Amare per l’ultima volta

Serie: Frammenti di una notte di gennaio


Alma si trova a riflettere sull'amore davanti alle fiamme di un falò che, lentamente, si spengono.

Avete mai pensato a quante volte ci innamoriamo nella nostra vita? O meglio, a quante volte crediamo di essere innamorati?

A questo stava pensando Alma mentre, seduta sulla sabbia umida, fissava le fiamme di un fuoco ormai quasi spento. La sabbia le faceva prudere incessantemente le gambe e aveva freddo, eppure non riusciva a staccare gli occhi dal fuoco e andare a casa. Era guardando quelle fiamme spegnersi che si era ritrovata a pensare all’amore. Aveva fatto un veloce resoconto mentale della sua vita: aveva ventisette anni e quella era la prima volta in cui amava davvero.

Ne aveva avute di storie e tutte le avevano lasciato dei segni che portava sul volto, sulla pelle.

Ricordava bene il suo primo amore, quel ragazzo che per la prima volta le aveva fatto sentire le farfalle nello stomaco. Quanto aveva pianto dopo la rottura! Pensava di non poter più vivere; eppure, eccola lì, ad anni di distanza, a guardare un fuoco spegnersi lentamente.

Poi c’era stato il suo secondo ragazzo, quello che l’aveva distrutta nell’anima e nella mente, che l’aveva fatta sentire sbagliata e indegna di essere amata. Ancora si sentiva così ogni volta che qualcuno le prendeva la mano e l’accarezzava dolcemente.

Infine, c’era stato lui: l’amico di tutta una vita. Chi altri poteva amarla se non la persona che conosceva tutti i suoi lati più oscuri? Eppure, neanche quello era bastato.

Alma li aveva amati tutti, a modo suo. Ma nella mente continuava a rimbombarle la domanda “a cosa serve amare qualcuno se si trasforma tutto in cenere?”

E quella sera, guardando le fiamme consumarsi lentamente, aveva capito.

Era bastato un bacio, un semplice scambio di sguardi con un ragazzo timido che non sapeva come rompere il ghiaccio. Aveva capito che tutto quell’ “amore sbagliato” era fondamentale per preparare qualcuno al momento in cui si sarebbe trovato davanti la sua persona. Per saperla riconoscere, per saper ascoltare quelle sensazioni che ti urlano in tutto il corpo che siete destinati a passare il resto della vita insieme. Razionalmente pensi che tutto questo non abbia senso, che quella persona non la conosci neanche; ma basta un bacio al tuo cuore per capire che quella sarà l’ultima volta in cui amerai qualcuno.

Un vento gelido le arrivò sulle spalle e Alma si strinse le ginocchia al petto. Una voce la risvegliò dai suoi pensieri.

«A cosa stai pensando?» le chiese un ragazzo sedendole vicino.

«A nulla.»

«Hai freddo?»

«No» rispose Alma sorridendo. «Ora non più.»

Serie: Frammenti di una notte di gennaio


Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Amore

Discussioni

  1. “Chi altri poteva amarla se non la persona che conosceva tutti i suoi lati più oscuri? Eppure, neanche quello era bastato.”
    Una frase che colpisce, molto bella. Neanche il conoscere i lati più reconditi di noi stessi, a volte, serve a qualcosa. Complimenti per il racconto. 👏 😃

    1. A volte neanche quello sembra abbastanza, semplicemente perchè quella persona non è adatta a noi. Il destino ha altre cose in serbo.
      Grazie per il commento, sono felice che il racconto ti sia piaciuto 🙂

  2. “basta un bacio al tuo cuore per capire che quella sarà l’ultima volta in cui amerai qualcuno”
    L’immagine di un bacio dato al cuore è forte, poetica, incisiva. Frase centrale o forse incipit da cui svilupperai la tua storia. Molto bella la scena iniziale di questa giovane donna seduta davanti a un falò, con i suoi pensieri stretti in una mano. In certi momenti, bisogna solamente aprirla e lasciarli volare via.

    1. Grazie mille Cristiana per aver letto il mio racconto e aver lasciato un commento! 🙂
      Quella frase è davvero molto a effetto, potrebbe davvero diventare il nucleo centrale da cui sviluppare una storia più articolata magari

  3. Ciao Tatiana, mi piace molto il titolo di questa nuova serie. Il tema del primo episodio ha da sempre una valore universale con un numero infinito di varianti che spinge a scoprire quale possa essere la versione personale della o del protagonista in questione. Mi sono rispecchiata in gran parte delle riflessioni di Alma (un nome che esprime già qualcosa di sé), non tanto in questo mio tempo presente, quanto per gli anni in cui le esperienze amorose finivamo in lacrime e ricominciavano con slancio, al ritmo dell’entusiasmo giovanile.
    Aspetto il prossimo episodio.

    1. Grazie per il tuo bellissimo commento e per la tua meravigliosa riflessione. Leggerla mi ha veramente fatto sorridere perchè racchiude proprio il significato che volevo rilasciare con il mio racconto. Il titolo, infatti, può rappresentare diversi significati a seconda di chi legge la storia e di come la interpreta. Potrebbe rappresentare una fine così come un nuovo inizio di qualcosa di diverso, che si distacca da tutto quello vissuto negli anni precedenti

  4. “Aveva capito che tutto quell’ “amore sbagliato” era fondamentale per preparare qualcuno al momento in cui si sarebbe trovato davanti la sua persona.”
    È con l’esperienza, infatti, che veniamo formati e impariamo, cambiando a volte, formando in noi una nuova persona. Qualsiasi tipo di esperienza è, come dici te, “fondamentale”, anche per trovare l’amore.
    Molto bello questo racconto; esprime pienamente le emozioni a cui tutti, almeno una volta, siamo passati e mi ha colpito particolarmente.

    1. Ciao Rachele, grazie per aver letto il mio racconto e per aver lasciato un commento!
      Concordo pienamente con te. Ogni esperienza, da quelle adolescenziali a quelle in età più adulta, ci insegnano, ci formano, ci creano. Ed è fondamentale continuare a scoprirci, anche tramite gli “sbagli” per arrivare a conoscerci sempre un po’ di più.

  5. Ciao Tatiana. Sono sempre sensibile, mio malgrado, alle sensazioni, le emozioni legate al sentimento amoroso.

    Il tuo piccolo testo, molto diaristico, non credo vada letto nel senso formale: è semplice e lineare. Un desiderio di squarciare il buio, di “uscire e gridare”.

    Difficile non sforare nel personale, arduo resistere alla tentazione di raccontare. Perciò, con un pò di mestiere e tanta esperienza, supero l’impasse e rilancio con una frase che evoca un’immagine, non riferita a me, bensì a quella ragazza che si trova sulla spiaggia di fronte al falò. Le parole saranno le stesse per tutti, mentre l’immagine diversa per ciascuno: “I am the stone”.

    1. Ciao Robért, grazie per aver letto il mio racconto!
      Come hai sottolineato, il mio testo è una riflessione sull’amore, un bisogno di uscire fuori, di trovare un senso a quello che nella vita, a volta, finisce. Ogni persona che lo legge può trovarci un proprio significato, magari ci si può rispecchiare oppure contrapporsi completamente.
      Mi piace moltissimo la frase “I am the stone”, la trovo molto adatta al mio racconto e a quello che volevo “tirare fuori da me”.
      Grazie ancora per il commento e per la tua bellissima riflessione.