
Andrea
Serie: Erasmus
- Episodio 1: Il valzer dei fiori
- Episodio 2: L’assassino (finale serie)
- Episodio 3: La gelosia dei bulli
- Episodio 4: Ritrovamento
- Episodio 5: Sospetti
- Episodio 6: Monika
- Episodio 7: Cinque paia di occhi
- Episodio 8: Jérémie
- Episodio 9: Arrivo
- Episodio 10: Pavel
- Episodio 1: Appuntamento di benvenuto
- Episodio 2: Abdul
- Episodio 3: Sparatutto e hacker
- Episodio 4: Andrea
- Episodio 5: Un lungo progetto
- Episodio 6: L’accusato
- Episodio 7: Boccata d’aria
- Episodio 8: Arja
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Il pentolino gorgheggiava rumorosamente sopra la piastra. Andrea spense il fornello e mescolò il liquido marrone prima di farlo scivolare in una tazza. Era supposto dovesse essere cioccolata calda in bustina, nella tazza aveva del cacao sparso qua e là tra grumi e croste bruciacchiate di latte. Sospirò e provò a rompere i grumi con il cucchiaino mentre guardava dalla finestra la neve cadere più debolmente. La tempesta si stava calmando e presto anche il loro isolamento.
Almeno per i suoi amici Ian e Pierre, lui era ancora confinato nel suo appartamento finchè erano in corso le indagini.
Controllò il cellulare. I suoi amici lo tormentavano con mille messaggi. Provavano a distrarlo a modo loro, lo capiva che lo facevano per lui ma Andrea desiderava sentire una sola persona: Arja.
La chat su WhatsApp era ancora bloccata. Le aveva mandato delle e-mail, sicuramente finite nella spam. Dov’ era? Aveva bisogno di sentirla.
Finì di bere, o meglio, di mangiare, quello schifo di cioccolata calda e mise la tazza nel lavello. Aprì l’acqua ma la richiuse subito.
Bussavano alla porta.
Aprì e la detective Helli Marin gli si parò davanti assieme a due agenti.
«Spero di non disturbarla, ma avrei bisogno di parlarle, signor Grazioli» disse gentilmente ma con tono piatto, lo stesso di Arja.
Andrea annuì e fece strada ad Helli che disse ai poliziotti di aspettarla fuori.
«Posso offrirle qualcosa?» chiese Andrea.
Helli si guardò attorno, poggiò la borsa sul tavolo e tirò una sedia.
«Non è necessario, grazie» rispose ed invitò Andrea a sedersi.
Il giovane ubbidì mentre Helli si sistemava di fronte a lui.
La detective guardò per diversi secondi immobile e in silenzio il ragazzo. Respirò profondamente, incerta, quasi seccata, come se ritenesse inutile quel colloquio.
«Lei ha ritrovato la vittima, la mattina del 17 novembre, sotto un cumulo di neve» iniziò.
«Esatto» annuì Andrea.
«Come ho detto ai suoi colleghi ho tolto la neve dalla faccia e poi ho chiamato la polizia» continuò serio, senza guardarla negli occhi.
«Come mai quel gesto? Togliere la neve da un corpo. In genere la prima reazione ad un ritrovamento è di sconcerto, paura, fuggire via. Lei invece ha avuto la freddezza di sincerarsi dell’identità della vittima e poi ha chiamato la polizia.»
Andrea alzò le spalle.
«Sono un tipo pratico, non so che dirle, mantengo sempre la calma in situazioni d’emergenza. Una volta ho affrontato un incendio assieme ad altri volontari e ai vigili del fuoco e un’altra volta ho salvato un tizio in mare che veniva trascinato via dalla corrente. Sono fatto così.»
Helli si poggiò allo schienale della sedia e tamburellò le dita della mano sul tavolo mentre osservava quel ragazzo.
«In tutta sincerità poi,» continuò Andrea, «sul momento ero anche sollevato fosse Karo.»
Helli alzò un sopracciglio.
Andrea iniziò a gesticolare con le mani freneticamente.
«Voglio dire, non mi fraintenda, ovviamente ero e sono sconvolto per la morte di Karo, ma quando ho capito che sotto quella neve c’era un cadavere ho avuto paura potesse essere un’altra persona.»
«Chi?»
Andrea sospirò.
«Arja, la mia ragazza…voglio dire la mia ex ragazza. In realtà non saprei come definirla.»
Helli abbozzò appena un cenno di sorriso. Gli faceva tenerezza quel ragazzo.
«La sente ancora?»
Andrea restò un secondo spaesato.
«Arja? No, mi ha bloccato ovunque.»
«Allora la definirei ex» liquidò con un sorriso Helli.
Andrea restò con la bocca aperta, in un’esclamazione a metà tra il sorpreso e il deluso e poi sprofondò nella sedia.
Helli si appoggiò con i gomiti sul tavolo, stringendosi le mani, silenziosa in cerca di altre domande.
«Lei ha dichiarato di aver visto la vittima la notte prima dell’omicidio.»
Andrea sorrise incerto.
«Vedere è un parolone…come ho già detto, ha bussato alla mia porta…non so, sarà stato poco dopo mezzanotte, io mi ero appisolato là , sul divano» e lo indicò girandosi.
«Ho aperto e lei era sconvolta, cercava Pavel e mi ha chiesto se sapessi dove fosse. Io sapevo solo che stava fuggendo da Jérémie e dai suoi amici ma questo era molte ore prima, sinceramente non mi interessava dei loro problemi, avevo già i miei con Arja.»
«Eppure ho notizie che lei fosse amico del signor Novà k.»
Andrea aprì le braccia al cielo.
«Ancora con questa storia!» esclamò esasperato.
«Mettiamo in chiaro una volta per tutte, io non ero suo amico, non lo sono mai stato, eravamo solo compagni di laboratorio. Mi faceva paura Pavel, va bene? Ha visto che razza di bestia è? Cosa è capace di fare? Un momento è allegro e tranquillo, quello successivo parte alla carica come un pazzo. Mi guardi» e si alzò.
«Sono alto un metro e un barattolo, ho solo cercato di sopravvivere alla sua furia mantenendo un rapporto cordiale con lui. Come la Finlandia con la Russia o il Belgio con la Germania nel 1914»
Helli lo guardò sorpresa.
«Scusi?»
«Sì intendo come un piccolo Stato che confina con un grande impero bellicoso.»
Helli rise.
«Sia il Belgio nel 1914 che la Finlandia nel 1940, però hanno combattuto e resistito» puntualizzò Helli.
Andrea incrociò le braccia seccato.
«Ok allora io sono come la Danimarca che ha preferito arrendersi ai nazisti, meglio? Non tutti sono così coraggiosi da combattere, è una colpa? Ognuno agisce come può, io ho cercato di mantenere al minimo i rapporti con Pavel, che colpa c’è a non volersi far coinvolgere?»
«Ma lei è coinvolto, altrimenti non sarei qui.»
Andrea restò a bocca aperta, senza una risposta.
«Continui il racconto, cosa ha fatto dopo averle aperto la porta?»
Andrea scosse la testa, innervosito.
«Niente, le ho detto che non sapevo dove fosse Pavel e lei è andata via.»
«E l’ha lasciata andar via nel cuore della notte?»
Andrea sospirò e guardò oltre la spalla della detective.
«Senta, lo so cosa pensa, lo so di essere stato…sarei dovuto andare con lei, forse sarebbe ancora viva, o forse no, non lo so, ma onestamente mi guardi, che protezione avrei potuto darle contro uno come Pavel?»
«Lei pensa che sia stato Pavel?»
Andrea restò con le mani a mezz’aria, balbettava cercando le parole.
«N-non lo so, può darsi, era violento, mi aveva confessato di averla picchiata e quando l’ho vista sono rimasto inorridito, voglio dire, l’ha proprio pestata, capisce? Ma onestamente non me la sento di accusare nessuno, non conosco tutti gli intrecci tra di loro, non eravamo amici e non ci frequentavamo. Al di là delle lezioni io non sapevo nulla della loro vita.»
Helli tamburellò sul tavolo.
«Come mai la sua ragazza l’ha mollato?»
«Arja? Per via della rissa, credeva fossi amico di Pavel e mi ha detto di scegliere tra lei e lui.»
Helli sorrise.
«La sua ex è molto più perspicace di lei, mi creda, ha idea di dove fosse quella notte?»
Andrea scrollò la testa.
Helli tamburellò più forte poi si alzò di scatto.
«A fare quello che lei, Monika, Jérémie e tutti gli altri avreste dovuto fare da tempo» e si mise la giacca.
«Chiamare la polizia. Grazie della disponibilità , signor Grazioli» gli allungò la mano.
Andrea la strinse, confuso.
Accompagnò la detective alla porta.
«La cioccolata calda: la prossima volta meno latte e a fuoco lento, per evitare i grumi e soprattutto di bruciare il latte» disse lanciando un cenno al lavello.
Andrea arrossì imbarazzato.
«Seconda cosa: la Danimarca, nel 1940, ha lasciato entrare i nazisti per evitare bombardamenti e inutili vittime civili, ma l’esercito e la popolazione hanno continuato a combattere con gli Alleati o nella Resistenza. Non si sono mai piegati.»
Andrea provò a ribattere ma fu fermato da Helli che aprì la porta.
«La prestanza non è sinonimo di potenza, impari ad essere più coraggioso e a non vivere nella paura.»
Uscì e si chiuse il giubbotto mentre camminava seguita dai poliziotti. Andrea sospirò e si apprestò ad entrare quando fu fermato da Helli che tornò indietro con lunghe falcate.
«Un’ultima domanda, signor Grazioli» disse.
«Ha notato se Karo avesse in mano una busta quella notte?»
Andrea fissò la neve pensieroso.
«Era buio…ero assonnato, non saprei dire con esattezza, però ricordo di aver messo la lettera di Pavel sotto la porta del loro appartamento, dopo che Monika mi chiuse la porta in faccia.»
Ad Helli brillarono gli occhi. Sorrise soddisfatta.
«Capisco.»
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- Episodio 3: Sparatutto e hacker
- Episodio 4: Andrea
- Episodio 5: Un lungo progetto
- Episodio 6: L’accusato
- Episodio 7: Boccata d’aria
- Episodio 8: Arja
molto umano il nostro andrea, una persona non privo di macchia e di paure. Ci sta, lo rende più verosimile. Bello lo scambio…bellico con Helli!
Grazie Sergio! Helli zitta zitta ma le cose da dire le dice alla fine 🙂
Nel Mondo non servono solo CuordiLeone. Bella la caratterizzazione di Andrea, che lo rende un ragazzo perfettamente normale (oltre che pragmatico). La trama continua a ritmo serrato, grazie alla tua abilità di fornire ogni tassello al momento giusto, lasciando al lettore il ruolo di investigatore aggregato. Le certezze sono ormai smontate, quale sarà la verità che si nasconde dietro l’assassinio?
Grazie MIcol 🙂
Rimango sempre colpito dal ritmo serrato degli interrogatori, vera spina dorsale (almeno per ora) della complessa indagine
Grazie! Spero di continuare a colpirti
“Gli faceva tenerezza quel ragazzo”. Non solo a Helli, pure a me e credo anche a molti altri lettori. E penso che fosse proprio questo il tuo intento nella descrizione di Andrea, perfettamente riuscito. “Sono alto un metro e un barattolo” completa il quadro.
“Come la Finlandia con la Russia o il Belgio con la Germania”: sei riuscito con una sola semplice battuta, a fare storia, attualità e politica, e con ironia. Bravo Carlo.😉
Grazie Maria Luisa! Dei 5 interrogatori questo è quello in cui mi sono divertito di più ad immaginare la scena! Per Andrea, come per tutti gli altri, l’effetto dipende da persona a persona, però sì, confesso che ovviamente volevo far provare tenerezza o quantomeno una genuina simpatia per questo ragazzo 😂