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Serie: Tossicomania

  • Episodio 1: 1
  • Episodio 2: 2
  • Episodio 3: 3
  • Episodio 4: 4

Dire che non fu difficile è come prendere in giro me stessa, nonostante fossi abituata a quel genere di situazioni mi ero illusa. Continuavo a ripetermi “posso farcela” ogni mattina sfidando il mio riflesso. Ma ogni mattina sentivo il peso di un nuovo giorno, il peso di aver ferito Pietro, il peso di aver sempre imboccato strade sbagliate, il peso di essere me. Perché per quanti passi potessi fare arrivavo puntualmente davanti ad un burrone e, invece di tornare indietro, mi buttavo senza pensarci due volte.

Ero convinta che non avrei mai superato del tutto quel burrone.

Nel frattempo, passò una settimana dalla visita di Pietro e il suo silenzio fu devastante. Forse aveva deciso di voltarmi le spalle, ma come dargli torno? Me lo meritavo.

Quando però vennero a prelevarmi in me si accese una piccola speranza; ma così come si illuminò una cascata d’acqua gelida la spense con violenza. Dopo sei anni mi ritrovai, nuovamente, faccia a faccia con mia madre.

Mi chiamò per nome e io le risi in faccia.

– Andrea io ti tirerò fuori da qui –.

– Scusami, tu cosa? –.

– Mi hai capita, farò di tutto pur di farti uscire da qui –.

Non trovavo le parole per descrivere quella situazione, ci ero dentro fino al collo ma era come se mi fossi tirata fuori. Bizzarra? Irreale? Il sguardo penoso era rimasto invariato nel corso degli anni ma il suo viso era invecchiato; ma la donna che conoscevo io no: era la solita pretenziosa, egoista e narcisista.

– Hai davvero la faccia tosta di venire e dirmi una cosa del genere? –.

Avevo imparato a conoscerla, se si trovava lì era perché voleva rimediare ai suoi errori.

– Sei mia figlia dopotutto –.

Tutta la rabbia che avevo accumulato e rigettato in luoghi sperduti cominciò a bollire, e salire con prepotenza. Mi chiesi se valesse la pena perdere le staffe ancora una volta ma quando il mio sguardo cadde sulla sua mano sinistra la vista mi si annebbiò: aveva una fedina.

Lei si accorse che la stavo guardando e la nascose.

– Cos’è quella? –.

Ma lei non rispose.

– Alza il tuo culo e vattene da qui, ti voglio fuori dalla mia vita per sempre –.

Quella fedina era la risposta a tutto. Lei mi aveva abbandonata per crearsi una nuova famiglia. Aveva abbandonato la sua unica figlia a cui aveva fatto passare le pene dell’inferno per una nuova vita e non si impegnava nemmeno per negare: teneva lo sguardo basso e il viso contorto in una smorfia.

– Mi fai schifo –.

Prima che potessi avvicinarmi alla porta mi fermò sussurrando un nome.

– Evan Schmid – ripeté ancora.

La guadai perplessa chiedendole chi fosse questo Evan Schmid e lei sembrò persa da qualche parte dentro di lei e questo mi fece ancor più incazzare ma infine parlò: – Tuo… il tuo avvocato –.

– Vai al diavolo non ho bisogno di te – dissi infine prima di lasciarla lì a piangere su di sé: le stava bene. Sperava forse che una volta venuta qui io mi sarei gettata ai suoi piedi?

– Vai al diavolo dannazione! – urlai quando tentò di fermarmi per un braccio ma richiusi la porta dietro di me restando con un pianto soffocato alle spalle. Il mio petto andava sopra e sotto per il cuore impazzito dalla la rabbia, sembrava che l’ossigeno non riuscisse a sottostare a tutto quell’odio.

Respirai a fondo cercando di calmarmi pensando a quel nome: Evan Schmid. Si era davvero messa in contatto con un avvocato? Non lo credevo possibile. Magari era proprio l’uomo con cui si era risposata; aveva detto addio alla sua vecchia vita e si era decisa a tornare da me con la sua nuova vita ma avrebbe dovuto sapere che io non l’avrei mai accettata.

Mai.

Lanciato un ultimo sospiro tornai nella mia cella e lasciai che il mio pomeriggio si animò con una sigaretta dopo l’altra fino a quando il cielo si fece nero e Meg si coprì con le coperte e cominciò a dormire rendendo la cella orribilmente silenziosa.

Serie: Tossicomania
  • Episodio 1: 1
  • Episodio 2: 2
  • Episodio 3: 3
  • Episodio 4: 4
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    Commenti

      1. Africa Erasmo Post author

        Speravo di riuscire a trasmettere il loro rapporto con poche righe d’effetto, e sono felice di esserci risucita!

    1. Tiziano Pitisci

      C’è qualcosa nel tuo stile che rende tutto chiaro e scorrevole. In pochi passaggi, usando poche parole, sei riuscita a trasmettere tutto il disastroso conflitto con la madre. sembri inoltre avere un’attitudine a seguire il noto suggerimento anglosassone “show don’t tell”. Al prossimo episodio.

      1. Africa Erasmo Post author

        Il seguire “show don’t tell” è più una mania, non dire mai cosa succede direttamente ma lasciare che sia il lettore ad intuirlo.
        È stato difficile scrivere del rapporto con la madre ma questa versione mi ha molto soddisfatta.