3 marzo 26 – Ventotto – parte 3

Serie: Il martedì mi lagno


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Già sapete

Che poi la cosa peggiore è che mi fanno sentire sbagliato, cattivo. Ieri avevo paura (come ogni sera prima di andare a letto), quindi ho chiesto a Gino se fossi un mostro. Lui mi ha rassicurato che non lo sono. Però i miei mi fanno sentire così, quasi come se fossero loro le vittime, e che sono loro ad aver – cioè dopo esperienze, cose che so successe, a loro proprio che di base sono sempre stati invadenti perché fin troppo amorevoli e protettivi… Vabbè BASTA, voglio pensare ad altro. 

Sono stato in macchina con la mia amica dell’erbario, sempre dopo il compleanno. Infatti prima di tornare a casa le ho dato un passaggio e speravo forse in qualcosa, non so. Io di certo non ho fatto nulla. E infatti nulla è successo. Anzi. Se non fosse stato per la litigata con i miei avrei concluso la serata con una sega nel letto, altroché. Però stavo con lei, e lei voleva che arrivassi a un punto. Perché sono così bloccato? Stavamo in silenzio aspettando che qualcosa accadesse, o che io facessi qualcosa. 

A un certo punto, per l’esasperazione, e per prendere tempo prima di doversene necessariamente andare per non rendere tutto troppo imbarazzante, ha iniziato a parlare della sua ossessione per le targhe. O meglio, della sua ossessione che la obbliga a sommare le tre cifre sulle targhe. E poi mi dice che ora quelle moderne arrivano a “HB”, mi pare, e io ho pensato alle matite. Ce l’avevo a un palmo da me e penso alle matite!

Sì lo so nulla di interessante. Però meglio l’ordinaria banalità, che fa bene al mio stato d’animo, che non la straordinaria storia di follia familiare, che fa bene a un lettore. Comunque anche mio fratello e il mio amico che sta fuori mi hanno fatto gli auguri, anche se a distanza. Questo mi ha dato la forza di superare i demoni con i quali mi hanno lasciato i miei, e che forse hanno portato anche ai miei problemi fisici di cui vi ho scritto all’inizio di questo “martedì”. Chissà se hanno parlato di questo con mio fratello. Vabbè che per lui non è una novità la malattia dei nostri genitori. Il mio amico poi mi ha anche fatto tramite Amazon un regalo.

Vabbè mettiamo un punto a questo “episodio”. A martedì prossimo.

Ah non ho seguito Sanremo. Per quel poco che ho visto però mi ha annoiato. Col mio amico che è partito (e anche con Lei) lo vedevo volentieri. Ora mi sembra la sagra della banalità. Un patetico tentativo di semplificazione e controllo della realtà. Ecco cosa sono le canzoni e la trasmissione che ho visto. Poi i comici e le gag che hanno fatto… Veramente fa ridere alla gente? Mille ospiti e interruzioni. E il rimarcare e sottolineare ogni cosa come se fossimo degli idioti. Boh. L’abbiamo capito che deve uscire il film! Però forse però sono io il problema.

Ma pure il fatto dell’Iran… che mo non c’entra niente però mi impensierisce in background. A volte mi sembra come se mi fossi addormentato con la pace, il mondo idilliaco della mia infanzia, e mi fosse risvegliato direttamente all’inferno. Non era così prima. Non me lo ricordo così, seriamente. Ma che poi, vi immaginate io con un fucile ad andare in guerra? Io, che manco riesco a rimorchiare una che me la vuole dare. Anche se prima di dover eventualmente partire andrei da Lei, più che da erbario… Vabbè che io non posso essere mandato, credo (almeno una cosa positiva di tutta sta faccenda?), però comunque mi dovrei difendere, no? Essere pronto. Mi immagino un’invasione, boh. O potrebbe cadermi una bomba sulla tesa.

Che storia però… la guerra in Italia. Che epoca di merda in cui vivere! Ma poi, chissà se verrà prima la terza guerra mondiale o i miei trent’anni (me li fate fare almeno questi in santa pace?); o prima una fessa che mi piace… purtroppo sappiamo tutti la risposta a questa domanda…

Continua...

Serie: Il martedì mi lagno


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

Discussioni

  1. Mi piace perché alterni confessione e autoironia senza fare il “poeta del dolore”. Il pezzo rende benissimo quel rumore di fondo del mondo che ti sporca anche le cose piccole. E chiude con una stanchezza vera, non costruita.

    1. Grazie Lino. Apprezzo sempre parecchio i tuoi commenti, mi aiutano a capire molto di me. Alla fine questo blog non è una storia che andrà da qualche parte, è solo un diario, un resoconto settimanale, e sentire che, semplicemente parlando e facendo il “me stesso”, io possa arrivare in questo modo, ecco, questo mi fa riflettere molto. A presto!

  2. In questo episodio ho riso e pianto allo stesso tempo.
    Racconti le tue paranoie come fossero sketch comici, ma poi colpisci e affondi, con una profondità e un uso delle parole disarmanti.