3° Episodio

Serie: Paladino, Audax e la Città


Paladino cercò di mantenere la calma. Doveva fare qualcosa, certo. Ma cosa? Sembrava che solo Audax sapesse come comportarsi in quel postaccio. Guardò, dunque, la ZS, e si decise: sarebbe andato a parlare con i Legionari. Così, si diresse verso quella porzione di Città, lo skateboard sotto il braccio: se fosse comparso volando, li avrebbe spaventati.

«Fermo là! Chi va là?» una voce, in mezzo a quel caos di distruzione.

Paladino non vide dove fosse la sentinella. «Sono un amico!».

«Così conciato?».

«Perché, come mi dovrei vestire?».

«Sta’ fermo».

«Okay». Paladino meditò che, forse, si stavano consultando.

Dopo un minuto, da un rudere uscirono tre Legionari, un G36 e due G3. Glieli puntavano contro. «E tu chi saresti?» domandò uno di quelli.

«Un amico. Voglio parlare con voi».

Risero. «Qui non si parla: si spara e si uccide».

«Da dove vengo io siamo tutti più civili» e si morse la lingua: non doveva essere così arrogante.

Ma quelli non gli spararono. «E da dove verresti?».

«Da un posto molto lontano da qui».

«Non appartieni a una Banda».

«No, infatti. Mi chiamo Paladino e sono al di sopra di queste cose» pronunciò, ora più sicuro di sé.

«Piano, piano. Noi siamo dei combattenti. Tu un tipo eccentrico» si fecero torvi.

«Uhm, forse vi sembro superbo. Be’, voglio aiutarvi» cercò di cambiare discorso.

«Sì, infatti» disse uno con il G3.

Quello con il G36 glissò e disse:«Perché vorresti aiutarci?».

«Ho visto cosa stanno combinando le Bande».

Si consultarono. Si udì la parola “spia”. Infine, quello con il G36, disse:«Seguici. Se sei un malintenzionato, ti uccidiamo sul posto».

«Non sono un malintenzionato» e represse un brivido: gli sembrarono molto coerenti con quel che dicevano.

«Avanti, allora!» lo sollecitarono.

Paladino accedette nella ZS. Logico, non disse che era un compagno di Audax. Era certo che, se l’avesse rivelato, avrebbe fatto una brutta fine.

Delle voci vittoriose.

Erano altri Legionari, constatò Paladino.

In un angolo, un figuro era con il cappio al collo.

Paladino si bloccò: era Audax. «E quello chi è?».

«Un porco anarchico. Noi li odiamo, quelli come lui» lo informarono i Legionari che l’avevano lì fatto accedere.

Paladino era sulle spie. Audax l’aveva visto, l’aveva riconosciuto, ne era certo. Cosa poteva fare? Seppur non fossero amici, Paladino non lo voleva abbandonare. «Ehi, voi! Fermi!» scoppiò.

«E quello chi è?» si chiesero i Legionari intorno ad Audax.

«Che vuoi fare?» gli domandarono i membri della pattuglia, quei tre.

«Non voglio che muoia».

«Sei un anarchico come lui?» e una pallottola fu messa in canna, uno schiocco che diede fastidio a Paladino.

«No, affatto. Io sono di destra. Ma non desidero che finisca impiccato» dichiarò.

«E perché?».

«Perché devo fargli delle domande».

«Un interrogatorio».

«Proprio» confermò.

«Be’, non si può. Ehi, voi: ammazzatelo pure!».

«No, idioti! Datemi retta!» esclamò Paladino.

S’ingrugnarono. «Tu, a noi, non ci dici “idioti”. Capito?».

Delle sirene suonarono.

Tutti guardarono verso l’edificio più alto, ovvero quello ancora integro.

«E adesso?» s’interrogò Paladino.

I Legionari corsero. Audax fu lasciato solo. Schiamazzavano tutti.

Paladino ne approfittò per raggiungere in volo Audax. «Eccomi qui!».

E Audax:«Sapevo che non mi avresti abbandonato…».

«Hai molto da spiegarmi».

«infatti» e, liberato del nodo scorsoio, recuperò spranga e daga. Non gli avevano tolto la maschera antigas.

«Per esempio: adesso, che diavolo sta succedendo?». Le sirene continuavano a suonare, spettrali in quel paesaggio.

«Semplice un…».

Ci furono esplosioni, spari, tuoni. Ovunque fuoco e scintille. In cielo, elicotteri. Da lì si sparava. Dalla strada, tecniche cariche di uomini armati di AK che sparavano. E i Legionari rispondevano.

Mentre un elicottero precipitava, Audax concluse:«Attacco!».

«Un’altra Banda!».

«Magari! No, sono le Guardie».

«Cosa?».

«Vieni, seguimi» lo invitò.

Corsero in mezzo a quella distruzione ancora più distrutta di prima. Si ripararono in quella che sembrava una cantina, pezzi di cadavere ovunque, il sangue fresco.

«Oooh!» fece schifato Paladino.

«Spero non ti verrà da vomitare» e parve sogghignare.

«No, no. Mi trattengo. Ma… che sono ‘ste Guardie?».

«Comunisti. Che combattono fascisti» lo informò piatto, i rumori della battaglia ovattati.

«C’entrano con le Bande?».

«Macché. Sia Legionari che Guardie le combattono» disse, mentre delle scintille penetrarono nell’ambiente puzzolente di muffa. Lui, Audax, non poteva sentire quell’odore.

«E allora perché Guardie e Legionari si scontrano?».

«Idee politiche differenti!».

«Dà retta a me: che ci faccio qui?».

«Ehi, voi!».

Si girarono: delle Guardie, le quali non ebbero il tempo di alzare i fucili, che Audax le aggredì.

Paladino imitò il collega e fecero massacro di quella… pattuglia?

Giunsero altre Guardie, e Audax si scatenò. Fra loro c’erano pure Legionari, e fu una strage indiscriminata: ovunque, Audax colpiva. E sul petto gli era comparsa una grossa A simbolo dell’Anarchia. Rossa, così rossa che il sangue la confondeva.

Paladino si diede da fare e usò le sfere d’energia.

Pallottole ovunque, e Paladino li fece tutti a pezzi. Legionari e Guardie. Addirittura, una sfera veleggiò in aria e impattò contro un elicottero. Il mezzo precipitò contro un palazzo, le finestre come occhiaie vuote.

Alla fine, Audax disse di ritirarsi da lì: altrimenti ne avrebbero uccisi molti altri.

Paladino annuì e volò via, trascinandosi con sé Audax, la stabilità dello skateboard a rischio.

Raggiunsero un luogo in apparenza disabitato: la cima di un grattacielo, da cui Paladino vide il resto della Città. Constatò che era tutta un’unica periferia in rovina. Solo che, a nord, c’erano dei grattacieli splendidi.

«Quello è il Centro» lo informò Audax. «Lì stanno tutti bene. Sono capitalisti».

«Va bene, va bene. Ma io voglio sapere una cosa: che vuoi fare?».

«Oh, è semplice: distruggere la Città!».

«Ma è già distrutta!» gli fece notare Paladino.

Audax rise.

Serie: Paladino, Audax e la Città


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Ciao Kanji, la serie ha virato nettamente in direzione “splatter”! E’ divertente, anche se con tutte queste fazioni è davvero difficile raccapezzarsi 😀
    Tutti combattono tutti, quasi senza senso. Ma non è quello che accade nella civiltà moderna? Gli ideali soffocano il buon senso.

    1. Ciao Micol e grazie per avermi letto! Eh, sì, adesso è più violenta come storia. Non a caso la famosa “Città” è lo scenario di quel racconto che ti dicevo, il cui titolo è “Città violenta”.