
27 dicembre, ore 11:32
Serie: Ne verremo a capo
- Episodio 1: 27 dicembre, ore 10:04
- Episodio 2: 27 dicembre, ore 10:21
- Episodio 3: 27 dicembre, ore 10:44
- Episodio 4: 27 dicembre, ore 11:07
- Episodio 5: 27 dicembre, ore 11:11
- Episodio 6: 27 dicembre, ore 11:32
- Episodio 7: 27 dicembre, ore 18:04
- Episodio 8: 27 dicembre, ore 20:16
- Episodio 9: 28 dicembre, ore 1:23
- Episodio 10: Per i sei Fiori
- Episodio 1: Qualcosa
- Episodio 2: Lo rifaresti?
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Al piano di sotto inizialmente il panico aveva allagato tutto; poco dopo, però, ci si era resi conto che non c’era nessuna emergenza, così lentamente ciascuno aveva iniziato a dirigersi verso la propria stanza.
“Primula! Ci rivediamo, alla fine!”
Primula si voltò. Ludovico, con il suo maglioncino color fiordaliso che gli stava chiaramente troppo stretto, la guardava allegro. Non era pronta a fare conversazione, e temeva di rovinare tutto.
Se avesse trovato quello che aveva premuto l’allarme l’avrebbe strozzato.
Lo salutò con un veloce cenno della mano.
“Stavo pensando che domani mattina potremmo passare più tempo insieme, sai, durante l’escursione al castello di Cimbergo! Cosa ne dici?” propose lui.
Ottimo, ora doveva pure inventarsi una scusa credibile per giustificare il fatto che non sarebbe mai uscita dall’hotel.
“Non mi sento tanto bene oggi, ho paura che domani non mi convenga uscire, con il freddo che fa…”
Che scusa del cazzo. Però Ludovico sembrava crederle: aveva un’espressione sinceramente dispiaciuta.
“Caspita, mi dispiace; se vuoi ti prendo qualcosa, che ne so, un souvenir, un ricordo…” disse titubante sistemandosi un ciuffo di capelli che gli era caduto sugli occhi.
Eccola, l’illuminazione, la richiesta che avrebbe potuto salvarle la vita. Primula sorrise, guardando per la prima volta Ludovico negli occhi. Si perse in quell’iride scura e profonda che per qualche istante le donò calma.
“Una primula. Ne crescono alcune nei dintorni del castello” spiegò mentre giocherellava con la cerniera della felpa.
“Primule? A questa altitudine?” chiese perplesso Ludovico strizzando gli occhi.
“Sì, ci sono, ne sono quasi sicura. Quindi, ecco, me ne riesci a portare una?”
Ludovico prima la guardò confuso, poi scrollò le spalle e sorrise.
“Ok.”
“Ci ritroviamo di nuovo, vedo!” esclamò Glicine, affiancandosi a Michele che stava salendo le scale.
“No, non è che ci ritroviamo, è che tu continui a seguirmi; è un po’ diverso” rispose lui in tono scherzoso.
“Ti dà fastidio?” chiese Glicine preoccupato, stropicciandosi le mani nervoso.
“No, ma non capisco cosa vuoi da me, è come se volessi chiedermi qualcosa, una specie di richiesta che non hai il coraggio di farmi…” spiegò Michele, studiando con attenzione la reazione del suo interlocutore. Era come se ci fosse qualcosa di segreto nel loro superficiale rapporto, qualcosa di molto più profondo e quasi intimo, qualcosa che Michele non riusciva in alcun modo ad afferrare.
Glicine arrossì. Prendere o lasciare, buttarsi nel vuoto o bruciare nell’incendio. Non aveva più molta scelta, se avesse voluto provare a raggiungere un qualche risultato, avrebbe dovuto dire la verità, per quanto stupida e surreale potesse sembrare.
“Non hai del tutto torto…” iniziò con la voce tremolante, consapevole che stava per rivelare un segreto tanto assurdo che Michele non gli avrebbe mai creduto.
“E allora dimmi. Ti ascolto” lo incoraggiò lui con un volto disteso, completamente ignaro del fiume di informazioni che lo stava per travolgere; e, soprattutto, completamente ignaro del fatto che sarebbe stato coinvolto anche lui nel gioco; e che, una volta entrati nello spietato e misterioso meccanismo, non se ne poteva più uscire.
Si appoggiò al corrimano in acciaio con le possenti braccia incrociate al petto. Aveva lo sguardo assonnato ma il viso sereno, e guardava Glicine con sincera curiosità.
“Ok, ascolta: questa è la storia più assurda che tu abbia mai sentito. Probabilmente non mi crederai, penserai che io sia pazzo, o che mi stia prendendo gioco di te, ma ti assicuro che questa è una storia vera. Allora…”
“Che minchia stai dicendo!?” urlò Tarassaco.
Un altro!? Dopo tre anni, si veniva a scoprire che ce n’era un altro!? E dov’era stato per tutto quel tempo!? La testa prese a ronzargli, facendogli venire la nausea. Magari tutti gli altri lo sapevano. Magari era l’unico a non conoscerlo. Magari…
“Mi chiamo Tulipano, ho detto. Ed è un piacere conoscerti, Tarassaco” ripeté paziente il ragazzo.
Ok, ok, ok, come faceva a sapere il suo nome? Tarassaco era sicuro di non avere mai visto quel ragazzo in vita sua, mai, né dentro l’hotel né fuori.
“Che cazzo vuoi da me?” chiese con rabbia, sforzandosi di calmare la furia che si era accesa di nuovo dentro di lui.
“Rilassati, tranquillo, mica voglio ammazzarti. Gli altri tuoi amici fiori sono tutti al piano di sotto?”
Tarassaco fece un passo indietro. Chi era quel ragazzo sbucato dal nulla che sembrava conoscere lui e tutti gli altri? Ora insieme alla rabbia c’era la paura. Chi cazzo era questo essere apparentemente onnisciente?
“Ascolta, davvero. Non so se sei sempre così incazzato con il mondo o se oggi è una giornata no, ma devi darti una calmata. Sto dalla tua parte, rilassati!” tentò di rassicurarlo Tulipano.
Ce n’era un altro, ce n’era un altro, ce n’era un altro. Tarassaco non riusciva a crederci.
“E perché hai avuto la grande idea di premere il pulsante antincendio? Mi è venuto un infarto!” si lamentò, scrutando Tulipano sospettoso.
“La metà delle volte non so nemmeno io cosa sto facendo, ma, ecco, volevo conoscerti. Parlarti, sai, senza quei cretini dei tuoi amici intorno” spiegò brevemente lui, liquidando la questione con un gesto della mano.
“Va bene, va bene, ma dove sei stato per tutto questo tempo? Io non ti ho mai visto.”
Tulipano inclinò la testa confuso. Aveva reagito come se gli fosse stata posta la domanda più idiota del mondo.
“Dove vuoi che sia stato? A casa mia.”
“Aspetta, quindi tu non hai passato gli ultimi tre anni nell’hotel!?”
“No… Oddio, tu sì!? Oh, Gesù, non ci posso credere! Adesso non ci resta che sperare nel nuovo anno… Voglio dire, sperare di sopravvivere a questo capodanno!” ridacchiò Tulipano.
Tarassaco si rattristò.
“Hai già trovato qualcuno di interessante, qui?” chiese, continuando a domandarsi come si potesse rimanere allegri in una situazione del genere.
“Non proprio, ma non mi preoccupo. C’è ancora tempo per fare amicizia, no?”
“Ti invidio, lo sai? Sei così calmo, anche se sai che a capodanno sarà tutto finito, anche se sai che moriremo…”
“Tarassaco, stai tranquillo! Capodanno è lontano, la festa deve ancora cominciare! E poi tutti si muore prima o poi, no? Basta con i pensieri depressi, godiamoci il presente! Prima o poi moriremo, prima o poi capodanno finirà, ma, fin tanto che possiamo, divertiamoci!”
Tarassaco lo guardò con ammirazione.
Se non fosse stato anche lui mezzo morto, lo avrebbe volentieri scelto come propria ultima possibilità.
Serie: Ne verremo a capo
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- Episodio 2: 27 dicembre, ore 10:21
- Episodio 3: 27 dicembre, ore 10:44
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- Episodio 5: 27 dicembre, ore 11:11
- Episodio 6: 27 dicembre, ore 11:32
- Episodio 7: 27 dicembre, ore 18:04
- Episodio 8: 27 dicembre, ore 20:16
- Episodio 9: 28 dicembre, ore 1:23
- Episodio 10: Per i sei Fiori
““La metà delle volte non so nemmeno io cosa sto facendo”
Vicinanza per Tulipano
Sai, è sempre bello rivedersi nei propri personaggi
Sei molto brava! Ora sono proprio curiosa di sapere cosa succederà a mezzanotte e, soprattutto, in che modo i protagonisti possono tornare in vita.
Ti ringrazio molto! A breve uscirà il prossimo episodio che svelerà qualcosa in più 🙂
È interessante il modo in cui riesci scandire il tempo in questa serie. In ogni episodio è come se il tempo si fermasse o rallentasse quanto basta per consentire di osservare gli eventi di quell’istante.
Questa cosa mi ha molto colpito, soprattutto quando Tulipano sostiene che manchi ancora molto tempo a Capodanno, nonostante la data dica il contrario.
Non vedo l’ora di scoprire cosa accadrà quando scoccherà davvero la mezzanotte del fatidico giorno!
Grazie come sempre dell’interesse! E, sì, il fattore temporale è un elemento su cui ho ragionato davvero a lungo, quindi sono molto felice che ti sia piaciuto!
Chissà cosa direbbe Oppio che ozia sempre :))
Sinceramente Oppio è stato un abbozzo di personaggio all’inizio, avrebbe dovuto avere il posto di Giglio, nel tempo però è stato abbandonato e ora giace nel mucchio di personaggi scartati (innumerevoli) 🥲