3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Ma perché mo’ vi sto parlando del lavoro e di tutte ste pippe? Uff. Ah, perché a quasi trent’anni ho trovato il mio primo impiego, a quattro euro all’ora (a nero ovviamente), senza manco le carte che mi consentono tra l’altro di stare in una cucina (se avessi fatto il corso magari potevo poi vendermi altrove in futuro); ma, cosa peggiore, senza prospettive. Perfetto. Beh, è anche vero che non potevo sperare in qualcosa di meglio, con le mie difficoltà… VA BENE lasciamo stare. Forse dovrei essere più contento. Almeno avrò modo di assaggiare la vita, e vedermi in un contesto che non sia casa… con i miei… Dopotutto io l’ho tanto voluto, per sentirmi più maturo e indipendente. E magari conosco nuove persone?
COMUNQUE tornando ai miei, una depressione alla volta, grazie. Che fatica oggi! Dicevo, loro non volevano che tornassi tardi (sto parlando della notte tra il 25 e il 26). Però capitemi, io una gioia tengo nella vita: i miei compagni. E avevo la possibilità di stare in un posto familiare – il solito – per stappare a mezzanotte, seduto al tavolo con i miei amici più cari, con Lei, e con la ragazza dell’erbario… non so se ve la ricordate, ma spero di no.
Comunque niente, per non tediarvi taglio corto: torno alle 3 e qualcosa.
Non voglio che le mie cose vengano toccate. Che c’entra? Mi sono distratto… Comunque torno a casa, salgo le scale con i regali e il cuore colmo di gioia… e trovo le luci accese, sento dei lamenti e vedo i miei in piedi: mia madre a piangere, agitata e tremante, con una tisana in mano; mio padre tutto sudato. Si saranno svegliati di soprassalto e non mi avranno trovato nel letto (io comunque avevo detto che avrei fatto tardi. Avevo dato come orario indicativo le 2, ok, però dai, e che cazzo). Mi avevano anche mandato dei messaggi, mi avevano chiamato, ma purtroppo avevo il silenzioso. Ma mai a pensare che mi chiamasse qualcuno a quell’ora. Comunque mio padre che diceva di sentirsi male, mia madre che mi urlava di essere uno stronzo.
La cosa peggiore sapete qual è? Che non è che mi odiano. Magari! Sarebbe più facile sennò schifarli. Il problema è che mi amano troppo, fino a soffocarmi. Troppo amore, e quindi amore tossico, l’amore di chi ama al punto da poterti distruggere se qualcosa esce fuori dagli schemi che si prefigge. Vi giuro, è veramente dura. Non potete immaginare quanto. Mi riempiono di sensi di colpa. E poi aprono di continuo ferite molto profonde che non si potranno mai più rimarginare.
E niente, chest’è. Ma poi quello che mi hanno potuto dire… Basta non ci voglio pensare, vi lascio solo qualche messaggio Whatsapp (non troppo estremo) di mia madre per rendere l’idea (mandati poco prima di rientrare a casa):
[26/02/26, 03:32:42] Mamma: Strinzoooooo di merda stronzo di merda stronzo di merda 28 anni fa è nato un pezzo di merda
[26/02/26, 03:35:30] Mamma: Se non rispondi chiamo i carabinieri
[26/02/26, 03:37:38] Mamma: Ci stiamo sentendo male
[26/02/26, 03:42:29] Mamma: Tra un po’ andiamo laa’ospedale
Grazie. Veramente. Vi immagino come ho passato il giorno successivo. Anche perché non ho dormito. La mia testa era troppo impegnata a prosciugarmi le energie dividendole nell’odiare loro e nell’odiare me.
In questi momenti odio i genitori e gli canterei quella poesia di Cecco Angiolieri, in particolare i versi: “S’i’ fosse morte, andarei da mio padre; s’i’ fosse vita, fuggirei da lui: similemente farìa da mi’ madre.” Le leggo con la voce di De André oramai. Comunque un modo colto, forse ampolloso, per dire che li odio a morte. O forse evito di apparire veramente malvagio… oddio forse il punto è scrivere anche le cose più illegali che mi vengono in mente… almeno per sfogare. Non so più se lo sto facendo bene questo esercizio. Forse sto dando forse una forma al tutto, e mi trattengo per evitare che il peggio delle emozioni represse emerga. Fa male. Sto sbagliando? Vabbè inutile chiederselo ora perché va a finire che peggioro infinitamente il mio umore mo’ finendo nel mio perfezionismo di cazzo.
Serie: Il martedì mi lagno
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- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
Straziato e onesto, a tratti brutale e sicuramente disarmante.
Hai la straordinaria capacità di raccontare anche situazioni tossiche, con la giusta ironia (amaramente ma salvifica)
Ti ringrazio, come sempre! Come scrissi tempo fa in un commento, almeno cerco di fare uscire qualcosa di buono da tutto questo schifo, perlifico, come canta Caparezza
Ci riesci benissimo
Grazie 🙏🙏
Mi è piaciuto molto questo sfogo, è onesto e forse ci voleva proprio. A volte il troppo amore, come dici tu giustamente, diventa tossico, e le persone non capiscono che in questo modo stanno male loro e fanno stare male pure l’altro. Sfogarsi fa sentire in colpa, ma è sacrosanto, perchè non è fare la parte del cattivo, è solo mettere i giusti limiti. Magari, la prossima volta, suoneria alta…così rispondi a primo messaggio iracondo, loro si calmano e tu finisci bene la serata (sembrano un pò i consigli dei baci perugina, ma non mi veniva altro 😅)
Magari il problema fosse solo la suoneria… Il problema è proprio alla base. Forse ho iniziato a lavorare sperando di vivere da solo un giorno, malgrado tutto. Comunque non ti preoccupare, sono felice di ogni commento e suggerimento, quindi grazie!