
Anima Nera
Serie: Quello che resta
- Episodio 1: Anima Nera
- Episodio 2: L’Attesa – Il Canto delle Comari –
- Episodio 3: L’Attesa – Il profumo del ricordo –
STAGIONE 1
Dopo giorni di pioggia, finalmente quella mattina splendeva il sole. Quei pallidi raggi coloravano il cielo di una luce chiara, dando conforto ai marinai intenti a riparare le loro reti lungo il molo, e illudendoli che forse per quella notte sarebbe stato possibile uscire per mare. «Ma i gabbiani volano bassi », tuonò Totonno, scuotendo il capo, «certamente tempo buono non è.»
Quella mattina il porto era particolarmente animato, non vi erano solamente Totonno con il suo seguito di figli e nipoti (lo stesso infatti poteva vantare ben cinque figli maschi, tutti dediti all’arte marinara, fatta eccezione per il suo terzogenito, che di mestiere era macellaio e da tutti conosciuto come Franco u’ Chianchiere) né tantomeno si trattava del chiacchiericcio delle comari, arrivate fin lì per accaparrarsi alici e cozze da cucinare. Quella mattina ciò che attirò l’attenzione di tutti era un piccolo carretto trainato da un asinello. Non era di per sé il vecchio e ossuto uomo, dal viso quasi imbronciato, a richiamare gli sguardi degli abitanti del porto, quanto il contenuto di quei due contenitori rotondi e lucidi, sui quali il sole si specchiava.
«Gelato!» esclamarono i bambini, divincolandosi tra di loro e scuotendo le gonne ampie delle loro madri. Quel carretto apparì come un miraggio, un regalo di Natale nonostante fosse stato ancora Novembre: non solo la guerra era finita, addirittura il buon Signore ci permetteva di avere del gelato! Ma l’entusiasmo ben presto finì, ed i cori allegri dei bambini finirono col trasformarsi in lagne e pianti: i soldi erano pochi e per il gelato non ce ne erano abbastanza.
Paolina quella mattina era scesa al porto e anche lei, come gli altri bambini, era rimasta incantata a guardare quel carretto che a poco a poco lasciava la marina, portando via con sé il dolce sapore del cioccolato e della vaniglia. Ma Paolina, a differenza degli altri, rimase composta ed in silenzio: «Non si piange mica per una coppetta di gelato», pensò.
Aveva dieci anni, eppure già vestiva di nero: da quando suo padre, partito volontario per la guerra, non aveva più fatto ritorno, per sua madre vigeva il lutto. Calzamaglie scure, capelli raccolti, abiti color pece ed una medaglietta al collo contente il ritratto di Geremia erano oramai la tenuta ufficiale di Nina; non esisteva ricorrenza, estate o speranza: suo marito era partito da vivo e non aveva più fatto ritorno in paese, nemmeno da morto, e nessuno, tra i tanti che avevano preso parte alla guerra, sapeva che fine avesse fatto Geremia. Per lui non esisteva nemmeno una tomba su cui piangere, ma Nina, donna assai timorosa di Dio, affidava al Signore ogni sua preghiera affinché, almeno in Paradiso, quel malcapitato di suo marito potesse avere un posto.
Serie: Quello che resta
- Episodio 1: Anima Nera
- Episodio 2: L’Attesa – Il Canto delle Comari –
- Episodio 3: L’Attesa – Il profumo del ricordo –
Belle descrizioni. Spero di leggere presto il secondo capitolo
Ti ringrazio Rocco ☺️
Che bella scrittura. E’ come se avessi dipinto la scena del porto con colori vivi e brillanti, l’allagria del gelataio a contrasto, alla fine, della bambina vestita di nero e della guerra.
Ti ringrazio per averlo letto 😊
Notevole, aspetto “Quello che resta” ma sono ammirato da come ci hai presentato Paolina. Grazie!🌹🌹🌹
Spero di essere all’ altezza delle aspettative nutrite! Grazie mille ancora 😊
Un inizio che sa di verismo alla Verga, con tanto di porto e pescatori. Il rimando alla fine della guerra gli dà una collocazione temporale e quel soprannome di Franco, “u chianchiere”, mi fa pensare che la storia sia ambientata da qualche parte lungo la costa del catanese.
Seguiro’ con interesse.
Grazie Francesco! Tra poco scopriremo anche precisamente l’ambientazione 😉
“non esisteva ricorrenza, estate o speranza”
Davvero molto promettente questo inizio che avvolge il lettore in una storia famigliare antica che si fa attuale e storia di tutti. L’immagine della bambina vestita a lutto è molto efficace.
Grazie mille ,lo apprezzo molto 🙂
Finalmente un po’ di narrativa vera. Un “brava!” all’autrice.
Mi allineo alle impressioni espresse da @luisgroove9 , la partenza è ottima, scritto molto
bene, appena qualche minimissima sbavatura da limare con una seconda rilettura.
L’apparizione del carretto ha del mistico, in bilico tra inferno e paradiso: complimenti.
Grazie per averlo letto 🙂
Le dimensioni della scena, insieme alle atmosfere, le descrizioni da cui affiorano i sentimenti del racconto, le ho trovate accattivanti e ben disegnate, con tratti lievi, verso il finale più scuri e incisivi, in un contrasto interessante. Questo primo episodio invoglia a continuare la lettura.
Grazie per l’interessamento ☺️