Alba e tramonto
Serie: La botola in cantina
- Episodio 1: Deodorante e tabacco
- Episodio 2: Terra e pietre
- Episodio 3: Sondra e Joe
- Episodio 4: Alba e tramonto
STAGIONE 1
La porta nascosta dal pesante mobile, a differenza di quella di ingresso, si presentava come una pesante struttura metallica, chiusa da un lucchetto.
«Forse ci siamo» disse Joseph con un tono di voce troppo acuto.
«Potrebbe condurre a un’altra zona della cantina» notò lo sceriffo. «Forse quella che stiamo cercando, il suo amico potrebbe essere lì dentro.»
Joseph la guardò per un attimo. La spavalderia della donna si era dissolta. L’accenno di disagio che mostrava da quando erano scesi in cantina la rendeva più umana ai suoi occhi, tanto che per la prima volta da quando l’aveva incontrata la apprezzava come rappresentante dell’altra metà del mondo piuttosto che della legge e dell’ordine.
«Non credo sia possibile, a meno che non ci sia un un altro ingresso. Comunque voglio aprirla» disse.
«Il problema è che non siamo tenuti a fare danni, anche se siamo qui per un motivo importante. Dovrei procurarmi un mandato.»
«Sondra… Si tratta di Edward. Penso che sia in pericolo, o peggio. Ha presente quella sensazione, quel certo sesto senso. So che lei non può intervenire e non la biasimo, ma lo farò io. Spero che non prenda la decisione di fermarmi.» Si guardò intorno alla ricerca di un martello o un attrezzo pesante per forzare il lucchetto.
«Aspetti» lo fermò Sondra. «È possibile che la chiave sia qui intorno, magari dentro qualche cassetto di questo mobile.»
Joseph iniziò ad aprire le ante e i cassetti più per assecondare la donna che per la speranza di trovarla davvero.
«Eccola!» esclamò Sondra porgendogli un piccolo anello di metallo a cui erano agganciate due chiavi identiche. Gliele porse indugiando sul contatto con la sua mano. Il calore della sua pelle risvegliò nell’uomo una sensazione di intimità verso colei che guardava sempre più come donna che come sceriffo. Pensò a Edward. Pensò al sollievo e alla gioia che avrebbe provato quando avrebbe potuto riabbracciarlo. Poi, chissà se con Sondra…
«Io torno in auto per contattare il mio vice via radio. Gli chiederò di venire qui al più presto.»
Non vuole essere coinvolta in questa faccenda, pensò Joseph. La capisco: deve rispettare la legge.
«Vai, Sondra. Qui ci penso io. Puoi lasciarmi la torcia?»
Il lucchetto scattò senza problemi liberando la porta metallica. Joseph si voltò alla ricerca della donna con la speranza che fosse ancora con lui. Dietro di lui solo il vuoto della cantina con l’unica finestrella da cui era comparso, come per uno spettacolare effetto scenico, un raggio di sole che si proiettava fino quasi alla parete opposta, l’unico contatto di quel luogo con l’esterno, con la luce del tramonto che riusciva anche solo per un istante a insinuarsi nel buio. Mosse il fascio di luce della torcia sul pavimento fermandosi su due oggetti che non avrebbero dovuto essere lì. Due mozziconi di sigaretta con la punta schiacciata, consumati per pochi millimetri, come appena accesi e subito buttati a terra.
Si concentrò ancora su quella lama di luce che faceva il possibile per tentare di aggredire l’oscurità, prima che la notte prendesse il sopravvento. E come se quel raggio di sole avesse illuminato la sua mente oltre che quel luogo sotterraneo, comprese l’errore che aveva commesso.
Spalancò la porta che si apriva su un piccolo locale spoglio. A terra il corpo del suo amico era immobile, rigido come un burattino in una posizione innaturale. Il volto reso quasi irriconoscibile dalla sostanza gelatinosa ormai rappresa che fuoriusciva da un lato della testa. E poi l’odore: acre, ferroso, un odore di morte. Tutto ciò che restava del suo più caro amico.
Qui le case si assomigliano un po’ tutte.
Un clic metallico lo fece voltare prima che potesse realizzare a cosa stesse assistendo, prima che il suo stomaco si ribellasse a quello spettacolo.
L’ultimo pensiero prima del rumore assordante dello sparo, prima del sapore di ferro e acido che saliva dalle sue viscere, avrebbe potuto essere il dispiacere di non poter approfondire la conoscenza con Sondra, almeno non come sperava. Ma ebbe ancora il tempo di pensare al suo caro amico, alla sua ingenuità, alla sua franchezza, alla decisione che aveva preso senza aspettarlo.
La maledetta decisione di parlare con qualcuno della botola in cantina.
Serie: La botola in cantina
- Episodio 1: Deodorante e tabacco
- Episodio 2: Terra e pietre
- Episodio 3: Sondra e Joe
- Episodio 4: Alba e tramonto
Discussioni