27 novembre 1997

“Questa volta potremmo giocare a bowling” propose Jamal, chiudendo il bauletto dello scooter.

“No, il bowling è noioso. Preferisco il biliardo.”

Anna saltellava per non congelare. Il viaggio dal muretto al Bowling era stato lungo e, in quella serata di novembre, particolarmente freddo in motorino. Di sicuro i suoi jeans strappati non l’aiutavano a mantenere una temperatura ideale.

“Preferisci il biliardo perché vinci sempre” disse Yuri, posizionandosi meglio la tracolla della borsa dove custodiva gelosamente i manga.

“Se giochiamo a biliardo, tu” disse Christian indicando la ragazza “di sicuro non giochi in squadra con JP” Anna ridacchiò e lanciò un’occhiata divertita al ragazzo in questione.

JP aveva diciassette anni, come tutti gli altri, ed era il ragazzo più silenzioso del gruppo. Non fece una piega allo sguardo dell’amica e disse scrollando le spalle: “Il biliardo è una questione di geometria. Può riuscirci chiunque”.

E si chinò sul motorino.

“Sì, ma vince sempre la tua squadra” Yuri parlò dondolando sui talloni e guardò l’amico mentre chiudeva il lucchetto attorno alla ruota anteriore: il Bowling non era un posto ben frequentato. “Tu non giochi mai, Yuri, leggi sempre i fumetti” Jamal si avvicinò al gruppetto, tentando di dare uno sberleffo a Yuri e tutti insieme si diressero verso l’entrata del locale.

Anna saltellò sui primi gradini che scendevano al piano di sotto e dichiarò: “Potremmo sfidarci a qualcos’altro”.

Anche i ragazzi iniziarono a scendere i gradini. “Tipo?” chiese Christian, poco convinto. La ragazza alzò le spalle. “Non saprei…”

***

“Ci vuole almeno un’ora per il biliardo.”

La ragazza si avvicinò al gruppetto seduto sulla panca vicino alla cassa dei gettoni dei videogiochi e sbuffò. “Quindi abbiamo davvero tempo per una sfida” Jamal si grattò il mento.

PJ ebbe un’idea. Poteva essere stupido. Ma avrebbero passato il tempo in attesa del tavolo per il biliardo. “Potremmo sfidarci a Street Fighter II” disse, scrollando le spalle. Pensava che gli altri avrebbero riso della sua idea, e invece Yuri disse: “Perché no? Che tipo di sfida?” PJ alzò le spalle, non ci aveva pensato. Voleva solo evitare che passassero un’ora ad annoiarsi.

“Potremmo fare un torneo” Jamal si alzò in piedi scattando, come se avesse preso una scossa. Spiegò agli altri come avrebbero potuto organizzare la gara e improvvisò un balletto quando tutti furono d’accordo.

Anche Christian si alzò e disse a PJ e Jamal: “Tirate fuori un deca. Vado a far rifornimento di gettoni”.

I ragazzi gli diedero due pezzi da cinque e videro sparire Christian in cassa. Dopo dieci minuti tornò con più gettoni di quanto permettevano i soldi che aveva.

“Come ci riesci?” gli chiese Yuri, che non riusciva mai a capire l’abilità dell’amico. Christian rise e scosse le spalle. “Ho improvvisato una statuina con una lattina, delle cannucce e due tappi per la birra. Al cassiere è piaciuto e mi ha regalato anche questi” fece cadere i gettoni nelle mani degli amici e il gruppetto si avvicinò al videogioco scelto.

“Allora, prima giocate tu e Jamal,” iniziò Yuri guardando Christian “poi chi vince…” Jamal interruppe il ragazzino dal classico viso orientale. “Potremmo sorteggiarci per giocare. Così non veniamo eliminati subito” PJ annuì.

Forse era la scelta migliore, altrimenti il primo che fosse stato squalificato non avrebbe più giocato. Jamal aveva delle buone idee e quella sera non era da meno. Yuri tirò fuori dalla borsa un foglio di carta e scrisse con una matita il nome di tutti. “E i personaggi? Potremmo sorteggiare anche loro” Gli altri annuirono.

Così venne sorteggiato il primo nome e Anna dovette scegliere un personaggio fra i foglietti piegati. “Speriamo non mi tocchi Chun-Li…” disse, aprendo il foglietto. “Chun-Li non è male. C’ha due pere così” Christian ridacchiò mettendo le mani arcuate davanti al petto. La ragazza scosse il capo sbuffando.

“Però ha un bel calcio laterale” constatò Yuri, a cui i videogiochi piacevano quanto i manga. “Ha anche una bella combo per l’attacco” Jamal sbirciò il nome sul foglietto della ragazza. “Mi piace di più quella di Ryu” disse PJ, prendendo un foglietto dopo che Christian ebbe sorteggiato il suo nome.

A PJ piacevano i suoi amici. Sarebbe andato all’inferno per loro. Si erano conosciuti al muretto quando avevano sette anni e da quel momento non si erano più divisi. E tutti i sabati sera li passavano insieme. Anche molti degli altri giorni. Infilò il gettone nella console e fece scegliere alla ragazza da che parte stare.

***

“Spostati, Tokioman.”

Tutto il gruppetto si girò al suono della voce di un bulletto, che aveva preso di mira Yuri, poco distante da loro. Tutti e quattro si alzarono e gli arrivarono alle spalle. Il bulletto li guardò e Jamal disse con tono provocatorio: “Problemi, amico?” questi scosse il capo.

PJ sapeva che sarebbe bastato un cenno del capo di Jamal e lui e Christian si sarebbero messi fra il bullo e Yuri, ma non ce ne fu bisogno, perché il bulletto se ne andò quasi subito.

“Non avevo bisogno d’aiuto” Nessuno rispose a Yuri. Si innervosiva sempre quando loro andavano in suo aiuto, si agitava e diventava irrequieto. PJ sapeva che abbassava la sua autostima, ma come si faceva? Mica potevano lasciarlo lì da solo, no? Loro erano un gruppo e chi sfidava Yuri, doveva rendersi conto che avrebbe fatto i conti con tutto il gruppo.

Quando PJ infilò il gettone per giocare la finale contro Yuri, lo guardò di sottecchi. “Sei pronto a perdere?” Yuri non si era del tutto ripreso e un po’ si innervosì ancora “Chi ha detto che perderò?” PJ nascose un sorriso sotto i baffi e schiacciò il bottone.

***

“L’hai fatto vincere” Christian si sedette vicino a PJ, mentre gli porgeva la sua birra. “È stato così evidente?” il ragazzo scosse la testa e prese un sorso. “Non dovevi farlo” Anche PJ avvicinò la bottiglia alle labbra. “Ne aveva bisogno. Aveva bisogno di credere in se stesso, in un momento in cui aveva iniziato a dubitare. Spero vivamente che quando sarà il mio turno, lo farete voi con me”.

“Puoi scommetterci, amico.”

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