
A Side Track 4 – McKennedy
Serie: Little Girls Love To Rock
- Episodio 1: Little Girls Love To Rock
- Episodio 2: A-Side Track 2 – Eric
- Episodio 3: A Side Track 4 – McKennedy
- Episodio 4: A Side Track 5 – Pontiac
STAGIONE 1
Qualche notte inquieta mi capitava di rivivere ancora il giorno dell’incidente.
Nel dormiveglia coglievo la figura sinistra di un mostro in lamiera, due enormi fari abbaglianti impressi nelle retine.
I ricordi erano sconclusionati: l’asfalto bagnato, uno strepito confuso, la forza centrifuga sballottarmi prima del tonfo sordo. Un poderoso fischio e poi un bagliore aprire su di una stanza bianca. Dalie rosa sopra ad un comodino asettico.
“Sei una bambina fortunata, Layla”.
Estate 1990, Carol’s Home
La luce proveniente dall’ampia finestra laterale inondava completamente la cucina, soffermandosi sulla penisola centrale in legno massello su cui Mc era appoggiato.
I blue jeans Levi’s bootcut rivelavano una cintura in cuoio marrone con la fibbia dorata, il cui bagliore rifletteva sul soffitto formando un rettangolo perfetto.
Sul ripiano giaceva una copia consunta di Uomini e Topi di John Steinbeck.
“Bella giornata”, disse semplicemente.
“Già”, risposi mesta.
Riscontravamo dati oggettivi con rapidità disarmante.
Ci incrociavamo di rado e in quelle occasioni ci limitavamo ad un saluto accennato con la testa, un sorriso mai troppo sostenuto o una qualche conversazione di circostanza sul meteo.
Rimasi a fissare con insoddisfazione il bordo del bicchiere che tenevo in mano, mezzo pieno e mezzo vuoto.
“Bel vestito…”, azzardò.
Alzai gli occhi su di lui, pensando che mi stesse prendendo in giro.
Quel giorno indossavo un vestitino bianco di pizzo che ricordava i centrini prodotti in serie da zia Ruth.
Me lo aveva ricamato per il mio compleanno e non potevo esimermi dall’indossarlo.
Dal modo in cui mi guardava, però, sembrava piacergli veramente.
“Ti ringrazio”, sorrisi con gratitudine.
La radiolina della cucina trasmetteva con indifferenza il ritornello di Sugar Sugar, un vecchio brano degli Archies: “pour a little sugar on it, honey / Ah, sugar / Ah-ah-ah, honey, honey / You are my candy girl / And you got me wanting you…”.
Il fratello di Caroline era uno di quei tipi schivi alla Fitzwilliam Darcy.
Di aspetto perfettamente ordinario: né avvenente né repellente, non spiccava per alcuna qualità particolare.
Tutto in lui era perfettamente nella media, come se lo avesse concepito un farmacista su di un antico bilancino in ottone.
Il suo modo di porsi tuttavia tradiva una certa intelligenza che mi incuriosiva, ma apprezzavo non facesse pesare.
Entrando, lo sguardo assonnato di Caroline passò in rassegna il fratello, ammonendolo: “Liam, piantala di infastidire la mia amica”, per poi rivolgersi a me: “spero che quello strambo non abbia tirato fuori qualche argomento inquietante, come al solito”, fece una smorfia.
“Nessun problema” dissi proferendomi in un rapido inchino, prima di scomparire in una giravolta: “ciao, Mc!”
“A presto, Layla”
Credo che in un certo senso mi piacesse.
Autunno 1990, Bloody Thorn, Second Avenue & Third street
Ricevetti un forte urto laterale. Una tizia sulla trentina abbondante con delle lunghe unghie laccate di rosso e un cortissimo vestito di pailettes mi afferrò bruscamente per un braccio, penetrandomi la carne con gli artigli e trascinandomi a forza verso il bagno delle donne: “senti stronza, non so cosa tu abbia in quella testa vuota, ma Eric è solo mio. Vedi di lasciarlo stare o prenderò provvedimenti”.
La guardai ricongiungersi alle sue due amiche, fino a sparire nel guazzabuglio generale.
Pensai che sembravano tre clown addobbati a dovere, forse erano scappate dal circo.
Avevo bevuto troppo e mi girava la testa. Il bagno era sudicio: il pavimento era un stagno di urina, le pareti erano piene di scritte oscene corredate di numeri di telefono e su di un lavandino giaceva una siringa abbandonata e incrostata di sangue. Corsi fuori nel parcheggio e finii con vomitarmi addosso per non avvicinarmi a quello schifo.
Credo che svenni in un’aiuola o qualcosa di simile perchè quando Carol venne a prendermi disse che avevo i capelli pieni di foglie.
Avevo la vista annebbiata ma di fianco a lei riconobbi l’uomo dai pantaloni in pelle più stretti del mondo ed Eric.
Mi sembrò di vederlo ridacchiare, ma non ero sicura.
“Ti accompagno a casa”, disse.
Serie: Little Girls Love To Rock
- Episodio 1: Little Girls Love To Rock
- Episodio 2: A-Side Track 2 – Eric
- Episodio 3: A Side Track 4 – McKennedy
- Episodio 4: A Side Track 5 – Pontiac
Mamma mia, quanto hai migliorato il tuo stile nel corso di questi pochi racconti, Susanna! Fai la prova tu stessa, leggi il primo e l’ultimo di questi racconti e vedi come l’ultimo sia più fluido, scorra meglio, senza intoppi. Brava, è una bella prova.
Ti ringrazio… mi rileggo spesso, forse anche troppo, ahah! Sono come quelle donne che stanno allo specchio ore e ore a cercarsi dei brufoletti inesistenti o una ruga appena accennata.
Sicuramente è un esercizio utile per migliorarsi, quando non diventa ossessivo.
In realtà la parte per cui provo maggiore insoddisfazione – e che tutt’ora mi tormenta – è quella lunghissima descrizione di Layla all’ interno dell’ EP 2 Eric.
Mi sarebbe piaciuto alleggerirla, ma trovo tutte le parti elencate di massima importanza e non so scegliere cosa tenere e cosa togliere. Prima o poi ci tornerò sopra.