
Acqua
Sempre sopra, sempre sopra le righe.
Mai sotto, mai e poi mai sotto.
Sotto c’è il nulla. Sotto c’è un lago immobile dove so, che io, ci annegherei dentro lentamente.
Il respiro si riempirebbe di acqua, i polmoni si riempirebbero di acqua.
La mia vita diventerebbe acqua.
L’acqua la puoi modificare in mille recipienti, in mille mari, mille fiumi, piccoli torrenti, piccoli ruscelli.
Ma lei resta sempre uguale.
Io sono così invece, uguale solo a me stessa, ma sempre sopra le righe, per non diventare acqua. Per non essere solo e sempre la stessa di prima.
Corrodo i miei ricordi cercando di scioglierli con l’acido del mio intelletto, ma anche lui in qualche maniera è già stato corroso dal tempo.
Vedo allora immagini ricorrenti: i nasi affilati, i bianchi capelli, i volti scavati e una giovane donna.
Come si presenta bene la morte quando lo vuole. Come fa capire senza ombra di dubbio quando è arrivata la fine. Compassionevole forse? A volte lo fa per gradi, ed è quasi peggio di quando all’improvviso te li strappa dal cuore e te li porta via.
Vederli spegnersi, è stata una morte che è avanzata anche dentro di me giorno dopo giorno.
Io che l’ho sfiorata per molte volte nella mia vita quella morte, che l’ho cercata, voluta con crescente ossessione. Ma il destino, o le coincidenze hanno voluto che mentre lei arrivava, nera, ed io ne rimanevo guardandola innamorata, lei come risucchiata nel vuoto della mia mente, scompariva silenziosa.
Non fui mai turbata da questi miei gesti sconsiderati, ma proseguii il mio cammino in questa strana mia vita segnata.
Fu così che uno dopo l’altro, vidi le loro bare passare davanti ai miei occhi spenti.
Loro al posto mio. Perché. Non sarebbe stato più giusto il contrario?
Sempre sopra le righe, sempre sopra per non diventare acqua, per non darla vinta alla morte.
Non voglio più essere sempre la stessa di prima.
Non voglio diventare acqua.
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa
Ho letto con curiosità fino alla fine questo tuo scritto che ho trovato molto interessante e destabilizzante al contempo. Ho compreso la tua versione della metafora dell’acqua che non muta e che quindi non ti somiglia, tu che invece desideri mutare. Io, personalmente, ho sempre attribuito all’acqua il valore opposto. La amo proprio perché mutevole. Apparentemente simile a se stessa, profondamente sempre diversa. Capace di celare sotto la superficie la sua vera natura. Tuttavia, ascolto e medito sul nuovo punto di vista che tu ci hai offerto. Grazie!
Ciao Cristiana, grazie del tuo commento. Mi fa molto piacere aver letto il tuo punto di vista riguardo l’acqua. Penso infatti che ci possono essere diverse opinioni sulle sensazioni che si provano parlando di essa. Avere queste diversità di vedute è solo che un arricchimento per me. Io ho voluto rappresentarla in una maniera inconsueta, e proprio perché è simbolo di vita, io l’ho stravolta rendendola simbolo negativo, prendendo in considerazione la sua sempre per me immutabilità.
Grazie a te!
Ciao Lily, mi piace molto il tuo stile di scrittura: essenziale, acuto, incisivo, a tratti quasi tagliente. Questo racconto e` un po’ misterioso, volutamente vago – immagino – nel non detto di coloro (forse i propri cari?), che la morte ha portato via. Mi piace anche la descrizione iniziale dell’ acqua, anche se non capisco la negazione finale verso un elemento fondamentale che io amo tanto, anche perche` ha una straordinaria capacita` di adattamento (prende forma a seconda d luogo in cui avviene il suo passaggio) e ha una forza incredibile, che puo` competere con quella del fuoco.
Ciao, M. Luisa, grazie del tuo prezioso commento, e delle riflessioni contenute in esso.
Ho lasciato vaghe le persone morte volutamente, perché potevano essere decise da chi leggeva poiché è un tema comune, e comunque la protagonista non vuole specificarlo perché di loro vede solo i particolari, le farebbe troppo male riconoscerle.
Per quanto riguarda l’acqua, che viene associata giustamente alla vita, l’ho presa in considerazione perché proprio la sua particolarità è quella che non cambierebbe mai qualsiasi operazione su di essa venisse fatta. La protagonista vuole cambiare e quindi mai diventare acqua.
L’acqua viene snaturata in questo racconto e perde il suo immenso valore: morte invece di vita.