Anselmo e Greta – Storia per bambini

C’era una volta un manutentore che viveva in un palazzo dell’edilizia popolare insieme alla moglie, una ex baldracca riciclatasi nel ruolo di matrona, e due figli non esattamente vispi. I due storditi si chiamavano Anselmo e Greta ed erano due penosi disadattati. Anselmo e Greta avevano strappato per miracoloso caso la licenza media, ma da anni ciondolavano senza costrutto, dilaniandosi di cibo spazzatura. Anselmo e Greta condividevano un’immonda stanza da letto. Una notte, non riuscendo a prendere sonno a causa dell’ingestione sconsiderata di una tegamata di polpette bollite nel sugo di rognone, udirono i genitori confabulare.

“Quei due letamai mangiano e bevono ad ufo senza combinare nulla da anni!” urlava il manutentore

“Sii!” faceva eco la moglie con voce stridula “Sono anche dei lezzi!” 

“Chissà come sarebbe stata la nostra vita senza di loro!” rincarava rabbiosamente il manutentore.

Anselmo e Greta, immaginando il tafferuglio che sarebbe divampato il giorno dopo al loro risveglio, prepararono delle molotov incendiarie da usare in caso di aggressione. Tuttavia finirono così tardi di preparare gli ordigni che la mattina seguente vennero facilmente sorpresi nel sonno dai loro ascendenti, i quali li bastonarono selvaggiamente per obbligarli ad alzarsi. Anselmo e Greta, ancora intontiti, cercarono riparo in sala da pranzo. Con loro enorme sorpresa, scoprirono che, seduto al tavolo di cucina, li stava attendendo Guglielmo detto “Sculacciapapere”. Sculacciapapere era il proprietario del più fiorente ristorante del quartiere. I genitori avevano ottenuto un periodo di prova finalizzato ad inserire entrambi i figli nell’organico del ristorante. La sera stessa Anselmo si ritrovò sbattuto in cucina come lavapiatti e Greta in sala come cameriera. Dopo poche sere di prova Sculacciapapere telefonò ai genitori dei due rimbambiti per comunicare il disastroso esito.

“Sono due ritardati. Non posso tenerli con me. Non tengono il passo. Creano disordine. Inoltre” concluse abbassando la voce ad un tono greve “li ho sorpresi a saccheggiare la dispensa in più di un’occasione. Sembravano bestie fameliche. Il mio cuoco cinese sostiene che sono spiriti del Male”.

Sculacciapapere non si rese conto che Greta stava origliando. Greta non attese neppure la fine della telefonata. La frustrazione per l’ennesimo umiliante fallimento le rimbombò nella mente come un tuono esploso ad un metro di distanza. L’idea di dovere subire l’ennesimo linciaggio verbale dei genitori la dilaniava. Greta guardò Anselmo, i suoi gesti goffi da imbranato, la sua bocca perennemente aperta, i suoi occhi pallati e gelatinosi da pesce lessato. In un attimo la consapevolezza le si palesò in tutta la sua ruvida ineluttabilità. Il mondo non avrebbe avuto alcuna pietà per loro. Anni di agonizzanti umiliazioni li attendevano nel tentativo di trovare una collocazione che mai avrebbero trovato. Greta ricordò delle molotov imboscate nello zaino parcheggiato nel vestibolo. Come un’automa lo afferrò. Si diresse quindi in cucina. Prima di aprire lo sportello del forno a gas acceso alla massima potenza, incrociò lo sguardo di Anselmo. Negli occhi di Greta vi era la folle serenità di chi ha concluso la battaglia interiore decidendo. Anselmo guardò dapprima perplesso il sorriso alienato della sorella. Poi, resosi conto dello zaino ormai prossimo all’imbocco del forno, sgranò gli occhi urlando “FERMATI SCIAGURATA !”. Il cuoco cinese, richiamato dall’urlo del rimbarcato, tentò di fuggire verso l’uscita urlando a propria volta: “CICCIOSTLONZOLA VOLERE DEMOLILE TUTTO!!”. Le invocazioni non scalfirono Greta. Chiuse lo zaino nel forno. Lo scatto disperato di Anselmo fu inutile. Le molotov surriscaldate produssero un boato talmente fragoroso da schiantare i due fratelli sulle pareti. La lingua di fuoco si estese a tutti i macchinari della cucina determinandone l’esplosione. L’architrave della chiostra franò. A cascata tutto il locale implose su stesso, seppellendo Sculacciapapere, il cuoco cinese, due camerieri di sala Anselmo e Greta. La notizia del sanguinoso disastro raggiunse la casa del manutentore. Dopo avere chiuso la porta di ingresso con sguardo accorato, ringraziando il pubblico ufficiale per essersi reso latore della terribile novella, i genitori, rimasti soli, aprirono festanti il la loro migliore bottiglia di vino. Finalmente avrebbero realizzato il loro sogno, ovvero aprire un ristorante senza la concorrenza di Sculacciapapere e senza la zavorra di quei due microcefali. Alla fine Anselmo e Greta avevano trovato il loro senso nel mondo, ovvero permettere ai genitori di realizzare il proprio sogno.

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Discussioni

  1. Cattivissimo. Hansel e Gretel ripassati nel grasso nero, e il finale coi genitori che stappano la bottiglia è di una crudeltà che ti fa ridere a denti stretti. Non fa prigionieri.