, siediti qui che te lo spiego.”
Tarassaco vagava per il secondo piano senza una meta. Porte, porte, porte tutte uguali con dei numeri scritti sopra. Porte in legno di frassino con la maniglia in ottone, porte anonime ed eleganti, porte che Tarassaco aveva visto tutti i giorni per tre anni.
A volte era sicuro di non essere morto.
Tarassaco era ancora vivo, aveva diciassette anni appena compiuti e frequentava un prestigioso liceo linguistico con ottimi risultati. Due volte a settimana aveva gli allenamenti di rugby, e la domenica c’era la partita.
Gli mancava, la vita.
Ora era rinchiuso in un edificio sperduto nel nulla, e gli sembrava che ogni giorno l’aria a disposizione diminuisse.
Tarassaco aveva paura che quella vita che ancora sognava fosse solo una sua fantasia, che in realtà fosse davvero confinato nell’hotel. Non lo sapeva, c’erano giorni in cui semplicemente si ritrovava con la testa reclinata sul vetro che lo separava dall’esterno e si chiedeva se tutto ciò che lo circondava non fosse che una malata invenzione. A volte era tremendo pensare che mancasse così poco, che il tempo gli stesse scorrendo addosso senza sosta; la sua mente era nella più totale confusione, distingueva a malapena i giorni, si dimenticava come contare e scrivere, si dimenticava come vivere.
Questione di giorni, e la sua inutile vita sarebbe scivolata via, sparendo per sempre tra le Alpi. Forse era questo che desiderava. La pace. Un equilibrio. La calma nel caos della precarietà. Finalmente morire, trovare armonia nell’incubo caotico delle sue emozioni.
No. Aveva ancora una possibilità, perché sprecarla? Forse perché alla fine era davvero troppo stanco. Tre anni passati ad attendere, sperare, tenersi stretta quel poco di vita che ancora gli riempiva le vene. E sentire ogni giorno montare dentro quella rabbia cieca che aveva iniziato a caratterizzarlo: non aveva autocontrollo. La sua furia distruggeva qualunque cosa, trasformando il mondo di Tarassaco in un solitario deserto. Ci voleva sempre Orchidea a calmarlo, a bloccargli i polsi e costringerlo a fare degli idioti esercizi di respirazione che, per il momento, sembravano funzionare.
Orchidea si preoccupava sempre di tutto e tutti. Era lei la vera capa, non Giglio. Era lei che organizzava tutto, lei che sistemava i documenti, lei che faceva in modo che ruotasse tutto dalla parte giusta. Lei che li manteneva ancora in vita. Giglio se ne fregava, Giglio viveva nel suo mondo di numeri e geometria, non vedeva oltre. Invece Orchidea era diversa. Era la mente. Era l’intuizione, la sfrontatezza, l’arguzia. Era Orchidea, l’ingannatrice. Orchidea, l’attrice. Orchidea, che non sapeva cucinare un piatto di pasta ma imbastiva intere tavolate con i suoi discorsi.
Il suono assordante dell’allarme antincendio prese possesso dell’hotel e riportò Tarassaco alla realtà. Il panico si sparse per le stanze, si sentivano urla dal piano di sotto e gente in accappatoio o in mutande si precipitava nei corridoi confusa.
“Giuro che se è stato Giglio lo fucilo” disse Tarassaco mentre si catapultava giù per la pericolosa rampa di scale appena lavate.
“Sono stato io” affermò una voce squillante alla sua sinistra.
Tarassaco si fermò di colpo.
Era un ragazzo che non aveva mai visto. Se ne stava lì in piedi, come un soldatino in attesa di ordini.
Capelli neri leggermente mossi, occhi color ebano e una piccola cicatrice bianca sotto lo zigomo sinistro.
“E tu chi cazzo sei?”
“Piacere, Tulipano.”
Serie: Ne verremo a capo
- Episodio 1: 27 dicembre, ore 10:04
- Episodio 2: 27 dicembre, ore 10:21
- Episodio 3: 27 dicembre, ore 10:44
- Episodio 4: 27 dicembre, ore 11:07
- Episodio 5: 27 dicembre, ore 11:11
- Episodio 6: 27 dicembre, ore 11:32
- Episodio 7: 27 dicembre, ore 18:04
- Episodio 8: 27 dicembre, ore 20:16
- Episodio 9: 28 dicembre, ore 1:23
- Episodio 10: Per i sei Fiori
Uh una svolta piuttosto inattesa.. vediamo questo Tulipano che ruolo avrà. Comunque ad ogni episodio si aggiunge un tassello per la caratterizzazione di almeno uno o due personaggi, è davvero gradevole questa cosa. Si ha l’impressione di conoscerli poco a poco, dando ad ognuno il giusto tempo e il giusto spazio, segno che come racconto è tutt’altro che sceneggiato a caso anzi, sembra che ci sia un bel lavoretto di progettazione coi fiocchi dietro.
Grazie mille, mi fa davvero piacere che la serie sia, almeno per ora, all’altezza delle aspettative
E pure l’aggiunta di un personaggio nuovo👏🏻. Fortissimo.
Grazie mille! Tulipano è un personaggio a cui ho dedicato tantissimo tempo, e non sarà di certo una semplice comparsa 😊
“che non sapeva cucinare un piatto di pasta ma imbastiva intere tavolate con i suoi discorsi”
👏
Grazie per il tuo interesse!😊
Una vicenda molto interessante e che continua ad incuriosire.
Grazie davvero
Sarò sincera: mi piace molto ma non capisco bene perché😊
Beh, sono molto felice che ti piaccia!