Allora esistono
Serie: Narzole Untold
- Episodio 1: Lezione di volo
- Episodio 2: Maledetta pala
- Episodio 3: Una radice particolare
- Episodio 4: La nuova verità
- Episodio 5: La vecchia maga
- Episodio 6: Le fate
- Episodio 7: Allora esistono
- Episodio 8: L’amuleto mediatore
- Episodio 9: La storia degli spiriti
- Episodio 10: Non sono un eroe
STAGIONE 1
«Ben ritrovato, Kire» salutò calorosamente Exilium.
«Buongiorno a te, Exy» rispose Kire.
«Exy?» rimase perplessa la radice.
«Le fate, ieri sera, mi hatto detto che devo parlare ad un fantasma» disse il ragazzo, appoggiando un grosso pezzo di pluriball sul freddo fango per poi sedercisi sopra.
«Ma allora esistono sul serio!» esclamò una volta che si fu messo comodo.
«Ah, ah, non propriamente. Diciamo che esistono ma allo stesso tempo non esistono» ridacchiò Exilium.
«Che significa?» chiese perplesso Kire.
«Che non esistono nel mondo reale, ma solo nella testa di coloro ai quali desiderano manifestarsi» spiegò Exilium.
«Per questo solo alcuni riescono a vederli?»
«Esatto. Se vuoi poterli vedere, indipendentemente dal loro volere, devi munirti di un particolare oggetto; chiamato amuleto mediatore» spiegò Exilium.
«Ok, capito. E immagino che sia sempre Sigismonda a dovermelo fornire, giusto?»
«Corretto anche questo» poi Exilium sorrise.
«Perfetto» disse il ragazzo alzandosi.
«Ci vorrà un po’ di tempo prima che tu ti possa abituare, sii paziente» lo avvisò Exilium.
«Abituarmi a cosa?» Kire si fermò, voltandosi verso il viso di legno.
«A quello che vedrai e percepirai una volta dotato di mediatore» si fece più serio Exilium.
«Perfetto. Solo cose belle» disse Kire prima di uscire all’aria aperta.
***
Kire varcò l’uscio della polverosa bottega con la stessa riverenza di quando si entra in una chiesa, richiudendosi la porta alle spalle. La bottega non era affatto cambiata, continuava ad essere ricolma di cataste di oggetti decrepiti ricoperti di spessi strati di polvere.
«Sigismonda?» chiamò timidamente Kire nella penombra del locale, camminando lentamente fra le file di tavoli e armadi appoggiati al muro. Non arrivò alcuna risposta.
«Sigismonda!?» osò ancora, alzando il tono della voce. Ma a rispondergli fu ancora una volta lo stoico silenzio. Kire fece un giro su sé stesso per guardarsi intorno, ma non vide la vecchia da nessuna parte.
«Dove cavolo si è ficcata quella vecchia…» borbottò fra sé e sé.
«Vecchia!?» esclamò Sigismonda alle spalle del ragazzo, con tono calmo ma stizzito. Kire sobbalzò dallo spavento, era convinto che non ci fosse nessuno a parte lui.
«Ma che cazzo! Ti ho chiamata due volte ad alta voce, possibile che tu abbia sentito solo l’ultima frase, detta a bassa voce fra l’altro?» disse Kire.
«Si» si limitò a rispondere Sigismonda, fissando intensamente il ragazzo. Poi tirò fuori una mano da sotto un cencio e velocemente tirò una bacchettata su una mano a Kire.
«Porca puttana!» urlò Kire dal male, coprendosi con la mano rimasta sana quella dolorante. Intanto Sigismonda gli passò a fianco, impassibile, andando verso il bancone.
«Quando avrai finito di frignare, sarei ansiosa di sapere a cosa devo questo meraviglioso secondo disturbo.» chiese Sigismonda, severa.
«Frignare…» borbottò Kire avvicinandosi al bancone.
«Le fate mi hanno detto che dovrei parlare con un fantasma, ma Exilium mi ha spiegato che, per interagirci, avrei bisogno di un aggeggio mediatore» spiegò Kire mentre Sigismonda lo ascoltava molto attentamente.
«Intendi forse un amuleto mediatore?» chiese Sigismonda.
«Esatto, proprio quello» disse Kire, facendo un gesto di conferma con l’indice.
Sigismonda inarcò un sopracciglio con fare interrogativo.
«E la mia ciotola in argento?»
Kire mise una mano nella tasca dei pantaloni, ne tirò fuori l’oggetto in questione e lo posò sul bancone. Poi sfoggiò un sorriso largo e beffardo.
«Aspettami qui» disse prima di sparire nel retrobottega. Dopo qualche minuto, ritornò, reggendo fra le mani una cassetta di legno. Sembrava una di quelle che usano i gioiellieri per custodirci anelli e braccialetti. Sigismonda l’appoggiò sul bancone, rivolgendo l’apertura verso Kire. Il ragazzo avvicinò una mano all’oggetto per cercare di aprirne la chiusura, ma la maga, veloce, gli tirò uno schiaffo sul dorso.
«Di nuovo?» disse Kire ritraendo la mano.
«Ora, ascoltami attentamente e smetti di fare il buffone» gli intimò Sigismonda.
«Dovrai toccare attentamente ognuno di questi amuleti e percepirne la sensazione che ti dà. Questa scelta è estremamente cruciale e critica perché determinerà la bontà di tutte le volte che dovrai avere a che fare con determinate energie. Quando starai toccando il medaglione giusto sentirai come una lieve scossa continua ai polpastrelli. Solo uno fra tutti dovrebbe darti questa sensazione, ma nel caso ne incontrassi di più ricordati di scegliere sempre quello che ti ha dato la sensazione più intensa. È tutto chiaro?» chiese Sigismonda al termine della spiegazione.
«Si, ho capito» rispose Kire.
«Bene» disse la maga, aprendo il cassetto.
All’interno della cassetta c’erano quattro spazi divisi, in ognuno dei quali giaceva una lunga catenella con un prezioso amuleto come ciondolo. Ogni ciondolo conteneva una diversa gemma o pietra preziosa, incastonata in una base di differente materiale e forma, non sempre posizionata nel centro. Ogni base aveva una specie di percorso labirintico inciso, sempre collegato con la gemma.
Kire iniziò posando la mano sul primo gioiello da sinistra. Aveva una base triangolare fatta in uno strano metallo rossiccio, il labirinto era composto da raggi ondulati che dalla gemma, una goccia arancione con la punta rivolta verso il basso a destra, andavano verso i bordi. Il ragazzo non sentì alcuna sensazione, passò quindi al secondo.
Questo medaglione aveva la base quadrata, di un metallo color grigio lucente che avrebbe potuto essere argento, con uno smeraldo rettangolare posto sul bordo superiore. Il labirinto era semplicemente una serpentina con le curve “quadrate” che percorreva, con passate verticali, tutta la superficie del medaglione. Kire percepì un lieve solletico sotto le unghie.
Sigismonda notò un leggero sussulto di stupore nel ragazzo e, con calma, gli ricordò il funzionamento.
«Ricordati: non è il primo che ti dà una sensazione ma quello che ti dà la maggiore. Non farti condizionare da questo medaglione solo perché è stato il primo», poi proseguì «Speriamo che uno di questi cinque sia quello giusto».
Kire ritrasse la mano dal gioiello, guardando la maga perplesso «Cioè vuoi dire che potrebbe non essere uno di questi?»
«Esatto»
«E come faccio a sapere se il mediatore giusto per me è fra questi?»
«Quando ne avrai scelto uno faremo una prova per sincerarci della bontà della scelta»
«Che tipo di prova?»
«Se te la spiegassi ne inficerei il risultato. Scegli e abbi fede in me.» chiosò Sigismonda, invitando il ragazzo a procedere con un moderato gesto della mano.
Kire, dunque, posò la mano sul terzo medaglione mediatore. Anche questo aveva la base in argento, ma di forma tonda. Il labirinto era formato da una doppia spirale che dal centro andavano verso l’esterno. Nel mezzo v’era una gemma gialla, un berilio eliodor per la precisione, anch’essa rotonda.
Kire sentì una forte scossa provenire dal gioiello pungergli l’estremità delle dita. Dopo qualche secondo, ritrasse la mano facendo un verso di dolore.
«Era abbastanza forte da farti provare dolore?» chiese Sigismonda.
«Si… è strano, è una scossa strana»
«Procedi con gli altri due»
Kire poggiò la mano sul quarto, un medaglione ovale di un metallo blu violaceo, avrebbe potuto essere un tipo di titanio. La gemma era luminosa e celeste, con un taglio a losanga. Il labirinto era estremamente intricato, ma non presentava curve, solo spigoli. Kire non percepì nulla, dunque abbassò la mano.
«Questo giallo è l’unico che mi ha trasmesso qualcosa»
«Molto bene, prendilo»
Il ragazzo prese il gioiello e fece per metterselo al collo, ma Sigismonda lo fermò con un gesto della mano.
«Fermo! Non lo indossare ancora»
«Si, ma stai calma! Sto fermo, sto fermo…» la rassicurò Kire, posando immediatamente il gioiello sul tavolo.
La vecchia maga richiuse e mise sotto al banco la scatola con gli altri medaglioni.
«Credi nella magia?» chiese Sigismonda fissando intensamente Kire negli occhi.
«Beh…. ti direi non tanto, sai com’è. Ma ultimamente faccio fatica a credere a qualcosa»
«Qualsiasi sia la tua opinione al riguardo è superflua. La magia esiste ed è scientifica»
«Cosa significa che è scientifica?»
«Che può essere spiegata, ma attualmente va ben oltre la comprensione scientifica della nostra specie sul nostro universo»
«Quindi esiste una spiegazione per tutti i fenomeni paranormali che incontrerò ed ho incontrato?»
«Esatto. Tuttavia, non è una dinamica chiara, tantomeno predicibile. Non esistono teoremi, formule o regole come la scienza classica. Esistono solo le osservazioni empiriche di chi, prima di me, ha studiato questi fenomeni»
«Capisco. E tutto questo preambolo serve per spiegarmi come funziona il medaglione, vero?»
«Esatto. Materiale, forma, pietra e labirinto non sono stati scelti a caso o in virtù dell’estetica; bensì per il loro funzionamento»
«Questa roba funziona?» chiese scettico Kire.
«Si, è esatto. Servono per incanalare e potenziare le vibrazioni del corpo, come se fosse un’antenna a dipolo»
«Vibrazioni del corpo? Oh, suvvia, cos’è questa robaccia da guru?» tentò di schernire Kire.
«Roba estremamente seria, ti passerà la voglia di sghignazzare quando capirai cosa vuol dire vedere oltre» lo rimproverò severa Sigismonda. Kire deglutì.
«Perché? Cosa vedrò?»
«Tutto quello che veramente esiste»
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- Episodio 9: La storia degli spiriti
- Episodio 10: Non sono un eroe
Molto affascinante e coinvolgente la scelta del medaglione. È lodevole che tu abbia speso del tempo non solo per immaginarli, ma, soprattutto, per farli vedere anche al lettore.
Sono curiosissimo di sapere cosa succederà ora.
Ciao Giuseppe, la descrizione è una parte della narrazione che considero molto importante ma anche molto delicata. E’ estremamente utile per portare il lettore direttamente dentro alla storia, ma se diventa troppo imponente potrebbe rendere il flusso narrativo poco scorrevole e noioso.
Bello, complimenti. Ben scritto e coinvolgente
Grazie mille Cesare, spero di ritrovarti contento anche nei capitoli successivi.